Secondo il Decreto “Green Public Procurement” il
30% degli acquisti pubblici dovrà essere dedicato
a beni e servizi realizzati con materialie riciclato.
L'importanza del decreto sta nell'impulso che può dare
al mercato delle materie seconde o riciclate e quindi a tutta
la catena della raccolta differenziata e del recupero.
Le amministrazioni pubbliche rappresentano una quota importante
della domanda. Si pensi per esempio alla carta. Il decreto
stabilisce che almeno il 30% dei beni e dei servizi acquistati
dalle amministrazioni pubbliche deve essere dedicato a beni
e servizi realizzati con una quota significativa di materiale
riciclato.
L'Osservatorio nazionale Rifiuti è incaricato di fare
i criteri e il repertorio per poter classificare come valido
ai fini del 30% il materiale acquistato.
Il portale “Eco dalle Città” ha interevistato
il Presidente dell’Osservatorio Masimo Ferlini" Abbiamo
intenzione di farci dare informazioni sulla tracciabilità dei
materiali dai consorzi di filiera del recupero. In sostanza
ci potranno dare elementi per sapere quali imprese (e per
quali prodotti) utilizano il materiale raccolto e rielaborato
dai riciclatori.
"
Sarà un lavoro impegnativo il vostro, o c'è già un
esempio europeo disponibile
"
Non mi risulta. Infatti dovremo fare una consultazione ampia
e anche rapida per fornire criteri che evitino imbrogli o
al contrario eccessive rigidità. Mi interrogo su vari
esempi: come considerare il compost? Egli inerti?"E
si potrà rendere operativo in tempo il decreto per
gli acquisti che le amministrazioni faranno nel 2004??"E'
quello che ci sforzeremo di fare. Se non riusciremo a fare
criteri completi su casi controversi, almeno un repertorio
parziale per partire sui prodotti più semplici. poi
dovremo anche stabilire le garanzie di efficienza dei prodotti,
per esempio che un apparecchio rigenerato sia effettivamente
riparabile."
Regione
Veneto: approvata la nuova formula che tiene conto dello
spazzamento per il calcolo della raccolta differenziata
La Giunta Regionale del Veneto ha approvato la nuova formula
per il calcolo della raccolta differenziata che tiene conto
della aliquota di rifiuto raccolta con lo spazzamento stradale.
La nuova formula tiene conto nel denominatore, in detrazione
della quantità di rifiuto totale, dello spazzamento
(residui di pulizia delle strade CER 200303). Nella nuova
formula vengono comunque mantenuti sia il vincolo sulle frazioni
differenziate, le quali debbano essere avviate a impianti
di recupero di materia per poter essere conteggiate a numeratore
nella raccolta differenziata, sia il contributo della frazione
autocompostata (compostaggio domestico) che innalza la percentuale
di raccolta differenziata.
Studio
sulla situazione Italiana degli Inceneritori
Nel 2001 gli impianti funzionanti erano 45, di cui 35 con
recupero di energia e le quantità totalmente incenerite
sono state pari a 2,9 milioni di tonnellate con 2,4 milioni
di MWh prodotti. Le analisi di diverse fonti (pianificazione
territoriale di settore, siti internet di associazioni ambientaliste)
evidenziano che entro, la fine del 2005, dovrebbero essere
attivati ulteriori 11 impianti (con una capacità complessiva
di 1,8 milioni di tonnellate) e, entro il 2010, è programmata
la costruzione di 50 nuovi inceneritori. Se tutti gli impianti
programmati dovessero essere realizzati la capacità totale
di trattamento ammonterebbe, nel 2010, a 10,5 milioni di
tonnellate.
Lo studio mette anche in evidenza come molto spesso le pianificazioni
provinciali e regionali siano particolarmente disattese proprio
per quanto riguarda la realizzazione degli inceneritori.
Greenpeace:
gli inceneritori sono pericolosi per la salute
La divisione scentifica di Greenpeace International in occasione
della giornata mondiale di protesta contro gli inceneritori
dei rifiuti, a cui hanno partecipato oltre 235 tra associazioni
ambientaliste e comitati locali di 62 paesi aderenti a Gaia
(Alleanza Globale Contro gli Inceneritori) ha presentato
un rapporto (Incenerimento e salute umana: stato delle conoscenze
sugli effetti degli inceneritori dei rifiuti sulla salute
umana ) il quale sostiene che l'incenerimento dei rifiuti
potrebbe apportare seri danni alla salute umana.
