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Luglio 2008

Bilancio CONAI: Recupero degli imballaggi al 70% e rafforzamento dell’impegno al Sud


Milano, 23 aprile 2008.

Nel 2007 il recupero degli imballaggi immessi al consumo sfiora il 70% (67,7%). Di questo, la quota di riciclo raggiunge il 57,1%, mentre il recupero energetico tramite termovalorizzazione, il 10,6%. In termini di volumi, delle 12 milioni e 452 mila tonnellate immesse al consumo, ne sono state quindi recuperate quasi 8,5 milioni.
Questi in sintesi i risultati presentati da CONAI: il recupero complessivo supera di quasi 8 punti percentuali gli obiettivi previsti dalla normativa nazionale ed europea al 2008 e il riciclo segna incrementi particolarmente significativi per carta (+7,8%), alluminio (+7,7%) e plastica (+ 6,3%). Con il riciclo del vetro giunto al 60% e quello dell’alluminio al 51,4%, nel 2007 tutti e sei i materiali raggiungono di fatto gli obiettivi di riciclo stabiliti per legge con un anno di anticipo.

Dopo oltre dieci anni di attività, CONAI si conferma un sistema capace di supportare la crescita di una gestione ecosostenibile dei rifiuti nel Paese: sono quasi 7.000 i Comuni convenzionati sulla base dell’Accordo nazionale stipulato con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio, per un totale di 55.000 000 di cittadini serviti e quasi 500 le piattaforme diffuse sul territorio per il ritiro e l’avvio a riciclo degli imballaggi secondari e terziari. La raccolta degli imballaggi in convenzione raggiunge nel 2007 un volume di 3.350.000 tonnellate e rappresenta quasi il 40% del materiale proveniente della raccolta differenziata complessiva dei Comuni.

“L’azione del CONAI è diventata strategica nella messa a punto di un servizio a sostegno del territorio, e quindi degli enti locali, per le attività di raccolta differenziata – dichiara Roberto De Santis, Presidente CONAI - concentrandosi in particolare sull’attuazione del Piano Straordinario a favore delle Regioni del Sud e sulle aree in ritardo sugli obiettivi di legge. Purtroppo, dei 6 milioni di Euro messi a disposizione per il Piano Sud, ad oggi si è riusciti a spenderne meno di un terzo, segno che si rende necessaria una più forte attenzione e sensibilizzazioni da parte delle istituzioni locali nell’attuare i piani di raccolta sul territorio. Non mancano tuttavia i casi positivi (Bari, Avellino, Reggio Calabria) e i segnali di ripresa, tanto che nel 2008 è stata messa a budget una spesa di 3 milioni di Euro“.

Per dare una misura delle possibilità non messe a frutto, sono stati calcolati i costi del non fare una corretta raccolta e valorizzazione dei rifiuti di imballaggio. Nella sola Campania, nell’ipotesi di una raccolta degli imballaggi al 15%, i mancati benefici sono stimati in 90 milioni di euro annui, fra mancati corrispettivi derivanti dall’accordo ANCI/CONAI, costi di smaltimento evitati ed ecotasse per il conferimento in discarica, derivanti dal mancato raggiungimento degli obiettivi di legge sulla raccolta differenziata. Nel caso la raccolta arrivasse al 20%, i costi del non fare salirebbero a 124 milioni di euro all’anno.

Infine, per testimoniare l’attenzione del mondo delle imprese presenti in CONAI alla lotta all’inflazione e all’aumento del prezzo è stato deciso di ridurre il Contributo Ambientale sugli imballaggi cellulosici da 30 a 22 euro a tonnellata a partire dal 1° luglio 2008: l’operazione non influirà sulle attività di riciclo e recupero di carta e cartone e sulle risorse messe a disposizione dei Comuni impegnati nella raccolta differenziata. La diminuzione del Contributo Ambientale sarà infatti compensata dalla crescita del valore di cessione del macero.

Scarica la scheda contenente i risultati CONAI del 2007

Per informazioni: 02.54044264 – morbidini@conai.org

Ecoedilizia, tutti i rifiuti tornano buoni!


