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Settembre 2006

I verdi propongono nuova tecnologia non inquinante. è la dissociazione molecolare, un impianto già in islanda


Reggiolani, che è anche consigliere regionale in Toscana, è fresco reduce, insieme con una delegazione di esperti, tecnici e imprenditori del settore, da una visita in Islanda, e precisamente a Husavik, località dove è in funzione da molti mesi un impianto di smaltimento di rifiuti tramite la dissociazione molecolare che, appunto, a parere dei Verdi, è destinato a soppiantare definitivamente gli attuali inceneritori, considerati inquinanti e costosi. «Chiediamo al governo -ha detto Reggiolani- che questo tipo di impianti venga compreso nel piano dei rifiuti e che si blocchino le progettazioni di altri inceneritori».

L'impianto visitato in Islanda, secondo quanto è stato illustrato con un video, smaltisce la produzione di rifiuti di una popolazione di centomila abitanti, e mischia senza problemi rifiuti di tutti i tipi e produce più energia degli inceneritori.

« In Italia -ha detto Reggiolani- noi prevediamo e proponiamo invece di continuare, anzi di intensificare la raccolta differenziata porta a porta; la caratteristica di questo nuovo tipo di impianto è che non rilascia in atmosfera sostanze inquinanti e, paradossalmente consuma di meno, perchè le temperature con cui vengono trattati i rifiuti sono di oltre due terzi inferiori a quelle degli inceneritori. A questo si aggiunga un produzione del 30% di energia in più a parità di prodotto smaltito».

« L'impianto di dissociazione molecolare dei rifiuti -è stato spiegato in conferenza stampa- non incenerisce i rifiuti stessi, in quanto opera con troppo poco ossigeno e a temperature non superiori a 400 gradi (contro i circa 1300 gradi degli inceneritori). Questa tecnologia, hanno spiegato Reggiolani e Renato Bauducco responsabile dei Verdi per il settore rifiuti nella conferenza stampa cui ha partecipato anche il senatore Natale Ripamonti, esclude la trasformazione dei metalli, che quindi vengono recuperati dopo il trattamento esattamente come sono stati immessi. Inoltre, siccome l'impianto lavora a basse temperature, non c'è produzione di diossine e non si trasportano le polveri insieme ai fumi.

Tutti gli altri inquinanti, come i composti dello zolfo, gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, diminuiscono fino alla metà o a un terzo, mentre quelli pesanti si riducono del 50%. Nello stesso tempo l'impianto di dissociazione molecolare dei rifiuti trasforma in energia ben il 97% della sostanza organica, contro il 70% scarso degli inceneritori, e il gas prodotto dall'impianto può essere utilizzato direttamente per produrre energia, ma anche essere dissociato ulteriormente per produrre idrogeno».


Fonte: ANSA

Il riciclo ecoefficiente. Potenzialità ambientali economiche ed energetiche


L’industria del ricicloggio non è soltanto un elemento funzionale nella gestione dei rifiuti, è piuttosto, una componente significativa del sistema industriale ed economico nazionale. Questa è l’interessante tesi presentata nel libro “Il riciclo Ecoefficiente” a cura dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia.

Il settore del riciclaggio è cresciuto a ritmi ben superiori a quelli dell’industria nel suo insieme. In Italia, tra il 2000 e il 2004, l’indice della produzione industriale ha subito una contrazione del 3,8%, mentre l’indice del riciclaggio è cresciuto del 5%.

Le attività di recupero dei rifiuti – urbani e produttivi – e le attività industriali classificate come “riciclaggio” costituiscono una indispensabile fonte di approvvigionamento per una parte significativa del sistema industriale. Nei settori dell’acciaio, alluminio, piombo e carta, oltre il 50% degli input produttivi è costituito da materie seconde, ma la domanda è in crescita anche nel settore vetrario, nella lavorazione del legno e del mobile, nelle materie plastiche.

A questo importante ruolo economico, si aggiunge la dimensione ambientale del sistema di recupero e riciclo. Grazie al reimpiego industriale dei materiali e quindi alla sostituzione di cicli produttivi, le operazioni di riciclo comportano un lungo elenco di benefici ambientali: la riduzione del prelievo di risorse non rinnovabili e rinnovabili, la riduzione dei consumi energetici (in primo luogo quelli basati su risorse fossili), la riduzione delle emissioni atmosferiche e delle emissioni idriche connesse ai cicli produttivi sostituiti. Una particolare attenzione merita il tema dei benefici in termini energetici e di emissioni climalteranti.
Il riciclo ecoefficiente, integrando le principali fonti del settore, dimostra che la riduzione di consumi energetici associata al riciclo è stimabile tra i 14,7 e i 18,2 milioni di tep (tonnellate equivalenti di petrolio). Si tratta di un valore di assoluto rilievo rispetto al consumo interno totale di energia (circa 190 milioni di tep) e agli obiettivi di efficienza nazionali (pari a 2,9 milioni di tep).

