Secondo la Corte di Giustizia lincenerimento dei rifiuti urbani non un operazione di recupero
La Corte di Giustizia UE in data 13 febbraio ha emesso due
sentenze con le quali stabilisce i criteri in base ai quali
lincenerimento dei rifiuti costituisce unoperazione
di recupero energetico o di smaltimento. Le sentenze fanno
riferimento ad unaccusa mossa dalla Commissione UE che
riteneva ingiustificate le decisioni espresse dal Lussemburgo
e dalla Germania contro la spedizione dei rifiuti verso altri
Stati per il loro utilizzo principale come combustibile.
La Corte si è espressa a favore del Granducato di Lussemburgo
(quindi contro la Commissione) considerando la combustione
dei rifiuti domestici in un impianto di incenerimento non
come unoperazione di recupero bensì di smaltimento,
nonostante si realizzasse il recupero di energia; è
parere della Corte ritenere che la Commissione non ha provato
in questo caso- che lo scopo principale era il recupero
di energia in quanto finalità primaria dellimpianto
era il trattamento termico al fine della mineralizzazione
dei rifiuti
Nel secondo caso (Commissione contro Germania) la Corte ha
considerato lincenerimento di rifiuti in cementifici
come una operazione di recupero ovvero utilizzazione
principale come combustibile o come altro mezzo per produrre
energia (operazione R1 dellallegato IIB della Direttiva
91/156, recepita in Italia dal D.lgs 22/97).
La Corte, condannando la Germania, ha fatto sua lopinione
dellAvvocato Generale Jacobes, secondo il quale se lincenerimento
dei rifiuti genera più energia di quella che consuma
e il surplus di energia è effettivamente utilizzato,
sostituendo un altro combustibile (con conseguente risparmio
di risorse naturali) lincenerimento in un cementificio
è considerato una operazione di recupero di energia
e non di smaltimento.
Fonte:
Circolare di Federambiente alle aziende associate del 19/02/03
ISTAT:
aumentano le famiglie che fanno la raccolta differenziata
Sono
stati recentemente divulgati i dati forniti dallISTAT
relativi ad un indagine sul grado di partecipazione delle
famiglie italiane alla raccolta differenziata. In particolare
è stata registrata (anni 1998-2001) una diminuzione
delle famiglie che non effettuano mai la raccolta differenziata
che sono passate dal 22,8% nel 1998 al 18,7% nel 2001. I generi
di rifiuti che le famiglie raccolgono abitualmente in modo
differenziato sono soprattutto il vetro (56,2%), la carta
(52,5%) e i contenitori in plastica per liquidi (46,8%). I
dati sulla raccolta differenziata in Italia sono stati raccolti
dall'ISTAT nell'indagine sui servizi pubblici e di pubblica
utilità. Le differenze territoriali nella pratica della
raccolta differenziata sono molto rilevanti.
Fonte:Comunicato
Adnkronos 10 febbraio 2003
Il
CONAI riduce del 6% i contributi per la raccolta differenziata
ai Comuni
Il
Comitato di Verifica dellAccordo Quadro ANCI-CONAI ha
effettuato le valutazioni previste dallaccordo stesso
per la revisione dei corrispettivi riconosciuti per la raccolta
delle diverse frazioni di imballaggio (carta, plastica, legno,
acciaio e alluminio) riducendo i corrispettivi fissati negli
allegati tecnici, a decorrere dal 1° gennaio 2002, di
una percentuale pari al 6%. La decisione è stata motivata
in considerazione della crescita quantitativa delle raccolte
e del miglioramento dellorganizzazione del servizio.
Federambiente, con una nota del 13 febbraio ha comunicato
ai propri associati la propria contrarietà alla scelta
unilaterale del CONAI anche relativamente allimprevisto
e improvviso azzeramento della quota di recupero energetico
di competenza del COMIECO per il 2003, dovuta ai soggetti
interessati, al raggiungimento dellobiettivo di recupero.
Secondo Federambiente tale scelta non è stato preliminarmente
e opportunamente anticipata e discussa in sede di Comitato
di verifica ANCI-CONAI.
Fonte:Circolare
alle Amministrazioni del CONAI del 10 gennaio 2003
Circolare alle aziende associate a FEDERAMBIENTE del 13 febbraio
2003
Tariffa
rifiuti: lIVA và applicata
Con
la Risoluzione n° 25 del 05/02/2003 lAgenzia delle
Entrate Direzione Centrale Normativa e Contenzioso
- è intervenuta sulla questione dellapplicazione
dellIVA alla tariffa dei rifiuti urbani. Secondo lagenzia
la tariffa igiene ambientale (TIA) si configura alla
stregua di un corrispettivo, nel presupposto che lespletamento
del servizio avvenga secondo regole di diritto comune. Verificandosi
pertanto i presupposti impositivi soggettivo ed oggettivo
la medesima deve essere assoggettata allIVA con aliquota
agevolata del 10 per cento come previsto dalla tabella A parte
terza n° 127 sexiesdecies allegata al DPR 633 del
1972, nel caso che trattasi della gestione dei rifiuti urbani
e/o dei rifiuti speciali ad essi assimilati.
