Medaglia d’oro a Torino per la raccolta differenziata
sottocasa
Il capoluogo piemontese è la prima metropoli italiana
a sperimentare con successo il sistema porta a porta, sfatando
un falso mito (con punte del 60% di raccolta differenziata)
"
La diminuzione dei rifiuti indifferenziati che finiscono
in discarica passa sia attraverso la riduzione dei rifiuti
a monte della catena produttiva che attraverso la raccolta
differenziata" afferma Carlo Tango, Vice Presidente
Amiat. "Gli sforzi che l'azienda e i cittadini hanno
fatto finora ci hanno permesso di raggiungere il 35,5% di
raccolta differenziata a ottobre 2005. Il prossimo obiettivo è il
40%".
I dati attuali riferiti alla raccolta sottocasa sono infatti
più che soddisfacenti:
• Falchera - Circoscrizione 6 - ha raggiunto a settembre 2005
il 48%, con una media del 52% da inizio anno.
• Borgo Campidoglio - Circoscrizione 6 - ha raggiunto a settembre
2005 il 53%, con una media del 58% da inizio anno.
• Bassa collina - Circoscrizioni 7 e 8 - ha raggiunto a settembre
2005 il 60%, con una media del 65% da inizio anno.
La raccolta porta a porta che, ricordiamo, prevede il posizionamento
di piccoli cassonetti all’interno dei cortili e delle
pertinenze condominiali, è stata dunque ben accolta
da tutti coloro che hanno già fatto della raccolta
differenziata una buona abitudine quotidiana: cassonetti
più piccoli e vicini hanno agevolato gli utenti interessati
nelle attività di differenziazione dei rifiuti domestici
e hanno permesso di aumentare la percentuale di raccolta
differenziata.
Nell'opuscolo informativo in distribuzione agli abitanti
interessati dal nuovo servizio vengono indicate poche e semplici
regole da seguire:
•
rispettare i giorni e le modalità indicate dall'apposito
opuscolo informativo che gli operatori distribuiscono casa
per casa;
• tenere i contenitori nei cortili o su area privata;
• esporre i contenitori solo se pieni e a fronte strada nel
giorno ed entro l'orario comunicato nell'opuscolo;
•
ritirare i contenitori dopo che è avvenuto lo svuotamento.
Ora che l'obiettivo del 35% è stato raggiunto, Amiat
e la città puntano dunque al 40% di raccolta differenziata:
un tassello fondamentale per realizzare il sistema di gestione
dei rifiuti che la Città si è imposta per i
prossimi anni.
Con la fine del 2005, Amiat intende raggiungere un bacino
di utenti pari a 124.000 abitanti serviti con il "porta
a porta".
A disposizione degli utenti il calendario 2006 con l'indicazione
delle settimane dispari e pari.
DECRETO
LEGISLATIVO: Norme in materia ambientale. SECONDO ESAME PRELIMINARE
Il Consiglio dei Ministri (n.40 del 19 gennaio 2006) ha approvato
lo schema di decreto legislativo che attua la legge delega
in materia ambientale; il Governo, valutati i preliminari
pareri espressi dalle Commissioni parlamentari, invierà nuovamente
ad esse il testo per il completamento dell'iter istruttorio
previsto dalla legge di delegazione. Per il Ministro Matteoli
si tratta di un testo unico atteso da tempo, che viene
incontro alle aspettative dei cittadini e degli imprenditori
che da tempo chiedono norme chiare, semplici e di facile
applicazione.
Critiche invece da parte del presidente della Conferenza
delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, che
si dice preoccupato che il governo proceda unilateralmente
su una materia così delicata e importante; posizione
più che condivisa dal Presidente della Commissione
ambiente dell'ANCI, Dario Esposito, che lo definisce un provvedimento
che smantella, nella sostanza, l'autonomia dei Comuni esautorandoli
della gestione dei servizi essenziali per i cittadini quali
rifiuti ed acqua.
Il presidente di Federambiente, Daniele Fortini, ha espresso
delusione e amarezza per l'approvazione, sia pure sottoposta,
per la parte sui rifiuti, a 34 tra condizioni e osservazioni;
le OO.SS. FP-CGIL, FIT-CISL. UILTRASPORTI e FIADEL, in relazione
allo schema del Decreto Legislativo, hanno proclamato un'intera
giornata di sciopero venerdì 27 gennaio 2006, ritenendo
la bozza del citato decreto fortemente negativa in quanto
stravolge l'assetto e lo sviluppo industriale delle aziende
e dei servizi di igiene urbana.
Molto critiche anche le associazioni ambientaliste Gruppo
183, Legambiente e Wwf.
