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Dicembre 2004

IFAT 2005: LA PIÙ IMPORTANTE FIERA INTERNAZIONALE SULLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI E L'AMBIENTE - 14° FIERA INTERNAZIONALE SU ACQUA - FOGNATURE - RIFIUTI - RICICLAGGIO
MONACO DI BAVIERA 25-29 APRILE 2005


IFAT 2005: La più importante fiera internazionale sullo smaltimento dei rifiuti e l'ambiente - 14° Fiera internazionale su Acqua - Fognature - Rifiuti - Riciclaggio
Monaco di Baviera 25-29 aprile 2005

Secondo la divisa della sequenza "Evitare prima di Riciclare prima di Smaltire", in ampi settori della produzioni di beni è andato affermandosi un atteggiamento atto ad evitare la creazione di rifiuti quale elemento di responsabilità del produttore stesso. I rifiuti non evitabili ritornano in quantità sempre maggiori nel ciclo produttivo in forma di flussi di materiali riciclabili attraverso il canale della raccolta differenziata o della cernita. Efficaci procedimenti di purificazione e separazione garantiscono l’alta qualità dei materiali che entrano in questo processo. Al contempo si riduce la quota dei rifiuti non riciclabili che necessitano di un trattamento speciale seguito da smaltimento. A IFAT 2005 le aziende di servizi e i costruttori di impianti del settore dello smaltimento, nonché le case produttrici di veicoli e sistemi per la raccolta si sottopongono al giudizio critico del pubblico degli operatori. Il caso della Germania. Le statistiche indicano dal 1996 al 2000 una produzione di rifiuti pressoché costante, che in questo arco di tempo è aumentata solo del 3,5%, passando da 391 a 405 milioni di tonnellate. La parte del leone la fanno calcinacci, scavi di terreno, fratturazioni di strade e rifiuti di cantieri con una quota pari al 62 per cento (dati: Ufficio federale dell’ambiente). A distanza seguono i materiali di rifiuto dell’industria estrattiva (12 per cento), gli scarti delle attività produttive (11 per cento), i residui urbani (11 per cento) e i rifiuti speciali (4 per cento). Il volume dei residui urbani, che accanto alle quote riciclabili come i rifiuti biologici, carta, cartone, vetro, metalli e materiali plastici comprendono anche residui non riciclabili e rifiuti ingombranti delle unità domestiche e commerciali, è rimasto quasi immutato nel periodo di tempo considerato, aggirandosi, con oscillazioni minime, attorno ai 45 milioni di tonnellate all’anno. Sebbene la quota del recycling dei residui urbani sia costantemente aumentata e la percentuale di rifiuti domestici da smaltire, quindi, diminuita, nel 2000 questa raggiungeva lo stesso il volume consistente di 11,3 milioni di tonnellate (1996: 19,9 milioni di tonnellate).

Per lo smaltimento di questa montagna di rifiuti in Germania sono a disposizioni 61 impianti di trattamento termico e 28 meccanico-biologico, nonché 358 discariche per rifiuti domestici (dati: Ufficio federale dell’ambiente). Compito degli impianti è di ridurre il volume dei rifiuti e di ottenere un substrato il più possibile inerte, che poi possa essere depositato senza grandi rischi. Questo è quanto per lo meno prescrivono le leggi che, a partire dal prossimo maggio 2005, impediranno ogni deposito di rifiuti non trattati.

Sulla base della politica europea dei rifiuti e delle relative direttive nazionali, in Germania è stata stabilita la disattivazione di un gran numero di vecchie discariche che non sono più in grado di rispondere agli standard attuali. Per il loro abbandono e il pluriennale monitoraggio successivo alla chiusura è necessario un know how tecnico specifico altamente qualificato come quello per l’adeguata gestione delle discariche che rimangono in funzione. I compiti in programma riguardano il rivestimento protettivo contro l’acqua di percolamento e la deviazione dei gas che si sviluppano nelle discariche nonché le coperture adeguate della superficie della discarica. Nell’area dei “vecchi” Paesi dell’UE l’industria dello smaltimento dei rifiuti si muove ad un ritmo vicino a quello dello stato della tecnica. Invece in altre nazioni, in particolare negli Stati membri dell’Est e Sudest Europa, si registra ancora un notevole bisogno di recupero. La necessità di tradurre nelle leggi nazionali gli standard europei guiderà, quindi, a IFAT numerosi visitatori di questi Paesi attenti alla problematica.
Aggiornamenti: progetti di ricerca e sviluppo su questa ed altre questioni tecniche di processo sono documentati in lingua tedesca ed inglese sul sito www.deponieforschung.de. Un’altra fonte di informazioni riguardanti l’attività dei depositi di rifiuti è la website www.deponie-stief.de , anch’essa bilingue.