Alla SAVNO - è proprio il caso di dirlo - non si butta via niente. Recuperando acciaio, bottiglie, carta ed ogni sorta di rifiuti, è stata infatti realizzata la nuova sede del Consorzio Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale, a Conegliano, in provincia di Treviso: uno stabile di 2 piani, per un totale di 600 mq, progettato secondo i criteri della più moderna “bio-architettura” e realizzato in ogni sua parte, dalle fondamenta fino al tetto, utilizzando materiali recuperati. Il primo caso in Italia di edificio costruito interamente utilizzando materiali derivanti dalla raccolta differenziata.

La struttura portante è in acciaio, metallo riciclabile all'infinito e soprattutto non dannoso per l'uomo. Dal recupero delle bottiglie in Pet, provenienti dalla differenziata dei 35 Comuni trevigiani, derivano gli speciali fogli in poliestere utilizzati per l'isolamento termo-acustico della struttura: fibre di plastica altamente fono e termoisolanti, prive di resine leganti e colle, nonché autoestinguenti, vale a dire che non producono fumi tossici in caso di incendio. Per l'isolamento dei pavimenti è stata impiegata una particolare fibra di cellulosa - ottenuta recuperando i quotidiani, costituiti di materiale naturale e con ottime caratteristiche isolanti -che richiede poca energia per essere prodotta e può essere riciclata all'infinito. Infine, dagli scarti delle segherie si sono ottenuti i pannelli in legno-cemento utilizzati per il tamponamento, anch'essi riciclabili al 100% e prodotti con il consumo di pochissima energia.

Nemmeno i rifiuti umidi sono poi… da buttare: il compost è infatti destinato alla realizzazione di un giardino pensile sul tetto dell'edificio, in grado di proteggere dalle escursioni termiche, trattenere le polveri sottili dell'aria e conservare l'umidità. Un impianto per la raccolta dell'acqua piovana, sarà utilizzato sia per irrorare le piante che per i servizi igienici. Anche per gli impianti sono state scelte soluzioni all'avanguardia dal punto di vista della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e dell'utilizzo di fonti rinnovabili. Per ridurre i consumi l'edificio è stato progettato in modo che la struttura semplice e compatta limiti ogni dispersione di calore. Il risparmio energetico sarà garantito anche dall'impianto geotermico, scelto per la climatizzazione dell'edificio.

Maggiori informazioni su: www.savnoservizi.it

Il panda ecologico a sostegno del porta a porta. Anche il WWF si schiera per il porta a porta


Ad Argelato anche il WWF aderisce al porta a porta e si affianca al Comitato PPP (Pro Porta Porta) a sostegno del nuovo metodo di raccolta. L’importante associazione ecologista, riconosciuta a livello mondiale per le sue campagne a favore dell’ambiente, compare per la prima volta su un volantino, dall’inconsueta forma di girella verde, dedicato proprio al nuovo sistema di raccolta: accanto al logo PPP risulta ben visibile anche il famoso panda simbolo del WWF, che invita a fare la differenza e a sostenere il porta a porta, l’unico sistema che permette di raggiungere e superare l’obiettivo del 60% di rifiuti differenziati imposto dall’Europa. I volantini vengono distribuiti nelle iniziative del Comitato, a partire dalla serata del 15 maggio dedicata al compostaggio domestico.

"L'unica soluzione sostenibile per i rifiuti urbani - afferma l'ingegnere Gianni Rimondi, referente per l’area tecnica del WWF - riguarda la riduzione all'origine e la riduzione a monte. Con la prima sosteniamo che chi produce le merci deve già prevedere il contenimento ed il totale riutilizzo dei materiali, mentre il secondo è il punto cruciale perché coinvolge i cittadini. La raccolta differenziata, in senso concreto ed esteso, deve sfociare, come risultato finale, nella raccolta porta a porta perché è l’unico reale sistema civile e democratico per raggiungere percentuali di raccolta certe, necessarie e, in alcuni casi, inaspettatamente elevate. Così si ha un riciclaggio e un riutilizzo quasi totale dei materiali differenziati ottenuti e la loro trasformazione di nuovo in materiali di base. Con tutti questi passaggi il rifiuto non recuperabile viene ridotto a percentuali bassissime, quasi irrilevanti, programmabili, che si potranno conferire e confinare in luoghi con volumi ridottissimi e controllati".

