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Maggio 2006

Italia al primo posto in Europa per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti


Perugia, 12 maggio - L' Italia, insieme all' Austria, è al primo posto in Europa per quantità di rifiuti urbani - oltre il 25% - avviati a trattamento meccanico biologico. Delle strategie per la gestione sostenibile delle biomasse si è discusso in questi giorni a Perugia nel corso della ''Beacon Conference'' organizzata da Iswa che, a partire da quest' anno, si terrà ad anni alterni in Italia. La conferenza, cominciata mercoledi' 10 maggio, si è conclusa venerdì 12 maggio con il primo Meeting europeo delle associazioni nazionali del compostaggio per discutere dei sistemi di assicurazione di qualità. In un Paese occidentale come l' Italia - è stato sottolineato nel corso dei lavori - il rifiuto organico (tutto ciò che ha origine strettamente biologica) rappresenta un terzo del rifiuto complessivo. Una percentuale che aumenta, fino a punte del 60-80%, nei Paesi in via di sviluppo o a minore livello di industrializzazione. La frazione organica del rifiuto urbano genera grandi problemi ambientali di gestione della discarica: infatti fermentando, riempie la discarica di gas anche incendiabile ed esplosivo; produce percolato, un liquido nero che può inquinare le falde, oppure biogas, una miscela di anidride carbonica e metano (gas serra) che va in atmosfera. A livello europeo la recente ''Direttiva discariche'', recepita dalle singole nazioni, in materia di rifiuti organici dispone che o si fa la raccolta differenziata, oppure che questi vengano portati in discarica soltanto dopo un trattamento che li renda inerti.
Nella conferenza perugina si è discusso sullo stato dell' arte, a livello mondiale, delle tecniche di raccolta differenziata e compostaggio (trasformazione della sostanza organica pulita, derivante dalla raccolta differenziata, per farne fertilizzanti), e delle tecniche di inertizzazione del rifiuto non differenziato. Il trattamento meccanico biologico è l' insieme delle tecniche che permettono di ridurre la fermentescibilità dei rifiuti organici e permette la riduzione della loro pericolosità biologica. ''Piu' di un quarto dei rifiuti urbani prodotti in Italia - ha spiegato Federico Valentini, della Gesenu, la società perugina per l' igiene ambientale - viene avviato a trattamento meccanico biologico: una scelta strategicamente molto valida perchè consente di raggiungere gli obiettivi di pretrattamento dei rifiuti prima della discarica (che vivrà a lungo senza procurare danni ambientali) e prepara il terreno a un successivo sviluppo del compostaggio di qualità. Infatti gli impianti di trattamento meccanico biologico, quando le raccolte differenziate prendono piede, possono essere trasformati in impianti di compostaggio di qualità e quindi produrre un fertilizzante di grande qualità che l' agricoltura, in particolare quella biologica, richiede''. Si tratta - ha spiegato Valentini - di una tecnologia che prende il rifiuto, seleziona meccanicamente la frazione organica, e poi su questa frazione organica selezionata applica un processo biologico, operato da batteri e funghi che degradano questa sostanza organica permettendo la sua stabilizzazione prima di essere definitivamente posta in discarica o eventualmente avviata a termodistruzione. La digestione anaerobica è infine un processo anch' esso biologico che permette alla sostanza organica sia pura, cioè derivante da raccolta differenziata, sia unita ad altri rifiuti, attraverso un processo biologico di ottenere energia elettrica, o energia termica attraverso la produzione di metano. E' questa una tecnologia ancora non completamente affermata nei rifiuti urbani, ma che sta prendendo piede.
Gli agricoltori sono infatti disposti a utilizzare il compost che deriva dalla raccolta differenziata dei rifiuti organici ma a condizione che venga loro garantita la qualità della produzione, la qualità delle matrici in ingresso, e la qualità del prodotto finale. In Italia, in particolare - è stato detto - il Consorzio italiano compostatori da tre anni si è dotato di un marchio di qualità di prodotto (non ancora di processo), e c'è una buona accettazione da parte del mondo agricolo. L' Iswa (International Solid Waste Association), che ha organizzato la conferenza, è un' associazione non governativa internazionale che promuove la corretta gestione dei rifiuti in tutti i suoi aspetti. Il gruppo di lavoro sul trattamento biologico dei rifiuti organici è coordinato da un italiano, Enzo Favoino, della Scuola agraria del Parco di Monza.


