ottobre


 

31 ottobre 2002

Una pista ciclabile al posto della ferrovia
Sanremo - Maggioranza compatta in Consiglio comunale, dopo le aspre polemiche della vigilia e le azioni di disturbo firmate dal Ccd, sulla votazione del Prusst, il documento che aprirù le porte al riuso del vecchio tracciato della ferrovia e che consentirù il varo dei Piani particolareggiati di Capo Pino (prevista la costruzione di un albergo all¬interno dell¬ex Cava Cangiotti e l¬ampliamento del vecchio porticciolo privato) e di Portosole con la sanatoria dell¬hotel al centro di un¬inchiesta della magistratura. Tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno proposti dall¬opposizione sono stati bocciati e alla fine la pratica œ stata approvata con i voti dei 21 consiglieri di maggioranza presenti in aula (assenti giustificati Tinelli e Finamore) e con i 7 voti contrari dell¬opposizione: Ds, Rifondazione, Per la tua Sanremo e del consigliere Bruno Marra. I due esponenti del Ccd Saviozzi e Valenzise hanno ritirato l¬emendamento (prevedeva un tunnel sotto la vecchia massicciata con costi proibitivi) ribadendo che "Un giusto confronto in maggioranza dimostra entusiasmo e democrazia" e accusando l¬opposizione di avere strumentalizzato la loro proposta. Il Comune di Sanremo era l¬ultimo degli otto interessati dal riuso del vecchio tracciato ferroviario a non avere approvato il Prusst. Ora la Spa "Area 24" che rappresenta la Regione e tutti i comuni compresi fra Ospedaletti e San Lorenzo al Mare, potrù accedere ai finanziamenti per dare corpo al progetto. Il vecchio tracciato verrù trasformato in una pista ciclabile con ampi spazi per i pedoni lunga 24 km quasi interamente sul mare. L'approvazione del Prusst non esclude che, se si troveranno i quattrini, l'area possa ospitare anche un servizio di trasporto urbano: un filobus di cristallo (progetto fortemente voluto dall¬ex ministro Scajola), un trenino o quant¬altro offra il mercato nel campo del trasporto leggero. Appena raggiunto un accordo per l¬acquisto delle aree (il presidente della Regione Biasotti e il presidente di "Area 24" Bissolotti oggi si incontreranno a Roma con l¬amministratore delegato di Rete Ferrovie Italia, Cimoli per definire la trattativa) la Regione stanzierù un primo finanziamento che dovrebbe permettere a Sanremo di realizzare - in via del tutto provvisoria - un parcheggio da 350 posti-macchina nell¬area prospiciente la vecchia stazione di piazza Cesare Battisti e un primo tratto di pista ciclabile, dal centro ai Tre Ponti. In attesa del progetto definitivo per il quale il Comune œ in procinto di bandire un concorso di idee aperto ai pi¦ grandi architetti a livello internazionale.
fonte: "La stampa"

 

 