Messe München International (MMI)
La Messe München International (MMI) è uno dei primi enti fieristici al mondo. La società organizza ogni anno circa 40 saloni dedicati a beni di investimento, beni di consumo e nuove tecnologie. Più di 30.000 espositori di oltre 90 Paesi e più di due milioni di visitatori provenienti da circa 180 Stati partecipano ogni anno alle manifestazioni fieristiche di Monaco di Baviera. La MMI organizza inoltre anche saloni in Asia, Nordamerica e Sudamerica. Grazie alle sue cinque filiali estere ed alle 75 rappresentanze straniere, che offrono i loro servizi in ben 89 Paesi, la MMI dispone di una rete di comunicazione in tutto il mondo.

Maggiori informazioni sul sito www.ifat.de
Contatto per la stampa:
Ebba Schiel, Pressereferat (Ufficio Stampa) IFAT 2004
tel. (+49 89) 9 49-2 06 60, fax (+49 89) 9 49-2 06 69
schiel@messe-muenchen.de


Fonte: comunicato stampa IFAT-Monacofiere

FIRMATO IL NUOVO ACCORDO ANCI - CONAI


È stato firmato dal presidente dell'ANCI Leonardo Domenici e dal presidente CONAI Gianfranco Faina il nuovo accordo di programma quadro per la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio.
La stipula dell’Accordo, prevista dal Decreto Legislativo 22/97, con validità fino al 2008, crea le condizioni per un ulteriore sviluppo della raccolta differenziata urbana dei rifiuti di imballaggio.

L’Accordo di Programma Quadro comprende gli Allegati tecnici che disciplinano, attraverso la stipula di convenzioni, i rapporti economici e gestionali fra i Comuni e i Consorzi di Filiera (acciaio, alluminio, carta, legno e plastica).
“L’accordo che è stato firmato rappresenta un passo in avanti – afferma Leonardo Domenici – in quanto consentirà ai Comuni di gestire con maggiore serenità il servizio di raccolta differenziata. Grazie a questa intesa, viene infatti determinata la definizione di un corrispettivo sicuro nel tempo, che sarà riconosciuto ai Comuni, con particolare attenzione verso le piccole e medie Amministrazioni locali. Quello della raccolta dei rifiuti è un problema che le cronache, per motivi diversi, riportano in primo piano ormai ciclicamente. E la firma di questo accordo è un modo per cercare di dare alcune prime, importanti ipotesi di soluzione ad alcuni dei problemi del settore”.
“Siamo lieti della conclusione del nuovo accordo – ha detto Gianfranco Faina – poiché costituisce un riconoscimento del ruolo determinante che il sistema delle imprese rappresentate da CONAI, ha avuto nel permettere al nostro Paese di raggiungere e superare gli obiettivi indicati dalla Direttiva Europea sui rifiuti di imballaggio, facendo in particolare crescere un’industria del riciclo che si pone oggi tra le più avanzate in Europa. Si apre ora una nuova fase nella quale è indispensabile un approccio di gestione che integri recupero di materiali e recupero energetico, al fine di minimizzare lo smaltimento in discarica ed assicurare la sostenibilità ambientale dello sviluppo”.

Fonte: : www.conai.org

MUNICIPALIZZATE E AZIENDE A CONVEGNO PER STUDIARE IL “NASO ELETTRONICO” CONTRO L’ODORE DEI RIFIUTI


Smaltire rifiuti senza produrre odori sgradevoli, grazie all’utilizzo di sensori olfattivi di ultima generazione: i nasi elettronici. L’impiego di questi dispositivi innovativi nel settore dell’ambiente e dei rifiuti è stato al centro del convegno su “Innovazione nel controllo dell’impatto olfattivo” organizzato mercoledì 15 dicembre dal Gruppo Sacmi presso la Sala Assemblee di Imola. L’incontro, per l’interesse del tema e il livello degli interventi previsti, ha visto la partecipazione di numerosi esponenti delle municipalizzate italiane e di aziende pubbliche e private specializzate nel trattamento dei rifiuti.


