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Giugno 2003

Sardegna, pattumiera nucleare?


Finora lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi provenienti dalle vecchie centrali atomiche chiuse dopo il refererendum del 1987 è avvenuto in siti blindati sparsi sul territorio nazionale (Caorso, Latina, Trino Vercellese e Garigliano) ma, in seguito alla decisione del Presidente del Consiglio di costruire un "deposito unico nazionale" a prova di terremoti e di attacchi terroristici, si è pensato alle miniere abbandonate del Sulcis, dell'Inglesiente, del Sassarese ed ai poligoni di tiro di Quirra, Perdasdefogu, Capo Teulada, che attendono una nuova destinazione d'uso.
L'incarico di scegliere il sito entro il 15 giugno di quest'anno è stato affidato alla Sogin spa (società di gestione degli impianti nucleari) nata per curare le attività del dopo nucleare, presieduta dal generale dell'esercito Carlo Jean.
I criteri adottati in precedenza dall’ENEA per arrivare a circa 200 siti appetibili e candidabili alla funzione di discarica escludevano le isole (per non incorrere in assurdi pericoli di disastro ambientale in caso di incidente/affondamento delle navi da trasporto), la fascia interna a 50 chilometri dal confine, e la distanza di 15 chilometri dalle città con più di 100 mila abitanti.
Il generale Jean è stato chiamato a rivedere questi criteri di esclusione ed ha adottato nuovi elementi di valutazione; la Sogin afferma che non c'è alcun motivo per escludere a priori le isole, soprattutto quelle che hanno caratteristiche geologiche e geotettoniche di stabilità, perciò, riprendendo l'esame dei parametri tecnici necessari per identificare il sito, questa esclusione non verrà più applicata. Inoltre un consulente di riferimento, il fisico Jeremy Whitlock, vice presidente della Canadian Nuclear Society, sostiene che i terreni migliori per conservare le scorie nucleari sono quelli argillosi; in Canada vengono già sfruttati e, spiega lo scienziato in un suo studio, «gli strati argillosi riscaldati naturalmente che si trovano sotto le rocce vulcaniche della Sardegna» offrono lo stesso grado di protezione.
Se il 15 giugno la scelta dovesse cadere sulla Sardegna, né il sindaco né il presidente della Regione riuscirebbero a opporsi. Con il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 59 del 12 marzo 2003, il Presidente del Consiglio ha dichiarato lo stato di emergenza per i rifiuti radioattivi e ha conferito al generale Carlo Jean poteri speciali.
Egli infatti, su propria insindacabile decisione, può derogare a ben 21 tra leggi, decreti ministeriali, circolari e contratti di lavoro. Ovvero - come spiega la rivista "Diritto e ambiente" - sarà libero di violare norme di tutela dell'ambiente, di controllo delle acque, di licenze edilizie e di trasporto - su strada, in mare e in ferrovia - dei rifiuti pericolosi.

 

Fonte:Liberazione, 20 maggio 2003

Nozione di rifiuto: così si è pronunciata la Suprema Corte di Cassazione


" Bisogna fissare il principio che: quando non vi sia necessità di trattamento non si possa parlare di rifiuto ma di materia prima secondaria.”
Con queste parole si è pronunciata la Suprema Corte di Cassazione di fronte all'ennesima questione vertente sulla discussa e controversa nozione di "rifiuto". La fattispecie posta all'esame del Collegio (e decisa con sentenza 1642/2003) aveva ad oggetto il riutilizzo di rottami ferrosi, che a parere della Corte - se avviene senza alcuna operazione di trattamento - esce dalla disciplina sui rifiuti.

Fonte:www.Reteambiente.it

Quarta edizione del premio CONAI “Comune Riutilizzatore”


