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Febbraio 2005

RACCOLTA DIFFERENZIATA, VESTA LANCIA UNA CAMPAGNA INFORMATIVA NELL’ENTROTERRA VENEZIANO. UNA BANDIERA E UNO SLOGAN DA ADOTTARE: “ANCH’IO FACCIO LA DIFFERENZA”


Dal mese di febbraio, estendendosi poi all’intero mese di marzo, ha avuto inizio la campagna “ANCH’IO FACCIO LA DIFFERENZA” promossa da VESTA sul territorio di Mestre. Obiettivi dichiarati saranno non solo il raggiungimento del 35% di raccolta differenziata per comune, stabilito dalla legge Ronchi del ’97, ma anche il miglioramento della qualità del rifiuto raccolto oltre ad un’adeguata informazione sulle modalità di conferimento dei rifiuti e sulle novità di smaltimento. Il cittadino è il principale attore dell’iniziativa. Circa 80.000 famiglie coinvolte, più di 30 punti informativi su tutto il territorio, 6 serate pubbliche rivolte alle municipalità, 5.000 manifesti e locandine sono alcune delle cifre rappresentative della campagna informativa.

Alle note difficoltà di Venezia nel raggiungere il 35% di raccolta differenziata, stabilito dalla legge ronchi del ’97, una risposta concreta che intende coinvolgere attivamente il cittadino. A coloro che sottoscriveranno l’“ACCORDO PER L’AMBIENTE”, un impegno simbolico a compiere specifiche azioni quali fare la raccolta differenziata o coinvolgere i propri vicini di casa nell’iniziativa, sarà consegnata una bandiera da esporre a testimonianza della propria adesione. L’esposizione delle bandiere costituisce uno dei punti cardine per dare visibilità e forza al progetto: l’obiettivo è far sì che le bandiere siano presenti su tutto il territorio.
Una campagna su vasta scala che interessa sia partner istituzionali, tra questi possiamo ricordare Confesercenti, Confcommercio, Provincia di Venezia, AEPE e CRBV che hanno già sottoscritto il proprio personale “accordo per l’ambiente”, sia il mondo dell’associazionismo e del volontariato e la loro fondamentale collaborazione. Sarà privilegiato il contatto diretto con le persone, nella forma di assemblee pubbliche, punti informativi nelle piazze, nei mercati, nei centri commerciali oltre al coinvolgimento dei media locali. Per indurre concretamente al cambiamento saranno distribuite delle biopattumiere a tutte le famiglie che ne siano sprovviste.
Sarà parte fondamentale della campagna l’impegno alla diffusione di una mentalità favorevole verso la raccolta differenziata; si cercherà di conseguire un miglioramento della qualità del rifiuto raccolto con particolare attenzione alla frazione organica e una capillare informazione sulle corrette modalità di conferimento dei rifiuti grazie ad un’adeguata informazione sulle novità e un coinvolgimento dei nuovi utenti. In particolare a partire da aprile saranno realizzati pieghevoli informativi in 11 lingue per gli oltre 12.000 stranieri residenti nel comune di Venezia. Un progetto ambizioso alla portata del cittadino.

Campagna "Anch'io faccio la differenza"


Fonte:
Ufficio Stampa Achab Group

COBAT: RACCOLTA PILE ESAUSTE PROSSIMA AL 100%


Secondo stime del Cobat, la raccolta delle batterie esauste, in Italia, ha raggiunto una percentuale ormai prossima al 100% rispetto all'immesso al consumo.

Il Cobat è un ente senza fini di lucro, al quale partecipano tutti gli operatori del settore batterie al piombo, produttori ed importatori, associazioni degli artigiani che ne effettuano l'installazione, raccoglitori incaricati che ne rilevano l'esausto (90 imprese su tutto il territorio nazionale) e riciclatori (sei impianti di riciclaggio distribuiti dal Nord al Sud d'Italia). Secondo stime del Cobat, la raccolta delle batterie esauste, in Italia, ha raggiunto una percentuale ormai prossima al 100% rispetto al volume di produzione immesso al consumo. Nel 2004, per il secondo anno consecutivo, la raccolta delle batterie al piombo esauste ha superato la soglia delle 190mila tonnellate, corrispondenti ad oltre 16 milioni di singoli pezzi. Lo scorso anno, dunque, sono stati smaltiti oltre 31 milioni di tonnellate di acido solforico, recuperate 9mila tonnellate di plastica e 107mila tonnellate di piombo, garantendo, per l'economia nazionale, un risparmio sull'importazione di tale metallo pari a 76 milioni di euro.