Il convegno ha fatto il punto sulle normative per il contenimento degli odori nel compostaggio, nelle discariche, nei depuratori e in generale in tutte le attività di smaltimento dei rifiuti, evidenziando lo stato dell’arte dei sensori e dei sistemi olfattivi, una delle tecnologie ad alta innovazione della divisione Food Processing Sacmi. I cosiddetti nasi elettronici, infatti, fanno parte dei sistemi di controllo e di processo avanzati messi a punto dal centro ricerche Sacmi in collaborazione con alcuni istituti di ricerca universitari. “L’estensione dell’utilizzo dei sensori olfattivi al settore ambientale – sottolinea il direttore generale del Gruppo Sacmi, Giulio Cicognani - rappresenta una delle applicazioni più avanzate dei sistemi di visione, di selezione ottica e di controllo dei sistemi industriali messi a punto dai laboratori del Gruppo. Si tratta di uno degli esempi più interessanti di come questi dispositivi possano uscire dal loro ambito originario, l’industria alimentare, per entrare anche in campi come l’aeronautica, il settore automobilistico e tutti i contesti dove il controllo della qualità dell’aria è un fattore chiave, da controllare con precisione assoluta”.
Ai lavori del convegno hanno partecipato il direttore generale dell’Agenzia ministeriale per la protezione dell’ambiente e i servizi tecnici (APAT), Giorgio Cesari.
Programma:
- 10:00 Relazione introduttiva, Giulio Cicognani, direttore generale del Gruppo Sacmi.
- 10:20. Emissioni odorigene: problematiche e normative”, Giorgio Cesari, direttore generale APAT.
- 10:40 Stato dell’arte dei sensori e dei sistemi olfattivi, Giorgio Sberveglieri, Università degli studi di Brescia.
- 11:20 Il sistema olfattivo elettronico applicato al controllo ambientale, Andrea Bresciani , Centro Ricerche Sacmi.
- 11:40 Naso elettronico: determinazioni delle emissioni di odore da discariche e impianti di compostaggio, Laura Capelli, Laboratorio olfattometrico del Politecnico di Milano
- 12:00 Esperienza dell’ARPA Emilia Romagna nell’indagine olfattometrica, Paolo Mazzali,Arpa dell’Emilia-Romagna.

Ufficio Immagine Sacmi: Elisabetta Dall’Olio.
Per informazioni: 0542-607111

Fonte: Comunicato stampa Sacmi - www.sacmi.com

GLI ITALIANI PRODUCONO POCHI RIFIUTI MA NON DIFFERENZIANO ANCORA ABBASTANZA


Le famiglie italiane producono meno rifiuti della media europea ma differenziano ancora troppo poco: il dato emerge dal “Rapporto Rifiuti 2004”, realizzato dall’APAT e dall’ONR e presentato il 2 dicembre scorso a Roma.

Gli italiani producono pochi rifiuti ma non differenziano ancora abbastanza
Il 2 dicembre 2004 è stato presentato a Roma il rapporto annuale sui rifiuti, realizzato dall'Agenzia nazionale per la Protezione dell'Ambiente (APAT) e dall'Osservatorio Nazionale dei Rifiuti (ONR).
Dal Rapporto risulta che in Italia sono stati fatti importanti passi avanti soprattutto nella gestione dei rifiuti, con uno smaltimento in discarica che, in cinque anni, è sceso dal 74,4% al 53,5% ed un aumento, seppur minimo, della termovalorizzazione dei rifiuti.
La produzione complessiva nel 2003 si attesta intorno ai 30 milioni di tonnellate, con una netta diminuzione del tasso di crescita che scende dal 5,7% registrato nel '99 allo 0,6% del 2003 (1,5% nel 2002).
Il livello generale di allarme, tuttavia, non cala: si tratta comunque di una montagna di rifiuti che sarebbe sufficiente a riempire di sacchi l'intera Isola d'Elba in due soli anni!!!
Dati alla mano, quindi, gli Italiani producono, complessivamente, meno rifiuti urbani rispetto agli altri cittadini europei (produzione pro-capite pari a 524 kg), ma differenziano ancora troppo poco: il 21,5% raggiunto è certamente un buon risultato parziale, con un aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente, ma è ancora insufficiente per allinearsi agli obiettivi di legge (35%).
In particolare, risulta essere enorme il divario Nord-Sud: nel 2003 il Nord Italia ha toccato quota 33,5% (pari a 4,6 milioni di tonnellate complessive) contro il 17,1% del Centro (1,1 milioni di tonnellate) e il 7,7% del Sud (poco meno di 760 mila tonnellate complessive).
Veneto e Lombardia guidano la classifica nazionale raggiungendo percentuali di raccolta differenziata pari, rispettivamente, al 42% e 40%.
Ancora troppo bassa, infine, nonostante il confortante miglioramento registrato, risulta essere anche la quota di rifiuti avviati al recupero di energia: la quota del 2003 si attesta intorno al 9%, contro il 18% raggiunto mediamente in Europa nell’anno 2001. Gli impianti incenerimento operativi in Italia nel 2003 sono in tutto 50: 31 al Nord, 13 al centro e 6 al sud. A livello regionale la maggior parte dei rifiuti è stata incenerita in Lombardia (45% del totale), in Emilia-Romagna (18%) e in Veneto (6,4%).

