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Luglio 2003

”Acquisti verdi”: arriva il decreto


Secondo il Decreto “Green Public Procurement” il 30% degli acquisti pubblici dovrà essere dedicato a beni e servizi realizzati con materialie riciclato.
L'importanza del decreto sta nell'impulso che può dare al mercato delle materie seconde o riciclate e quindi a tutta la catena della raccolta differenziata e del recupero.
Le amministrazioni pubbliche rappresentano una quota importante della domanda. Si pensi per esempio alla carta. Il decreto stabilisce che almeno il 30% dei beni e dei servizi acquistati dalle amministrazioni pubbliche deve essere dedicato a beni e servizi realizzati con una quota significativa di materiale riciclato.
L'Osservatorio nazionale Rifiuti è incaricato di fare i criteri e il repertorio per poter classificare come valido ai fini del 30% il materiale acquistato.
Il portale “Eco dalle Città” ha interevistato il Presidente dell’Osservatorio Masimo Ferlini" Abbiamo intenzione di farci dare informazioni sulla tracciabilità dei materiali dai consorzi di filiera del recupero. In sostanza ci potranno dare elementi per sapere quali imprese (e per quali prodotti) utilizano il materiale raccolto e rielaborato dai riciclatori.
" Sarà un lavoro impegnativo il vostro, o c'è già un esempio europeo disponibile
" Non mi risulta. Infatti dovremo fare una consultazione ampia e anche rapida per fornire criteri che evitino imbrogli o al contrario eccessive rigidità. Mi interrogo su vari esempi: come considerare il compost? Egli inerti?"E si potrà rendere operativo in tempo il decreto per gli acquisti che le amministrazioni faranno nel 2004??"E' quello che ci sforzeremo di fare. Se non riusciremo a fare criteri completi su casi controversi, almeno un repertorio parziale per partire sui prodotti più semplici. poi dovremo anche stabilire le garanzie di efficienza dei prodotti, per esempio che un apparecchio rigenerato sia effettivamente riparabile."

Fonte: www.ecodallecittà.it

Regione Veneto: approvata la nuova formula che tiene conto dello spazzamento per il calcolo della raccolta differenziata


La Giunta Regionale del Veneto ha approvato la nuova formula per il calcolo della raccolta differenziata che tiene conto della aliquota di rifiuto raccolta con lo spazzamento stradale. La nuova formula tiene conto nel denominatore, in detrazione della quantità di rifiuto totale, dello spazzamento (residui di pulizia delle strade CER 200303). Nella nuova formula vengono comunque mantenuti sia il vincolo sulle frazioni differenziate, le quali debbano essere avviate a impianti di recupero di materia per poter essere conteggiate a numeratore nella raccolta differenziata, sia il contributo della frazione autocompostata (compostaggio domestico) che innalza la percentuale di raccolta differenziata.

Studio sulla situazione Italiana degli Inceneritori


Nel 2001 gli impianti funzionanti erano 45, di cui 35 con recupero di energia e le quantità totalmente incenerite sono state pari a 2,9 milioni di tonnellate con 2,4 milioni di MWh prodotti. Le analisi di diverse fonti (pianificazione territoriale di settore, siti internet di associazioni ambientaliste) evidenziano che entro, la fine del 2005, dovrebbero essere attivati ulteriori 11 impianti (con una capacità complessiva di 1,8 milioni di tonnellate) e, entro il 2010, è programmata la costruzione di 50 nuovi inceneritori. Se tutti gli impianti programmati dovessero essere realizzati la capacità totale di trattamento ammonterebbe, nel 2010, a 10,5 milioni di tonnellate.
Lo studio mette anche in evidenza come molto spesso le pianificazioni provinciali e regionali siano particolarmente disattese proprio per quanto riguarda la realizzazione degli inceneritori.

Fonte: Comunicazione di Federambiente agli associati www.federambiente.it

Greenpeace: gli inceneritori sono pericolosi per la salute


La divisione scentifica di Greenpeace International in occasione della giornata mondiale di protesta contro gli inceneritori dei rifiuti, a cui hanno partecipato oltre 235 tra associazioni ambientaliste e comitati locali di 62 paesi aderenti a Gaia (Alleanza Globale Contro gli Inceneritori) ha presentato un rapporto (Incenerimento e salute umana: stato delle conoscenze sugli effetti degli inceneritori dei rifiuti sulla salute umana ) il quale sostiene che l'incenerimento dei rifiuti potrebbe apportare seri danni alla salute umana.
Nel documento sono riportate alcune indagini da cui si evince, secondo Greenpeace, il potenziale impatto sanitario di questa tecnologia, che può provocare danni al sistema immunitario, riproduttivo, respiratorio, nonché disturbi ormonali, malformazioni congenite ed alterazioni del rapporto dei sessi alla nascita.