Il riciclo determina inoltre una riduzione delle emissioni climalteranti, sia nei singoli processi sia sull’insieme del ciclo di vita dei materiali. Una riduzione che è stimabile tra i 38 e i 59 milioni di tonnellate di CO2eq, un valore molto significativo sia rispetto al totale delle emissioni generate in Italia (533 milioni di tonnellate, di cui 128 dall’insieme delle attività industriali) sia rispetto agli obiettivi di riduzione. In pratica, ogni incremento del 10% della quota di riciclo equivarrebbe al 12% circa dell’obiettivo di riduzione aggiuntivo dell’Italia (41 milioni di tonnellate) e a circa un terzo dell’obiettivo che si ritiene di conseguire attraverso la direttiva Emission Trading.

Una sempre più attenta valorizzazione del riciclo può costituire dunque un fattore determinante per il miglioramento delle politiche energetiche ed economiche in una prospettiva di sostenibilità.
Ambiente Italia srl - Istituto di Ricerche è una società di ricerca e consulenza che opera nel campo della pianificazione, analisi e progettazione dell’ambiente e del territorio. L’ambientalismo scientifico al quale si è sempre ispirata garantisce un approccio metodologico tecnicamente rigoroso, essenziale alla pianificazione e alla progettazione per lo sviluppo sostenibile e alla diffusione di soluzioni tecnologiche e gestionali ecoefficienti.

Carico di rifiuti tossici causa grave crisi sanitaria in costa d’avorio.


Fa discutere la notizia del carico di rifiuti tossici gettati in una discarica in Costa D’Avorio che ha causato una grave crisi sanitaria. Secondo il bilancio diffuso il 14 settembre scorso dal ministero ivoriano della Sanità, sono oltre 26mila le persone che hanno fatto ricorso ai medici per i disturbi causati dall'acido solfidrico (H2S) sprigionato dai rifiuti. Oltre venti persone sono state trattenute in ospedale, mentre sono sette i pazienti morti per complicazioni causate dall'intossicazione. Gli ultimi bilanci ufficiali parlavano di 16mila persone coinvolte a vario titolo dalle intossicazioni.
I prodotti chimici sono arrivati in Costa d'Avorio il 19 agosto scorso a bordo della nave Probo Koala. Secondo una fonte diplomatica occidentale, per circa 30 ore 19 camion avevano fatto la spola tra la nave e le discariche del centro urbano, versando in un'area di circa dieci chilometri tra le 400 e le mille tonnellate di sostanze inquinanti.
Nei giorni successivi gli ospedali sono stati presi d'assalto da migliaia di persone in preda a disturbi polmonari, eruzioni cutanee, vomito, mal di testa e diarrea. In un primo bilancio si era parlato di tre morti, tra cui due bambine, e 1.500 intossicati, ma la situazione è andata via via peggiorando.
Il Centro ospedaliero universitario del quartiere residenziale di Cocody, dove sono stati in parte riversati i prodotti tossici, è quello che ha registrato più casi, oltre 2mila. Ma in tutti e 36 gli ospedali della capitale si è dovuto far fronte a una situazione d'emergenza, che ha spesso portato al sovraffollamento dei centri di cura. Tuttavia secondo N'Da al momento ci sarebbero “meno di dieci ricoverati in tutto”.
Secondo l'associazione ecologista Greenpeace, almeno 400 tonnellate di rifiuti sarebbero scarti della raffinazione del petrolio, ricchi di materiale organico e elementi a base di zolfo altamente tossici. La settimana scorsa anche le Nazioni Unite si sono unite al coro di coloro che hanno chiesto al governo ivoriano di aprire un'inchiesta approfondita e indipendente sulla vicenda della “Probo Koala”, l'imbarcazione, noleggiata dalla multinazionale Trafigura Ltd, da cui è stato scaricato il materiale nocivo.
Finora otto persone sono state arrestate, inclusi alcuni importanti funzionari governativi, mentre lo scandalo rifiuti ha provocato anche le dimissioni del già fragile governo di unità nazionale guidato da Charles Konan Banny. Gli esperti, inviati nei giorni scorsi per contrastare l'emergenza, hanno analizzato la composizione dei rifiuti concludendo che si tratta di “sottoprodotti liquidi di attività petrolifere contenenti idrocarburi e diversi prodotti solforosi" tra cui l'acido solfidrico, andato a disperdersi nell'aria causando problemi respiratori e vomito a chi l'ha inalato. L'acido solfidrico è una sostanza naturale, che diventa pericolosa ad alte concentrazioni. Col passare dei giorni, la concentrazione del H2S ad Abidjan andrà calando. Le zone contaminate potranno essere ripulite, dicono gli esperti, nell'arco di 10-15 giorni.
Il premier del governo di riconciliazione nazionale della Costa d'Avorio, Konan Banny, ha costretto alle dimissioni tutti i ministri per negligenza e ha formato un nuovo esecutivo.
In Italia il parlamentare Paolo Russo di Forza Italia ha chiesto che “il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio, di concerto con il suo collega degli Esteri D'Alema, risponda con tempestività e concretezza alla richiesta di aiuto che proviene dalla Costa D'Avorio”. E che “il Governo coinvolga l'Unione Europea visto che, a considerare la quantità rilevante di richieste di cura e di decessi dichiarati, il disastro ambientale e sanitario sembra aver toccato proporzioni davvero inquietanti. Da qui la necessità di un’azione di cooperazione internazionale”.

