Analisi preliminare del sistema egate a calotta con chiave elettronica
eGate è un pacchetto di servizi che permette il controllo quantitativo e qualitativo dei conferimenti del rifiuto domestico residuo prodotto da ogni singolo utente. E’ una soluzione semplice e conveniente per passare dalla tassa alla tariffa. Le norme europee e nazionali in tema di rifiuti domestici prevedono il passaggio dalla tassa alla tariffa, che deve essere determinata in base all’effettiva quantità di rifiuti prodotti dall’utente.
eGate ha la funzione di un contatore dei rifiuti prodotti da ogni utente: il sistema raccoglie i dati dei contenitori di ogni singolo utente, li elabora e li invia al comune per la fatturazione personalizzata. Proprio come succede per il gas o l’energia elettrica.
Il sistema è così composto:
LA CALOTTA PER IL CONTROLLO DEL CONFERIMENTO DEI RIFIUTI DOMESTICI La calotta viene montata direttamente sul coperchio degli esistenti cassonetti stradali. Essa è relizzata in acciaio inossidabile ed ha una capacità standard di 15 litri (altri volumi disponibili a richiesta). Non necessita di allacciamenti elettrici visto che l’energia viene fornita dalla chiave elettronica. Il coperchio del contenitore stradale viene bloccato con un apposito sistema di chiusura che ne rende possibile l’apertura solo all’atto dello svuotamento nel mezzo di trasporto.
IL BLOCCAGGIO DEL CASSONETTO
Per far si che l’introduzione dei rifiuti nel cassonetto possa avvenire solamente attraverso la calotta, il coperchio del cassonetto dev’essere bloccato a mezzo di un apposito sistema di chiusura a gravità che ne rende possibile l’apertura solo all’atto dello svuotamento nel mezzo che effettua la raccolta.
Le principali caratteristiche possono essere riassunte come segue:
Quando il cassonetto viene capovolto il sistema di chiusura si disattiva consentendo l’apertura del coperchio.
Il sistema di chiusura è dotato di un dispositivo di sicurezza che interviene in caso di disfunzioni.
Il sistema di chiusura a gravità può essere aperto manualmente dal
personale addetto alla raccolta con la chiave fornita in dotazione.
Inossidabile, robusto, facile nell’utilizzo e nel montaggio.
Il sistema di chiusura a gravità può essere aperto manualmente dal personale addetto alla raccolta con la chiave fornita in dotazione.
Inossidabile, robusto, facile nell’utilizzo e nel montaggio.
LA CHIAVE ELETTRONICA
E’ l’elemento centrale del sistema che regola l’accesso al servizio di raccolta rifiuti. Ogni singolo utente viene riconsciuto e registrato (nominativo, ora e data) nel momento in cui introduce la chiave nella calotta per conferire il rifiuto residuo nel contenitore. La chiave fornisce l’energia necessaria al funzionamento della calotta.
IL TERMINALE PER IL RILEVAMENTO DATI Il terminale portatile viene utilizzato per effettuare il rilevamento dei dati memorizzati dalla calotta.
Il presente studio, realizzato a cura del Gruppo di Studio sul Compostaggio e la Gestione Integrata dei Rifiuti della Scuola Agraria del Parco di Monza ha avuto come oggetto un’analisi del sistema emz-ta eGate a calotta . L’indagine ha permesso di evidenziare i vantaggi dell’applicazione della calotta ai cassonetti stradali ed i contesti in cui questo sistema può ottimizzare la gestione integrata dei rifiuti permettendo un controllo dei conferimenti del rifiuto non riciclabile nei cassonetti stradali.
Terra Futura 2008, dal 23 al 25 maggio a Firenze, Fortezza da Basso (FI)
Salvaguardia del pianeta terra, sviluppo umano e beni comuni come sempre al centro di Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, che si svolgerà alla Fortezza da Basso (Firenze), dal 23 al 25 maggio 2008.
Terra Futura torna per la sua quinta edizione, con progetti ed esempi concreti di un vivere diverso che spaziano dalla tutela dell’ambiente alle energie alternative rinnovabili, dall’impegno per la pace alla cooperazione internazionale, dal rispetto dei diritti umani alla finanza etica, e ancora commercio equo, turismo responsabile, edilizia sostenibile, responsabilità sociale d’impresa...
83.000 i visitatori nel 2007, un’edizione che ha visto crescere del 25% il trend generale della manifestazione, con 500 aree espositive, oltre 4.000 enti rappresentati, 190 appuntamenti culturali fra convegni, dibattiti e workshop con 1.000 relatori coinvolti e ancora 100 momenti di animazione e laboratori di “buone pratiche”.