Il parere dellagenzia riportato per la sua importanza
integralmente anche da Federambiente in una circolare ai suoi
associati tratta inoltre anche dellapplicazione dellIVA
su altri tributi o aggi di competenza comunale.
Fonte:
Risoluzione n° 25 del 05/02/2003 lAgenzia delle
Entrate
Direzione Centrale Normativa e Contenzioso -
Rifiuti
tossici sotto la lava dell'Etna !
La
Guardia di Finanza di Catania ha scoperto una rilevante quantità
di rifiuti tossici coperti dalla cenere lavica emessa dall'Etna
usati come base sulla quale costruire un complesso di villette
questo è l'inconsueto sistema di smaltimento scoperto
dalle Fiamme Gialle di Catania la quale ha provveduto a sequestrare
un'area di 3.000 metri quadrati a San Giovanni La Punta.
La scoperta è emersa da un sorvolo della zona in elicottero
che ha evidenziato alcune anomalie nel terreno. I militari
hanno quindi compiuto un sopralluogo e trovato complessivamente
circa 400 metri cubi di rifiuti seppelliti sotto la cenere
lavica.
Con questa sono 16 le discariche abusive sequestrate dalla
Guardia di finanza dall'inizio dell'anno, che sono sfociate
anche in 21 denunce per violazioni di leggi ambientali.
Fonte:www.lanuovaecologia.it
Certificazioni
ambientali per impianti di smaltimento dei rifiuti
Si
stanno diffondendo sempre più le certificazioni ambientali,
concepite dallUnione Europea e dalle altre istituzioni
come strumenti di incentivazione alla riduzione degli impatti
ambientali di industrie e servizi, e percepite dalle aziende
come strumenti di comunicazione a clienti o utenti della propria
attenzione alle conseguenze delle proprie attività
sullambiente.
Nel sito www.sincert.it si possono trovare gli estremi delle
aziende certificate.
Nel settore della gestione dei rifiuti cè naturalmente
una spiccata sensibilità riguardo a questi aspetti
e molte aziende stanno intraprendendo il cammino verso la
certificazione. Riteniamo importante segnalare alcuni esempi
che si distinguono nella realtà italiana perché
allavanguardia rispetto agli impianti del settore:
La discarica di 1° categoria di Val Bosca, gestita da
ACAM spa nel Comune di La Spezia, ha ottenuto la certificazione
della propria dichiarazione ambientale di Prodotto (EPD
ISO 14025) da parte del RINA. Lanalisi del ciclo
di vita (LCA) alla base di questa dichiarazione è
stata eseguita dal dipartimento di Ingegneria Chimica e di
Processo dellUniversità di Genova.
Limpianto di termoutilizzazione dei rifiuti di Padova,
gestito da APS spa, ha invece ottenuto la registrazione EMAS
(Eco-Management and Audit Scheme). Lente certificatore
ha verificato il rispetto da parte dellazienda delle
norme sullanalisi ed il controllo degli impatti ambientali
dellimpianto stabilite dallUnione Europea ed integrate
con gli standard internazionali ISO.
Fonte:Department
of Chemical and Process Engineering "G.B. Bonino"
University of Genoa, www.dichep.unige.it
http://europa.eu.int/comm/environment/emas/registration/sites_en.htm
Azienda Padova Servizi
Raccolta
Differenziata: Bacini di raccolta nel Veneto oltre il 60%
La
gestione sovracomunale premia anche in termini di raccolta
differenziata: trapelano infatti dal Veneto i primi risultati
relativi ad interi bacini, che forniscono risultati nettamente
in progresso rispetto a quelli già positivi del 2001.
ENTE
RD % *
N° COMUNI
N° ABITANTI
Consorzio
TV 2 **
61,9
%
18
comuni
170.000
Consorzio
PD 1
60,5
%
26
comuni
210.000
Consorzio
PD 4
60,0
%
21
comuni
111.000
Consorzio
TV 3
59,0
%
25
comuni
193.000
Consorzio
PD 3
58,5
%
37
comuni
140.000
*La
percentuale indicata è una proiezione non definitiva
e non tiene conto della aliquota eventualmente attribuibile
al compostaggio domestico
**Dato relativo al primo semestre 2002, la proiezione a fine
2002 fornita dal Consorzio TV2 è del 65%.
Rifiutinforma monitorerà e fornirà anche i dati
degli altri Consorzi virtuosi, non appena saranno disponibili.
In Lombardia le percentuali di recupero e differenziazione
saranno certamente analoghe: attualmente sono a disposizione
i dati del 2001, che vedevano il Consorzio Est Milanese al
61.1%, il Consorzio dei Comuni dei Navigli al 54.7%, il Consorzio
Cremasco al 53.5% e il Consorzio del basso Novarese al 51.5%.