30 ottobre 2002

In Italia ancora il 70 % dei rifiuti in discarica
Roma - Gli italiani producono meno spazzatura. Il tasso di crescita dei rifiuti urbani, nel 2000, œ infatti aumentato del 2,1%, contro il +2,4% del 1999, ma nell'insieme sono stati prodotti 29 milioni di tonnellate di rifiuti. E' quanto emerge dal rapporto sui rifiuti solidi urbani dal 1995 al 2000, contenuti nel "Rapporto rifiuti 2002", presentato ieri a Roma. Dal rapporto, afferma il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, risulta "da un lato un aspetto positivo legato alla contrazione del tasso di crescita dei rifiuti, dall'altro permane invece il dato negativo che vede lo smaltimento in discarica come la forma di gestione prevalente per i rifiuti urbani". Nel 2000 circa 4,2 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, il 14,4% della produzione totale, sono stati raccolti in maniera differenziata. Ancora una volta si conferma il divario tra nord e sud: infatti mentre al nord la raccolta differenziata raggiunge il 24,4% e il centro compie un grande passo in avanti raggiungendo l'11,4%, il sud rimane ben distante da queste percentuali superando di poco i due punti percentuali. "Il rischio di spingere verso la raccolta differenziata - afferma Metteoli - œ quello di prendere in giro i cittadini". Molto spesso i rifiuti che sono stati raccolti in modo differenziato vanno a finire nella stessa discarica "questa - continua Matteoli - œ una cosa che non ci possiamo permettere, œ una presa in giro per i cittadini e un costo inutile". In Italia, la forma di smaltimento pi¦ diffusa permane quella in discarica: "Il 70% dei rifiuti - ha ricordato Matteoli - va in discarica. Questo œ un dato assolutamente insopportabile per il nostro paese". Per quanto riguarda l'incenerimento, anche se si registra un aumento rispetto al 1997 sia del numero di impianti operativi che della quota dei rifiuti inceneriti, la percentuale rispetto al totale dei rifiuti gestiti appare ancora bassa, al di sotto dei livelli riscontrabili nei diversi paesi dell'Unione europea. Quanto ai rifiuti speciali, nel 1999 ne sono stati prodotti circa 48,7 milioni di tonnellate di cui 3,8 milioni di tonnellate di rifiuti speciali pericolosi. Il dato non tiene conto della produzione di rifiuti inerti da costruzione e demolizione non pericolosi stimabili sulla base di uno studio Apat in circa 24 milioni di tonnellate. La quantitù di rifiuti speciali complessivamente gestita in Italia ammonta, nel 1999, a 61,3 milioni di tonnellate di cui circa 30,4 milioni di tonnellate avviate a recupero di materia e di energia e 30,8 milioni avviati a smaltimento. La quota incenerita risulta di poco superiore alle 600mila tonnellate, meno dell'1% del totale gestito a tra le pi¦ basse riscontrabili a livello europeo: complessivamente sono stati avviati a termodistruzione, con o senza recupero di energia, circa 1,97 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Il dato œ destinato ad essere confermato anche per il 2000 evidenziando l'inadeguatezza del nostro sistema impiantistico rapportato alla situazione riscontrata in altri paesi dell'Unione, in particolare la quota di rifiuti avviata a termovalorizzazione permane a livelli bassissimi, incompatibili con il decollo del cosiddetto "sistema integrato" e mancano impianti a tecnologia complessa per il trattamento di specifici flussi di rifiuti pericolosi che vengono quindi inviati allo smaltimento.

 

 

Packaging: nuove aliquote per il riciclo
Lussemburgo - Se il Parlamento europeo accoglierù la proposta presentata dal Consiglio dell'ambiente di aumentare la quota dei rifiuti da imballaggio riciclata nell'Unione europea, ben presto i paesi membri dovranno ritoccare le aliquote per il riciclo dei materiali recuperabili. La scorsa settimana i Quindici ministri dell'Ue, riuniti a Lussemburgo, hanno concordato di portare la quota del packaging riciclato tra un minimo del 55% e un massimo dell'80% del suo volume entro il 31 dicembre 2008. La proposta indica percentuali minime precise a seconda del tipo di rifiuti. Alla scadenza indicata dall'Unione europea si prefigge di riciclare il 60% dei rifiuti per gli imballaggi di vetro e di carta, il 50% per i metalli, il 22,5% per la plastica, il 15% per il legno. La proposta dovrù tornare ora in seconda lettura al Parlamento europeo, prima di essere adottata definitivamente dal Consiglio.
fonte: Unione Europea

 

 