Bocciata risulta invece la politica degli inceneritori: "Oggi sono proclamati dalle amministrazioni e dalla politica in generale come la soluzione ottimale, ma essi non sono una soluzione ma una aggravante poiché i danni che generano superano a dismisura i promessi benefici. In un inceneritore tutto quello che si introduce e si brucia ne esce totalmente trasformato, è un processo in perdita economica sostenibile solo se finanziato con denaro pubblico. E non solo la produzione energetica dell'inceneritore è inferiore a quella che si otterrebbe recuperando totalmente i prodotti di base, ottenibili con la raccolta porta a porta, ma ha un enorme impatto termico in atmosfera e di ricaduta sul suolo e sull'acqua emettendo anidride carbonica in quantità tali da non rientrare nei parametri del protocollo di Kioto".

Argelato, sabato 24 maggio 2008.

Per informazioni: Luigi Vaccari, Ufficio Stampa CONCERTO
Consorzio con attività esterna, sede Legale e Commerciale:
viale Virgilio, 58/m (zona Fiera) - 41100 Modena - tel. 059.8860012 338.8991667 - fax 059.8860124 - luigi.vaccari@tiscali.it

“100 statistiche per il paese. Indicatori per conoscere e valutare”: la gestione dei rifiuti italiana fotografata dall’Istat


L'Istat diffonde la prima edizione di "100 statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare", una pubblicazione che offre, in un'ottica di integrazione, un quadro d'insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

Statistiche e indicatori riguardano anche la gestione integrata dei rifiuti, quella che vi proponiamo è una lettura interessante è fatta da Ecosportello:

Dalla lettura dei dati (2002/2006) emerge che il ricorso alla discarica si è ridotto negli ultimi 5 anni (-13,6% rispetto ai 338,3 kg pro capite del 2002), ma nel 2006 è ancora molto al di sopra della media europea. Un divario significativo si registra tra i valori dell'indicatore al Nord (Nord-ovest 195 e Nord-est 226 Kg pro capite) e nel Mezzogiorno (circa 400 kg pro capite, con l'eccezione della Basilicata con 232 Kg pro capite). Nell'ambito del Quadro Strategico Nazionale l'obiettivo è di raggiungere i 230 Kg pro capite al Sud. Lazio (554,9 kg pro capite), Liguria (541,8) e Sicilia (508,2) sono le regioni che ricorrono maggiormente allo smaltimento in discarica.
Per quanto riguarda invece il ricorso all'incenerimento, nel 2006 l'Italia, con 67 Kg pro capite, si colloca ancora molto al di sotto della media Ue (98 kg pro capite). Dal 1999 al 2006, tranne che per l'Umbria (con decrementi di circa 10 kg pro capite) e del Trentino-Alto Adige (con andamento discontinuo di tale pratica di smaltimento), i dati sono pressochè invariati in tutto il Paese.La regione dove l'incenerimento è più diffuso è la Lombardia, con 203 Kg pro capite nel 2006 (rispetto agli 83,6 del 1999), mentre le regioni che non lo applicano nel loro territorio sono la Valle d'Aosta, la Liguria, l'Abruzzo, il Molise e la Campania.
La Calabria che ha cominciato ad avviare parte dei rifiuti urbani a incenerimento dal 2005, nel 2006 raggiunge i 60 kg pro capite.

La media della raccolta differenziata a livello nazionale è attualmente del 25,8% a fronte di un obiettivo del 45% indicato nel testo unico per il 2008. Nell'Italia settentrionale la raccolta differenziata è una pratica molto diffusa e consolidata tant'è che in Piemonte, Lombardia, Veneto e nelle province autonome di Trento e Bolzano è già stato centrato l'obiettivo del 40% stabilito dalla Finanziaria 2007. Al Centro solo la Toscana può vantare un 31% nel 2006. Il Sud complessivamente fermo al 10,2%. Progressi significativi si registrano solo per la Sardegna (19,8%) e l'Abruzzo (16,9%), ferme Molise (5%) e Sicilia (6,6%).