Fonte: www.reteambiente.it e www.greenpeace.it/new/

L’Italia è leader nella raccolta di batterie esauste


Nel 2002 il COBAT ha raccolto 183.400 tonnellate di batterie esauste (circa 15 milioni di pezzi). Attraverso il riciclaggio sono state recuperate ben 102.716 tonnellate di piombo, 8.600 tonnellate di polipropilene e neutralizzati 30 milioni di litri di acido solforico.
L’anno scorso il COBAT ha compiuto il decimo anno di piena operatività, periodo durante la quale ha raccolto complessivamente 1,8 milioni di tonnellate di batterie esauste con un tasso medio annuo di crescita del 3,3%.
I risultati ottenuti fanno dell’Italia il Paese nel mondo che può vantare il più alto tasso di recupero oltre il 96% di batterie d’avviamento esauste, attraverso la lavorazione delle quali il nostro Paese recupera quantità di piombo tali da soddisfare ogni anno oltre un terzo del fabbisogno interno. In questo modo, solo l’anno scorso sono stati risparmiati 50 milioni di euro sull’importazione di tale metallo.

Fonte: www.cobat.it

Raccolta differenziata del cartone per bevande


Numerosi lettori hanno contattato la redazione chiedendo chiarimenti in merito alla raccolta differenziata dei cartoni per bevande.
Abbiamo girato la domanda a Tetra Pak, che ha gentilmente risposto segnalandoci le iniziative attivate finora in Italia per raccogliere separatamente questi materiali e consentirne il riciclaggio.
Tali iniziative si stanno diffondendo sul territorio nazionale, è necessario pertanto rivolgersi al soggetto gestore del servizio rifiuti nel proprio Comune per sapere se la raccolta differenziata dei cartoni per bevande è stata attivata o meno e con quali modalità viene effettuata.
Riportiamo di seguito il contributo fornitoci dall’Ufficio Ambiente di Tetra Pak Italiana.
“La raccolta differenziata dei contenitori in poliaccoppiato a base carta, normalmente utilizzati per latte, succhi, vino, acqua, si sta diffondendo sul territorio nazionale con risultati importanti.
Nel 2002, 38.000 tonnellate di cartoni per bevande, il 35,3% dell’immesso al consumo, sono state recuperate e riciclate (Dati Comieco – Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica).
Gli attuali sistemi di riciclaggio consentono di recuperare le tre componenti dei contenitori in poliaccoppiato: carta (75%), polietilene (20%) e alluminio (5%).
In alcuni casi l’avvio della raccolta differenziata, operato dalle municipalizzate, in accordo con Comieco e con il supporto di Tetra Pak, si e’ rivelato una vera opportunita’ non solo ambientale ma anche di comunicazione e sensibilizzazione dei cittadini.
Un esempio e’ la provincia di Reggio Emilia dove, da Maggio 2002, 397.000 cittadini raccolgono i cartoni per bevande negli appositi cassonetti e bidoni della carta, facendo crescere cosi’ la quantita’ di materiali riciclati.
Tutto questo e’ un progetto tra AGAC, la municipalizzata della provincia di Reggio Emilia, COMIECO e Tetra Pak: una campagna informativa che continuera’ a sensibilizzare i cittadini anche nel 2004.
Tale compagna si articola in piu’ iniziative:affissione di appositi adesivi ai cassonetti; 150.000 depliant inviati con le bollette; un autobus decorato con i temi del riciclo; un progetto Scuole che ha coinvolto piu’ di 30.000 studenti articolato in due iniziative:la campagna Nontiscordardimé (raccolta differenziata nelle scuole) e il progetto Mago Alvise (percorsi didattici incentrati sul ciclo di vita dei cartoni per bevande).
Anche a Torino, Carpi, Sorrento e Modena, il cartone per bevande viene raccolto insieme alla carta.
Diversa e’ la raccolta del CEM (Consorzio Est Milanese) dove piu’ di 360.000 cittadini sono coinvolti in una raccolta unica nel suo genere: cartoni per bevande, banda stagnata e alluminio raccolti congiuntamente. Il progetto, partito come sperimentazione su due comuni, esteso a 47 comuni, portera’ ad un incremento della raccolta differenziata di 500 tonnellate.
Altre realta’, come Napoli, hanno deciso di raccogliere il cartone per bevande con la frazione leggera.
A partire gia' dai prossimi mesi, Comieco, in collaborazione con Tetra Pak, attuera' un programma territoriale di espansione della raccolta e riciclo, destinato ad incrementare i volumi recuperati.
I cartoni per bevande, raccolti insieme ad altri materiali, vengono successivamente separati in piattaforme di selezione e conferiti alla Cartiera di Santarcangelo dove vengono riciclati al 100% e trasformati in: Cartalatte™, Cartafrutta™ e Maralhene®.
Cartalatte™e Cartafrutta™ sono le due tipologie di carta riciclata che si ottengono dal recupero della componente cellulosica dei cartoni per bevande e sono impiegabili in infinite modalita’: articoli di cancelleria, stampati, shopper…
Il Maralhene®, materiale di matrice plastica, nasce dal riciclo delle frazioni di polietilene e alluminio ed e’ impiegato nel settore edile, nel promotional (gadgets, bigiotteria, articoli da scrivania), nella florovivaistica (vasi, fioriere).
E’ stato realizzato un catalogo di prodotti in Cartalatte, Cartafrutta e Maralhene® che permettera’ a chiunque di acquistare i prodotti ottenuti dal riciclo dei cartoni per bevande.