Al via la quarta edizione del Premio Nazionale del Comune Riutilizzatore. Un’iniziativa patrocinata da CONAI e volta a promuovere, attraverso una competizione, il "volto" eco-sostenibile di molti Comuni italiani, ma anche un utile strumento per diffondere una vera e propria cultura legata alla raccolta differenziata e al riutilizzo dei rifiuti. Nel presentare l’iniziativa in una conferenza stampa svoltasi stamani a Milano, Gianfranco Faina, presidente di CONAI, ha voluto ribadire il ruolo positivo degli incentivi di questo tipo nella crescita di comportamenti ambientalmente corretti.
Il concorso, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, dalla Regione Liguria e dall’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, si propone l’obiettivo di migliorare la raccolta differenziata e di incentivare, attraverso una competizione tra i Comuni d’Italia, l’uso di materie prime - seconde nelle Amministrazioni comunali. Per lo svolgimento del concorso sono stati presi in considerazione tre categorie di Comuni: quelli fino a 15.000 abitanti, quelli da 15.001 a 100.000 abitanti e infine quelli con oltre 100.000 abitanti.
Ad ognuno di questi Comuni è stata inviata una lettera e un questionario volto a conoscere gli acquisti, effettuati nel corso del 2002, di prodotti derivanti da materiale riciclato o riutilizzato (si considerano tali tutti i prodotti composti da almeno 50% di materiale riciclato e il cui fornitore sia conforme ai requisiti ISO 9001: 2000 e ISO 14000 dove richiesto).
I dati sono stati raccolti ed elaborati al fine di stendere una classifica finale secondo il criterio di valutazione del rapporto Euro spesa/abitante per ogni categoria di prodotto (carta, toner rigenerati e cartucce, prodotti realizzati con colture agricole, penne, cartellette, buste, quaderni, arredo per interni, arredo urbano)
I risultati finali verranno resi noti durante la cerimonia di premiazione dei Comuni vincitori - i primi tre per ogni categoria - , che si svolgerà a Genova il 20 giugno 2003, con il patrocinio della Regione Liguria.
L’iniziativa è stata promossa anche dai Consorzi CiAL, Comieco, CO.RE.PLA., CONAi e dalle Associazioni “ARA” e “Ambiente e è Vita”.

Fonti:www.conai.it

CONAI: gli shoppers sono imballaggi


Riscontrando una richiesta del CONAI, l’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Ambiente ha espresso il proprio parere sul campo di applicazione del contributo ambientale CONAI, intervenendo così nelle crescenti problematiche relative ad alcuni prodotti la cui funzione di imballaggio è stata posta in dubbio dal Consorzio POLIECO.
Come noto, la normativa italiana, oltre a delineare un sistema specifico per la gestione degli imballaggi (Titolo II D.lgs. cit.), ha dettato una disciplina particolare per altre categorie di rifiuti, destinate ad avere un particolare impatto sull’ambiente (Titolo III d.lgs. cit.) e fra queste i beni in polietilene di cui all’art. 48. Nessuna sovrapposizione di competenze tra i vari sistemi è configurabile, posto che il legislatore ha distinto chiaramente il rispettivo ambito di intervento.
La competenza del sistema CONAI è ricondotta alla nozione di imballaggio che si incentra sulle funzioni di contenimento, protezione, movimentazioni delle merci, per consentirne il trasporto e la presentazione. Le merci di cui trattasi possono essere indifferentemente materie prime, semilavorati o prodotti finiti. L’imballaggio può accompagnare la merce nel suo trasferimento da un produttore a un utilizzatore industriale o commerciale, da un produttore a un consumatore, da un utilizzatore al consumatore.
In tal senso si pone l’art.34, comma 2, d.lgs. 22/1997 che individua l’ambito di applicazione del Titolo II nella “gestione di tutti gli imballaggi immessi sul mercato nazionale e di tutti i rifiuti di imballaggio derivanti dal loro impiego, utilizzati o prodotti da industrie, esercizi commerciali, uffici, negozi, servizi, nuclei domestici”.
Il chiaro riferimento alle materie prime ed ai prodotti finiti contenuto nella definizione dell’imballaggio di cui all’art. 35, comma 1, lett. a), ed i chiari significati attribuiti dal legislatore ai termini produttore, utilizzatore e consumatore, rendono del tutto evidente che è imballaggio non solo l’articolo che accompagna un prodotto finito nel trasferimento dal produttore al consumatore finale, ma anche tutti gli articoli destinati appunto a contenere, proteggere, consentire la manipolazione, la consegna e la presentazione di tutte merci nel passaggio tra produttori ed utilizzatori secondo le rispettive definizioni di cui alle lettere q) ed r) del citato art.. 35.
Ai fini dell’identificazione di un articolo come imballaggio, costituiscono poi valido supporto ermeneutico i tre criteri supplementari indicati nella Posizione Comune definita dal Consiglio CE il 6 marzo 2003 (G.U. C107 E/17 del 6/5/03), sulla revisione della direttiva 94/62/CE, nonché i relativi esempi illustrativi posti in Allegato al citato documento, ripresi e confermati – per quel che qui rileva - nella successiva Comunicazione della Commissione al P.E. del 7 marzo 2003 in applicazione dell’art. 251, par. 2, secondo comma, del Trattato CE, relativa alla predetta Posizione Comune.
E proprio l’inclusione testuale dei “sacchetti o borse di carta o di plastica” tra gli esempi illustrativi dei criteri su cui si basa la definizione di imballaggio, conferma l’obbligo della applicazione del contributo ambientale CONAI sugli shoppers.
L’applicazione o le richieste di applicazione di contributi diversi dal contributo ambientale Conai risultano pertanto illegittime, così come illegittime sono da considerarsi eventuali richieste di rimborso del contributo ambientale Conai applicato su tali prodotti.