Fonte:
Inchiesta di Rifiutinforma su dichiarazioni dei responsabili
dei Bacini
Ecosportello: Comuni Ricicloni 2002 www.legambiente.org
Dopo
sei anni dalladozione del Decreto Ronchi sono
ancora pochi i Piani Regionali per la gestione dei rifiuti approvati
in Italia
Il
Decreto 22/97 prevede che ciascuna Regione approvi un Piano
regionale per la gestione dei rifiuti, strumento essenziale
per lattuazione della gestione integrata
dei rifiuti, in particolare per la pianificazione degli impianti
di trattamento e smaltimento in ambito regionale.
Attualmente solo 10 Regioni in Italia hanno concluso liter
per lapprovazione del Piano: Valle dAosta, Piemonte,
Liguria, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Lazio, Marche,
Basilicata ed Emilia Romagna; anche se in questultima
Regione non cè un vero e proprio piano regionale,
la questione è stata delegata alle nove provincie,
che si sono dotate di un piano provinciale gestione
rifiuti. Nelle altre Regioni i Piani non sono ancora
stati approvati e la situazione è particolarmente grave
nel Sud del Paese, in cui permane lo stato di emergenza (in
Calabria, Campania e Puglia lemergenza rifiuti stata
prorogata fino al 31 dicembre 2003).
La situazione è grave anche nelle Provincie di Roma,
Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo si parla di crisi
socio-economico-ambientale nel settore dei rifiuti urbani,
speciali e speciali pericolosi, a riprova che i piani,
oltre ad essere approvati (la Regione Lazio lha approvato
con delibera del Consiglio Regionale del 10 luglio 2002 n.
112) devono anche essere attuati.
Fonte:
Rifiuti Oggi, n. 126/127/128,
Rifiuti bollettino di informazione normativa, n. 92
La
Comunità Europea difende lambiente anche con il
diritto Penale
Sulla
GUCE L 29 del 5.2.03 è pubblicata la Decisione quadro
2003/80/GAI del Consiglio, del 27 gennaio 2003, relativa alla
protezione dell'ambiente attraverso il diritto penale, che
"impone agli stati membri l'obbligo di prevedere sanzioni
penali" per i più gravi reati ambientali. Gli
Stati membri avranno tempo quindi fino al gennaio 2005 per
adottare misure più severe per arginare i più
gravi reati ambientali; sono previste anche la responsabilità
delle persone giuridiche per i danni allecosistema e
lestradizione per i reati ambientali commessi in un
altro Stato UE.
La Decisione dellUnione Europea appare in netto contrasto
con il disegno di legge preparato dal Ministro della Giustizia
Castelli, che prevedeva invece la depenalizzazione di molti
reati ambientali, tra cui la produzione e vendita di bombolette
spray o frigoriferi con cfc, lo sversamento in mare di idrocarburi,
il commercio di specie protette.
Fonte:www.tuttoambiente.it
La Repubblica, 23 gennaio 2003
Iniziativa
di Confservizi: da Impianti Aperti alla Giornata
dei servizi pubblici locali
Dicembre
2002
La
Confservizi è il sindacato d'impresa che rappresenta,
promuove e tutela le aziende e gli enti che gestiscono i Servizi
Pubblici Locali, qualunque sia la proprietà.
E' lespressione di 8 Federazioni nazionali di settore
(Assofarm, ASSTRA, Federambiente, Federcasa - ANIACAP, Federculture,
Federelettrica, Federgasacqua e FIASO).
Confservizi ha lanciato nei giorni scorsi la Giornata
dei Servizi Pubblici Locali il più rilevante
evento che il sistema associativo abbia realizzato nellultimo
decennio.
La manifestazione prevede lapertura al pubblico il 10
maggio prossimo di tutte le strutture industriali deputate
alla gestione dei servizi pubblici (acqua, energia, rifiuti)
delle aziende che aderiranno alliniziativa. Tali strutture
normalmente sono accessibili solamente al personale autorizzato
per questo negli anni scorsi liniziativa era denominata
Impianti Aperti. Sono stimate 400 aziende e 1600
Comuni coinvolti e da questanno sono previste iniziative
anche per i settori non industriali con particolare riferimento
alla sanità, cultura e alle farmacie comunali. Tra
pochi giorni sarà attivo il sito www.10maggio.it
dove si potranno trovare tutte le informazioni relative alliniziativa.
Lo
smaltimento dei rifiuti abbandonati spetta a chi li abbandona
Il
Consiglio di Stato ha affermato che lordine di smaltire
i rifiuti abbandonati in luoghi o acque pubbliche va
impartito a chi li ha abbandonati, e non al proprietario
o al concessionario dellarea interessata, salvo che
non sia configurabile una loro compartecipazione sotto forma
di mancata vigilanza". Questa affermazione giunge in
seguito al ricorso in appello di una società piemontese
concessionaria dei canali per l'irrigazione delle pianure
del vercellese, che aveva ricevuto dal comune di Santhià
l'ordine di provvedere all'immediata rimozione e allo smaltimento
dei rifiuti accumulatisi sulla superficie delle acque.