(fonte: Ecosportello)

Acquisti verdi e prodotti in plastica riciclata nei parchi: dal marchio “Plastica seconda vita” nasce la linea parchi


Il 10 giugno è stato firmato presso l’Acquario Civico di Milano, nell’ambito del Festival Internazionale dell’Ambiente, il Protocollo di Intesa per la promozione e la diffusione nei Parchi Italiani di prodotti in plastica riciclata, siglato da COREPLA, Federparchi e IPPR (Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo). L’accordo rappresenta un caso all’avanguardia in Europa nel campo del Green Public Procurement perchè intende, promuovere presso i parchi italiani la diffusione dei prodotti in plastica riciclata, in particolare quelli a marchio “Plastica seconda vita”, sviluppato da IPPR – COREPLA.

Da questa sinergia ha preso vita la “Linea Parchi”, una gamma di prodotti in plastica riciclata (proveniente dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica) creata appositamente per i Parchi Italiani. Una linea completa di prodotti interamente realizzati con materiale plastico di riciclo (presente in ogni prodotto in una percentuale superiore al 95%). La "Linea Parchi" si inserisce perfettamente nell'ambito della normativa del Green Public Procurement, e nel Piano Nazionale sugli acquisti sostenibili del Ministero dell'Ambiente: rastrelliere per biciclette, tavoli per picnic, panchine, fioriere, staccionate, componenti di segnaletica ed altri elementi di arredo urbano possono essere acquistati ed utilizzati dai Parchi per seguire le indicazioni dettate dalla normativa stessa.

Fra i settori prioritari di intervento per il GPP la categoria degli arredi viene elencata al primo posto dal Piano d’Azione del Ministero dell’Ambiente (seguito da edilizia, gestione rifiuti, servizi urbani, servizi energetici ecc.) e gli enti gestori dei parchi nazionali e delle Aree Marine Protette rientrano fra gli organismi che devono recepire le indicazioni in materia di acquisti sostenibili. La Linea Parchi presenta notevoli vantaggi sia per l’ambiente che per gli stessi Enti gestori in termini di risparmio di risorse naturali, che dovrebbero essere impiegate per realizzare prodotti alternativi con materiali tradizionali, e in termini di sostenibilità economica sul lungo periodo, essendo meno soggetti all’usura e necessitando, quindi, di minore manutenzione. Se si considera che in Italia circa il 12% del territorio ricade all’interno delle aree naturali protette si intuisce l’importanza del Protocollo d’intesa anche come fattore di sensibilizzazione per i territori dei Parchi e come veicolo di un messaggio di sostenibilità ambientale più allargato.

(fonte: www.parks.it - www.acquistiverdi.it)

Bilancio cial: nel 2007 recuperate 43.400 tonnellate di imballaggi in alluminio pari al 59% del consumo


A fine 2007 risultano coinvolti oltre 36 milioni di cittadini italiani residenti nei 4000 comuni in cui è stata avviata la raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio, con la collaborazione di oltre 260 operatori convenzionati.
Il recupero complessivo di imballaggi di alluminio è pari al 59% dell’immesso sul mercato, ovvero 43.400 tonnellate di materiale recuperato, 38.600 delle quali riciclate, a fronte di un incremento del 15% di riciclo maturato nell’ultimo biennio.

Confermata anche la leadership del nostro paese, assieme a Stati Uniti e Giappone, per quantità riciclata: un obiettivo raggiunto grazie alla collaborazione avviata con le 24 fonderie di alluminio italiane. Il riciclo di 38.600 tonnellate di imballaggi in alluminio ha consentito di evitare emissioni serra per 400.000 tonnellate di CO2, e risparmiare energia per 144.000 tep (tonnellate equivalenti petrolio). Il Consorzio, nei dieci anni di attività, ha affiancato e condiviso con gli altri soggetti coinvolti nel sistema le loro stesse problematiche per l’individuazione delle migliori soluzioni possibili in tutte le fasi del ciclo di vita dell’imballaggio in alluminio.

A partire dalla prevenzione, ottimizzando la quantità di materiale impiegato e informando il consumatore sulle corrette modalità di conferimento. Sul fronte del recupero, quantità crescenti di alluminio sono state intercettate, grazie a nuove tecnologie e alle caratteristiche del metallo, anche in impianti per la selezione del rifiuto indifferenziato e, addirittura, dopo la termovalorizzazione recuperando l’alluminio dalle ceneri e dalle scorie post combustione.

Scarica il Comunicato stampa Cial

(fonte: Ecosportello – www.cial.it)

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