Fonte: : www.ansa.it, www.ecodallecitta.it

A TREVISO IMPRESE E REGIONE UNITE NEL RICICLAGGIO DEI RIFIUTI


Una seria politica di riciclaggio dei rifiuti, che intenda far sentire i propri effetti sul piano dell’innovazione dei metodi produttivi, non può prescindere da una stretta cooperazione tra il settore e il mondo delle imprese.
Questa l’esperienza che giunge dal Veneto, dove per iniziativa della Regione e della “Servizi Unindustria Multiutilities Srl” (Sum), che fa capo a Unindustria Treviso, è stato sottoscritto un accordo di programma per la promozione di attività di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti elettrici.

La produzione di rifiuti informatici nel Nord-est è valutabile in circa 3 milioni di tonnellate l’anno: computer, componentistica varia, monitor, stampanti, la cui quantità è destinata a crescere. A questi si aggiungono rifiuti elettrici di vario genere, dalle radioline ai frigoriferi, passando per gli aspirapolvere e le lavatrici. Si tratta di una montagna di materiale, chiamato in sigla Raee – rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche – che in parte può tornare utile nel ciclo produttivo, diminuendo la quantità di ciò che finisce in discarica e aprendo anche un percorso economico virtuoso.
L’accordo è stato firmato dall’assessore alle Politiche per l’ambiente, Renato Chisso, e per la Sum dal Presidente, Carlo Torturato. Esistono già in Veneto – e altrove – società che operano nel settore del riciclaggio e del recupero del materiale informatico. L’accordo punta ad incentivare, coordinare e razionalizzare ciò che esiste, mettendo assieme le esperienze presenti e coinvolgendo cooperative sociali che svolgono attività finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti deboli.
“È un’ulteriore dimostrazione – ha sottolineato l’assessore Chisso – di come il mondo dell’industria sia in effetti soggetto attivo delle politiche ambientali”. “È una scommessa – secondo il Presidente Tortato – nella quale crediamo. Noi siamo impegnati su tre fronti, che giudichiamo fortemente connessi: quello ambientale, quello sociale e ovviamente quello del processo produttivo”.
L’aspetto sociale dell’iniziativa è costituito dalla possibilità di dare nuove prospettive alle organizzazioni impegnate nell’inserimento lavorativo di soggetti deboli. Dal punto di vista dell’innovazione dei processi produttivi, sottolineano entrambi i protagonisti dell’accordo, “la misura del successo del progetto sarà determinata dall’utile che questa attività di recupero potrà produrre nelle aziende che intenderanno sperimentarne i contenuti”. Infine, occorre evidenziare come questa iniziativa di fatto prosegua nel solco delle politiche che negli ultimi anni hanno affidato al Veneto il primato a livello nazionale in materia di raccolta differenziata, con una percentuale che si aggira attualmente tra il 43 e il 44% del totale dei rifiuti prodotti.

Le aziende e gli enti interessati a partecipare all’iniziativa, possono consultare i siti della Regione (www.regione.veneto.it) e della Sum (www.serviziunindustria.it).

Fonte: : “Il Sole 24 ore Nordest”, articolo di Ivan Buccolieri"

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