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Giugno 2009

L’IMPEGNO DI TETRA PAK PER LO SVILUPPO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA E PER IL RICICLO DEGLI IMBALLAGGI: lo stato dell’arte in Italia.


Le confezioni Tetra Pak sono costituite principalmente da carta (in media il 74%) proveniente da foreste gestite in modo sostenibile secondo standard internazionali. In questo senso per lo sviluppo della raccolta differenziata e riciclo di questo imballaggio sono state trovate soluzioni all'interno del sistema industriale di riferimento, quello cartario. Nel 2001 infatti, Tetra Pak inizia uno studio di fattibilità per la raccolta differenziata dei cartoni per alimenti e, nel 2003, Tetra Pak e Comieco [Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica] sottoscrivono un Protocollo d’Intesa accordandosi sullo sviluppo della raccolta differenziata dei cartoni per bevande e sulla sua comunicazione a livello nazionale.

L’operazione promossa da Comieco e Tetra Pak si realizza grazie al significativo contributo delle aziende di raccolta, dei gestori delle piattaforme e delle cartiere di riferimento nel territorio che gestiscono raccolta e smistamento e avviano l’attività di riciclo congiunto: i cartoni per alimenti, insieme ad altri imballaggi a base carta, vengono avviati a riciclo presso le cartiere dove la parte di cellulosa viene separata grazie a una semplice azione meccanica a base acqua e trasformata, successivamente, in carta riciclata per nuovi utilizzi.

In alcune aree geografiche (Toscana, Trento...), i contenitori Tetra Pak vengono raccolti assieme alle raccolte multimateriale. In tal caso questi imballaggi vengono separati e avviati a riciclo dedicato con la possibilità di recuperare e riciclare anche la frazione residua di polietilene e alluminio, dando vita ad un nuovo materiale denominato Ecoallene®.


Per avviare correttamente il ciclo è importante che i cartoni raccolti e conferiti siano sciacquati e successivamente appiattiti. Si tratta di due semplici gesti che consentono un corretto e completo recupero di queste risorse. Quest'iniziativa è stata sostenuta da diverse campagne informative volte a richiamare l’attenzione sulle nuove modalità di raccolta del cartone per bevande in modo da incrementare la raccolta differenziata di carta, cartone e cartoncino e, grazie a questa azione congiunta, la raccolta differenziata dei contenitori Tetra Pak ha compiuto un ulteriore passo avanti: i cittadini coinvolti sono passati da 400.000 nel 2002 a quasi 26 milioni nel 2009in oltre 3.000 comuni (dati al mese di marzo).

Considerando invece l'intero ciclo di vita di un imballaggio, diversi studi di analisi del ciclo di vita (LCA) comparativi mettono in evidenza come consumi energetici ed impatti ambientali maggiori siano determinati principalmente dalla tipologia di materiale utilizzato e dalla sua quantità. In questo senso emerge come i contenitori Tetra Pak si dimostrino piú vantaggiosi in tutte le fasi di vita rispetto ad altre tipologie di imballaggi per liquidi alimentari, anche monomateriale, in quanto molto leggeri e costituiti prevalentemente da una risorsa rinnovabile come la carta, molto leggeri e ottimali per la fasedistributiva.

Ulteriori informazioni: www.tiriciclo.it e www.tetrapak.it

Fonte: Tetra Pak Italiana S.p.A.

BILANCIO CONAI 2008: PIÙ RICICLO CON MENO IMBALLAGGI L’Italia raggiunge e supera di 8 punti percentuali gli obiettivi di legge sul recupero e riciclo, nonostante la contrazione del 2,8% degli imballaggi immessi sul mercato


E’ uno scenario a due facce quello che viene presentato da CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, con il bilancio 2008. Se, da un lato, i risultati di recupero complessivo di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro sono positivi e raggiungono il 68,4% dell’immesso al consumo - superando di 8 punti percentuali l’obiettivo di legge - dall’altro si conferma una situazione negativa per il mercato dei materiali ottenuti dal riciclo.

La quantità di materiali riciclati è cresciuta nonostante la contrazione dei consumi, che ha portato ad un calo di imballaggi immessi sul mercato del 2,8%. Sono state riciclate 7.224.000 tonnellate di rifiuti di imballaggio (59,3% del totale immesso al consumo). Particolarmente significativi i risultati di riciclo della filiera della carta, che registra il 75,3% del totale immesso al consumo, con una crescita sull’anno precedente del 4,8%; della filiera dell’acciaio, che si attesta al 68,9% di riciclo; della filiera del legno, che conferma il livello del 52,5%, rispetto al 35% richiesto dalla legge. Le quantità smaltite in discarica, che nel 1998 rappresentavano quasi il 70% del totale, nel 2008 sono scese al 31%. Al contrario, i quantitativi avviati a recupero sono passati dal 30% nel 1998 al 69% nel 2008.

