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Raccolta Differenziata Pubblicazioni

Scuola Agraria del Parco di Monza
Analisi dei modelli di raccolta dei rifiuti in relazione alle interazioni con la produzione pro capite di RU
Attilio Tornavacca, Enzo Favoino

Introduzione
L’emanazione del Decreto Legislativo 22/97 (Decreto Ronchi) sta determinando una forte spinta all’innovazione dei sistemi di gestione dei rifiuti urbani che riguarda in modo particolare gli orientamenti e le azioni da assumere per raggiungere l’obiettivo minimo del 35 % di raccolta differenziata delle frazioni riciclabili entro il 2003.

Questa normativa aveva formalmente recepito (con l’art. 3 che richiede di "favorire, in via prioritaria, la prevenzione e la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti...") anche il principio di base della legislazione comunitaria che individua nella riduzione della produzione dei rifiuti la prima e più importante priorità d’azione per governare efficacemente il problema della gestione dei rifiuti. Questo importantissima priorità non è stata sostenuta da provvedimenti vincolanti, obiettivi minimi o, ancor meglio, da seri incentivi economici; ciononostante, andrebbe comunque tenuta in conto nella valutazione comparata dell’efficacia dei diversi sistemi integrati di gestione dei RU, ed in specifico dei diversi schemi di raccolta differenziata.

La presente relazione si propone quindi di valutare le dinamiche dell’andamento della produzione dei rifiuti in relazione ai diversi modelli di organizzazione della raccolta differenziata e della raccolta dei rifiuti residui. Tale analisi evidenzierà soprattutto le interazioni di sistema che sono state riscontrate in alcuni casi di studio tra i modelli di raccolta adottati ed il quantitativo globale di RU ed assimilati intercettati dal servizio pubblico… (continua, zip 923 kb)



Produzione e Trattamento dei rifiuti speciali


Edito da ASSOAMBIENTE


Il volume può essere liberamente scaricato dal sito www.fise.org





"Dossier sulla raccolta secco-umido in Campania (anno 2001)"

Achab Editoria

L'emergenza rifiuti in Campania sembra ormai un ricordo lontano: eppure solo a gennaio 2001 la Regione si trovava a dover risolvere una situazione difficile. Legambiente Campania in collaborazione con il Commissariato di Governo Emergenza Rifiuti in Campania e la Novamont pubblica ora uno studio sui sistemi di raccolta secco-umido avviati lo scorso anno in alcuni comuni della regione. Dossier sulla raccolta secco-umido in Campania è uno studio realizzato tenendo conto dei dati di quei comuni che nel 2001, dunque in piena emergenza, hanno introdotto sistemi di raccolta dei rifiuti secco-umido. Tre le tipologie di comuni allo studio: sotto i 10.000 abitanti, tra i 10.000 e i 20.000 e dodici, tra cui Pomigliano D'Arco, Cava dei Tirreni, Battipaglia e Avellino, con più di 20.000 abitanti. La pubblicazione, edita dall'Achab Group analizza l'andamento delle raccolte differenziate per frazioni merceologiche e del compostaggio domestico, valutandone poi più attentamente i sistemi di raccolta secco-umido impiegati nei comuni. Lo studio è stato realizzato da Massimo Santucci in collaborazione con la cooperativa C.OP.ECO.scarl di Napoli (Giovanni Gallo, Lucia Malafronte) coordinati da Lorenzo Tani di Legambiente Campania. Il lavoro di ricerca prende in considerazione anche i costi del servizio, la comunicazione con i cittadini e le strategie messe a punto per la loro sensibillizzazione, lo scenario normativo con particolare riferimento ai principi generali del Decreto Ronchi e alla legge regionale, e infine la azioni intraprese dal Commissariato di Governo per far fronte all'emergenza.

Per saperne di più e consultare la pubblicazione liberamente, cliccka qui!

Copia del Dossier può essere richiesta a:
Legambiente Campania via Miroballo al Pendino, Napoli
Tel: 081.26.18.90
e-mail: campania@legambiente.campania.it



Il coinvolgimento dei cittadini nella gestione dei rifiuti

Franco Angeli Editore

L'editore Franco Angeli ha appena pubblicato Il coinvolgimento dei cittadini nella gestione dei rifiuti di Giorgio Osti, sociologo dell'Università di Trieste, sul coinvolgimento dei cittadini nella gestione dei rifiuti. Un nodo importante nella sfida alla riduzione dei rifiuti domestici riguarda il coinvolgimento dell'utente. Tutti concordano sul fatto che è un passaggio obbligato. Ma cosa significa coinvolgimento e, soprattutto, come si ottiene? Le imposizioni ope legis, pur essendo una base imprescindibile, non bastano. Anche l'informazione capillare, multimediale e ricorsiva è uno strumento di cui non si pu fare a meno. Lo stesso si pu dire per l'educazione ambientale nelle scuole. Il coinvolgimento, però, è qualcosa di più: esso implica un dialogo fra cittadino e personale del servizio di nettezza urbana; comporta una decisione, liberamente presa, di aderire ad un programma di raccolta differenziata; significa essere partecipi della vita del rifiuto dal momento in cui nasce fino al momento in cui viene eliminato. Alla luce di questi criteri, sono ancora poche in Italia le esperienze di coinvolgimento in senso pieno. Nel libro vengono presentati casi originali di coinvolgimento dei cittadini. Le forme, pur nella variet delle storie, sono riconducibili a due modelli: quello diretto, nel quale l'amministrazione locale si assume tutto l'impegno di comunicare con i cittadini, e quello mediato, nel quale vi sono figure sociali (ecovolontari, professionisti, spazzini di quartiere) incaricate di fare da tramite. Il coinvolgimento, per, non si realizza in uno spazio vuoto: esso condizionato dall'assetto territoriale e dalle scelte politiche. Ecco perch nel libro vi anche l'analisi di tutti i comuni di una regione (il Veneto), che ha registrato grossi cambiamenti negli ultimi anni. Dalla ricerca emerge che non contano solo i sistemi di raccolta, ma anche alcuni fattori sociali che rendono la geografia veneta del rifiuto quanto mai varia.





 




 

 
   
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