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Maggio 2005

Lotta all'Ecomafia: coltivatore annuncia una manifestazione protesta dinanzi alla sua azienda. Legambiente: “un grido di dolore che non deve essere inascoltato. Istituzioni e forze dell’ordine intervengano immediatamente”


“In quella zona del salernitano l’ambiente viene massacrato quotidianamente alla luce del sole, tra l’impunità assoluta. Siamo a Montecorvino Rovella ma potremmo essere tranquillamente anche Giugliano, Qualiano, Villaricca nel napoletano o in altre zone della nostra regione, dove il copione è sempre lo stesso. Il grido di dolore, la denuncia, la passione ed il coraggio dell’imprenditore salernitano non devono rimanere inascoltate. Istituzione e forze dell’ordine intervengano in tempi brevi per sconfiggere l’ecomafia e ripristinare la legalità in un territorio a vocazione agricola “. Legambiente in una nota esprime solidarietà all’imprenditore salernitano Mario Codanti che il prossimo 27 giugno da solo manifesterà contro i criminali dell’ambiente davanti alla sua azienda agricola con i suoi asini, la bandiera tricolore e un bara.



Del resto l’emergenza ecomafia è descritta in modo inequivocabile dai numeri dell’ultimo Rapporto di Legambiente: con un business potenziale di 6.626 milioni di euro( tra mercato illegale ed investimenti a rischio) e con 67 clan che gestiscono in tutta la regione il portafoglio, Ecomafia S.p.A in Campania nel 2004 registra l’anno del boom. Con 3462 infrazioni accertate, alla media di 9 reati al giorno, pari al 13,6 del totale nazionale e con 2789 persone arrestate o denunciate e ben 1340 sequestri effettuati, la Campania per il decimo anno consecutivo si conferma la prima regione d’Italia per quanto riguarda i fenomeni di illegalità ambientale. E il primato della Campania si estende anche la ciclo del cemento e dei rifiuti e nel numero delle case abusive costruite nel 2004.

Clicca qui per scaricare il file word della lettera aperta al Presidente della Repubblica
.


Fonte:
Comunicato Stampa Legambiente

Produrre ed acquistare meno rifiuti.
Il 10 giugno ad Asti un convegno con esperienze da tutt’Italia, con la presentazione delle nuove politiche di indirizzo della Regione Piemonte


Il 10 Giugno ad Asti si terrà un appuntamento molto importante: un convegno per confrontare le esperienze concrete di riduzione della produzione dei rifiuti. Saranno presentati progetti provenienti da tutt’Italia, con particolare riferimento alla realtà dell’astigiano ed un’apertura al contesto europeo. Saranno presenti il neoeletto assessore regionale della Giunta Bresso, Nicola De Ruggiero e Agata Milone, responsabile della programmazione e gestione rifiuti, per l’illustrazione delle politiche regionali piemontesi.



Il 10 Giugno ad Asti si terrà un appuntamento significativo: un convegno per confrontare le esperienze concrete di riduzione della produzione dei rifiuti. Saranno presentati progetti provenienti da tutt’Italia, con particolare riferimento alla realtà dell’astigiano ed un’apertura al contesto europeo. Saranno presenti il neoeletto assessore regionale della Giunta Bresso, Nicola De Ruggiero e Agata Milone, responsabile della programmazione e gestione rifiuti, per l’illustrazione delle politiche regionali piemontesi. Parteciperanno inoltre, Luigi Perfumo, assessore all’ecologia della provincia di Asti, Giovanni Pensabene, assessore all’ambiente del comune di Asti, e Massimo Padovani, presidente dell’ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti della provincia di Asti. Il tema delle politiche di riduzione dei rifiuti in Europa ed in Italia sarà affrontato da Raphael Rossi della Scuola Agraria del Parco di Monza. Moderatore di eccezione: Stefano Ciafani, responsabile nazionale gestione rifiuti di Legambiente.
Il convegno si inserisce nell’attività che il Comune di Asti ha sostenuto negli ultimi anni, e che ha portato, con il 55,2% di raccolta differenziata, a raggiungere e superare gli obiettivi prefissati dalle normative nazionali e regionali.
L’anno trascorso, inoltre, l’amministrazione comunale ha avviato l’iniziativa “L’altra faccia della spesa”, campagna di sensibilizzazione realizzata da Achab Group per incentivare gli acquisti sostenibili. Tale campagna ha previsto la stesura di un accordo operativo con i rappresentanti di categoria degli esercenti, ed una fase conclusiva per la promozione e la sensibilizzazione rivolta verso l’intera cittadinanza.

Clicca qui per scaricare il pdf della locandina.