Al di là del quadro positivo dei risultati, si profilano nuove sfide nell’immediato futuro per far fronte alle difficoltà provocate dalla crisi economica, che rende difficile la collocazione dei materiali da riciclo sul mercato. A fine 2008, infatti, il sistema consortile ha dovuto rivedere al rialzo i Contributi Ambientali degli imballaggi di legno e plastica, a causa dei costi generati dall’incremento delle quantità di imballaggi da avviare a riciclo e del crollo dei listini delle materie prime seconde. Ora è necessario migliorare e rivedere il sistema di gestione della raccolta differenziata dei rifiuti per evitare gli sprechi di materiale nella fase di selezione e l’ulteriore crescita dei costi di separazione e di trasporto, dovuti alla scadente qualità della raccolta e alla carenza di impianti di riciclo in alcune zone del Paese.

Tra gli strumenti che potranno sostenere il settore, c’è l’Accordo quadro sulla raccolta differenziata urbana, rinnovato con l’ANCI a fine 2008, che nel quinquennio 2009-2013 garantirà ai Comuni il ritiro dei rifiuti di imballaggio raccolti a livello urbano, costituendo una sorta di “paracadute” per le amministrazioni che in questo momento faticano a collocare i materiali sul mercato del riciclo.

Clicca qui per scaricare:
“RECUPERO E RICICLO DEI RIFIUTI DI IMBALLAGGIO - RISULTATI 2008”

Ulteriori informazioni:
Chiara Morbidini, tel. 02.54044264 morbidini@conai.org

Fonte: CONAI - Consorzio Nazionale Imballaggi - http://www.conai.org

“RIFIUTI SPECIALI”, CRESCE L’ESPORTAZIONE: + 60% IN 3 ANNI Presentato il Rapporto Assoambiente sui flussi di rifiuti da attività produttive in entrata e uscita dall’Italia: “esportiamo per carenza di impianti e importiamo per supplire alla raccolta differenziata”.


Cresce a ritmo sostenuto l’esportazione dei rifiuti speciali
(da attività produttive) inviati all’estero per l’assenza sul territorio nazionale di adeguati impianti di trattamento e per le condizioni di smaltimento economicamente vantaggiose offerte da alcuni Paesi; cresce, pur se gradualmente, anche il fenomeno dell’importazionedei rifiuti speciali, utilizzati come materie prime nell’industria del recupero, non soddisfatta dalle raccolte differenziate nazionali.

Sono queste le principali tendenze emerse dal primo Rapporto su “Il movimento transfrontaliero dei rifiuti”, presentato a Roma da FISE Assoambiente, associazione che in Confindustria rappresenta le aziende che operano in campo ambientale.

Nel 2005 (ultimi dati MUD disponibili su import/export) sono state esportate dall’Italia 1,9 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (+60% rispetto al 2002) ed importate circa 1,4 milioni di tonnellate. In particolare, sono aumentati i flussi di “pericolosi” (prodotti da trattamento meccanico, fluff, ceneri/scorie e apparecchiature fuori uso), passati a circa 573.000 tonnellate nel 2005 (+350% dal 2002).

La Germania presenta un’alta capacità di smaltimento e costituisce la meta di gran parte dei rifiuti speciali italiani esportati (542mila tonnellate l’anno), che vengono poi utilizzati, ad esempio, per la messa in sicurezza (riempimento) delle miniere di sale.

A livello territoriale, il 60% dei rifiuti esportati parte dal Nord, il 6% dal Centro e il 32% dal Sud. In particolare, anche per aspetti connessi all’industrializzazione, la Lombardia è la regione che raggiunge i più alti livelli di esportazione dei rifiuti speciali (32% del totale) e i più alti livelli di importazione (919.000 tonnellate su un totale italiano di 1,4 mln di tonnellate).

Clicca qui per scaricare:
“Il movimento transfrontaliero dei rifiuti” – Sintesi del Rapporto

Ulteriori informazioni:
Marco Catino Responsabile Ufficio Stampa
FISE  Federazione Imprese di Servizi
Via del Poggio Laurentino, 11 - 00144, Roma
tel. 06-9969579; fax 06-5919955 - m.catino@fise.org

Fonte: Comunicato Stampa FISE Assoambiente

LA COLLABORAZIONE CHE PREMIA: “DIFFERENTEMENTE” VINCE IL CONCORSO SFIDE 2009.


