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Aprile 2003

Rapporto 2003 di Legambiente sulle Ecomafie: 5000 discariche abusive in Italia !


In Ecomafia 2003, l'ottavo rapporto sulla criminalita' organizzata in campo ambientale redatto da Legambiente, la gestione dei rifiuti e’ stata individuata come una delle tre aree in cui più spesso la legge viene violata, insieme all’edilizia e al traffico internazionale di flora e fauna.
Il rapporto sottolinea che il numero delle infrazioni ambientali nel nostro Paese e' altissimo e che l'area di impunita' si allarga sempre piu', anche a causa della prescrizione dei reati.
Le discariche abusive censite in Italia dal Corpo forestale dello Stato sono quasi 5000; il numero e' in leggero calo (di circa 100 unita' rispetto al primo censimento del 1986), ma la superficie occupata e' cresciuta di 4 milioni di mq, passando da 15 a 19 milioni.
Legambiente elogia la validita’ dell'articolo 53bis del Dlgs 22/1997 (cd. "decreto Ronchi"), relativo alla soppressione delle "attivita’ organizzate per il traffico illecito di rifiuti", introdotto dalla legge 23 marzo 2001, n. 93 (recante "Disposizioni in campo ambientale"), perché ha permesso, tra il 2002 e il 2003, di arrestare 43 persone e di denunciarne 177 per tale reato.
A fronte di questi problemi, il Rapporto propone anche una soluzione: la realizzazione nella legislatura di "una riforma organica dell'attuale sistema di tutela penale dell'ambiente", così da inserire i reati ambientali più pericolosi nel Codice penale e prevedere sanzioni amministrative per gli altri reati.


Fonte: Edizioni Ambiente

Scorie nucleari: AAA cercasi casa

A giugno sara’ indicato il luogo dove sorgera’ il deposito nazionale italiano delle scorie radioattive, le quali vengono ad oggi stoccate punti diversi del territorio. L'annuncio viene dal presidente della Sogin (la societa’ che gestisce la dismissione delle ex centrali nucleari), Carlo Jean, «Noi indicheremo il luogo più adatto secondo criteri tecnico-scientifici - ha detto - poi tocchera’ al governo decidere. Si trattera’ di zone scarsamente abitate, come, gallerie dismesse dalle Ferrovie dello Stato, bunker costruiti negli anni'30 che esistono nel Vallo Alpino a prova di bomba atomica oppure miniere».
Nell’individuazione del sito verranno considerati tutti gli studi effettuati fino ad ora, compreso quello dell’Enea che aveva gia’ selezionato 200 aree adatte a ospitare le scorie. Alcuni criteri di esclusione adottati dallo studio Enea saranno comunque rivisti: «L'esclusione delle isole era dovuta a valutazioni del momento che non trovano riscontri in criteri adottati da altri paesi».
Sul tema e’ intervenuto anche il presidente della commissione Ambiente della Camera, Pietro Armani il quale commenta: «Bisognera’ arrivare a determinare al più presto un sito dove istallare il deposito nazionale delle scorie nucleari e la scelta dovrebbe ricadere sulle strutture del demanio militare, che hanno tutte le caratteristiche di sicurezza adeguate». Fra le ragioni elencate dal presidente della Commissione Ambiente inerenti all’urgenza di individuazione di aree adatte allo stoccaggio di tali rifiuti vi sono anche quelle legate alla minaccia terroristica: «E’ un’emergenza - ha aggiunto Armani – che va al di la della guerra attuale, ci sara’ sempre ed occorrera’ fronteggiare gente che dirotta aerei. Per questo occorre arrivare al più presto ad individuare un deposito dove trasferire, a titolo provvisorio, il materiale nucleare attualmente disperso in varie aree del paese, che non sempre offrono adeguate garanzie di sicurezza».


Fonte: Rifiutinforma

Italia: continuano le inadempienze nel recepimento delle direttive comunitarie sulla gestione di particolari categorie di rifiuti


L'Italia e' stata deferita lo scorso 8 aprile davanti alla Corte di Giustizia Ue dalla Commissione europea per il mancato recepimento della normativa comunitaria sui veicoli fuori uso entro la scadenza del 21 aprile 2002.
E' cosi' giunta all'ultima fase la procedura di infrazione iniziata lo scorso anno nei confronti del Governo nazionale per l'inosservanza delle disposizioni della direttiva 2000/53/Ce sulle misure per promuovere il recupero dei veicoli giunti a fine vita e la riduzione della presenza di sostanze chimiche pericolose nelle nuove auto.
L'Italia potrebbe ora tornare davanti alla Corte di Giustizia Ue per il mancato adeguamento alla direttiva 98/101/Ce sul recupero e smaltimento delle pile e degli accumulatori usati contenenti sostanze pericolose.
La Commissione Ue ha infatti contestato lo scorso 8 aprile al Governo italiano la mancata osservanza della sentenza 30 maggio 2002, con la quale la Corte Ue aveva condannato il Paese per non aver adottato norme nazionali di recepimento della disciplina comunitaria.

