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Gennaio 2010

ACCORDO DI PROGRAMMA CNG/UNITEL/STUDI AMBIENTALI PER INCENTIVARE IL RECUPERO DEI RIFIUTI INERTI


Sottoscritto un Accordo di Programma tra il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, U.N.I.T.E.L e Studi Ambientali per incentivare il recupero dei rifiuti inerti per l’utilizzo di aggregati riciclati certificati attraverso la realizzazione della “Filiera RI-inerte”.

In occasione di Expoedilizia 2009 è stato presentato l’Accordo di Programma promosso dall’Associazione “Studi Ambientali” e sottoscritto dal C.N.G. (Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati) ed U.N.I.T.E.L. (Unione Nazionale Italiana Tecnici Enti Locali) per incentivare il recupero dei rifiuti inerti per l’utilizzo di aggregati riciclati certificati nell’attività delle costruzioni edili, stradali ed ambientali.

I rifiuti inerti da demolizione e da costruzione sono da tempo classificati come rifiuti speciali. Nel passato la Pubblica Amministrazione non ha dato la giusta attenzione a tale tipologia di rifiuto, ma in questi ultimi anni, sotto la spinta dell'Unione Europea, anche in Italia si sta dando una maggiore importanza alla gestione dei rifiuti da C&D.

Tuttavia ancora oggi è possibile constatare che notevoli quantità di questi materiali sono abbandonati abusivamente in maniera incontrollata su suoli pubblici e privati, provocando una diffusa deturpazione delle periferie urbane invase da cumuli di rifiuti.
Contemporaneamente si sta riscontrando una difficoltà crescente nel reperire materiali da cava poiché molte Amministrazioni Regionali stanno adottando misure sempre più restrittive nei riguardi delle attività estrattive per tutelare il proprio territorio.

Le cause di tale situazione possono essere sintetizzate in 3 fattori principali:
- Mancanza di controlli efficaci da parte delle autorità competenti;
-  Costi non trascurabili per lo smaltimento e il trasporto in discarica dei rifiuti;
-  Carenza nelle zone a maggiore densità abitativa di discariche autorizzate e/o di piattaforme per il recupero e il riciclo dei rifiuti.

Per cercare di eliminare, o almeno limitare quantitativamente, i fenomeni legati alla non corretta gestione dei rifiuti derivanti da costruzione e demolizione si è deciso di intraprendere una serie di iniziative, aventi lo scopo di “informare” e “formare” gli operatori del settore. L’Accordo di Programma, previsto dal Decreto Legislativo 3/4/2006 n. 152 (Testo Unico Ambientale), si presta dunque ad essere lo strumento da utilizzare per una serie di finalità.

Gli obiettivi che i sottoscrittori intendono raggiungere attraverso un’azione congiunta che coinvolge i Professionisti e tecnici del mondo delle costruzioni, le imprese e la Pubblica Amministrazione, ognuno secondo il proprio specifico ambito di competenza, sono:
-  riduzione della quantità di rifiuti prodotti e della loro pericolosità mediante l’adozione di modalità e tecniche costruttive e di demolizione effettuate seguendo le indicazioni previste nell’accordo;
- diminuzione del quantitativo totale di rifiuti inerti non pericolosi da costruzione e demolizione avviati in discarica tramite l’adozione di accorgimenti e tecniche costruttive che implichino un minor ricorso all’utilizzo di materie vergini e prevedano l’utilizzo di materiali che in caso di successivi interventi di ristrutturazione e/o eventuale demolizione, abbiano un minor impatto sulla produzione quali – quantitativa dei rifiuti;
- prevenzione dei fenomeni di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti inerti sul territorio, procedendo alla selezione e avvio a riutilizzo dei residui, che senza pregiudizio per l’ambiente e nel rispetto delle norme vigenti, possano essere utilmente reimpiegati quali materiali e componenti di nuove costruzioni;
-  innovazione degli impianti secondo le migliori tecnologie disponibili con lo scopo di realizzare un progressivo miglioramento delle prestazioni tecniche e ambientali;
-  miglioramento della qualità dei materiali inerti riciclati previa attestazione delle loro caratteristiche nel rispetto delle indicazioni contenute nell’accordo.