Fonti:www.conai.it

Forum pubblico per una strategie europea sulla prevenzione ed il riciclaggio dei rifiuti


La Commissione europea ha adottato il 27 maggio una comunicazione che getta le basi per una strategia comunitaria sulla gestione dei rifiuti, prevista dal 6° Programma di azione per l’ambiente dell’Unione Europea.
La comunicazione propone una discussione sull’individuazione di obiettivi di prevenzione e riciclaggio e sulla ricerca di una ottimale combinazione tra strumenti legislativi, strumenti economici e iniziative volontarie per orientare i consumatori ed il mercato verso una produzione più sostenibile (con minor uso di risorse ed una minor produzione di rifiuti) e per fare in modo che i costi delle diverse opzioni di trattamento/smaltimento dei rifiuti riflettano i relativi costi ambientali.

Ecco alcuni degli strumenti proposti per raggiungere tali obiettivi:

  • incentivi ai consumatori per la scelta di prodotti “più ecologici

  • regolamentazione del mercato dei prodotti chimici per “prevenire” la pericolosità dei rifiuti;

  • redazione di piani di prevenzione dei rifiuti con il forte coinvolgimento dei diversi settori economici e delle istituzioni;

  • internalizzazione dei costi ambientali mediante tasse sullo smaltimento in discarica;

  • rafforzamento della responsabilità del produttore;

  • sistema di certificati commerciabili;

  • schemi “Pay-As –You-Throw”, basati su tariffe rifiuti commisurate al volume o al peso del rifiuto residuo conferito.


Tutti i portatori di interesse del settore sono invitati ad esprimere la propria posizione in merito e a far pervenire le proprie osservazioni alla Commissione entro il 30 novembre 2003, preferibilmente per e-mail, all’indirizzo: env-waste-strategy@cec.eu.int

Scarica la Comunicazione della Commissione in formato pdf

Fonti:http://europa.eu.it/comm/environment/waste/strategy.htm

L’Italia riduce l’import di piombo grazie al riciclaggio degli accumulatori per autotrazione


Nel 2002 riciclando circa 184.000 tonnellate di batterie al piombo esauste l'Italia, ha risparmiato 50 milioni di euro sull'importazione di piombo e in questo contesto il Cobat, il Consorzio obbligatorio per la raccolta delle batterie esauste, ha conseguito il primato mondiale della maggiore percentuale di batterie esauste raccolte, il 96%, al minor costo possibile: 83 centesimi su una batteria d'avviamento. Numeri e percentuali sono state fornite da Paolo Sormani, direttore generale del Cobat. Nel 2001 erano state 182.700 le tonnellate di batterie esauste recuperate, con un incremento del 3% rispetto all'anno precedente. La quantità maggiore di recupero avviene al Nord (93.580), seguono Sud e Isole (50.860) e il Centro (38.298). Il territorio costituito da Piemonte e Valle D'Aosta - secondo il rapporto ambientale 2001 del Cobat - è l'area con maggiore incremento assoluto della raccolta, mentre Friuli, Piemonte, Umbria e Molise sono le regioni dove si sono registrati i più elevati incrementi percentuali. La raccolta media pro-capite relativa all'intero territorio nazionale è stata, nel 2001, di 3,26 kg, a fronte dei 3 kg del 2000. Questo risultato colloca l'Italia dietro la sola Svezia che è il Paese europeo con il maggior numero di batterie recuperate per popolazione residente. L'invio a riciclaggio delle batterie d'avviamento esauste raccolte dal Consorzio ha consentito, in 10 anni, di evitare l'abbandono nell'ambiente di oltre 1.400.000 tonnellate di rifiuti pericolosi e di valorizzare il piombo per un ammontare pari a 940.000 tonnellate, corrispondente a un apporto medio del 36% al fabbisogno italiano di questo metallo. Secondo alcune stime, invece, ammonterebbero a 2.500 tonnellate le batterie che per il momento sfuggono ancora al recupero e vengono disperse. Un problema ancora in parte aperto è quello relativo ai cellulari: secondo stime di Legambiente nel solo '99 sono state disperse nell'ambiente oltre 900 tonnellate di batterie di telefonini. Oggi le batterie di telefonia mobile prelevate dal Cobat sono inviate a riciclaggio in un impianto francese, non essendo presenti nel territorio italiano impianti specializzati. Il Consorzio conta di intensificare l'azione in questo settore.

Fonti: www.ecosportello.org

Progetto pilota per la raccolta differenziata dei Rifiuti nel centro storico di Venezia.