Nell’ampia rassegna espositiva, anche quest’anno presenti associazioni e realtà del non profit, imprese eticamente orientate, enti locali e istituzioni, a testimoniare come comportarsi in modo “alternativo” sia possibile in ogni ambito dell’abitare, del produrre, del coltivare, dell’agire, del governare. Ricco anche il programma culturale, che vedrà intervenire a Firenze numerosi esperti e testimoni provenienti dal mondo della politica, dell’economia e della ricerca scientifica, dal terzo settore, dalla cultura e dallo spettacolo.
È una riflessione profonda quella che ispira Terra Futura 2008: se è vero che i cambiamenti climatici, l’emergenza energetica, la crisi della biodiversità e la crescente scarsità della risorsa idrica preoccupano un sempre maggiore numero di persone - così come il progressivo aggravarsi nel mondo di squilibri e disuguaglianze, ormai riconosciuto da tutti - è altrettanto evidente che manca una strategia comune in grado di affrontare le enormi sfide poste da questi problemi. Mentre sul piano teorico è ampia la consapevolezza che le questioni sociali, ambientali ed economiche sono assolutamente inscindibili le une dalle altre, quando si passa all’azione, di fatto, prevalgono ancora i particolarismi.
Alla luce di queste considerazioni Terra Futura 2008 - promossa e organizzata da Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus per conto del sistema Banca Etica (Banca Etica, Consorzio Etimos, Etica SGR, Rivista ”Valori”) e Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale s.c., e realizzata in partnership con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete, Legambiente – sceglie come tema centrale quello delle Alleanze.
Se aria, acqua, terra, ma anche lavoro, pace, cultura e informazione sono ormai indicati come beni comuni, i mondi dell’economia, della politica e della società civile rimangono lontani dall’adozione di un piano condiviso che riunisca sulla stessa piattaforma di diritti tutti gli abitanti della terra e renda concreto l’impegno per la sostenibilità economica, ambientale e sociale del pianeta. Nessuno può farcela da solo: oggi è necessario incentivare la riflessione sul tema delle politiche strategiche e di lunga portata dei governi e delle imprese, perché solo un’alleanza trasversale e duratura fra le varie componenti della società può portare a risultati significativi.
La riflessione alla Fortezza da Basso si concentrerà ancora una volta sulla necessità di prassi quotidiane guidate da un’ottica di condivisione di bisogni e risorse. «Esistono già esempi di alleanze: il commercio equo inizia ad interessare le grandi imprese, e sul versante dei cambiamenti climatici una rete mondiale informale (fatta di scienziati, istituzioni internazionali, governi locali, imprese) punta da anni all’ecoefficienza - dice Ugo Biggeri, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica - e ancora, molti cittadini si interrogano sui consumi e sull’uso dell’energia. I risultati si vedono: le buone pratiche, per esempio nella bioedilizia, si diffondono rapidamente assieme alla consapevolezza sui problemi. Oggi - continua Biggeri - si dovrebbero rendere queste alleanze più esplicite ed efficaci, traducendole in richieste politiche che indirizzino più velocemente verso i cambiamenti necessari, disincentivando economicamente i comportamenti insostenibili».
Terra Futura 2008 è realizzata in collaborazione con Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Firenze Fiera SpA, e numerose altre realtà nazionali e internazionali.
Imballaggi in legno: un settore cruciale per l’economia e la logistica del sistema italia
“In questo mondo tutto va dappertutto, e lo fa grazie agli imballaggi in legno”.
Con questo motto si è concluso il “Secondo convegno nazionale dell’imballaggio di legno. Analisi, qualità ed evoluzione: le principali opportunità per le imprese”, che si è svolto a Milano il 28 marzo scorso.
All’incontro, promosso da Rilegno e dal Consorzio Servizi Legno Sughero – costola di Assoimballaggi - hanno partecipato oltre 200 persone, a conferma della necessità avvertita dagli operatori e dalle associazioni di categoria di confrontarsi e aggiornarsi su un settore in continua evoluzione.
“Siamo molto soddisfatti dell’alta partecipazione registrata al convegno, in particolare della massiccia adesione delle associazioni di settore – commenta Fausto Crema, presidente di Rilegno. –Il comparto degli imballaggi in legno, per anni segnato da divisioni, ha capito che l’unione e il confronto sono indispensabili. Per questo Rilegno, che nel 2007 ha permesso di recuperare oltre il 63% degli imballaggi di legno immessi al consumo, è orgoglioso di essere tra gli enti promotori di questo Convegno Nazionale, un appuntamento unico e irrinunciabile per il comparto italiano dell’imballaggio di legno. Un appuntamento la cui cadenza annuale è stata riconfermata anche per il 2009”.