Fonte: Redazione Reteambiente

Buone notizie per chi raccoglie l’alluminio: il Cial “abbona” la riduzione del 6% del contributo decisa dal CONAI e istituisce un premio aggiuntivo per i Comuni ricicloni



Il CIAL (Consorzio Imballaggi Alluminio) ha comunicato ai Convenzionati di non applicare nel 2002 la riduzione del 6% dei corrispettivi decisa dal CONAI mantenendo quindi i vecchi corrispettivi più vantaggiosi per i convenzionati.
La riduzione avrà comunque effetto per le quantità raccolte nel 2003.
E’ stato inoltre istituito uno speciale premio denominato “resa raccolta differenziata alluminio-2003” che premia con un ulteriore contributo il raggiungimento di particolari obiettivi di resa procapite di alluminio raccolto.
Il premio tiene conto della resa procapite di alluminio che si ottiene sommando tutte le quantità di imballaggi di alluminio raccolte in uno specifico ambito territoriale e rapportandole al numero di abitanti residenti secondo il dato ISTAT.
Il premio prevede diversi scaglioni che partono dai 36 €/ton per chi supera i 50 grammi procapite annui di alluminio raccolto fino ad arrivare ai 108 €/ton per chi raggiunge la soglia dei 249 grammi abitante anno.


Fonte: Circolari CIAL del 9 aprile 2003

Riciclaggio del Polietilene: buoni i risultati di riciclo nel 2002 per il Consorzio PolieCo approvato poi il “ravvedimento” operoso per chi non si e’ ancora iscritto


Sono 290.000 le tonnellate di rifiuti in polietilene riciclati o recuperati nel corso dell'anno 2002 dal PolieCo, il Consorzio obbligatorio per il Riciclaggio dei Rifiuti dei Beni in Polietilene, istituito ex articolo 48 Dlgs 22/1997.
Ciò significa che, rispetto alla quantita’ di prodotto immesso al consumo, il 37,5% e’ stato intercettato e sottratto alle discariche.
Tale risultato e’ particolarmente positivo in quanto va ben oltre gli obiettivi minimi di riciclaggio stabiliti dal "decreto Ronchi" (15%) e conferma l'utilita' e l’efficacia del sistema di raccolta attivato.
Ciò ha portato PolieCo ad avviare un'ulteriore iniziativa volta a favorire l'adesione di tutti quegli operatori che ad oggi, nonostante le previsioni di legge, non avevano ancora integrato la loro partecipazione al Consorzio e di coinvolgere, mediante un “ravvedimento operoso”, anche tutte quelle aziende consorziate che nel corso degli anni possono essere incorse in irregolarita'.
Se il provvedimento avra' il successo sperato, gia' dal prossimo autunno, superati i contenziosi civili e amministrativi, il Consorzio potra' proseguire nella propria missione contando su una base di consenso ancor piu' allargata

Fonti:
PolieCo http://www.polieco.it/

FISE: http://fise.org/fiseinforma

In gara la prima auto realizzata con 100% di cartone riciclato.

Grazie alla collaborazione tra MATREC e COMIECO e’ nata Go cart-one, la prima auto "usa e getta", facilmente assemblabile e totalmente riciclabile, che risponde a tutti i requisiti previsti dalla Direttiva Europea sul "fine vita delle auto".
L'auto e’ costituita al 100% da tubi in cartone riciclato. La progettazione e l'ingegnerizzazione e’ affidata a CAPELLINI consulting & design con il supporto tecnico della ditta Imballaggi Invernizzi.
Quest’auto partecipera’ alla prima RED BULL SOAP BOX RACE, una gara di macchine creative per artisti e piloti che si terra’ a Napoli il 7 giugno 2003.
Niente motori, solo spirito d'inventiva, coraggio, genialita’ ed un pizzico di follia: sono questi gli ingredienti di questa competizione, che ha gia’ fatto divertire milioni di persone in tutto il mondo e che per la prima volta si svolge anche in Italia.
Le auto correranno lungo un percorso di 600 metri con una pendenza massima del 10%. Due 'chicane' artificiali metteranno alla prova lo stile di guida dei piloti.
In bocca al lupo a Go cart-one!