Fonte: Ecosportello

RIDURRE LE EMISSIONI DI CO2 TRAMITE OPERAZIONI DI RICICLO E RECUPERO DEI RIFIUTI


Nell’ambito di COP-10, l’annuale conferenza internazionale sui cambi climatici, è stato presentato il Recycling Fund: il contributo del sistema CONAI alla sfida di Kyoto. Il Fondo potrà servire per individuare e promuovere progetti di riduzione dei gas ad effetto serra basati sul calo di CO2, conseguente alle operazioni di riciclo / recupero dei rifiuti.

Recenti studi (Waste management options and climate change EC-AEA 2001) hanno, evidenziato una forte correlazione tra le tonnellate di rifiuti riciclate e quelle di CO2 equivalenti risparmiate. L’utilizzo di 1 tonnellata di CDR (combustibile da rifiuto) comporta un effettivo risparmio di emissioni serra pari a 407 kg di CO2 equivalenti. Il recupero e il riciclo dei materiali da imballaggio inoltre garantisce sia un risparmio di materia prima e la conseguente riduzione delle emissioni serra sia un risparmio energetico. Ad esempio, nel caso specifico dell’alluminio, l’impiego di materia prima seconda (alluminio riciclato) consente un risparmio energetico di circa il 95% rispetto all’utilizzo di alluminio primario.
Un efficace sistema di gestione dei rifiuti può quindi avere un impatto diretto sull’ambiente. Lo spiega Giancarlo Longhi, Direttore Generale del CONAI: “L’Italia ha sottoscritto il protocollo di Kyoto e dovrà quindi, nel periodo 2008-2012, ridurre le proprie emissioni di CO2 del 6,5% rispetto a quanto produceva nel 1990. Le attività di recupero e riciclo dei materiali di imballaggi contribuiranno in maniera consistente a questo obiettivo di riduzione. Nel 2003 il riciclo totale degli imballaggi è stato pari a 5.926.300 ton., ben un sesto del riciclo complessivo dei materiali, che è pari a 31.959.900 ton. È stato calcolato che grazie al riciclo degli imballaggi nel 2008 saranno immesse nell’ambiente ben 4,8 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti in meno rispetto al 1990. Una misura rilevante a favore delle riduzioni necessarie (90 milioni di tonnellate) per raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto.”
CONAI propone di istituire il Recycling Fund, un fondo studiato per individuare progetti di riduzione dei gas ad effetto serra basati sulla riduzione di CO2 che si può ottenere grazie al riciclo / recupero dei rifiuti. CONAI stesso sosterrà lo sviluppo di tali progetti. Questi progetti, che generano riduzioni di emissioni a seguito di operazioni di riciclo dei rifiuti, dovranno essere compatibili con le regole del Protocollo di Kyoto. Le eventuali maggiori risorse economiche disponibili potranno essere messe a disposizione per il raggiungimento dei nuovi obiettivi di riciclo / recupero.

Per ulteriori informazioni
Cohn & Wolfe - Valeria Vitali, Silvia Minoggio
Tel. 02 202391
valeria_vitali@cohnwolfe.com; silvia_minoggio@cohnwolfe.com

Fonte: comunicato Cohn & Wolfe

MARCHIO AD HOC PER IL COMPOST PRODOTTO NEL VENETO


E’ stato recentemente approvato dalla Regione veneto il marchio “Compost Veneto” che consentirà di sviluppare ulteriormente la politica di sostegno intrapresa dalla Regione Veneto nella valorizzazione del compostaggio di matrici selezionate per la produzione di compost di qualità.

Con Delibera del Direttore Generale dell’ARPAV n° 39 del 20/01/05 è stata approvata l’attivazione del marchio “Compost Veneto”, istituito con DGRV n°766/00.
Il marchio consentirà di sviluppare ulteriormente la politica di sostegno che la Regione Veneto ha intrapreso nella valorizzazione del compostaggio di matrici selezionate per la produzione di compost di qualità. In tal modo viene dato un chiaro segnale ai cittadini impegnati nella separazione domestica della componente organica del rifiuto urbano sull’effettivo recupero dei materiali raccolti, e nel contempo, viene promossa presso i potenziali utilizzatori la conoscenza delle caratteristiche di tale materiale e i suoi possibili ambiti di impiego.
L’Osservatorio Regionale per il Compostaggio dell’Arpav provvederà alla registrazione, alla concessione e alla gestione del marchio secondo le modalità definite in un apposito regolamento e garantirà all’utilizzatore finale la qualità ambientale e agronomica e la costanza delle caratteristiche del Compost Veneto attraverso periodici controlli del prodotto e verifiche del processo produttivo.
Il produttore di compost che intende avvalersene aderirà ad un disciplinare e stipulerà una convenzione a titolo oneroso con l'Osservatorio per la copertura delle spese necessarie alla gestione dello stesso.