“Le parole chiave per il mondo dell’imballaggio di legno” aggiunge Michele Ballardini, presidente di Assoimballaggi (l’ente promotore dell’iniziativa, nel 2007, insieme a Rilegno)”e in particolare per il mondo del pallet sono ‘qualità’, ‘sostenibilità’, ‘riduzione sistematica dei costi’, ‘ottimizzazione logistica’. Il convegno, che consente un confronto serrato e puntuale è certamente indispensabile per il comparto. Non c’è tempo per rimanere a guardare passivamente e lasciare che il futuro piombi addosso ai produttori: fautori delle innovazioni e leader devono cogliere le opportunità delle sfide lanciate dal mercato”.
Nel corso dell’incontro sono emerse luci ed ombre di un settore fondamentale per la logistica e lo sviluppo dell’economia nazionale, che registra un totale di 2.860.000 tonnellate di imballaggi in legno immessi al consumo in Italia nel 2007, tra cui pallet (circa il 60%, tra pallet nuovi e riparati ri-immessi al consumo), imballaggi industriali (19%), cassette per frutta e verdura (8%), bobine, doghe, sughero e altro.
Uno dei dati più positivi emersi è il totale di imballaggi in legno avviati al recupero, illustrati da Marco Gasperoni, Responsabile Area Tecnica di Rilegno: se la legge fissa a 35% la percentuale minima di riciclaggio per i rifiuti da imballaggio in legno, il Consorzio Rilegno vanta cifre che vanno ben al di là del minimo richiesto dalla legge: nel 2007 sono stati infatti avviati al riciclo oltre il 55% di imballaggi immessi al consumo, dato che supera il 63% se si aggiunge il quantitativo avviato al recupero energetico. Un totale di 960.205 tonnellate di rifiuti in legno provenienti da imballaggi che Rilegno avvia al recupero, grazie alla diffusione capillare di 359 piattaforme di raccolta sull’intero territorio nazionale, e alle convenzioni con gli enti pubblici che garantiscono la copertura di circa 4.500 Comuni e un totale di circa 40 milioni di abitanti serviti.
Tra i numerosi interventi, Roberto Tengg ha inquadrato il mercato del legno e la disponibilità di materia prima per i produttori di imballaggi, sottolineando le conseguenze che avranno sul mercato i 2 recenti uragani che si sono abbattuti sull’Europa Centrale (Paula ed Emma), che hanno divelto circa 14 milioni di metri cubi di legname, che andranno certamente ad aumentare i volumi della produzione.
Il convegno è stata l’occasione per approfondire diversi aspetti del comparto degli imballaggi in legno: dagli aspetti normativi relativi all’etichettatura degli imballaggi a quelli legati al problema delle muffe nel legno, dalla ricerca sulle prestazioni degli imballaggi all’importanza degli strumenti di marketing nella vendita, dai dati statistici del settore all’aggiornamento sulla legislazione nazionale e internazionale per le imprese.
Sul sitowww.rilegno.org(alla voce “documentazione – convegno 28 marzo”) sono disponibili tutte le relazioni presentate al convegno:
Il mercato del legno e la disponibilità di materia prima per l’imballaggio di legno: prospettive e previsioni
(Roberto Tengg - Agrifor International)
I rifiuti di legno – i dati e le prospettive di utilizzo
(Marco Gasperoni, Rilegno)
Etichettatura ambientale degli imballaggi, dichiarazione di conformità e requisiti minimi per l’imballaggio di legno
(Marco Sachet, Istituto Italiano Imballaggio)
Ricerche sull’idoneità igienico sanitaria del legno a contatto con gli alimenti (Maria Rosaria Milana, Istituto Superiore Sanità)
Sistema Epal in Italia tra conservazione e innovazione: l’etichettatura dei pallet (Nicola Semeraro, Comitato tecnico Epal)
Il problema delle muffe sugli imballaggi in legno
(Corrado Cremonini, Facoltà di Agraria - Università di Torino)
Le attività di ricerca – il lavoro del CRIL: prestazione dei pallet a confronto nel tempo, analisi chimiche sugli imballaggi a fine vita,certificazione dei pallet fuori standard
(GianMario Carniel, CRIL)
Strumenti di marketing nella vendita degli imballaggi in legno
(Luca De Nardo, giornalista)
I dati statistici nel comparto dell’imballaggio di legno
(Plinio Iascone, Istituto Italiano Imballaggio)
ISPM 15 – aggiornamenti internazionali e nazionali, l’operatività per le imprese (Bruno Faraglia, Comitato fitosanitario centrale del ministero delle risorse agricole alimentari e forestali)
Riciclo e recupero dei materiali di imballaggio: risultati 2007 e nuove prospettive
Milano, 23 aprile 2008
Nel 2007 il recupero degli imballaggi immessi al consumo sfiora il 70% (67,7%). Di questo, la quota di riciclo raggiunge il 57,1%, mentre il recupero energetico tramite termovalorizzazione, il 10,6%. In termini di volumi, delle 12 milioni e 452 mila tonnellate immesse al consumo, ne sono state quindi recuperate quasi 8,5 milioni.