Fonte:
Ufficio stampa Achab Group

Bologna e Alessandria arriva il “porta a porta” per incrementare la raccolta differenziata

Nei giorni scorsi ad Alessandria e Castel Maggiore (BO) si sono svolti due convegni che hanno visto la partecipazione dei rispettivi Assessori Provinciali Renzo Penna per Alessandria ed Emanuele Burgin.
Nella Provincia di Bologna si dovrà raggiungere il 50% di raccolta differenziata, mentre la Provincia di Alessandria ha addirittura approvato nel Piano Provinciale l’Obiettivo del 66% di RD.
Entrambi gli Amministratori hanno indicato nel sistema di raccolta domiciliare quello più adatto a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Nei giorni scorsi ad Alessandria e Castel Maggiore (BO) si sono svolti due convegni che hanno visto la partecipazione dei rispettivi Assessori Provinciali Renzo Penna per Alessandria ed Emanuele Burgin.
Anche se a distanza, in entrambe i casi e con particolare sintonia, sono state spese dagli Assessori parole convinte e decise a favore del sistema domiciliare, che consente di raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata indicati dal Legislatore.
La provincia di Alessandria, come del resto quella di Bologna, oggi navigano al di sotto del 30% di RD, ben distanti dal 35% che secondo il D.lgs 22/97 doveva essere raggiunto già due anni fa.
I due Assessori si sono posti obiettivi anche più ambiziosi di quelli imposti dalla norma, confortati dalle esperienze di chi già da diversi anni, o più recentemente, ha raggiunto e superato ben altri livelli di raccolta (Consorzio Bacino di Padova Uno, Asti, Novara e Consorzio del Chierese).
Nella Provincia di Bologna si dovrà raggiungere il 50% di raccolta differenziata, mentre la Provincia di Alessandria ha addirittura approvato nel Piano Provinciale l’Obiettivo del 66% di RD.
In provincia di Bologna partirà dal prossimo 6 giugno, nel Comune di Monteveglio il progetto pilota di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti. Il servizio sarà gestito da Hera spa.
L’assessore Burgin ha affermato che "spariranno i cassonetti e giorno per giorno, per un anno, gli abitanti metteranno fuori della porta il sacchetto della carta, del vetro e cosi' via". L'obiettivo del progetto e' quello di "portare la raccolta differenziata al 50% e dimostrare che non costa di più della indifferenziata".
Ad Alessandria capoluogo è invece stata già progettata dall’azienda della città, AMIU, la raccolta domiciliare e prossimamente, secondo uno specifico calendario, verranno consegnati ai cittadini i contenitori per la raccolta differenziata e spariranno i cassonetti dalle strade.

Fonte: Convegno “Rifiuti Urbani da Speco a Risorsa” Castel Maggiore 23/05/2005 e Convegno “Esperienze a Confronto: Le modifiche del sistema di raccolta dei rifiuti nella Citta di Alessandria” Alessandria 13/05/2005

Rilegno: resi noti i dati relativi al riciclo, recupero e ritrattamento dei rifiuti legnosi


Con oltre 1.600.000 tonnellate di rifiuti legnosi recuperati, il 60% del totale immesso al consumo nel 2004, Rilegno continua il cammino per trasformare i rifiuti in risorsa per l’ambiente e l’economia.


La raccolta del legno continua, e i risultati sono all'altezza delle aspettative. Rilegno, il Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclaggio degli Imballaggi di legno, ha reso noti i dati relativi all'avvio al riciclo, recupero e ritrattamento dei rifiuti provenienti da imballaggi di legno, e dalle altre frazioni similari, nel corso della consueta assemblea annuale (il 27 aprile a Cesenatico).
Durante la giornata di assemblea, i consorziati hanno approvato il bilancio 2004: ancora in perdita (- 2.989.207 euro), ma in progressivo recupero, tanto da far prevedere il pareggio di bilancio nel corso dell'esercizio 2006 come previsto. Si tratta infatti di una perdita programmata, causata dall'esplosivo aumento della raccolta già dal 2003. Aumento di raccolta a cui Rilegno fa doverosamente fronte, per avviare al riciclo il maggior quantitativo possibile di rifiuti di legno.
Ottimi i risultati della raccolta dei rifiuti legnosi: sui 2.680.310 tonnellate di imballaggi di legno stimati come immesso al consumo in Italia nel 2004, ne sono stati complessivamente avviati al riciclo 1.600.528 tonnellate, che salgono a 1.633.657 aggiungendo le 33.129 tonnellate di materiale avviato al recupero energetico.
Circa il 60% degli imballaggi immessi al consumo oggi vengono avviati al recupero, insomma: un risultato che supera i dettami di legge - il decreto Ronchi prevede infatti l'avvio al recupero di almeno il 50% dell'immesso al consumo - e pone l'Italia in linea con gli obiettivi fissati dalla UE, e seconda solo alla Germania per quantitativi di raccolta differenziata. Il tutto con un contributo ambientale che è tra i più bassi in Europa: 4 euro per tonnellata di imballaggi immessi al consumo.

