“Sei disposto a fare la raccolta differenziata?" "No",
per circa il 28,4% degli intervistati.
Si conclude il sondaggio pubblico lanciato da Ecoage sulla
raccolta differenziata. Alla domanda "Sei disposto
a fare la raccolta differenziata?" hanno risposto
1096 persone. Ogni utente poteva votare una sola volta.
Il 61,3% ha risposto positivamente, mostrandosi disponibile
a perdere un pò del proprio tempo per separare
i rifiuti in base alle caratteristiche fisiche/merceologiche
(vetro, carta, plastica, legno, ecc). Il risultato più sorprendente è la
percentuale di persone che ha risposto con un "No",
circa il 28,4%, quasi il triplo rispetto agli indecisi
che parteciperebbero alla raccolta differenziata soltanto
se incentivati economicamente, questi ultimi si sono
fermati al 10,1%. Il sondaggio non è certamente
rappresentativo dell'opinione pubblica, ha lo scopo soltanto
di raccogliere l'opinione dei lettori di Ecoage, generalmente
seguito da persone interessate alle energie rinnovabili
e ai problemi ambientali. Proprio per quest'ultima ragione
il risultato del sondaggio ci fa pensare e lascia intravedere
una sfiducia nei confronti della raccolta differenziata.
Molti cittadini temono che i rifiuti raccolti in modo
differenziato siano comunque destinati ad essere scaricati
in una comune discarica, vanificando la buona volontà dei
cittadini. Un timore non verificato o provato da fatti
concreti ma che si è diffuso sotto forma di leggenda
metropolitana in quasi ogni parte d'Italia
Prende
il via in provincia di Padova il servizio di raccolta dei
rifiuti effettuato con isole interrate integrate al sistema
domiciliare!
Spariscono i cassonetti lungo le strade, per lasciare il
posto a ordinate isole di raccolta, dove i cittadini muniti
di chiave e tessera possono conferire i loro rifiuti. Un‘innovazione
accompagnata dall’apertura del nuovo Ecocentro con
Ecocard!
Il 1° Giugno è stato avviato nel Comune di Cadoneghe
(PD) con la collaborazione dell’ente gestore Etra SpA,
il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti gestito tramite
l’utilizzo di innovative isole di conferimento e integrato
con il sistema domiciliare.
Le isole di raccolta sono sparse sul territorio comunale
in 17 punti strategici, scelti in modo tale da permettere
alla quasi totalità delle utenze di accedervi comodamente,
per le zone periferiche meno acessibili e per le utenze non
domestiche è stato invece previsto un servizio porta
a porta .
Ogni isola, che serve circa 300 utenze, è costituita
da quattro contenitori interrati per il conferimento di carta
(1 contenitore), plastica (2 contenitori) e vetro (1 contenitore),
da un multipress container ad apertura con tessera magnetica
e da un contenitore per l’umido con apertura con chiave.
Va’ precisato che i contenitori dell’umido non
sono presenti solo presso le isole di raccolta ma sono posizionati
sull’intero territorio comunale. Il cittadino, munito
di chiave e tessera magnetica personalizzata, si reca quindi
presso l’isola di raccolta, dove conferisce tutte le
tipologie di rifiuti differenziati. I contenitori interrati,
hanno una capacità di 5 mc per la carta e la plastica
e di 3 mc per il vetro, ma appaiono agli occhi dei cittadini
come ordinati cestini urbani con apertura a tamburo, che
impedisce la fuoriuscita di sgradevoli odori. Tali contenitori,
vengono regolarmente svuotati con l’impiego di appositi
mezzi dotati di gancio “Kinshofer”, capaci di
afferrarli ed estrarli dal loro sito. L’intera fase
di svuotamento avviene in completa sicurezza, grazie alla
presenza di una pedana su cui poggia il contenitore che si
solleva man mano che il contenitore viene estratto, chiudendo
la cavità da esso lasciata.
L’idea di interrare i contenitori, nasce anche dall’esigenza
di mitigare l’impatto visivo poco piacevole dei cassonetti
stradali, spesso traboccanti e puzzolenti. L’isola
interrata, invece, viene percepita dal cittadino come un
luogo di raccolta ordinato e pulito, oltre che efficiente
e innovativo.
Questo nuovo sistema di raccolta, offre ai cittadini l’enorme
vantaggio di poter conferire i rifiuti senza alcun vincolo
di orario e di poter utilizzare liberamente qualsiasi delle
isole posizionate sul territorio. Inoltre, nello stesso periodo, è entrato
in funzione il nuovo Ecocentro al quale i cittadini possono
accedere tramite Ecocard (la stessa tessera magnetica utilizzata
per il multipress container) un’altra innovazione che
si aggiunge al nuovo sistema di raccolta e che rende Cadoneghe
un Comune all’avanguardia nella gestione dei rifiuti.