Per informazioni si può contattare l'Osservatorio Regionale per il Compostaggio, con sede a Castelfranco Veneto (TV), Via Baciocchi, 9 - tel. 0423 422329 - fax 0423 720388 - mail lbergamin@arpa.veneto.it.

Scarica qui il marchio ad hoc per il compost prodotto nel Veneto

I FORNITORI DI SERVIZI DELL’INDUSTRIA IDRICA IN FORMA GRAZIE AL BENCHMARKING.
LE AREE AD ALTA DOMANDA IDRICA ESIGONO GRANDE FLESSIBILITÀ


La marcante tendenza verso la liberalizzazione dell’industria idrica europea, ed in particolare di quella tedesca, trova la sua realizzazione nel paradigma chiaramente più moderato della modernizzazione. Un atteggiamento di corretta valutazione e particolare attenzione verso ciò che è necessario e fattibile determina oggi il comportamento economico delle aziende che offrono servizi nel settore dell’acqua potabile e delle acque di scarico. L’industria idrica si presenta dunque rinforzata ed efficiente all’appuntamento con IFAT.

Negli ultimi anni i protagonisti dell’industria idrica sono stati impegnati in una profonda discussione ad alto livello con oggetto la loro stessa categoria di settore. La domanda al centro del dibattito si è concentrata sulle possibilità di mantenere operativo il settore nella situazione conflittuale tra orientamento al profitto, gestione permanente delle risorse ed obbligo di misure preventive a garanzia dell’esistenza. "L’acqua è un bene ereditario che deve essere protetto e quindi trattato di conseguenza ", questa è stata l’esortazione pronunciata dalle tre principali associazioni tedesche del settore all’inizio del 2002. Contemporaneamente hanno introdotto un codice di etica professionale per gli specialisti dell’acqua fissando, in modo chiaro e sintetico, che: "L’acqua deve poter essere utilizzata dall’uomo in modo razionale, solidale e permanente".
La formula magica del settore è oggi il benchmarking adottato volontariamente dalle aziende per definire le proprie prestazioni. Oltre alle migliorate capacità di servizio dal punto di vista tecnico ed economico, gli obiettivi di ottimizzazione contemplano anche la soddisfazione dell’utente e la tutela dell’ambiente. Con questo programma di base le aziende di approvvigionamento e smaltimento – private, comunali o in forma mista – si presentano sui mercati internazionali come attori di altissima competenza. IFAT 2005 riunisce sotto un unico tetto la maggior parte delle aziende di servizi del settore.
Le aziende che vincono la concorrenza nelle regioni richiedenti e i concorsi per la realizzazione di attraenti programmi di investimento sono in primo luogo quelle in grado di orientare la loro offerta alle precise condizioni locali che si presentano di volta in volta. Un caso da manuale che riflette esattamente questa situazione è una collaborazione tedesco-iraniana ancora in corso nell’ambito della quale diverse aziende tedesche hanno ricevuto ordini per circa 700 milioni di euro per la costruzione di infrastrutture idriche. Questo progetto è considerato come esempio di successo di una cooperazione di ricerca mirata per le aree caratterizzate da scarsità idrica dell’Asia Centrale e, dal 2000, in fase di realizzazione insieme all’Iran.
Una caratteristica regionale dei Paesi dell’Est Europa è l’atteggiamento di impegno e volontà finalizzato a raggiungere gli standard in vigore nell’UE che punta sulla filosofia delle condotte brevi. Tramite l’installazione di impianti di depurazione decentrati si intende puntare all’eliminazione di reti di canali estese e ramificate. Di tutto altro tipo sono le problematiche che preoccupano gli stati delle aree del Vicino e Medio Oriente e dell’Africa del Nord. La crescita sostenuta della popolazione in un clima arido fa aumentare il fabbisogno idrico per l’agricoltura. La sola Arabia Saudita prevede di investire entro il 2020 68 miliardi di dollari per la depurazione ed il trasporto dell’acqua. Nell’area dei paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) sono stati studiati intelligenti modelli concepiti su misura dei bisogni locali per una gestione integrata dell’acqua potabile e delle acque reflue, ma mancano ancora le risorse economiche e tecniche per la loro realizzazione. L’UE ha lanciato una water facility per i paesi ACP dotata di 500 milioni di euro al fine di permettere una cooperazione con gli investitori. Anche la banca mondiale utilizza tutta una serie di strumenti simili a favore di una politica di collaborazione. Tali iniziative hanno lo scopo di appianare ai Paesi in via di sviluppo la strada verso i progetti di Partnership Pubblico-Private che mirano a favorire l’accesso della popolazione a servizi idrici a prezzi economici e a migliorare lo smaltimento delle acque di scarico.
IFAT
IFAT è il principale evento fieristico al mondo dedicato all’ambiente ed allo smaltimento: acqua, acque reflue, rifiuti e riciclaggio. Con 2.042 espositori di 39 Stati e 97.245 operatori di 121 Paesi la manifestazione si è presentata alla sua ultima edizione del 2002 con nuove cifre record. IFAT 2005, che ha luogo a Monaco di Baviera dal 25 al 29 aprile 2005, offre un attraente programma espositivo: innovative proposte per il settore e lo stato dell’arte della tecnica per soluzioni applicative ed economiche, nonché un’ampia offerta di servizi qualificati nei settori dell’industria dell’acqua, delle acque di scarico e dei rifiuti, accompagnati da un ricco programma di interessanti manifestazioni informative. Le cifre relative agli espositori ed ai visitatori del Salone AUTOMATICA sono monitorate dalla Società per il controllo volontario dei numeri relativi a saloni ed esposizioni (Gesellschaft zur Freiwilligen Kontrolle von Messe- und Ausstellungszahlen, FKM).Messe München International (MMI)
La Messe München International (MMI) è uno dei primi enti fieristici al mondo. La società organizza ogni anno circa 40 saloni dedicati a beni di investimento, beni di consumo e nuove tecnologie. Più di 30.000 espositori di oltre 100 Paesi e più di due milioni di visitatori provenienti da circa 180 Stati partecipano ogni anno alle manifestazioni fieristiche di Monaco di Baviera. La MMI organizza inoltre anche saloni in Asia, Nordamerica e Sudamerica. Grazie alle sue quattro filiali estere ed alle 75 rappresentanze straniere, che offrono i loro servizi in ben 97 Paesi, la MMI dispone di una rete di comunicazione in tutto il mondo.