Fonte: www.rilegno.it

Ambiente: norme più severe sull’incenerimento dei rifiuti


Arriva il "TESTO UNICO" degli impianti di incenerimento e coincenerimento dei rifiuti: previste norme più rigide per la salvaguardia dell’ambiente e maggiore trasparenza nei confronti dei cittadini.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, il 29 aprile scorso, il decreto legislativo che individua nuove regole, più rigide, per tutti gli impianti di incenerimento o coincenerimento dei rifiuti, al fine di prevenire e ridurre gli effetti negativi sull'ambiente e di impedire gli spostamenti transfrontalieri dei rifiuti verso gli impianti che operano a costi inferiori.
Il decreto, composto da 22 articoli e 2 allegati, recepisce la direttiva europea 2000/76 tenendo conto, al contempo, anche delle disposizioni nazionali in materia.
In particolare il provvedimento:
• Disciplina tutte le fasi dell'incenerimento dei rifiuti dal momento della ricezione nell'impianto fino alla corretta gestione e smaltimento delle sostanze residue dal processo di incenerimento;
• fissa limiti rigorosi per le emissioni in atmosfera;
• introduce valori limite di emissione per gli scarichi delle acque reflue derivanti dalla depurazione dei gas di scarico degli impianti di incenerimento e coincenerimento, così da limitare il passaggio delle sostanze inquinanti dall'atmosfera ai corpi idrici;
• stabilisce i metodi di campionamento, di analisi e di valutazione degli inquinanti derivanti dagli stessi impianti;
Il nuovo Testo Unico degli impianti di incenerimento o coincenerimento sancisce, inoltre, che i cittadini debbano avere la possibilità di accedere a tutte le informazioni disponibili, così da essere coinvolti nelle eventuali opportune decisioni: "sono certo - ha dichiarato il Ministro Altero Matteoli - che questo fattore favorirà un maggiore dialogo, mancato a volte in passato, ed eviterà tante proteste che spesso sono state causate proprio dalla scorretta e scarsa informazione. Le nuove norme inoltre ci danno garanzie per la salute dei cittadini e per l'ambiente".

Fonte: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/incenerimento_rifiuti/index.html
http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/dettaglio.asp?d=25122

Finalmente il ritiro “gratuito” dei rifiuti elettrici ed elettronici


Nei giorni scorsi è stato fatto dal governo un primo passo per il recepimento delle direttive europee sugli oggetti elettrici ed elettronici di uso comune, dall’asciugacapelli al computer, che verranno recuperati mediante raccolta differenziata. Le operazioni di trasporto e trattamento della spazzatura elettronica saranno a carico dei produttori. Verrà inoltre istituito l’obbligo, per il venditore, del ritiro gratuito delle vecchie apparecchiature al momento dell’acquisto di quelle nuove.

Il Governo, ha approvato in prima lettura, il 13 maggio scorso, il decreto legislativo che recepisce tre direttive comunitarie sulla gestione, il recupero e l'avvio al riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici (2002/95/CE, 2002/96/CE, 2003/108/CE). Il provvedimento dovra' ora passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari.
Tra le finalità principali del decreto ci sono la prevenzione della produzione di scarti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, la realizzazione di un sistema di raccolta differenziata, recupero e riciclaggio di questi rifiuti, la progettazione di nuove apparecchiature che facilitino il riuso, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti da esse prodotte. È prevista l’introduzione di un marchio per queste apparecchiature che indichi ai cittadini la necessita' della raccolta differenziata.
Le operazioni di trasporto, trattamento, recupero e smaltimento finale della spazzatura elettronica saranno a carico dei produttori, che assicureranno anche il ritiro gratuito delle apparecchiature dismesse al momento dell’acquisto di oggetti elettrici ed elettronici nuovi. L’obiettivo di raccolta del provvedimento è fissato in 4 chili l’anno in media per abitante entro il 31 dicembre 2006.
Sembra venga data finalmente attuazione alla norma contenutà già nel Decreto Ronchi del 1997 che prevedeva il ritiro degli elettrodomestici a cura dei produttori e che non ha mai preso piede nel nostro paese.
Per garantire il corretto funzionamento dei sistemi di gestione e smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici, il decreto prevede l'istituzione, presso il Ministero dell'Ambiente, di un Comitato di vigilanza e di controllo e l'istituzione di un Registro nazionale dei soggetti obbligati allo smaltimento di questo tipo di rifiuti. Per i trasgressori sono previste sanzioni fino a 100.000 €.

Fonte: ANSA

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