Fonte:Ufficio Ambiente & Relazioni Esterne - Tetra Pak Italiana SpA

Piano sanitario nazionale: miglioramento della gestione dei rifiuti e riduzione della produzione di rifiuti tra gli obiettivi da perseguire


Il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 (Psn), approvato dal DPR 23 maggio 2003, riconosce e sottolinea le strette correlazioni tra ambiente e salute ed individua una serie di settori "ambientali" cui prestare particolare attenzione, tra i quali è annoverata anche la gestione dei rifiuti.
All'interno di ciascun settore, il Psn individua degli obiettivi specifici da perseguire; cosi', nel settore dei rifiuti le azioni indicate sono:
"l'adozione di un regime di smaltimento dei rifiuti urbani ed industriali che minimizzi i rischi per la salute dell'uomo ed elimini i danni ambientali;
l'attivazione di azioni educative per ridurre la produzione dei rifiuti;
l'incentivazione della gestione ecocompatibile dei rifiuti, con particolare riferimento al riciclaggio;
l'incremento delle attività' di tutela ambientale per l'individuazione delle discariche abusive e delle altre forme di smaltimento non idonee;
il monitoraggio accurato delle emissioni inquinanti degli impianti di incenerimento".
La Corte di Giustizia Ue con una sentenza del 12 giugno 2003 ha stabilito che l'ambiente è costituito da una serie di elementi ben determinati (stato delle acque, dell'aria, del suolo, della fauna, della flora, del territorio e degli spazi naturali); secondo questa sentenza, la salute umana non è compresa nella nozione di “ambiente”.
Salute e ambiente sarebbero dunque legate tra loro solo in modo indiretto, nel momento in cui un’attività riguardante uno degli elementi dell’ambiente ha degli effetti negativi che pregiudicano la salute.
Alla luce di questa presa di posizione della Corte di Giustizia Ue, l'ammissione di una stretta correlazione tra ambiente e salute operata dal Governo italiano risulta particolarmente significativa.

Fonte: Edizioni Ambiente – aggiornamento normativo

Corte di Cassazione penale sulla nozione di rifiuto


La sentenza della Corte di Cassazione penale, sez. III, 15 aprile 2003, n. 17656 per la quale “sussiste la necessità dell’applicazione immediata, diretta e prevalente, nell’ordinamento nazionale, dei principi fissati dai Regolamenti comunitari e dalle sentenze della Corte europea di giustizia” stabilisce che “non è applicabile la normativa nazionale in materia di definizione autentica di rifiuto di cui all’art. 14 del DL 138/2002, in quanto contrastante con il Reg. 259/93/CE e con le sentenze della Corte europea”

Fonti:www.tuttoambiente.it

Parte da luglio il progetto per informare i cittadini della provincia “Granda”