Ambiente
e comunicazione di nuovo protagonisti a Venezia il 16 e 17
febbraio con BICA 2006
Ideata da Federambiente e giunta alla IV edizione,
BICA è l’appuntamento di riferimento per chi
- istituzioni, imprese e cittadini - ogni giorno si confronta
con l’ambiente, il suo sviluppo e la sua tutela e crede
nel ruolo fondamentale, in questo processo, della comunicazione.
“
Nel corso degli ultimi anni s’è potuto apprezzare
l’importanza di un’adeguata e corretta comunicazione
ambientale a sostegno dei progetti e degli obiettivi che
ci si propone a livello del territorio – commenta il Presidente
di Federambiente, Daniele Fortini -. La discussione
e riflessione sulle molteplici sfumature della comunicazione
ambientale rappresentano il cuore di BICA, che vuole essere
propulsore di approfondimento su queste tematiche e di definizione
delle migliori pratiche, attività e dotazioni che
si possono acquisire per sviluppare una comunicazione ambientale
di tipo nuovo, più efficace e moderno”.
L’apertura di BICA sarà dedicata quest’anno
al Protocollo di Kyoto, che il 16 febbraio festeggia il 1° anno
della sua entrata in vigore. “L’entrata in vigore
del Protocollo – dice Fortini – è un fatto
che ci riempie di soddisfazione perché ha sancito
una presa di impegno concreto nella lotta contro le emissioni
inquinanti”. Comunicazione partecipata per la realizzazione
degli impianti, comunicazione organizzativa e servizi di
pubblica utilità nella città multietnica sono
alcuni dei temi di BICA, che offrirà inoltre occasioni
di approfondimento tecnico sulla bonifica e riqualificazione
dei siti urbani e industriali e sulle metodologie di riduzione
dei rifiuti. Non mancherà a BICA la meritata vetrina
per quelle aziende che hanno intrapreso la via della responsabilità sociale
d’impresa mentre con il convegno “Espressioni
d’ambiente” e le performance che lo animeranno
BICA saluterà il suo pubblico e rinnoverà l’appuntamento
al 2008.
Per maggiori informazioni: www.bicaonline.net, bica@segest.com
BICA è un’idea di Federambiente ed è prodotta
da Segest Spa
Fonte:
Uff. Stampa Segest Spa
La
Commissione UE lancia un nuovo piano rifiuti. Obiettivo:
fare dell'Europa una società che ricicla
“Il volume di rifiuti è cresciuto a dismisura,
ad un ritmo superiore a quello della stessa crescita economica – ha
dichiarato il commissario per l’ambiente Stavros Dimas
-. La produzione, lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti
sono problemi che interessano noi tutti: singoli individui,
imprese ed enti pubblici. È ora di passare ad un
approccio più moderno e di impegnarci per riciclare
di più e meglio. Ed è precisamente a questo
che punta la nostra strategia .”
Bruxelles, 10 gennaio - “Il volume di rifiuti è cresciuto
a dismisura, ad un ritmo superiore a quello della stessa
crescita economica – ha dichiarato il commissario
per l’ambiente Stavros Dimas -. La produzione, lo
smaltimento e il riciclo dei rifiuti sono problemi che interessano
noi tutti: singoli individui, imprese ed enti pubblici. È ora
di passare ad un approccio più moderno e di impegnarci
per riciclare di più e meglio. Ed è precisamente
a questo che punta la nostra strategia .” Fare dell’Europa
una società che ricicla. E’ questo l’obiettivo
della nuova strategia Ue lanciata a fine dicembre per la
prevenzione e il riciclo dei rifiuti. Su quali strumenti
si fonda il neo piano proposto dalla commissione? Come primo
passo, si propone il riesame della direttiva quadro sui
rifiuti del 1975, per fissare norme in materia di riciclo
e imporre agli stati membri l’obbligo di elaborare
programmi nazionali di prevenzione dei rifiuti. Il processo
di riesame, inoltre, è destinato a fondere, razionalizzare
e chiarire la normativa vigente, migliorando il quadro legislativo.