Fonte: ANSA

Dai rifiuti di Venezia energia elettrica più pulita grazie al "carbone" ecologico


È il frutto più evidente di un accordo firmato nel 1998 da Regione Veneto, Provincia e Comune di Venezia, che vede come attori protagonisti Vesta, la multiutility lagunare da 180 milioni di euro di fatturato, e l'Enel, che dall'utilizzo del nuovo combustibile incasserà anche un contributo da certificati verdi perché energia da fonti alternative.
I benefici ambientali sono immediati: Enel infatti brucerà 20mila tonnellate in meno di carbone nella sua centrale termoelettrica di Fusina che produce il 21% dell'elettricità che serve ogni anno ai veneti consentendo di ridurre le emissioni in atmosfera causate dalla combustione del carbone. Ma il cdr sarà anche un business: Vesta infatti incasserà dalla vendita all'Enel di queste trentamila tonnellate di "carbone verde" circa 1,5 milioni di euro e altrettanti non ne spenderà per piazzare in discarica il combustibile da rifiuti. Per l'Enel l'investimento previsto è di circa 3 milioni, visto che il combustibile da rifiuti costa più o meno come il carbone, ma i vantaggi ecologici sono evidenti.
Ma da dove arriva questo nuovo propellente "verde"? Il cdr viene ricavato dal rifiuto residuo, in pratica da quello che rimane dopo che i cittadini hanno separato vetro, plastica, lattine, carta e cartone, pile e batterie, medicinali, frazione organica (la raccolta differenziata dopo Mestre dal 23 gennaio di quest'anno verrà introdotta anche a Venezia partendo dal sestiere di Dorsoduro). Il cdr viene prodotto dall'impianto di Fusina gestito dalla Ecoprogetti Venezia, società al 51% di Vesta e al 49% dell'altoatesina Ladurner. Una struttura pilota in Italia inaugurata nel 2001.
Il rifiuto residuo, dopo un trattamento di fermentazione di sette giorni e di successiva selezione che si svolgono all'interno del polo integrato di Fusina, diventa un prodotto a basso livello di umidità e ad alto potere calorico che sembra un sigaro e brucia con un potere calorico simile a quello del carbone rispettando i restrittivi parametri della normativa vigente.
Il polo di Fusina, di cui fa parte anche un impianto di produzione di compost (fertilizzante da rifiuti organici), è costato in tutto 75 milioni e permette a Venezia di essere praticamente esente dai problemi di stoccaggio che per esempio affliggono il Sud Italia. Un cerchio dunque si chiude con vantaggi per molti, a partire dai cittadini veneziani, che riescono a utilizzare energia elettrica generata dai loro rifiuti.
Vesta produce ogni anno 80.000 tonnellate di cdr dal trattamento di 140.000 tonnellate di rifiuti (in totale sono 188mila tonnellate compresi gli inerti e gli organici). Dunque sono ancora disponibili per Enel altre 50mila tonnellate di "carbone verde". Prima di arrivare al nucleare, non sarebbe male cercare di utilizzarli in toto.

Fonte: Il Gazzettino

Borsarifiuti.com - produttori e riciclatori di rifiuti si incontrano sul web


Migliaia di tonnellate di rifiuti, materiali e prodotti derivanti dal riciclaggio dei rifiuti trovano ogni giorno la strada del recupero grazie all'innovativo sistema di borsa messo a punto dalla società bolognese GARWER S.r.l.
Plastiche, Metalli, Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, pneumatici fuori uso, ma anche ceneri, scorie, fanghi di depurazione delle acque reflue urbani e industriali, rifiuti destinati al recupero energetico, sono solo alcune delle oltre 230 categorie merceologiche scambiate sul sito www.borsarifiuti.com
Oltre al sistema di borsa, riservato ad aziende, comuni e consorzi che hanno necessità di trovare nuove soluzioni per la valorizzazione o l'approvvigionamento dei materiali di scarto, il portale offre un'ampia gamma di servizi di informazione ad accesso gratuito. News, Eventi, un'ampia raccolta di link tematici alle migliori risorse del web, sezioni specifiche per il download delle principali normative italiane ed europee sui rifiuti, oltre ad una rassegna di documenti di interesse organizzati per aree tematiche.
E' possibile iscriversi alla newsletter del sito (quindicinale), cliccando qui

Fonte: www.borsarifiuti.com

In arrivo MOZZICHINO, il posacenere tascabile


Quale fumatore non si è mai trovato almeno “una volta” nella vita a dover cercare per chilometri e chilometri un posacenere per non buttare a terra la sigaretta consumata? Ma ancora, quale non–fumatore non si è mai trovato almeno “una volta” nella vita a dover condividere i pensieri di una passeggiata pomeridiana con un morbido tappeto di cicche…?

Amiat arriva in soccorso di tutti voi, fumatori e non, con un piccolo contenitore tascabile, da tenere nella borsetta, dove spegnere e raccogliere il mozzicone della sigaretta nel caso in cui non ci si trovi in prossimità di un contenitore per buttarlo. Il materiale di fabbricazione, idoneo a contenere e chiudere ermeticamente lo scarto, lo rende facilmente utilizzabile nei luoghi all’aperto. Con questa iniziativa Amiat non vuole necessariamente inserirsi in un dibattito sul fumo, a cui per altro non spetta il compito, ma si impegna a proporre un modo per preservare Torino dal degrado mettendo a disposizione i Mozzichini in alcuni punti della città.
E se dovessimo utilizzarlo come “portavoce” di un messaggio, sicuramente sarebbe quello di responsabilizzare chiunque voglia vivere la città in tutto il suo splendore o qualunque altro posto che ci è caro.

Fonte: AMIAT

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