Per avere ulteriori dettagli sulle tematiche menzionate e conoscere le attività previste dall’Accordo rimandiamo alla lettura del Comunicato Stampa.

Fonte:
Donato Mastrangelo - Associazione "STUDI AMBIENTALI"
Tel-fax: 0835/556328 - e-mail: info@studiambientali.org

Scarica lo schema della struttura della Filiera RI-inerte.
Scarica il comunicato stampa dell’Accordo
C.N.G. - U.N.I.T.E.L. - Studi Ambientali

UN ACCORDO PER MIGLIORARE RACCOLTA E RICICLO DELLA CARTA


Comieco e Unionmaceri hanno firmato un accordo per la valorizzazione del macero e la qualità della raccolta differenziata.

Comieco (Consorzio nazionale per la raccolta e il recupero degli imballaggi a base cellulosica) e Unionmaceri (l’Associazione che in FISE Unire rappresenta le aziende del recupero della carta) hanno da poco siglato un accordo che definisce un nuovo quadro di riferimento per gli operatori del settore del recupero dei rifiuti in carta e cartone. L’obiettivo principale consiste nel migliorare la qualità della raccolta differenziata e del recupero della carta favorendo investimenti nell’innovazione.

L’intesa, che discende dall’Accordo Quadro ANCI/CONAI per la gestione dei rifiuti da imballaggio, nasce in considerazione del costante incremento del quantitativo della raccolta differenziata di carta e cartone (e della previsione di crescita ulteriore nei prossimi anni) in un contesto che vede l’offerta di macero superare la domanda dell’industria cartaria nazionale e che rende fruttuoso utilizzare al meglio tutte le opportunità di riciclo offerte, favorendo al contempo un maggior utilizzo dei prodotti riciclati attraverso l’applicazione concreta del “green public procurement”.

In sostanza, l’Accordo definisce criteri rigorosi per la scelta delle piattaforme di recupero cui conferire la raccolta differenziata e individua le caratteristiche tecnico-strutturali delle stesse, compresa la dotazione delle attrezzature e il possesso di una certificazione di qualità. Saranno previste forme di incentivazione per le piattaforme che dimostrino di effettuare investimenti nell’impiantistica ed automatizzazione dei processi di selezione e di cernita; gestione in qualità; informatizzazione e gestione dei dati.

Importanza prioritaria è attribuita, quindi, al miglioramento della qualità del macero in fase di raccolta e recupero, quale condizione necessaria per soddisfare gli standard qualitativi richiesti per l’impiego nei processi di riciclo, in accordo a quanto previsto dalla nuova direttiva europea sui rifiuti.

L’intesa fornisce inoltre i criteri e i parametri, anche economici, per la stipula a livello locale dei contratti tra cartiera e piattaforma per i servizi prestati da quest’ultima; infine, per verificare la qualità delle raccolte effettuate, è stata fissata una procedura di controllo dei ricevimenti in piattaforma ed è stato stabilito che piattaforma e Comune convenzionato stipulino specifiche intese per quanto riguarda la gestione delle frazioni estranee eccedenti il limite massimo e la copertura dei relativi oneri da parte del convenzionato.

L’accordo sottoscritto riguarda oltre 300 piattaforme e si rivela strategico alla luce dei dati relativi alla raccolta differenziata del 2009, che segnalano un incremento di circa il 4% sul 2008, grazie soprattutto al notevole +15% registratosi nel Sud del Paese.

L’Accordo, aperto a tutti gli operatori del recupero del macero, ha decorrenza retroattiva dal 1° settembre scorso, resta in vigore fino alla scadenza dell'Accordo Quadro ANCI-CONAI e sarà soggetto ad una verifica annuale.

Fonte:
Marco Catino - Ufficio stampa FISE Unire
m.catino@fise.org

HORTO: IL CASSONETTO RINASCE COMPOSTIERA


Parte un nuovo progetto per la realizzazione di una “filiera corta” nel ciclo della plastica.