I Risultati:
Grande successo della prima auto al 100% in cartone riciclato, a Napoli in occasione del primo Red Bull Soap Box Race, la manifestazione che ha visto la partecipazione di 170 team provenienti da tutta Italia per sfidarsi in una gara di piloti e costruttori, una gara di macchine creative, una gara ecologica; niente motori, solo la forza propulsiva dell'energia creativa.
Il successo della prima auto in cartone realizzata da COMIECO (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e MATREC (Material Recycling), è stato confermato dai servizi dedicati di Rai2, Canale 5, Italia 1.
La macchina in cartone del team GO CART-ONE è risultata tra le più fotografate della competizione, molto apprezzata dal numeroso pubblico, soprattutto tra i più piccoli, accorso per assistere alla gara.
Molta perplessità e incredulità tra giornalisti, tecnici e il pubblico nel vedere un auto con la scocca in cartone, le ruote interamente cartone, i freni in cartone e il volante in cartone.
La gara si è svolta su di un tracciato di 800 metri con una pendenza del 10%. Numerosi e spettacolari fuori pista e incidenti, senza danni alle persone ma solo alle macchine, hanno vivacizzato la gara.
Il grande successo del GO CART-ONE è stato confermato anche dai tempi di gara: il tracciato completo è stato percorso in 58 secondi, a soli 20 secondi dal vincitore, con un vantaggio di oltre tre minuti da gli ultimi classificati. GO CART-ONE ha dovuto competere con automobili realizzate con le più moderne tecnologie e materiali quali alluminio, acciao e vetro resina.

Il tempo medio di gara è stato di 1 minuto e 15 secondi, a testimonianza dell'ottimo risultato raggiunto dal GO CART-ONE.
La sfida continua: dopo l'automobile ora tocca alla bicicletta in cartone riciclato.

Fonti: www.matrec.it

http://www.redbullsoapboxrace.it

Marchio di qualità per il compost: un regolamento del CIC stabilirà standard e riferimenti


Il Consorzio Italiano Compostatori ha predisposto un Regolamento per l’ottenimento, da parte dei compostatori, del “Marchio compost CIC”, un marchio di qualità per il compost.
Gli Standard indicati dal Regolamento sono riferiti alle caratteristiche chimico-fisiche del compost. Tali Standard sono stati pensati come strumento utile sia ai produttori di compost qualificati e competenti al fine di monitorare la produzione e la qualità del proprio prodotto, sia ai consumatori potenziali per verificare la qualità del compost richiesto e/o utilizzato.
Il marchio prevede uno schema ad adesione volontaria attraverso cui i produttori possono dimostrare ai potenziali consumatori che il loro compost è stato prodotto in accordo con i criteri riportati nel Regolamento.
Laddove il compost sia prodotto in conformità con gli Standard, ogni rischio per gli utilizzatori, le piante e l’ambiente sono accettabili in fase di utilizzo del prodotto.
I produttori che soddisfano i requisiti per il compost possono ottenere il Certificato di Conformità e l’uso del Marchio.

Su questo sito potrete scaricare nei prossimi giorni il regolamento completo.
Fonte: Consorzio Italiano Compostatori www.compost.it

Città di Roma: passaggio da tassa a tariffa


A partire dall'inizio del 2003 la città di Roma si è adeguata a quanto prescritto dal Ronchi per il passaggio da tassa a tariffa. Nonostante siano ancora molto lontani gli obiettivi minimi sulla raccolta differenziata previsti dallo stesso decreto, la città di Roma ha fatto il grande passo.
I cittadini pagheranno una cifra calcolata in base alla superficie dell'abitazione e al numero dei componenti del nucleo familiare. Differente il discorso per le utenze non domestiche: ad ogni tipologia di attività (commerciale o industriale che sia) è attribuito un 'indice' di produzione rifiuti. La tariffa sarà quindi calcolata in base al suddetto indice e alla superficie occupata dall'utenza.