INTERSEROH
incrementa la raccolta e il riciclo di materie prime con
ISR INTERSEROH Italia. Il gruppo tedesco sbarca a Venezia
per offrire nuove soluzioni alla raccolta differenziata italiana
Con la fondazione di ISR Italia, il Gruppo INTERSEROH,
società leader in Europa nel campo del riciclo, accede
ora anche al mercato del macero italiano. “La nostra
intenzione è offrire soluzioni ottimali, innovative
e complementari alla raccolta differenziata della carta
da macero italiana”, spiega Enzo Scalia, il nuovo
Amministratore Delegato di ISR Italia. Con l’aiuto
della nuova società italiana, il gruppo INTERSEROH
incrementerà notevolmente l’offerta dei propri
quantitativi, marcando così una tappa fondamentale
in direzione di un’organizzazione europea sulla piattaforma
del commercio globale di materie prime secondarie.
Con Enzo Scalia, Interseroh ISR Italia si avvale di un Amministratore
Delegato che ha maturato una notevole e originale esperienza
professionale nel settore del riciclaggio. Prima come responsabile
per lo sviluppo della raccolta nel Consorzio Replastic (oggi
Corepla), poi attraverso la fondazione e lo sviluppo del
Consorzio CONAI, infine come Environmental Manager della
multinazionale svedese Tetra Pak per far decollare anche
in Italia il riciclo dei cartoni per bevande.
Le esigenze del mercato per l’export e il riciclo
globale rendono necessario un alto livello di standard qualitativi.
Per questo, Interseroh offre e chiede serietà e visione
del futuro, fornendo anche agli operatori italiani la possibilità per
un notevole avanzamento qualitativo. “Non si tratta
solo di commercializzare carta da macero”, così Scalia, “la
vera sfida sta nel supportare i nostri partner a compiere
un salto di qualità che manca in Italia da troppo
tempo. A tutti quelli che sceglieranno di lavorare con noi,
offriamo non soltanto un prezzo di mercato concorrenziale
per l’acquisto di macero, ma la possibilità di
partecipare ad un network che non vuole avere confini”.
Le valutazioni che stanno alla base di questa nuova avventura
si basano sullo scenario di un mondo globalizzato, che ha
visto crescere la produzione manifatturiera in maniera esponenziale
nel sud est asiatico. In queste aree, il fabbisogno di imballaggi
in carta e cartone supera di gran lunga le raccolte differenziate
locali: oggi, l’importazione dai diversi paesi del
mondo di carta da macero verso queste
aree supera i 2 milioni tons al mese. Motivo per cui già da
tempo le fabbriche di carta asiatiche si avvalgono del mercato
Europeo quale fonte omogenea di materie prime.
Parallelamente, la crescita della raccolta differenziata
in Italia sembra aver raggiunto il limite fisiologico di
riciclabilità: il fabbisogno delle cartiere italiane è ormai
coperto dal macero nazionale. Pertanto, se si vuole mantenere
un alto livello di raccolta differenziata in tutto il Paese,
l’esportazione di macero diventa fattore strategico
e vincente.
Ecomafia,
in Italia 19 milioni di rifiuti finiscono nel nulla
Aumenta il traffico di rifiuti in Italia e la rifiuti-connection
supera i confini del Mezzogiorno e allunga i tentacoli sul
Nord: lo attesta “Ecomafia 2006”, rapporto annuale
di Legambiente sull’illegalità ambientale in
Italia e sul ruolo della criminalità.
Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono
diventate spesso destinazioni di arrivo o di smaltimento
dei rifiuti illegali.
Il traffico di rifiuti, dunque, cresce, segnando nel 2005
un aumento del 16,5% rispetto al 2004, con 18,8 milioni di
tonnellate di rifiuti spariti nel nulla. La Cina sta diventando
la nuova mecca dello smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi
italiani ed europei, soprattutto sul fronte dei rifiuti elettronici.
Alcune stime dell’Unione europea attestano che ogni
anno ci sono 11 milioni di tonnellate di tecno-spazzatura
da smaltire. Notevole anche il legname illegale contaminato
da diossina che viaggia dall'Africa verso l'Italia. In aumento
anche i traffici di specie protette, animali e vegetali per
un valore di 7 miliardi di euro l’anno.
«
Ormai le ecomafie e la criminalità ambientale - dice
Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -
puntano a insediarsi in ogni angolo d’Italia e a svolgere
un ruolo centrale anche nei traffici internazionali. La magistratura
e le forze dell’ordine svolgono un’opera meritoria,
ma per segnare successi decisivi servono contromisure immediate
anche sul piano della volontà politica e delle norme,
a cominciare dal pieno inserimento dei reati ambientali nel
codice penale che Legambiente reclama inutilmente da anni.
Alle forze dell’ordine vanno poi date più risorse,
più uomini e più mezzi. Occorre inoltre un
potenziamento delle attività di controllo, in particolar
modo nel campo dei rifiuti e in quello dell’abusivismo
edilizio, e un maggiore impegno a livello europeo».
Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio si è dichiarato
d’accordo sull’inserimento dei delitti contro
l’ambiente nel codice penale. «Bisogna aiutare
le forze dell'ordine - dice il ministro dell’Ambiente
- ad avere il massimo di sinergie possibili, evitando dispersione
di energie e sovrapposizioni di interventi e ottimizzando
il ricorso alle risorse e alle nuove tecnologie disponibili.