Grazie alla L.R. 24 del 24/10/02 sulla gestione dei rifiuti, che fa leva sull’aspetto sanzionatorio per incentivare la raccolta differenziata prevedendo sanzioni via via più elevate per quei Comuni che non raggiungono l’obiettivo minimo del 35% di raccolta differenziata (v. Rifiutinforma – gennaio 2003), c’è grande movimento in Piemonte su questo tema.
Anche la Provincia di Cuneo ha dunque promosso una campagna di sensibilizzazione sulla riduzione dei rifiuti alla fonte e sull’incentivazione della raccolta differenziata.
Il primo luglio è iniziata la campagna d’informazione con l’obiettivo di raggiungere l’ultimo anello della catena di produzione del rifiuto, cioè il consumatore, nella convinzione che un’efficiente gestione dei rifiuti non può prescindere dalla sinergia tra chi propone il servizio e chi ne usufruisce.
La campagna di sensibilizzazione punta sulla riduzione dei rifiuti, incentrando l’attenzione sui seguenti punti:
Promozione del compostaggio domestico: circa il 30-35% dei rifiuti è costituito da materiale organico. Sul territorio cuneese molte abitazioni mono o bifamiliari, dotate di giardino o appezzamento di terra, possono ricorrere al compostaggio domestico, abbattendo i quantitativi ed i volumi di rifiuti da smaltire. A tal fine è necessario il coinvolgimento dei Comuni, dei cittadini e dei bambini, potenziali “docenti” su questo argomento perché il compostaggio dei rifiuti è un tema ampiamente trattato nei programmi didattici. Inoltre, vanno previsti incentivi economici tramite riduzioni e premi. Con il compostaggio domestico si può limitare la raccolta differenziata dell’organico solo ai centri cittadini, ove la struttura del territorio non consente questo tipo di trattamento.
Potenziamento isole ecologiche: occorre valorizzare le aree attrezzate e le isole ecologiche, in modo da recuperare il più possibile, anche tra i materiali ingombranti. A tal fine è necessario coinvolgere le associazioni che operano sul territorio e che da anni già lavorano sul tema del recupero utilizzando le risorse sia per fornire lavoro a soggetti disagiati sia per sostenere progetti di sviluppo.
Attivazione raccolta secco-umido, soprattutto nei centri delle città con più di 15.000 abitanti
Riduzione rifiuti nelle mense: nelle mense pubbliche (e particolarmente in quelle scolastiche), incentivare l’uso di stoviglie NON a perdere e promuovere la raccolta dell’organico. Si risparmierebbero volumi di rifiuti e quindi di risorse materiali ed energetiche se a scuola si utilizzasse tovagliolo ed asciugamano personale e stoviglie non usa e getta;
Carta riciclata negli uffici: negli uffici pubblici, rendere obbligatorio l’uso della carta riciclata (in Piemonte una legge lo impone) e obbligare al riciclaggio di tutto il materiale cartaceo.
Modifica dei processi produttivi per produrre meno rifiuti: favorire le imprese che a livello locale possono, variando i cicli produttivi, contribuire alla riduzione alla fonte, anche attraverso incentivazioni economiche, attingendo risorse anche dalla CE. Un’ipotesi è quella di promuovere un accordo con le ditte provinciali che imbottigliano acqua minerale per far scegliere il vetro a rendere.
Riduzione imballaggi: promuovere accordi di programma tra grossa distribuzione, piccola distribuzione e ristorazione per dissuadere dall’uso dei contenitori a perdere, per ridurre il preconfezionamento dei prodotti all’origine.
Riduzione rifiuti nelle sagre paesane: durante feste e sagre paesane istituire un premio per i comitati organizzatori che riusciranno a ridurre il volume ed il quantitativo di rifiuti prodotti.
La campagna di sensibilizzazione è articolata con messaggi pubblicitari veicolati tramite affissioni murarie, spot televisivi e radiofonici e l’organizzazione di un evento finale, nella primavera del 2004, in cui attraverso spazi espositivi si potranno mettere a confronto le diverse realtà della gestione rifiuti in Provincia di Cuneo e si potranno approfondire le tematiche relative all’argomento attraverso conferenze e dibattiti. Sono ormai numerose le iniziative intraprese – anche dalle Amministrazioni locali – sul territorio nazionale e il convegno servirà anche a promuovere un confronto tra tali realtà.

Per ulteriori informazioni e la descrizione completa del progetto visita la pagina www.rifiutinforma.it/mondoleggero/cn

Fonte:www.achabgroup.it

Spiagge pulite e raccolta differenziata efficace tra i criteri per la valutazione delle località balneari


FEE, Foundation for Environmental Education, COOU e COBAT, i Consorzi Obbligatori per la raccolta e il riciclo di oli usati e batterie esauste, hanno assegnato le Bandiere Blu alle città di Vasto e San Salvo, in Provincia di Chieti.
Tutta la popolazione ha festeggiato l’importante riconoscimento, ottenuto per essere tra le località balneari che si sono distinte per la qualità delle acque, le strutture turistiche e i servizi offerti, ma anche per la pulizia delle spiagge e le raccolte differenziate dei rifiuti.

Fonti: Fonte: Hill & Knowlton Gaia

     2003 © achabgroup