I verdi propongono nuova tecnologia non inquinante. è la
dissociazione molecolare, un impianto già in islanda
Reggiolani, che è anche consigliere regionale in
Toscana, è fresco reduce, insieme con una delegazione
di esperti, tecnici e imprenditori del settore, da una
visita in Islanda, e precisamente a Husavik, località dove è in
funzione da molti mesi un impianto di smaltimento di rifiuti
tramite la dissociazione molecolare che, appunto, a parere
dei Verdi, è destinato a soppiantare definitivamente
gli attuali inceneritori, considerati inquinanti e costosi. «Chiediamo
al governo -ha detto Reggiolani- che questo tipo di impianti
venga compreso nel piano dei rifiuti e che si blocchino
le progettazioni di altri inceneritori».
L'impianto visitato in Islanda, secondo quanto è stato
illustrato con un video, smaltisce la produzione di rifiuti
di una popolazione di centomila abitanti, e mischia senza
problemi rifiuti di tutti i tipi e produce più energia
degli inceneritori.
«
In Italia -ha detto Reggiolani- noi prevediamo e proponiamo
invece di continuare, anzi di intensificare la raccolta
differenziata porta a porta; la caratteristica di questo
nuovo tipo di impianto è che non rilascia in atmosfera
sostanze inquinanti e, paradossalmente consuma di meno,
perchè le temperature con cui vengono trattati i
rifiuti sono di oltre due terzi inferiori a quelle degli
inceneritori. A questo si aggiunga un produzione del 30%
di energia in più a parità di prodotto smaltito».
«
L'impianto di dissociazione molecolare dei rifiuti -è stato
spiegato in conferenza stampa- non incenerisce i rifiuti
stessi, in quanto opera con troppo poco ossigeno e a temperature
non superiori a 400 gradi (contro i circa 1300 gradi degli
inceneritori). Questa tecnologia, hanno spiegato Reggiolani
e Renato Bauducco responsabile dei Verdi per il settore
rifiuti nella conferenza stampa cui ha partecipato anche
il senatore Natale Ripamonti, esclude la trasformazione
dei metalli, che quindi vengono recuperati dopo il trattamento
esattamente come sono stati immessi. Inoltre, siccome l'impianto
lavora a basse temperature, non c'è produzione di
diossine e non si trasportano le polveri insieme ai fumi.
Tutti gli altri inquinanti, come i composti dello zolfo,
gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, diminuiscono
fino alla metà o a un terzo, mentre quelli pesanti
si riducono del 50%. Nello stesso tempo l'impianto di dissociazione
molecolare dei rifiuti trasforma in energia ben il 97%
della sostanza organica, contro il 70% scarso degli inceneritori,
e il gas prodotto dall'impianto può essere utilizzato
direttamente per produrre energia, ma anche essere dissociato
ulteriormente per produrre idrogeno».
Fonte:
ANSA
Il
riciclo ecoefficiente. Potenzialità ambientali economiche
ed energetiche
L’industria del ricicloggio non è soltanto un
elemento funzionale nella gestione dei rifiuti, è piuttosto,
una componente significativa del sistema industriale ed economico
nazionale. Questa è l’interessante tesi presentata
nel libro “Il riciclo Ecoefficiente” a cura dell’Istituto
di Ricerche Ambiente Italia.
Il settore del riciclaggio è cresciuto a ritmi ben
superiori a quelli dell’industria nel suo insieme.
In Italia, tra il 2000 e il 2004, l’indice della produzione
industriale ha subito una contrazione del 3,8%, mentre l’indice
del riciclaggio è cresciuto del 5%.
Le attività di recupero dei rifiuti – urbani
e produttivi – e le attività industriali classificate
come “riciclaggio” costituiscono una indispensabile
fonte di approvvigionamento per una parte significativa del
sistema industriale. Nei settori dell’acciaio, alluminio,
piombo e carta, oltre il 50% degli input produttivi è costituito
da materie seconde, ma la domanda è in crescita anche
nel settore vetrario, nella lavorazione del legno e del mobile,
nelle materie plastiche.
A questo importante ruolo economico, si aggiunge la dimensione
ambientale del sistema di recupero e riciclo. Grazie al reimpiego
industriale dei materiali e quindi alla sostituzione di cicli
produttivi, le operazioni di riciclo comportano un lungo
elenco di benefici ambientali: la riduzione del prelievo
di risorse non rinnovabili e rinnovabili, la riduzione dei
consumi energetici (in primo luogo quelli basati su risorse
fossili), la riduzione delle emissioni atmosferiche e delle
emissioni idriche connesse ai cicli produttivi sostituiti.
Una particolare attenzione merita il tema dei benefici in
termini energetici e di emissioni climalteranti.