La depurazione delle acque, da un lato e una nuova politica
dei rifiuti, dall'altro, sono le vere grandi opere del Paese».
Sono state registrate 4.797 infrazioni nel ciclo dei rifiuti
(16,5% in più rispetto al 2004), realizzati 1.906
sequestri, 200 in più del 2004. Sono state denunciate
o arrestate 5.221 persone, con una media di 14 al giorno.
Il maggior numero di illeciti si rileva in Puglia (597 infrazioni),
seguita da Campania (514), Veneto (389) e Sicilia (340).
Gli illeciti interessano sempre più il Nord, tanto
che nelle indagini sono impegnate 23 procure dell’Italia
centro-settentrionale e 12 del Sud.
In aumento anche l’abusivismo edilizio, testimoniato
dall’aumento del 27% dei sequestri. In generale nel
2005 in Italia si sono verificati 3 illeciti ambientali ogni
ora, in tutto 23.660. Nel 2005 sono state realizzate 31mila
costruzioni abusive, contro le 41mila del 2004. Al primo
posto per cementificazione abusiva la Campania, seguita da
Calabria, Sicilia e Puglia. Campania in vetta anche sul fronte
degli abusi nelle aree protette accertati soprattutto nel
parco nazionale del Vesuvio e nel parco nazionale del Cilento
Vallo di Diano. Subito dopo seguono Sardegna e Lazio.
Dal 2003 al 2005 sono stati accertati 2.973 abusi nelle aree
protette, con sequestri di immobili stimati in 150 milioni
di euro. Su tutto il territorio nazionale sono stati invece
sequestrati oltre un miliardo di euro di immobili. Il business
dell’ecomafia nel 2005 è stato stimato da Legambiente
in 22,4 miliardi di euro.
Fonte: google Alert-rifiuti
L'Italia
sarà sottoposta al giudizio della Corte di Giustizia
europea per violazione della legislazione comunitaria sullo
smaltimento dei rifiuti
Lo ha deciso la Commissione europea secondo la quale
la legislazione italiana non è in linea con la direttiva
europea del 1999 che stabilisce le regole per lo smaltimento
nel rispetto della salute e dell'ambiente. Le disposizioni
comunitarie hanno come obiettivo minimizzare le minacce per
l'ambiente come l'inquinamento dell'aria e del suolo, le emissioni
di metano, che provoca l'effetto serra, dovuti alla decomposizione
di materiale organico. La direttiva, che prevede regole severe
per i nuovi siti di smaltimento ma permette anche la messa
a norma di quelli esistenti in un periodo di otto anni, sarebbe
dovuta essere trasposta nell'ordinamento nazionale entro il
16 luglio 2001. L'Esecutivo Ue ha denunciato il ritardo dell'Italia
che adottato le regole comunitarie solo nel marzo del 2003
e il prolungamento quindi fino a quella data del periodo di
attività dei “siti di smaltimento esistenti” che
secondo la direttiva sono da considerare quelli in funzione
fino al 16 luglio 2001.
Dunque i “nuovi” rifiuti, quelli accumulati tra
il 2001 e il 2003, sono stati smaltiti come quelli “vecchi”,
non in conformita' e quindi in violazione della direttiva comunitaria.
L'Esecutivo Ue ha deferito l'Italia alla Corte Ue anche per
la sua regolamentazione restrittiva sulla definizione di “rifiuto” .
Sotto accusa la legge adottata a dicembre 2004 che non considera
più rifiuti in Italia alcuni materiali che invece lo
sono per le norme europee. Si tratta di ferro e altri rifiuti
prodotti in campo siderurgico e metallurgico e carburanti fabbricati
a partire da rifiuti.
Fonte: AGI
Acqua
e rifiuti: la legge cambia ancora!
Dopo il fallimento dei decreti attuativi, Pecoraro
Scanio ha dato il via alla riscrittura della contestatissima
legge delega Ambientale. Il 30 novembre è prevista la
prima presentazione, intanto tra gli addetti al settore regna
l’incertezza.
Dopo l’incontro con le parti sociali, avvenuto il 12
luglio, è partito il lavoro di riscrittura del T.U.
Ambientale, la Presidenza del Consiglio si occuperà di
coordinare i Ministeri interessati. Nella giornata di mercoledì 12
luglio al Ministero dell’Ambiente è avvenuto l’incontro
con le parti sociali: associazioni di consumatori, associazioni
ambientaliste, confindustria e sindacati.
I lavori vanno verso la ridefinizione delle norme della delega,
secondo le due scadenze già fissate dal Consiglio dei
Ministri per il prossimo 30 novembre, prima tranche di modifiche,
e il 31 gennaio per il completamento dell’opera.
Per il momento quindi gli addetti al settore vivono nell’incertezza
e sperano di iniziare il nuovo anno con l’approvazione
del definitivo Testo Unico.