I principali elementi del riesame proposto per la direttiva
quadro sui rifiuti sono i seguenti: orientare la politica
sui rifiuti verso un migliore sfruttamento delle risorse;
prevedere l’elaborazione di programmi nazionali obbligatori
di prevenzione dei rifiuti che tengano conto della varietà delle
condizioni nazionali, regionali e locali, da mettere a punto
entro tre anni dall’entrata in vigore della direttiva;
migliorare il mercato del riciclo con la fissazione di norme
ambientali che stabiliscano a quali condizioni determinati
rifiuti riciclati non siano più da considerare rifiuti;
semplificare la normativa sui rifiuti, rendendo più chiare
le definizioni e più precise le disposizioni e integrando
la direttiva sui rifiuti pericolosi (91/689/CEE) e la direttiva
sugli oli usati (75/439/CEE). Per la seconda, occorre mirare
alla raccolta piuttosto che alla rigenerazione, che non è più giustificata
dal punto di vista ambientale. Per il prossimo quinquennio
sono previste ulteriori misure per la promozione del riciclo
e la creazione di un migliore quadro normativo per le attività di
riciclo. La strategia è accompagnata da una valutazione
di impatto.
SEP
2006: le risposte alle emergenze ambientali. la rassegna
alla Fiera di Padova dal 15 al 18 marzo 2006
Dal 15 al 18 marzo 2006 si tiene alla Fiera di Padova
Sep, il Salone Internazionale delle Ecotecnologie organizzato
da PadovaFiere con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente.
Un grande forum sui servizi per la gestione di energia, aria,
acqua, rifiuti e per la salvaguardia delle risorse ambientali
in un confronto continuo con la sostenibilità sociale,
ambientale ed economica. Sep è anche il momento di
scambio tra operatori dei servizi pubblici e privati, soggetti
formatori nazionali e comunitari, il luogo del dibattito
sulle opportunità tecnologiche di mercato alla luce
delle nuove segnalazioni normative e legislative.
Una rassegna, organizzata per l’estero in collaborazione
con Fiera Milano, con al centro i cinque grandi temi di attualità che
trovano più sensibili i cittadini, il mondo produttivo
e gli amministratori pubblici: energie rinnovabili ed ecosostenibili,
Bionova Ambiente, Acqua, Emissioni-Inquinamento acustico
e luminoso, rifiuti:
energie rinnovabili ed ecosostenibili dedicato a un mercato
che è diventato operativo grazie agli incentivi messi
a disposizione del Ministero dell’Ambiente. A Sep grande
spazio alle fonti ecosostenibili ( solare termico e fotovoltaico,
eolico, idrogeno) alle soluzioni dell’architettura
boiclimatica, alle tecnologie per la cogenerazoine, risparmio
e contenimento energetico, teleriscaldamento e mobilità sostenibile.
In collaborazione con il Comune e la Camera di Commercio
di Friburgo, sarà presentato in anteprima per l’Italia,
il “modello Friburgo”, le soluzioni adottate
dalla città europea all’avanguardia in tema
di fonti rinnovabili a basso impatto ambientale e contenimento
consumi energetici;
bionova ambiente focalizza la sua attenzione sull’impulso
dato dai nuovi processi biotecnologici come fondamentale
elemento di innovazione su tutta la catena industriale per
lo sviluppo di processi e prodotti ecompatibili. A Sep un
percorso fra le nuove tecnologie per risanamento, prevenzione,
rilevazione e monitoraggio degli inquinanti, biocombustibili.
Un settore in forte sviluppo e di particolare interesse per
la prevenzione, il monitoraggio e la mitigazione dell’inquinamento
ambientale tramite un corretto smaltimento dei rifiuti e
degli effluenti e l’ottenimento di prodotti puliti
da materie prime rinnovabili;
emissioni-inquinamento
acustico e luminoso un ‘area dedicata al problema delle emissioni
nella vita quotidiana. L’aria nei centri abitati, gli
insediamenti con criticità nelle emissioni elettromagnetiche,
rumori, inquinamento luminoso. A questi problemi Sep dedica
iniziativeche porteranno le emergenze e le loro soluzioni
all’attenzione dei cittadini e dei responsabili della
loro tutela. In mostra veicoli con motori ecologici ( euro
4 e 5) a metano e biocarburanti,veicoli ad emissioni 0 (motori
elettrici, ad idrogeno), asfalti fonoassorbenti, barriere
antirumore, soluzioni per illuminazione pubblica;
acqua propone il confronto sui grandi temi dello sviluppo
sostenibile, risparmio, recupero e riutilizzo di questa risorsa
che, cambiamenti climatici e sviluppo industriale, rendono
sempre più preziosa. Spazio a tecnologie per la gestione
dell’ultimo miglio, sistemi no dig per la ristrutturazione
delle reti, gestione integrata del consumo idrico e irriguo;
rifiuti, risponde alle nuove esigenze dell’accumulo
differenziato: la discarica, il termovalorizzatore, l’ecologistica.
Le innovazioni tecnologiche per gli amministratori che, dopo
la coscienza del cassonetto differenziato, devono realizzare
delle scelte, senza entrare in conflitto con le comunità interessate:
sistemi per trattamento e recupero di materiali organici,
sistemi di raccolta e mercato del recupero, tecnologie per
gestione integrata del ciclo delle discariche e dei rifiuti
pericolosi.