Il riciclo ecoefficiente, integrando le principali fonti
del settore, dimostra che la riduzione di consumi energetici
associata al riciclo è stimabile tra i 14,7 e i 18,2
milioni di tep (tonnellate equivalenti di petrolio). Si tratta
di un valore di assoluto rilievo rispetto al consumo interno
totale di energia (circa 190 milioni di tep) e agli obiettivi
di efficienza nazionali (pari a 2,9 milioni di tep).
Il riciclo determina inoltre una riduzione delle emissioni
climalteranti, sia nei singoli processi sia sull’insieme
del ciclo di vita dei materiali. Una riduzione che è stimabile
tra i 38 e i 59 milioni di tonnellate di CO2eq, un valore
molto significativo sia rispetto al totale delle emissioni
generate in Italia (533 milioni di tonnellate, di cui 128
dall’insieme delle attività industriali) sia
rispetto agli obiettivi di riduzione. In pratica, ogni incremento
del 10% della quota di riciclo equivarrebbe al 12% circa
dell’obiettivo di riduzione aggiuntivo dell’Italia
(41 milioni di tonnellate) e a circa un terzo dell’obiettivo
che si ritiene di conseguire attraverso la direttiva Emission
Trading.
Una sempre più attenta valorizzazione del riciclo
può costituire dunque un fattore determinante per
il miglioramento delle politiche energetiche ed economiche
in una prospettiva di sostenibilità.
Ambiente Italia srl - Istituto di Ricerche è una società di
ricerca e consulenza che opera nel campo della pianificazione,
analisi e progettazione dell’ambiente e del territorio.
L’ambientalismo scientifico al quale si è sempre
ispirata garantisce un approccio metodologico tecnicamente
rigoroso, essenziale alla pianificazione e alla progettazione
per lo sviluppo sostenibile e alla diffusione di soluzioni
tecnologiche e gestionali ecoefficienti.
Carico
di rifiuti tossici causa grave crisi sanitaria in costa d’avorio.
Fa discutere la notizia del carico di rifiuti tossici
gettati in una discarica in Costa D’Avorio che ha causato
una grave crisi sanitaria. Secondo il bilancio diffuso il
14 settembre scorso dal ministero ivoriano della Sanità,
sono oltre 26mila le persone che hanno fatto ricorso ai medici
per i disturbi causati dall'acido solfidrico (H2S) sprigionato
dai rifiuti. Oltre venti persone sono state trattenute in
ospedale, mentre sono sette i pazienti morti per complicazioni
causate dall'intossicazione. Gli ultimi bilanci ufficiali
parlavano di 16mila persone coinvolte a vario titolo dalle
intossicazioni.
I prodotti chimici sono arrivati in Costa d'Avorio il 19
agosto scorso a bordo della nave Probo Koala. Secondo una
fonte diplomatica occidentale, per circa 30 ore 19 camion
avevano fatto la spola tra la nave e le discariche del centro
urbano, versando in un'area di circa dieci chilometri tra
le 400 e le mille tonnellate di sostanze inquinanti.
Nei giorni successivi gli ospedali sono stati presi d'assalto
da migliaia di persone in preda a disturbi polmonari, eruzioni
cutanee, vomito, mal di testa e diarrea. In un primo bilancio
si era parlato di tre morti, tra cui due bambine, e 1.500
intossicati, ma la situazione è andata via via peggiorando.
Il Centro ospedaliero universitario del quartiere residenziale
di Cocody, dove sono stati in parte riversati i prodotti
tossici, è quello che ha registrato più casi,
oltre 2mila. Ma in tutti e 36 gli ospedali della capitale
si è dovuto far fronte a una situazione d'emergenza,
che ha spesso portato al sovraffollamento dei centri di cura.
Tuttavia secondo N'Da al momento ci sarebbero “meno
di dieci ricoverati in tutto”.
Secondo l'associazione ecologista Greenpeace, almeno 400
tonnellate di rifiuti sarebbero scarti della raffinazione
del petrolio, ricchi di materiale organico e elementi a base
di zolfo altamente tossici. La settimana scorsa anche le
Nazioni Unite si sono unite al coro di coloro che hanno chiesto
al governo ivoriano di aprire un'inchiesta approfondita e
indipendente sulla vicenda della “Probo Koala”,
l'imbarcazione, noleggiata dalla multinazionale Trafigura
Ltd, da cui è stato scaricato il materiale nocivo.
Finora otto persone sono state arrestate, inclusi alcuni
importanti funzionari governativi, mentre lo scandalo rifiuti
ha provocato anche le dimissioni del già fragile governo
di unità nazionale guidato da Charles Konan Banny.