Questi in sintesi i risultati presentati da CONAI: il recupero complessivo supera di quasi 8 punti percentuali gli obiettivi previsti dalla normativa nazionale ed europea al 2008 e il riciclo segna incrementi particolarmente significativi per carta (+7,8%), alluminio (+7,7%) e plastica (+ 6,3%). Con il riciclo del vetro giunto al 60% e quello dell’alluminio al 51,4%, nel 2007 tutti e sei i materiali raggiungono di fatto gli obiettivi di riciclo stabiliti per legge con un anno di anticipo.
Dopo oltre dieci anni di attività, CONAI si conferma un sistema capace di supportare la crescita di una gestione ecosostenibile dei rifiuti nel Paese: sono quasi 7.000 i Comuni convenzionati sulla base dell’Accordo nazionale stipulato con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio, per un totale di 55.000 000 di cittadini serviti e quasi 500 le piattaforme diffuse sul territorio per il ritiro e l’avvio a riciclo degli imballaggi secondari e terziari. La raccolta degli imballaggi in convenzione raggiunge nel 2007 un volume di 3.350.000 tonnellate e rappresenta quasi il 40% del materiale proveniente della raccolta differenziata complessiva dei Comuni.
“L’azione del CONAI è diventata strategica nella messa a punto di un servizio a sostegno del territorio, e quindi degli enti locali, per le attività di raccolta differenziata – dichiara Roberto De Santis, Presidente CONAI - concentrandosi in particolare sull’attuazione del Piano Straordinario a favore delle Regioni del Sud e sulle aree in ritardo sugli obiettivi di legge. Purtroppo, dei 6 milioni di Euro messi a disposizione per il Piano Sud, ad oggi si è riusciti a spenderne meno di un terzo, segno che si rende necessaria una più forte attenzione e sensibilizzazioni da parte delle istituzioni locali nell’attuare i piani di raccolta sul territorio. Non mancano tuttavia i casi positivi (Bari, Avellino, Reggio Calabria) e i segnali di ripresa, tanto che nel 2008 è stata messa a budget una spesa di 3 milioni di Euro“.
Per dare una misura delle possibilità non messe a frutto, sono stati calcolati i costi del non fare una corretta raccolta e valorizzazione dei rifiuti di imballaggio. Nella sola Campania, nell’ipotesi di una raccolta degli imballaggi al 15%, i mancati benefici sono stimati in 90 milioni di euro annui, fra mancati corrispettivi derivanti dall’accordo ANCI/CONAI, costi di smaltimento evitati ed ecotasse per il conferimento in discarica, derivanti dal mancato raggiungimento degli obiettivi di legge sulla raccolta differenziata. Nel caso la raccolta arrivasse al 20%, i costi del non fare salirebbero a 124 milioni di euro all’anno.
Infine, per testimoniare l’attenzione del mondo delle imprese presenti in CONAI alla lotta all’inflazione e all’aumento del prezzo è stato deciso di ridurre il Contributo Ambientale sugli imballaggi cellulosici da 30 a 22 euro a tonnellata a partire dal 1° luglio 2008: l’operazione non influirà sulle attività di riciclo e recupero di carta e cartone e sulle risorse messe a disposizione dei Comuni impegnati nella raccolta differenziata. La diminuzione del Contributo Ambientale sarà infatti compensata dalla crescita del valore di cessione del macero.
Raccolta differenziata nel padovano: nel 2007 i comuni Etra sfiorano il 70%
Continuano a migliorare i dati relativi alla raccolta differenziata per i 34 Comuni del padovano dove Etra gestisce il servizio rifiuti. La percentuale di raccolta differenziata si è infatti attestata al 69% nel 2007, a fronte di un 63% del 2006. In termini pratici, questo ha significato circa 8 mila e 500 tonnellate di rifiuto in meno conferito in discarica rispetto all'anno precedente.