Nel documento sono riportate alcune indagini da cui si evince,
secondo Greenpeace, il potenziale impatto sanitario di questa
tecnologia, che può provocare danni al sistema immunitario,
riproduttivo, respiratorio, nonché disturbi ormonali,
malformazioni congenite ed alterazioni del rapporto dei sessi
alla nascita.
L’Italia è leader
nella raccolta di batterie esauste
Nel 2002 il COBAT ha raccolto 183.400 tonnellate di batterie
esauste (circa 15 milioni di pezzi). Attraverso il riciclaggio
sono state recuperate ben 102.716 tonnellate di piombo, 8.600
tonnellate di polipropilene e neutralizzati 30 milioni di
litri di acido solforico.
L’anno scorso il COBAT ha compiuto il decimo anno di
piena operatività, periodo durante la quale ha raccolto
complessivamente 1,8 milioni di tonnellate di batterie esauste
con un tasso medio annuo di crescita del 3,3%.
I risultati ottenuti fanno dell’Italia il Paese nel
mondo che può vantare il più alto tasso di
recupero oltre il 96% di batterie d’avviamento esauste,
attraverso la lavorazione delle quali il nostro Paese recupera
quantità di piombo tali da soddisfare ogni anno oltre
un terzo del fabbisogno interno. In questo modo, solo l’anno
scorso sono stati risparmiati 50 milioni di euro sull’importazione
di tale metallo.
Numerosi lettori hanno contattato la redazione chiedendo chiarimenti
in merito alla raccolta differenziata dei cartoni per bevande.
Abbiamo girato la domanda a Tetra Pak, che ha gentilmente
risposto segnalandoci le iniziative attivate finora in Italia
per raccogliere separatamente questi materiali e consentirne
il riciclaggio.
Tali iniziative si stanno diffondendo sul territorio nazionale,
è necessario pertanto rivolgersi al soggetto gestore
del servizio rifiuti nel proprio Comune per sapere se la raccolta
differenziata dei cartoni per bevande è stata attivata
o meno e con quali modalità viene effettuata.
Riportiamo di seguito il contributo fornitoci dallUfficio
Ambiente di Tetra Pak Italiana.
La raccolta differenziata dei contenitori in poliaccoppiato
a base carta, normalmente utilizzati per latte, succhi, vino,
acqua, si sta diffondendo sul territorio nazionale con risultati
importanti.
Nel 2002, 38.000 tonnellate di cartoni per bevande, il 35,3%
dellimmesso al consumo, sono state recuperate e riciclate
(Dati Comieco Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo
degli Imballaggi a base Cellulosica).
Gli attuali sistemi di riciclaggio consentono di recuperare
le tre componenti dei contenitori in poliaccoppiato: carta
(75%), polietilene (20%) e alluminio (5%).
In alcuni casi lavvio della raccolta differenziata,
operato dalle municipalizzate, in accordo con Comieco e con
il supporto di Tetra Pak, si e rivelato una vera opportunita
non solo ambientale ma anche di comunicazione e sensibilizzazione
dei cittadini.
Un esempio e la provincia di Reggio Emilia dove, da
Maggio 2002, 397.000 cittadini raccolgono i cartoni per bevande
negli appositi cassonetti e bidoni della carta, facendo crescere
cosi la quantita di materiali riciclati.
Tutto questo e un progetto tra AGAC, la municipalizzata
della provincia di Reggio Emilia, COMIECO e Tetra Pak: una
campagna informativa che continuera a sensibilizzare
i cittadini anche nel 2004.
Tale compagna si articola in piu iniziative:affissione
di appositi adesivi ai cassonetti; 150.000 depliant inviati
con le bollette; un autobus decorato con i temi del riciclo;
un progetto Scuole che ha coinvolto piu di 30.000 studenti
articolato in due iniziative:la campagna Nontiscordardimé
(raccolta differenziata nelle scuole) e il progetto Mago Alvise
(percorsi didattici incentrati sul ciclo di vita dei cartoni
per bevande).
Anche a Torino, Carpi, Sorrento e Modena, il cartone per bevande
viene raccolto insieme alla carta.
Diversa e la raccolta del CEM (Consorzio Est Milanese)
dove piu di 360.000 cittadini sono coinvolti in una
raccolta unica nel suo genere: cartoni per bevande, banda
stagnata e alluminio raccolti congiuntamente. Il progetto,
partito come sperimentazione su due comuni, esteso a 47 comuni,
portera ad un incremento della raccolta differenziata
di 500 tonnellate.
Altre realta, come Napoli, hanno deciso di raccogliere
il cartone per bevande con la frazione leggera.