Fonti: www.comune.roma.it/tributi ; www.ecodallecittà.it

Raccolta Differenziata: Anche i Consorzi Lombardi superano nel 2002 abbondantemente il 50% di RD



Come già evidenziato in precedenza (febbraio 2002) la gestione sovracomunale da risultati ottimi in termini di percentuale di raccolta differenziata; sono di seguito esposti i dati comunicati dal Consorzio dei Comuni dei Navigli, Consorzio Est Milanese, Consorzio Cremasco.

Ente
RD % *
N. Comuni
N. Abitanti
Consorzio Cremasco
61,1
48
140.000
Consorzio dei Comuni dei Navigli
56,3
13
39.728
Consorzio Est Milano
60,0
47
364.912

*le percentuali non tengono conto della aliquota eventualmente attribuibile al compostaggio domestico.

Fonte: Inchiesta di Rifiutinforma su dichiarazione dei responsabili dei Consorzi sopra elencati

Indagini sulla qualità del rifiuto destinato allo discarica: La provincia di Treviso consegna 413.000 € ai Comuni con il minor tasso di frazione organica



L’iniziativa si inserisce in un contesto di grande attenzione per la raccolta differenziata (RD media nella Provincia del 44.8% già nel 2001) ed ha voluto premiare, secondo le intenzioni dell’Amministrazione, non solo la quantità ma anche la qualità del materiale raccolto.
E’ stata scelto il materiale organico putrescibile (MOP) presente nel rifiuto residuo non riciclabile in quanto esemplificativo da un lato del grado di intercettazione della raccolta differenziata della frazione umida e dall’altro dell’impatto ambientale del rifiuto conferito in discarica (meno MOP meno biogas e percolato).
Ben 25 Comuni della Provincia producono un rifiuto secco con MOP inferiore al 10% mentre per altri 21 il MOP si attesta tra il 10 e il 13%.
I risultati, che rappresentano certamente punte di eccellenza anche a livello nazionale, sono stati resi possibile dalla implementazione delle raccolte differenziate secco-umido domiciliari.
Le indagini sono state effettuate dall’ARPAV di Castelfranco Veneto.

Clicca qui per ulteriori informazioni (file in word)

Fonte: www.provincia.treviso.it;

Il Regolamento della comunità europea sui sottoprodotti di origine animale non avrà conseguenze negative sul compostaggio degli scarti di cucina


Il Regolamento 1774/2002 del Parlamento e del Consiglio dell’Unione Europea stabilisce “regole sanitarie concernenti i sottoprodotti animali non destinati al consumo umano”; tra le nuove norme sono presenti anche l’obbligo di ridurre la pezzatura del rifiuto fino a 12 mm, l’igienizzazione a 70°C per 1 ora e la disinfezione dei veicoli dopo ogni giro di raccolta. Attualmente la norma Italiana prevede comunque una igienizzazione a 55°C per almeno tre giorni per tutto il rifiuto soggetto a compostaggio.
Grande preoccupazione era stata espressa dagli addetti ai lavori sulla possibilità che una interpretazione eccessivamente restrittiva, oltre che ingiustificata nel merito, potesse coinvolgere il compostaggio degli scarti di cucina. L’applicazione di tali norme potrebbe infatti comportare un sensibile aumento dei costi favorendo di fatto lo smaltimento in discarica delle frazioni organiche che come è noto è caratterizzato oltre che da pesanti impatti ambientali anche dalla impossibilità di garantire un recupero di sostanza organica.
Nella versione definitiva del Regolamento è però molto chiara l’esclusione dello scarto alimentare da questi obblighi.
Come sottolinea il CIC (Consorzio Italiano Compostatori), questo Regolamento non intacca la regolamentazione del compostaggio dello scarto alimentare, che è demandata alle normative nazionali, in attesa che il Comitato Permanente sulla Catena Alimentare e la Salute Animale definisca regole specifiche.
Scarica la nota tecnica predisposta dal CIC con il contributo del Dott. Enzo Favoino

Fonte: Consorzio Italiano Compostatori www.compost.it

La carta da macero è la materia prima principale per l’industria cartaria Italiana


Nel IV Rapporto Ambientale dell’Industria Cartiera presentato da Assocarta è stato evidenziato come la carta da macero risulta essere la materia prima principale per l’industria cartaria italiana.
Il rapporto registra inoltre che lo scorso anno è stato raggiunto un livello di riciclo del 57% delle fibre complessivamente utilizzate, che pone le cartiere nazionali ai vertici nel contesto europeo.

Fonti: www.assocarta.it/set_pubblicazioni.html; www.reteambiente.it

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