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Dicembre 2003

Rapporto “Ecomafia 2003”: la regione Veneto al primo posto per superficie discariche abusive.


Nel 2002 il Veneto è al primo posto in Italia per superficie totale di discariche abusive (quasi 5,5 milioni di metri quadrati, in gran parte situati a Porto Marghera e nelle aree più industrializzate del territorio).

I dati emergono dal rapporto “Ecomafia 2003” predisposto da Legambiente Veneto, che lo ha illustrato nella sede del Consiglio regionale a Venezia il 16 dicembre 2003, presentando contestualmente due proposte:

- la prima riguarda l'istituzione, da parte della Regione, di un Osservatorio su ambiente e legalita', dove istituzioni, forze dell'ordine, magistratura, societa' civile possano incontrarsi per discutere sulle azioni da promuovere a salvaguardia dell'ambiente, e per scambiarsi dati e conoscenze su scempi perpetrati ai danni del territorio;

- la seconda l'avvio di un confronto nel Governo e nel Parlamento per definire quali siano i reati ambientali che meritano, vista la loro “pericolosità per la collettività”, di essere inseriti nel Codice penale.

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Fonte: www.ansa.it/ambiente/notizie

Consiglio di Stato: escludere dalle gare d'appalto le imprese che non pagano la Tarsu



Con la decisione 1° dicembre 2003, n. 7836, il Consiglio di Strato ha specificato che le imprese non in regola col pagamento di imposte e tasse devono essere escluse dalle gare di appalto, salvo che l'impresa abbia fatto ricorso davanti al giudice tributario - con correlata richiesta di sospensione cautelare - contro il titolo esattoriale.
Secondo il Consiglio di Stato devono essere esclusi dalla partecipazione alle gare i concorrenti che non sono in regola con gli obblighi relativi al pagamento delle imposte e delle tasse (ex articolo 12, comma 1 lettera e del D.lgs 17 marzo 1995, n. 157, recante "Attuazione della direttiva 92/50/Cee in materia di appalti pubblici di servizi"); tuttavia, in caso di proposizione del ricorso avanti alle commissioni tributarie, ricorso che peraltro "non sospende, di per sé, l’obbligo del pagamento della pretesa tributaria", "allorché il contribuente si sia avvalso dello specifico strumento cautelare atto a consentire la sospensione del pagamento e fino a che non sia intervenuta la relativa pronuncia, deve escludersi che l’obbligo di pagamento stesso possa venire a consolidarsi e possa consolidarsi, parallelamente, anche la sussistenza della causa di esclusione dalla gara dianzi ricordata".

Fonte: www.reteambiente.it

COREPLA decide di sospendere i corrispettivi per il recupero


La decisione, unilaterale e non preannunciata, è maturata in seguito alle sentenze della Corte di Giustizia europea in materia di smaltimento/recupero (C-228/00 e C-458/00) e comporterà ripercussioni negative per le aziende interessate, vincolate a impegni contrattuali con le amministrazioni locali.
La presa di posizione segue quella di COMIECO che, avendo raggiunto gli obiettivi di riciclo, ha già da tempo bloccato i corrispettivi per il recupero energetico dei rifiuti di imballaggio di carta.

Fonte: www.fise.org

Nuovo codice della strada e servizio di igiene urbana: problematica l’applicazione delle nuove norme


Obbligo delle cinture, uso di apparecchi radiotelefonici, carico massimo dei mezzi ecco i punti su cui Federambiente e FISE-Assoambiente non sono s’accordo rispetto a quanto previsto dal nuovo codice della strada.
Le associazioni di categoria delle imprese che eseguono la raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani ritengono infatti necessario un sollecito intervento normativo diretto ad ottenere l’esenzione dall’obbligo dell’uso delle cinture e l’inclusione tra i soggetti autorizzati all’utilizzo di apparecchi radiotelefonici per i conducenti dei veicoli che svolgono attività di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, nonché la previsione di un margine di tolleranza del limite di portata massima dei veicoli adibiti al trasporto dei rifiuti urbani. Ciò al fine di assicurare la corretta prosecuzione di un importante servizio di interesse pubblico.
Particolare importanza assume la richiesta di esenzione dell’obbligo della cintura da parte degli autisti impegnati nella raccolta domiciliare che devono fare centinaia di fermate per ogni turno di raccolta: per loro diventerebbe estremamente oneroso in termini di tempo dover agganciare la cintura ogni volta, considerate anche le loro ridotte velocità di percorrenza.

Fonte: circolare Federambiente agli associati

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