A partire gia' dai prossimi mesi, Comieco, in collaborazione
con Tetra Pak, attuera' un programma territoriale di espansione
della raccolta e riciclo, destinato ad incrementare i volumi
recuperati.
I cartoni per bevande, raccolti insieme ad altri materiali,
vengono successivamente separati in piattaforme di selezione
e conferiti alla Cartiera di Santarcangelo dove vengono riciclati
al 100% e trasformati in: Cartalatte, Cartafrutta
e Maralhene®.
Cartalattee Cartafrutta sono le due tipologie
di carta riciclata che si ottengono dal recupero della componente
cellulosica dei cartoni per bevande e sono impiegabili in
infinite modalita: articoli di cancelleria, stampati,
shopper
Il Maralhene®, materiale di matrice plastica, nasce dal
riciclo delle frazioni di polietilene e alluminio ed e
impiegato nel settore edile, nel promotional (gadgets, bigiotteria,
articoli da scrivania), nella florovivaistica (vasi, fioriere).
E stato realizzato un catalogo di prodotti in Cartalatte,
Cartafrutta e Maralhene® che permettera a chiunque
di acquistare i prodotti ottenuti dal riciclo dei cartoni
per bevande.
Fonte:Ufficio
Ambiente & Relazioni Esterne - Tetra Pak Italiana SpA
Piano
sanitario nazionale: miglioramento della gestione dei rifiuti
e riduzione della produzione di rifiuti tra gli obiettivi da
perseguire
Il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 (Psn), approvato dal
DPR 23 maggio 2003, riconosce e sottolinea le strette correlazioni
tra ambiente e salute ed individua una serie di settori "ambientali"
cui prestare particolare attenzione, tra i quali è
annoverata anche la gestione dei rifiuti.
All'interno di ciascun settore, il Psn individua degli obiettivi
specifici da perseguire; cosi', nel settore dei rifiuti le
azioni indicate sono:
"l'adozione di un regime di smaltimento dei rifiuti urbani
ed industriali che minimizzi i rischi per la salute dell'uomo
ed elimini i danni ambientali;
l'attivazione di azioni educative per ridurre la produzione
dei rifiuti;
l'incentivazione della gestione ecocompatibile dei rifiuti,
con particolare riferimento al riciclaggio;
l'incremento delle attività' di tutela ambientale per
l'individuazione delle discariche abusive e delle altre forme
di smaltimento non idonee;
il monitoraggio accurato delle emissioni inquinanti degli
impianti di incenerimento".
La Corte di Giustizia Ue con una sentenza del 12 giugno 2003
ha stabilito che l'ambiente è costituito da una serie
di elementi ben determinati (stato delle acque, dell'aria,
del suolo, della fauna, della flora, del territorio e degli
spazi naturali); secondo questa sentenza, la salute umana
non è compresa nella nozione di ambiente.
Salute e ambiente sarebbero dunque legate tra loro solo in
modo indiretto, nel momento in cui unattività
riguardante uno degli elementi dellambiente ha degli
effetti negativi che pregiudicano la salute.
Alla luce di questa presa di posizione della Corte di Giustizia
Ue, l'ammissione di una stretta correlazione tra ambiente
e salute operata dal Governo italiano risulta particolarmente
significativa.
Corte
di Cassazione penale sulla nozione di rifiuto
La sentenza della Corte di Cassazione penale, sez. III, 15
aprile 2003, n. 17656 per la quale sussiste la necessità
dellapplicazione immediata, diretta e prevalente, nellordinamento
nazionale, dei principi fissati dai Regolamenti comunitari
e dalle sentenze della Corte europea di giustizia stabilisce
che non è applicabile la normativa nazionale
in materia di definizione autentica di rifiuto di cui allart.
14 del DL 138/2002, in quanto contrastante con il Reg. 259/93/CE
e con le sentenze della Corte europea
Parte
da luglio il progetto per informare i cittadini della provincia
Granda
Grazie alla L.R. 24 del 24/10/02 sulla gestione dei rifiuti,
che fa leva sullaspetto sanzionatorio per incentivare
la raccolta differenziata prevedendo sanzioni via via più
elevate per quei Comuni che non raggiungono lobiettivo
minimo del 35% di raccolta differenziata (v. Rifiutinforma
gennaio 2003), cè grande movimento in
Piemonte su questo tema.
Anche la Provincia di Cuneo ha dunque promosso una campagna
di sensibilizzazione sulla riduzione dei rifiuti alla fonte
e sullincentivazione della raccolta differenziata.