Positivo anche il dato sulla produzione di rifiuto procapite annua. Si è passati dai 465 chilogrammi ai 458, segno che i cittadini oltre a differenziare sempre di più e sempre meglio, sono anche attenti a produrre meno rifiuti, rispondendo così positivamente alle campagne di sensibilizzazione che Etra avvia ogni anno finalizzate ad incentivare acquisti “intelligenti” e a diffidare degli imballaggi inutili.
Venendo ai diversi Comuni, primeggiano nella classifica dei più virtuosi quei Comuni che hanno introdotto la tariffa a svuotamento, posizionandosi molto al di sopra della media. Segno che la responsabilizzazione del cittadino è la strada maestra per riciclare sempre di più! Tra questi sono da citare i Comuni di S. Giustina in Colle, con un importante 78,5%, e di Borgoricco, che nel 2007 ha fatto un balzo in avanti di quasi 9 punti percentuali attestandosi sul 75,5% proprio grazie all'introduzione della tariffa a svuotamento. Nel 2006 aveva raggiunto il 66,2%. Addirittura 12 i Comuni che superano quota 70%, mentre 24 si attestano comunque sopra il 60%. Uno solo si limita a sfiorare questa percentuale, fermandosi al 59,2%. Balzo in avanti anche per Cadoneghe, che ha introdotto la raccolta differenziata con press container ed isole ecologiche interrate con accesso a chiave eliminando i classici cassonetti stradali: è passata dal 49,6% del 2006 al 74,3% del 2007. Tra gli incrementi significativa anche Limena, con un +11,3% e Villafranca Padovana, con un +10,8%.
Risultati nel complesso eccezionali se si pensa che l’obiettivo fissato per il 31 dicembre 2007 dalla Legge Finanziaria era il raggiungimento del 40%!
“Sono risultati che premiano, oltre all'impegno dei cittadini e delle Amministrazioni comunali, anche il lavoro di ETRA – ha commentato il Presidente della Società Stefano Svegliado -. Nel bacino d’utenza della nostra azienda, che conta 73 Comuni tra le province di Padova, Treviso e Vicenza, nel 2007 sono stati 59 i Comuni che hanno scelto di affidarci in tutto o in parte la gestione del servizio rifiuti, per un totale di quasi 480.000 abitanti serviti. Di questi Comuni, nel 2007, 38 ci hanno affidato la gestione completa della raccolta differenziata e della tariffa rifiuti.”
Concluso a bogota' il i forum mondiale dei rovistatori di cassonetti
Dal 1 al 4 Marzo si e' svolto a Bogotà in Colombia il primo Forum mondiale dei Recicladores (raccoglitori di scarti). Erano presenti cooperative e organizzazioni di recicladores provenienti da 39 paesi.
Al congresso erano anche presenti in maniera consistente ONG, rappresentanti governativi e delle amministrazioni locali.
I raccoglitori informali vogliono alzare la testa ed essere finalmente inclusi nella gestione dei rifiuti ufficiale. Nella maggior parte dei paesi del mondo le uniche quote di riuso e riciclaggio sono garantite proprio dal recupero informale. Ma l'informalità comporta emarginazione, pessime condizioni sanitarie e mancanza di tutele lavorative e di reddito.
L'America Latina, la regione più rappresentata al congresso, ha visto negli ultimi anni un fiorire di cooperative di raccoglitori che oggi si organizzano in associazioni di categoria per pretendere prezzi più alti e il contatto di diretto con l'industria, scavalcando ogni intermediario.
Alle istanze delle associazioni di categoria latinoamericane si sono aggiunte le proposte dei settori più legati alle economia popolari, al riuso e agli arcipelaghi dell'informale. Questi settori sono riusciti a ottenere nella dichiarazione finale del Forum Mondiale due punti prioritari:
1) La necessità di includere nelle politiche ambientali ufficiali TUTTE le categorie di raccoglitori di scarti, e quindi non solo quelli già organizzati in società o cooperative.
2) La necessità di dare la precedenza al riuso, al riciclo e al compostaggio rispetto alle altre pratiche della gestione dei rifiuti in quanto espressioni dell'economia popolare.
Il terzo punto della dichiarazione finale ribadisce la necessità di rafforzare i vincoli internazionali tra i recicladores; e di certo il prossimo Forum Mondiale sarà ancora più vasto e partecipato.