Importante riconoscimento per “Differentemente”, lacampagna di comunicazione e sensibilizzazione della Regione Puglia, premiata dal ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Stefania Prestigiacomo, in occasione del Forum PA di Roma, nell'ambito del concorso“Sfide, dalla buona pratica alla buona amministrazione”.

Organizzato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento dello Sviluppo delle Economie Territoriali, dall'Unione Province Italiane e dall'Associazione delle Autonomie Locali, il concorso “Sfide” ha chiamato a raccolto ben 91 progetti da tutt'Italia, uniti dal tema dell'energia e suddivisi in  diversi ambiti: piani energetici, sviluppo fonti rinnovabili, sostenibilità, uso virtuoso del ciclo dei rifiuti.

“Differentemente” ha ottenuto il primo premio fra i 17 partecipanti alla sezione “Uso virtuoso del ciclo dei rifiuti”. Fra le motivazioni del successo, l'applicazione del “dogma della collaborazione” che ha permesso l'interazione di soggetti diversi fra loro (forze dell'ordine, istituti di ricerca, scuole), in particolar modo di Guardia di Finanza, Carabinieri, Corpo Forestale, ARPA, CNR-IRSA, e sistema INFEA, per raggiungere e sensibilizzare il mondo imprenditoriale, i cittadini, la scuola sul tema dei rifiuti.

Uno dei punti cardine del progetto “Differentemente” è stata l'attivazione di un percorso ad hoc nelle scuole, attraverso la rete INFEA della Regione, che raccoglie i Centri e i Laboratori di Educazione Ambientale di tutta la Puglia. In questo settore, il CEA Elaia del Comune di Bitonto ha avuto il compito di coordinare l'attività nelle scuole della Provincia di Bari e realizzare i materiali didattici della campagna di sensibilizzazione. Da novembre 2008 a febbraio 2009, il CEA Elaia ha coinvolto più di 20 istituti scolastici, di ogni ordine e grado, di 15 Comuni della Provincia di Bari, per un totale di oltre 13mila studenti partecipanti. Una mostra itinerante, con pannelli a tema, ha percorso tutto il territorio, distribuendo materiale informativo e didattico alle scuole aderenti. Dopo le lezioni in aula e le attività formative, gli studenti hanno avuto modo di conoscere da vicino la chiusura del ciclo dei rifiuti, con una visita guidata ad un impianto di conferimento della raccolta differenziata.

Ulteriori informazioni:
Cea Elaia (comunicazione@elaiabitonto.it) e Ufficio Comunicazione e informazione del Comune di Bitonto comunicazione@comune.bitonto.ba.it)

Fonte: Comunicato a cura del Cea Elaia e del Comune di Bitonto

PUBBLICATO DA LEGAMBIENTE IL RAPPORTO ECOMAFIA 2009 - LE STORIE E I NUMERI DELLA CRIMINALITÀ AMBIENTALE


Prefazione di Pietro Grasso - Procuratore nazionale Antimafia

Due boss della mala reggina costruiscono una scuola barando sulla qualità del  calcestruzzo. Durante una conversazione telefonica, uno dei due suggerisce di mettere meno cemento e più sabbia nell’impasto; l’altro gli risponde scocciato che in questo modo la pompa idraulica rischia di bruciarsi. Né l’uno né l’altro vengono sfiorati dalla preoccupazione che in questo modo la scuola rischia di crollare.

Ecomafia 2009 racconta storie come queste e rilegge un anno intero attraverso i numeri e i fatti della criminalità ambientale: traffici illeciti di rifiuti, abusivismo edilizio e appalti truccati, racket degli animali, archeomafia, agromafia, incendi boschivi e così via. Con una certezza: l’ecomafia non conosce crisi, anzi è sempre in forma smagliante.

I numeri sono quelli ufficiali delle forze dell’ordine. Le storie, invece, danno senso, luogo, nome e faccia a quei numeri. Ci sono le vittime e i carnefici, le guardie e i ladri. E se i confini nazionali si sono fatti stretti, la scena del crimine si sposta su scala globale: ogni angolo del pianeta è buono per trafficare rifiuti, opere d’arte e specie animali protette.