Il primo luglio è iniziata la campagna dinformazione
con lobiettivo di raggiungere lultimo anello della
catena di produzione del rifiuto, cioè il consumatore,
nella convinzione che unefficiente gestione dei rifiuti
non può prescindere dalla sinergia tra chi propone
il servizio e chi ne usufruisce.
La campagna di sensibilizzazione punta sulla riduzione dei
rifiuti, incentrando lattenzione sui seguenti punti:
Promozione del compostaggio domestico: circa il 30-35% dei
rifiuti è costituito da materiale organico. Sul territorio
cuneese molte abitazioni mono o bifamiliari, dotate di giardino
o appezzamento di terra, possono ricorrere al compostaggio
domestico, abbattendo i quantitativi ed i volumi di rifiuti
da smaltire. A tal fine è necessario il coinvolgimento
dei Comuni, dei cittadini e dei bambini, potenziali docenti
su questo argomento perché il compostaggio dei rifiuti
è un tema ampiamente trattato nei programmi didattici.
Inoltre, vanno previsti incentivi economici tramite riduzioni
e premi. Con il compostaggio domestico si può limitare
la raccolta differenziata dellorganico solo ai centri
cittadini, ove la struttura del territorio non consente questo
tipo di trattamento.
Potenziamento isole ecologiche: occorre valorizzare le aree
attrezzate e le isole ecologiche, in modo da recuperare il
più possibile, anche tra i materiali ingombranti. A
tal fine è necessario coinvolgere le associazioni che
operano sul territorio e che da anni già lavorano sul
tema del recupero utilizzando le risorse sia per fornire lavoro
a soggetti disagiati sia per sostenere progetti di sviluppo.
Attivazione raccolta secco-umido, soprattutto nei centri delle
città con più di 15.000 abitanti
Riduzione rifiuti nelle mense: nelle mense pubbliche (e particolarmente
in quelle scolastiche), incentivare luso di stoviglie
NON a perdere e promuovere la raccolta dellorganico.
Si risparmierebbero volumi di rifiuti e quindi di risorse
materiali ed energetiche se a scuola si utilizzasse tovagliolo
ed asciugamano personale e stoviglie non usa e getta;
Carta riciclata negli uffici: negli uffici pubblici, rendere
obbligatorio luso della carta riciclata (in Piemonte
una legge lo impone) e obbligare al riciclaggio di tutto il
materiale cartaceo.
Modifica dei processi produttivi per produrre meno rifiuti:
favorire le imprese che a livello locale possono, variando
i cicli produttivi, contribuire alla riduzione alla fonte,
anche attraverso incentivazioni economiche, attingendo risorse
anche dalla CE. Unipotesi è quella di promuovere
un accordo con le ditte provinciali che imbottigliano acqua
minerale per far scegliere il vetro a rendere.
Riduzione imballaggi: promuovere accordi di programma tra
grossa distribuzione, piccola distribuzione e ristorazione
per dissuadere dalluso dei contenitori a perdere, per
ridurre il preconfezionamento dei prodotti allorigine.
Riduzione rifiuti nelle sagre paesane: durante feste e sagre
paesane istituire un premio per i comitati organizzatori che
riusciranno a ridurre il volume ed il quantitativo di rifiuti
prodotti.
La campagna di sensibilizzazione è articolata con messaggi
pubblicitari veicolati tramite affissioni murarie, spot televisivi
e radiofonici e lorganizzazione di un evento finale,
nella primavera del 2004, in cui attraverso spazi espositivi
si potranno mettere a confronto le diverse realtà della
gestione rifiuti in Provincia di Cuneo e si potranno approfondire
le tematiche relative allargomento attraverso conferenze
e dibattiti. Sono ormai numerose le iniziative intraprese
anche dalle Amministrazioni locali sul territorio
nazionale e il convegno servirà anche a promuovere
un confronto tra tali realtà.
Spiagge
pulite e raccolta differenziata efficace tra i criteri per la
valutazione delle località balneari
FEE, Foundation for Environmental Education, COOU e COBAT,
i Consorzi Obbligatori per la raccolta e il riciclo di oli
usati e batterie esauste, hanno assegnato le Bandiere Blu
alle città di Vasto e San Salvo, in Provincia di Chieti.
Tutta la popolazione ha festeggiato limportante riconoscimento,
ottenuto per essere tra le località balneari che si
sono distinte per la qualità delle acque, le strutture
turistiche e i servizi offerti, ma anche per la pulizia delle
spiagge e le raccolte differenziate dei rifiuti.