Gli esperti, inviati nei giorni scorsi per contrastare l'emergenza,
hanno analizzato la composizione dei rifiuti concludendo
che si tratta di “sottoprodotti liquidi di attività petrolifere
contenenti idrocarburi e diversi prodotti solforosi" tra
cui l'acido solfidrico, andato a disperdersi nell'aria causando
problemi respiratori e vomito a chi l'ha inalato. L'acido
solfidrico è una sostanza naturale, che diventa pericolosa
ad alte concentrazioni. Col passare dei giorni, la concentrazione
del H2S ad Abidjan andrà calando. Le zone contaminate
potranno essere ripulite, dicono gli esperti, nell'arco di
10-15 giorni.
Il premier del governo di riconciliazione nazionale della
Costa d'Avorio, Konan Banny, ha costretto alle dimissioni
tutti i ministri per negligenza e ha formato un nuovo esecutivo.
In Italia il parlamentare Paolo Russo di Forza Italia ha
chiesto che “il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio,
di concerto con il suo collega degli Esteri D'Alema, risponda
con tempestività e concretezza alla richiesta di aiuto
che proviene dalla Costa D'Avorio”. E che “il
Governo coinvolga l'Unione Europea visto che, a considerare
la quantità rilevante di richieste di cura e di decessi
dichiarati, il disastro ambientale e sanitario sembra aver
toccato proporzioni davvero inquietanti. Da qui la necessità di
un’azione di cooperazione internazionale”.
Fonte:
www.e-gazette.it
ECOMONDO
2006, Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia
e dello Sviluppo Sostenibile
Rimini Fiera, 8-11 novembre 2006
Verso la decima edizione della maggiore fiera italiana
sul fronte del riciclo della materiaSviluppo Sostenibile Rimini Fiera, 8-11 novembre 2006
Obiettivo strategico della 10a edizione di ECOMONDO, fiera
internazionale del recupero di materie ed energia e dello
sviluppo sostenibile, è quello di incrementare il
legame con le associazioni che rappresentano le imprese,
per consentirne una migliore visibilità. L’impegno
di ECOMONDO sul fronte del riciclo della materia, fino all’esposizione
del prodotto finale, è testimoniato dagli spazi progressivamente
a disposizione per il settore specifico, passati dai 24.000
mq del 2003 agli oltre 31.000 previsti per l’edizione
2006 che si svolgerà dall’8 all’11 novembre
a Rimini Fiera. Da qui l’intenzione di concentrarsi
in maniera forte sui singoli materiali (carta, legno, vetro,
alluminio, acciaio, plastica, gomma e rifiuto elettronico),
valorizzando progetti e tecnologie per il trattamento, oltre
al prodotto finito.
“
ECOMONDO - dichiara il Presidente di Fise-Unire, Corrado
Scapino - è un importante appuntamento per le aziende
e le Associazioni del comparto ambientale, sia per il livello
espositivo, sia per le tematiche affrontate nei seminari
ed eventi programmati. In particolare per quest’ultimi
l’Associazione da anni è impegnata a fornire
un aggiornato quadro del contesto operativo delle aziende
del riciclo e recupero, tematica di origine della manifestazione,
che quest’anno nel decimo anniversario, rientra tra
gli obiettivi strategici per uno sviluppo sostenibile. La
realizzazione del Rapporto annuale sull’Italia del
recupero, presentato da Fise Unire in occasione di ECOMONDO,
rappresenta un importante supporto a quanti, a vario titolo,
sono coinvolti nelle attività recupero dei rifiuti”.
Ad ECOMONDO 2006 molta l'attenzione dedicata al progetto
europeo PMI ed energia - generatori di efficienza - promosso
da Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Cna, Confcommercio,
Confesercenti. L’iniziativa è volta a sviluppare
le potenzialità dei sistemi che privilegiano l’efficienza
energetica, la generazione distribuita e le fonti di energia
rinnovabile. A ECOMONDO si svolgerà il ‘2° Forum
energia intelligente per le PMI’. Sarà allestita
un'importante area dimostrativa sui concetti di efficienza
energetica, generazione distribuita, produzione/utilizzo
di biocombustibili e altre fonti rinnovabili nel vari comparti
dell'economia. Concetti esemplificati con un progetto sostenibile
nel settore dell'edilizia, legato in particolare alla realizzazione
di un albergo a ‘basso consumo’, oltre ad un’area
dedicata sulle attrezzature utili ai processi di coltivazione
e trasformazione di prodotti e sottoprodotti agricoli in
biocombustibili. Dal 1° luglio, infatti i produttori
di carburanti diesel e benzina saranno obbligati ad immettere
sul mercato biocarburamti di origine agricola in misura
dell’1%, da incrementarsi di un punto percentuale
ogni anno fino al 2010.