Maggiori informazioni sul sito www.ifat.de
Contatto per la stampa:
Ebba Schiel, Pressereferat (Ufficio Stampa) IFAT 2005
tel. (+49 89) 9 49-2 06 60, fax (+49 89) 9 49-2 06 69
schiel@messe-muenchen.de

Fonte: Ufficio stampa IFAT


LA BOTTIGLIA NEL COMPOSTER

Arriva la bottiglia compostabile, inventata da una società canadese. Il prodotto sarà utilizzato per l’acqua minerale.

Una società canadese - la BIOTA S.p.A., in collaborazione con le società Husky (costruttore di presse ad iniezione per preforme), SIG Corpoplast (soffiatrici) e Cargill Dow LLC - ha messo a punto un prodotto innovativo: la bottiglia per acqua minerale che va avviata al compostaggio.
E’ prodotta utilizzando acido polilattico (PLA), una materia plastica di origine naturale, che si ottiene scomponendo gli amidi vegetali del mais in zuccheri vegetali, e trasformandoli attraverso un processo di fermentazione e separazione.
In attesa che si diffonda questo prodotto rivoluzionario, ricordiamoci di schiacciare bene le nostre bottiglie di plastica prima di conferirle nell’apposito contenitore per la raccolta differenziata.

Fonte: Polimerica

L’ITALIA SI IMPOVERISCE: GLI ITALIANI SONO PIÙ BRAVI A PRODURRE RIFIUTI CHE A FABBRICARE BENI DI CONSUMO

 

Una recente indagine dell’Eurispes parla chiaro: nelle discariche finisce più materiale di quello che viene prodotto ed acquistato.

Da un’indagine svolta dall’Eurispes, emerge che in Italia viene conferito nelle discariche più materiale di quello che è prodotto ed acquistato: il PIL Italiano, infatti, è aumentato di 2.4 punti percentuali negli ultimi tre anni, a fronte di un aumento complessivo del 3.8% dei rifiuti prodotti.
Si avverte di conseguenza, in misura sempre maggiore, il problema delle discariche, che faticano a contenere la forte crescita della spazzatura prodotta, mentre prosperano in tutta Italia il traffico illecito dei rifiuti e la pratica dello smaltimento abusivo.
I danni ambientali conseguenti sono incalcolabili.
L’Eurispes sottolinea il problema affermando che la mole di rifiuti prodotti da un paese non deve essere interpretata positivamente, come una misura della sua crescita economica, bensì deve essere intesa come un indicatore del ritmo di sfruttamento e di impoverimento delle sue risorse.
Occorre pertanto prendere seriamente in esame l’adozione di misure volte al risparmio dell’energia e della materia, pur senza nulla togliere alla crescita economica ed all’innovazione tecnologica: il rimedio più naturale ed intelligente allo sperpero della “risorsa-rifiuto” è il potenziamento e l’incentivazione delle raccolte differenziate, che permettono il recupero ed il riutilizzo dei materiali, riducendo al minimo il ricorso alla discarica ed all’incenerimento.

Fonte: ANSA

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