In Trentino arriva HORTO, la compostiera che fa rivivere il cassonetto. Cosa avviene? Semplice: i cassonetti usati rinascono a nuova vita con l’avvio dell’innovativa “filiera corta” nel riciclo, lavorazione e riutilizzo della plastica.

L’idea è di Sartori Ambiente di Arco (TN) e nasce dall’esigenza di smaltire ingenti quantità di contenitori carrellati dismessi dalle società di gestione dei servizi ambientali, in occasione del passaggio dal sistema di raccolta stradale a quello “porta a porta”.

Questa originale “filiera corta” nel ciclo della plastica è realizzata interamente in Trentino da due aziende: la Plastberg di Lavis, che si occupa della macinazione, e la Sartori Ambiente di Arco, produttrice delle nuove compostiere. Dalla macinazione dei vecchi cassonetti recuperati viene prodotto un granulo in materia plastica che, riutilizzato, permette di realizzare le compostiere Horto senza l’impiego di fluoro carburi o di nuove materie prime.

Dolomiti Energia, gestore del servizio ambientale nei comuni di Trento e Rovereto, ha lanciato una campagna per la promozione del riciclaggio domestico del rifiuto organico, proponendo ai propri utenti l’acquisto di compostiere, totalmente realizzate dal riciclo di vecchi cassonetti, a prezzi agevolati (ovvero a prezzo di costo). L’iniziativa è volta a coinvolgere nuove famiglie di Trento e Rovereto, città dove ci sono ancora molte abitazioni dotate di giardino o spazi verdi all’aperto, nella buona prassi del trattamento e della trasformazione casalinga del rifiuto umido.

Ai cittadini viene così data la possibilità di ridurre la quantità dei propri rifiuti realizzando direttamente il compostaggio, ovvero la loro trasformazione naturale in compost, un ottimo terriccio naturale per orti e giardini.

La compostiera, utilizzabile in estate come in inverno grazie alle pareti termiche isolanti e termoregolanti necessarie per garantire un corretto processo di compostaggio, viene offerta da Dolomiti Energia al prezzo di costo di 39,60 euro. Queste le sue dimensioni: 77x77 cm, con un’altezza di 79 cm e un volume utile fino a 310 litri.

Fonte:
Ing.Luca Torresan - Sartori ambiente S.r.l.
Via S. Andrea, 51  - 38062  ARCO (TN) ITALY
Tel. +39 (0) 464 531643 - Fax. +39 (0) 464 515532
www.sartori-ambiente.com
E-mail: commerciale@sartori-ambiente.com

Scarica un'immagine delle originali compostiere realizzate dal riciclo di vecchi cassonetti

CAMBIO AL VERTICE CONAI


Il Consiglio di Amministrazione ha nominato Walter Facciotto nuovo Direttore Generale.

Walter Facciotto è stato nominato Direttore Generale di CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, subentrando, a partire dal 1° gennaio 2010, a Giancarlo Longhi con il quale ha collaborato in qualità di Vice Direttore. Tale nomina risponde alla volontà del CdA di garantire sia la continuità gestionale verso il mondo imprenditoriale e il sistema consortile stesso, che la valorizzazione dell’esperienza maturata da Facciotto.

Lavorando dal 1999 in qualità di Vice Direttore Generale, Walter Facciotto si è occupato, tra l’altro, dell’attuazione delle strategie del consorzio per il territorio, con particolare attenzione all’accordo quadro ANCI-CONAI, su cui si fondano la raccolta differenziata e il riciclo/recupero dei rifiuti da imballaggio in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro nel nostro Paese, contribuendo sin dall’inizio alla definizione e all’affermazione del modello italiano di gestione dei rifiuti di imballaggio, rappresentato dal sistema consortile CONAI.

Fonte: CONAI - Chiara Morbidini - tel.  02.54044264 -  morbidini@conai.org

Scarica la foto di Walter Facciotto, nuovo Direttore Generale di CONAI

STOP ALLE BORSE DI PLASTICA? RIMANDATO


Lo stop ai sacchetti di plastica slitta di un anno: per ora non ci sarà divieto di commercializzazione «di sacchi non biodegradabili per l'asporto delle merci».