Fonte: www.e-gazette.it

ECOMONDO 2006, Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile
Rimini Fiera, 8-11 novembre 2006


Verso la decima edizione della maggiore fiera italiana sul fronte del riciclo della materiaSviluppo Sostenibile
Rimini Fiera, 8-11 novembre 2006

Obiettivo strategico della 10a edizione di ECOMONDO, fiera internazionale del recupero di materie ed energia e dello sviluppo sostenibile, è quello di incrementare il legame con le associazioni che rappresentano le imprese, per consentirne una migliore visibilità. L’impegno di ECOMONDO sul fronte del riciclo della materia, fino all’esposizione del prodotto finale, è testimoniato dagli spazi progressivamente a disposizione per il settore specifico, passati dai 24.000 mq del 2003 agli oltre 31.000 previsti per l’edizione 2006 che si svolgerà dall’8 all’11 novembre a Rimini Fiera. Da qui l’intenzione di concentrarsi in maniera forte sui singoli materiali (carta, legno, vetro, alluminio, acciaio, plastica, gomma e rifiuto elettronico), valorizzando progetti e tecnologie per il trattamento, oltre al prodotto finito.

“ ECOMONDO - dichiara il Presidente di Fise-Unire, Corrado Scapino - è un importante appuntamento per le aziende e le Associazioni del comparto ambientale, sia per il livello espositivo, sia per le tematiche affrontate nei seminari ed eventi programmati. In particolare per quest’ultimi l’Associazione da anni è impegnata a fornire un aggiornato quadro del contesto operativo delle aziende del riciclo e recupero, tematica di origine della manifestazione, che quest’anno nel decimo anniversario, rientra tra gli obiettivi strategici per uno sviluppo sostenibile. La realizzazione del Rapporto annuale sull’Italia del recupero, presentato da Fise Unire in occasione di ECOMONDO, rappresenta un importante supporto a quanti, a vario titolo, sono coinvolti nelle attività recupero dei rifiuti”.

Ad ECOMONDO 2006 molta l'attenzione dedicata al progetto europeo PMI ed energia - generatori di efficienza - promosso da Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti. L’iniziativa è volta a sviluppare le potenzialità dei sistemi che privilegiano l’efficienza energetica, la generazione distribuita e le fonti di energia rinnovabile. A ECOMONDO si svolgerà il ‘2° Forum energia intelligente per le PMI’. Sarà allestita un'importante area dimostrativa sui concetti di efficienza energetica, generazione distribuita, produzione/utilizzo di biocombustibili e altre fonti rinnovabili nel vari comparti dell'economia. Concetti esemplificati con un progetto sostenibile nel settore dell'edilizia, legato in particolare alla realizzazione di un albergo a ‘basso consumo’, oltre ad un’area dedicata sulle attrezzature utili ai processi di coltivazione e trasformazione di prodotti e sottoprodotti agricoli in biocombustibili. Dal 1° luglio, infatti i produttori di carburanti diesel e benzina saranno obbligati ad immettere sul mercato biocarburamti di origine agricola in misura dell’1%, da incrementarsi di un punto percentuale ogni anno fino al 2010.

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