Ad affiancare la sezione espositiva un ricco programma di
convegni, workshop, presentazioni aziendali con un panel
di relatori autorevole; un momento importante per conoscere
le innovazioni di prodotto, apprendere nuove tecnologie e
approfondire le normative.
L’edizione italiana di Sep segue quella organizzata
a Bucarest dal 16 al 19 marzo (Sep/Romenvirotech) e la seconda
edizione di Zagabria dal 27 al 30 settembre (Sep/Emat).
Nella Provincia Autonoma di Trento la tariffa partirà nel
2007.
Per i Trentini il passaggio dalla tassa alla tariffa
scatterà dal primo gennaio 2007. Il sistema approvato dalla
giunta provinciale privilegia l'introduzione della misurazione "puntuale" del
rifiuto non differenziato, a tal punto che, a decorrere dal 1 gennaio
2008, tutti i Comuni avranno l’obbligo di adottare tecnologie
di misurazione puntuale delle quantità di rifiuto prodotte
da ciascuna utenza. La quantità può essere misurata
sia in termini di peso, sia in termini di volume del contenitore
svuotato e quindi in base al numero di svuotamenti. Con questo
metodo si vogliono premiare i cittadini che faranno meglio la raccolta
differenziata contribuendo a ridurre la quantità totale
dei rifiuti prodotti.
Sono queste le principali novità introdotte dalla delibera
approvata a fine anno (Delibera n° 2972 del 30/12/2005). Secondo
quanto stabilito nel provvedimento, la tariffa, oltre al costo
variabile calcolato in base al rifiuto indifferenziato prodotto,
sarà composta anche di un costo fisso che garantirà la
copertura totale del servizio di gestione del ciclo di rifiuti,
dalla raccolta allo smaltimento. Al fine di limitare fenomeni fortemente
deleteri quali il cosiddetto “turismo dei rifiuti” e
l’abbandono dei rifiuti stessi per risparmiare sul costo
variabile della tariffa, si dà facoltà ai Comuni
di stabilire, all’interno della parte variabile della tariffa,
una quantità minima di rifiuti prodotta da ciascuna utenza,
da fatturare indipendentemente dalla quantità realmente
prodotta.
Ecodom, Consorzio senza scopo di lucro, è stato
costituito dai principali produttori di elettrodomestici operanti
sul mercato italiano per adempire a quanto disposto dal Decreto
Legislativo 151 del 25 Luglio 2005, che ha recepito la direttiva
2002/96/CE: tale Decreto assegna ai produttori il compito di organizzare
e finanziare il recupero e lo smaltimento dei prodotti giunti a
fine vita (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – RAEE).
Oggetto dell’attività di Ecodom sarà quindi
la gestione su tutto il territorio italiano delle attività di
trasporto, trattamento, recupero, riciclaggio e smaltimento dei
RAEE non professionali delle seguenti categorie merceologiche:
freddo, cottura, lavaggio, cappe aspiranti, scalda-acqua.
Le aziende consorziate Ecodom sono, al momento: Antonio Merloni,
Baxi, Best, Brandt Italia, Bsd, Bsh Elettrodomestici, Candy Elettrodomestici,
Daewoo, Faber, Falmec, Frigo 2000, Gorenje Korting Italia, Haier
Europe Trading, Lorenzi Vasco, Indesit Company, Merloni Termosanitari,
Miele Italia, Nardi Elettrodomestici, Smeg, Tecnogas, Terim, Zerowatt
Hoover, Whirpool Europe.
Obiettivo di Ecodom è massimizzare l’efficienza operativa
attraverso accordi con i migliori partner a livello regionale,
con un comprovato livello di esperienza, in grado di aggregare
e valorizzare le peculiari esperienze locali.
Le aziende nazionali ed internazionali che operano nei settori
della logistica, trattamento e recupero dei RAEE sono invitate
ad avanzare la propria candidatura a diventare partner di Ecodom.
Per la registrazione è sufficiente compilare in tutte le
sue parti il modulo “registrazione partners”, disponibile
nell’area “I partner” del sito www.ecodom.it e inviarlo via mail a info@ecodom.it entro il 28 febbraio 2006;
occorre inoltre inviare, a mezzo posta, una copia cartacea debitamente
compilata e firmata all’indirizzo: ECODOM, corso Italia 39,
21047 Saronno (VA).
Sulla base delle informazioni ricevute, Ecodom selezionerà a
proprio insindacabile giudizio le aziende cui inviare la richiesta
di offerta.