Rimandata al primo gennaio del 2011 l'entrata in vigore del bando alla produzione e commercializzazione dei sacchetti per la spesa realizzati con materiali non biodegradabili previsto dalla finanziaria del 2007. Un emendamento inserito a luglio nel decreto anticrisi ha rimandato l'entrata in vigore della legge che avrebbe dovuto mettere al bando le vecchie ed inquinanti borsette di plastica a partire dal 2010.

Secondo le stime sarebbero ben 500 miliardi i sacchetti prodotti nel mondo in un anno mentre ce ne vorrebbero dai 10 ai 20 per smaltire una sola borsetta di plastica. In Italia, secondo i dati Legambiente, nel 2007 sarebbero state ben 300.000 le tonnellate di inquinanti sacchetti prodotti, una quantità che equivale a ben 200.000 tonnellate di Co2 immessa nel aria.

Le più importanti catene di supermercati, a partire da Despar, Coop e Auchan, hanno già abbandonato l'impiego delle vecchie "shopper" a vantaggio di soluzioni più ecocompatibili realizzate in materiali compostabili. Altre aziende, invece, per non giungere impreparate hanno scelto di incentivare l'impiego di soluzioni alternative come sacchetti di carta e borse di stoffa. Ma se la grande distribuzione organizzata, così spesso nel mirino dei media, ha accolto il cambiamento a favore di un comportamento più sostenibile, sono i piccoli negozianti, spesso quelli al dettaglio, a vedere con meno favore la novità.

Fonte: www.greenplanet.net

EMISSIONI - LE AZIENDE ITALIANE MIGLIORANO MA NON RISPETTANO KYOTO


Le imprese nazionali continuano a superare il limite fissato dal Pna ma è evidente un trend positivo rispetto ai risultati degli ultimi anni.

Nel 2008 le aziende italiane hanno prodotto una quantità di emissioni di anidride carbonica superiore a quanto prospettato dal Piano nazionale di allocazione (Pna) messo a punto per rispettare il Protocollo firmato nella città giapponese. È quanto emerge da una ricerca condotta da Eco-way, società italiana di consulenza nel settore dei cambiamenti climatici, su dati aggiornati a novembre 2009.

Spiega lo studio: con una produzione di CO2 pari a 220,6 milioni di tonnellate, le imprese tricolori superano il limite fissato dal Pna a 211,7 milioni di tonnellate di oltre 8,9 milioni di tonnellate (+4,2%). Va detto, però, che il trend è cambiato: nel 2008, infatti, le emissioni di CO2 sono state le più basse dal 2005, anno dell’entrata in vigore dell’Emission trading system (Ets, la “borsa” delle emissioni) con una riduzione del 2,3%. Gli analisti di Eco-way hanno passato al setaccio oltre mille stabilimenti italiani soggetti alla normativa Emission trading, notando come quasi tutti i settori registrino una riduzione delle emissioni rispetto ai tre anni passati. In particolare, fanno progressi ceramica e laterizi (-10,3%), calce e cemento (-8,6%), carta (-5%), raffinazione (-4,7%) e, seppur in tono minore, energia (-2,3%). Il settore del ferro e dell’acciaio, invece, non inverte il trend e registra un +11,7%. Stabile la produzione del vetro. Tutti i settori, nota il rapporto, hanno emesso meno delle quote limite previste.

Vi è, dunque, uno scostamento rispetto gli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto, però il dato del 2008, +4,2%, mostra un trend positivo rispetto ai risultati del 2007, che segnava un +11,4%. È evidente che solo attraverso un dialogo efficace e fattivo tra imprese e governo sarà possibile avvicinarsi agli obiettivi di Kyoto. E sarà fondamentale il peso che le nostre istituzioni riusciranno ad avere in ambito europeo per evitare gravi disparità tra aziende dello stesso settore ma di nazionalità diversa.

Fonte: www.e-gazzette.it

     2008 © achabgroup