Ben 25.776 ecoreati accertati, cioè quasi 71 al giorno, 3 ogni ora. Più del 48% si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, il resto si spalma democraticamente su tutto il territorio nazionale. Il 2008 è l’anno dei record per le inchieste contro i trafficanti di rifiuti, ben 25. Con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro, soldi sporchi accumulati avvelenando l’ambiente e i cittadini. La montagna discorie industriali gestite illegalmente dalla “Rifiuti Spa” in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, quasi quanto l’Etna. Non è mai stata così alta.

Anche l’abusivismo edilizio non conosce tregua: 28 mila nuove case illegali e un’infinità di reati urbanistici, soprattutto nelle aree di maggior pregio. E poi il saccheggio del patrimonio culturale, boschivo, idrico, agricolo e faunistico. Il perché sta tutto in un numero: 20,5 miliardi di euro. È l’incasso totale dell’ecomafia. Alla faccia della crisi economica.

Fonte: www.legambiente.eu

“PORTA LA SPORTA!", iniziativa promossa dall'Associazione dei Comuni Virtuosi con il patrocinio del WWF, per invogliare cittadini e amministrazioni a ridurre l'uso della plastica.


L' iniziativa "Porta la Sporta!" viene promossa dall'Associazione dei Comuni Virtuosi con il patrocinio del WWF presso tutti i Comuni, le associazioni e singoli cittadini del territorio italiano. L'iniziativa ha ottenuto il patrocinio di numerose Province e Regioni e l'adesione al progetto da parte di altri enti, associazioni e aziende.

In Italia l'eliminazione dei sacchetti non biodegradabili, a cui la stampa ha fatto riferimento negli ultimi due anni, ben difficilmente potrà avvenire nel 2010, visto che i decreti attuativi non sono mai stati emanati: occorre partire con una mobilitazione dal basso. Diventa dunque estremamente importante rendere consapevole il cittadino della relazione esistente tra un certo "automatismo abitudinario" e i danni ambientali.

Dei 200 milioni di tonnellate di plastica prodotte annualmente, circa la metà viene usata per produrre articoli monouso o imballaggi che vengono buttati entro un anno. In Europa ne vengono prodotte 44 milioni di tonnellate e solo in Italia 9 milioni. La quantità di rifiuto plastico monouso che in Europa finisce in discarica o negli inceneritori va dai 5 ai 10 milioni di tonnellate, con costi di smaltimento impressionanti e un forte impatto inquinante.

Sostituendo il sacchetto usa e getta con borse riutilizzabili, si vuole promuovere presso i cittadini altre successive buone prassi individuali che riducano l'immissione della plastica nell'ambiente: l'acquisto di prodotti sfusi come detersivi, latte e altri prodotti come la frutta e verdura, l'utilizzo di pannolini lavabili per il neonato, ecc. Per raggiungere dei risultati concreti sia in termini di riduzione dei rifiuti a monte, sia nel contrasto all'abbandono di plastica e rifiuti nell'ambiente, l'iniziativa invita tutte le parti interessate nella possibile soluzione a fare ognuno la propria parte: cittadini, amministrazioni, aziende, associazioni, scuole. L'iniziativa si pone anche come modello di educazione ambientale e si ispira a un piano di azione già sperimentato con estrema efficacia in Inghilterra (Plastic bag free cities).

Ulteriori informazioni: sito della campagna www.portalasporta.it

Fonte: www.wwf.it

TIA (TARIFFA INTEGRATA AMBIENTALE): I COMUNI POSSONO ADOTTARLA SU BASE VOLONTARIA DAL 31 DICEMBRE 2009


Il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 26 giugno un decreto-legge che fa slittare le scadenze precedentemente previste per diverse misure ambientali.

Il DL 208/2008 (art.5 comma 2-quater) stabiliva che, a partire dal 30 giugno 2009, se il Ministero dell'Ambiente ancora non avrà adottato il regolamento in attuazione del comma 6 dell'articolo 238 del D.lgs. n.152/2006 (relativo alle componenti e i costi per la tariffa integrata ambientale) i Comuni avranno la facoltà di adottare di propria iniziativa la tariffa integrata ambientale, in base alle disposizioni vigenti, cioè secondo quanto stabilito dall'art 49 del D.Lgs. 22/1997 e dal regolamento attuativo definito dal DPR n. 158/1999 (“Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani”).
Il termine per l'adozione del nuovo regolamento attuativo della tariffa passa al 31.12.2009
e di conseguenza slitta alla stessa data anche la possibilità di passaggio autonomo dei Comuni dalla Tarsu alla Tia. La proroga, sostiene il Governo, è dovuta a motivi di razionalità, coerenza e sostenibilità dei costi.

Fonte: www.ecosportello.org

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