Il Comune di Venezia e la società VESTA vogliono applicare al Centro Storico della città le soluzioni più innovative in materia di gestione dei rifiuti, con l’introduzione di un sistema di raccolta differenziata spinta porta a porta.
Il progetto interesserà la zona dell’Accademia, S. Vio, Madonna della Salute, coinvolgendo i più di 1.300 residenti e le oltre 200 utenze non domestiche (alberghi, ristoranti, attività commerciali, ecc.) nella raccolta separata di carta e cartone, vetro, plastica, lattine e rifiuti organici.

E' possibile scaricare (in formato word) una breve descrizione di questo
progetto, che si presenta alquanto ambizioso data la particolarissima
struttura urbana della città di Venezia.

Fonte: Comune di Venezia

Informare e bonificare: le mosse vincenti della Provincia di Rovigo


Pianificare un intervento di raccolta specifica senza un'adeguata campagna informativa può non ottimizzare le risorse e le energie investite nel progetto. La Provincia di Rovigo ha operato in quest'ottica, proponendo ai propri cittadini il progetto "Amianto". L'attenzione all'informazione ha contraddistinto il progetto della Provincia, che ha investito molto nell'aspetto comunicativo, ideando una campagna d'informazione capillare ed efficace. Tutti i cittadini saranno raggiunti dal messaggio principale dell'intervento (bonificare le microinstallazioni in amianto è necessario e la Provincia ne facilita l'operazione) attraverso manifesti, locandine, pubblicità sui mezzi pubblici, espositori da tavolo e pieghevoli, che saranno distribuiti nei luoghi pubblici e inviati a tutte le famiglie attraverso una bolletta. La Provincia si è anche dimostrata disponibile ad organizzare degli incontri pubblici nei vari Comuni per incentivare la bonifica delle micro-installazioni di amianto. Il progetto sarà quindi avviato tenendo conto del fattore determinante per arrivare a risultati di successo: un'informazione efficace, chiara e capillare! Il progetto "Aminato" vede come soggetti organizzatori l'Amministrazione Provinciale di Rovigo (Assessorato alle Politiche dell'Ambiente), il Consorzio Smaltimento RSU Rovigo, l'A.U.L.S.S.18, l'A.U.L.S.S.19 e l'A.R.P.A.V., e ha il suo centro organizzativo nel Punto Amianto, lo sportello informativo rivolto ai cittadini e alle utenze non domestiche che rientrano nei parametri validi per la bonifica delle micro-installazioni.

Ulteriori informazioni sulla sezione dedicata all'amianto di Rifiutinforma.

Fonte: www.rifiutinforma.it

Raccolta Differenziata: Grande fermento in Piemonte


Anche in Piemonte grazie alle politiche di incentivazione delle raccolte differenziate promosse dalla regione Piemonte e dalla Provincia di Torino sono stati raggiunti risultati di eccellenza nella raccolta differenziata. Il Consorzio Smaltimento Rifiuti (C.S.R.) ha trasmesso i dati dei comuni consorziati dichiarando percentuali di raccolta differenziata che si attestano sul 50%.

Ente

RD % *

N. Abitanti

Consorzio Smaltimento Rifiuti (C.S.R.) (Comuni di Mathi, Grosso, Villanova, San Maurizio)

Circa il 50%

13.258

*le percentuali non tengono conto della aliquota eventualmente attribuibile al compostaggio domestico.

Diversi altri comuni si stanno apprestando ad introdurre sistemi di raccolta differenziata domiciliare con l’obiettivo di raggiungere e superare il 50% di raccolta differenziata.

E’ importante ricordare a tal proposito due azioni sviluppate dalla regione Piemonte e dalla Provincia di Torino:

- Introduzione dell’Ecotassa nell’intera regione Piemonte (vedi news Rifiutinforma gennaio 2003); è un metodo che fa leva sull’aspetto sanzionatorio prevedendo sanzioni via via più elevate per quei Comuni che non raggiungono l’obiettivo minimo del 35% di raccolta differenziata

- La Provincia di Torino ha predisposto nell'ottobre 2002 il Bando "Finanziamenti ai comuni per i servizi integrati di raccolta" (DGP 1340-230043/2002), individuando la scadenza del 15 dicembre 2002 per l'adesione da parte dei Comuni. Con DGP 68-22327 sono state ammesse le candidature di 78 Comuni e sono stati riaperti i termini fino al 28 febbraio 2003. Con DGP 280-80110 del 1 aprile 2003 sono state infine ammesse ulteriori 16 candidature.

 

Fonte: Consorzio Smaltimento Rifiuti

     2003 © achabgroup