25 ottobre 2002

"Gli Aperitivi e i Caffœ di Ricicla presentati da Rifiutinforma"
Ricicla e Rifiutinforma.it presentano all'interno dello stand 015 padiglione A4 "gli Aperitivi e i Caffœ di Ricicla". In occasione della fiera di Ricicla, che quest'anno si svolgerù dal 6 al 9 novembre a Rimini, Rifiutinforma organizza una serie di incontri aperti con personalitù legate al mondo dell'ambiente. Durante gli interventi della durata di un'ora - un'ora e mezza, l'ospite intratterrù i convenuti dialogando con loro su tematiche attuali quali la comunicazione ambientale e le relative linee guida delle province, l'articolo 35 della Finanziaria, il protocollo di Kyoto, gli accordi di Johannesburg, le ecomafie. Non solo, ai partecipanti saranno presentati anche libri, pubblicazioni, corsi di laurea, programmi televisivi, strumenti di formazione e di aiuto concernenti i molteplici aspetti dell'ambiente per quanti desiderano un approccio diverso con esso. Chiacchere informali, proprio come al bar. All'evento parteciperanno: il Conai, con un intervento su "La nuova direttiva imballaggi", gli obiettivi fissati per i prossimi cinque anni dall'europarlamento e la posizione dell'Italia rispetto agli altri paesi dell'Ue; l'Assessorato all'Ambiente della provincia di Torino, che presenterù le "Linee guida della Provincia di Torino sulla comunicazione ambientale"; Massimo Scalia, docente all'Universitù "La Sapienza", sul tema delle ecomafie, Giorgio Osti, docente all'Universitù degli studi di Trieste, su "Il coinvolgimento dei cittadini nella gestione dei rifiuti", e Luciano Morselli, Presidente del Corso di Laurea in Tecnologie chimiche per l'ambiente e per la gestione dei rifiuti di Rimini, che introdurrù i contenuti, le novitù, gli obiettivi e gli sbocchi del corso. Scarica e stampa l'invito: presentandolo allo stand, potrai partecipare agli incontri. Gli incontri si svolgeranno mercoled– (dalle ore 15), gioved– (alle 11.30 e alle 15) e venerd– (alle 11.30 e alle 15) nel padiglione A4, stand n. 15.

 

 

24 ottobre 2002

Anche i rifiuti collegati via internet
Piazzogna - Il Dicastero all'Ambiente del Comune di Piazzogna nel Canton Ticino della vicina Svizzera ha deciso di sperimentare un nuovo contenitore-pressa munito di bilancia, peraltro giù adottato in alcuni comuni della Svizzera interna. Il "congegno" sarù posizionato sul territorio comunale da fine ottobre e per la durata di tre - quattro mesi sarù costantemente monitorato dai tecnici comunali e dalla ditta fornitrice. I rifiuti direttamente conferiti dai cittadini nel contenitore saranno dallo stesso pressati. Lo spazio occupato sarù cos– ridotto, consentendo alla ditta che si occupa della loro raccolta minori passaggi. Ma la vera novitù consiste nella bilancia, un'apparecchiatura che si basa su un sistema con scheda e chiave con lettore ottico. Il container puã cos– riconoscere chi lo sta utilizzando e indicare in chili le quantitù di rifiuti depositate dall'utente in ogni occasione. Il meccanismo œ infatti collegato via internet con il municipio, che in questo modo si ritrova aggiornata tutta una serie di informazioni: ora d'inserimento dei rifiuti, peso, posizionamento, statistiche. Inoltre, chiunque, collegandosi via internet secondo modalitù ancora da definire, potrù conoscere in tempo reale tutti i dati del contenitore. Tutte le novitù del servizio saranno presentate alla popolazione luned– 28 ottobre nella sala multiuso del Comune. Fonte: redazione rifiutinforma

 

 

Italia e Usa firmano accordo di cooperazione per l'ambiente
Milano - Il ministro dell'ambiente, Altero Matteoli e la responsabile dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente (Epa), Christine Todd Whitman, hanno dato una spinta alla cooperazione per la tutela dell'ambiente tra Italia e Stati Uniti. La settimana scorsa i due hanno firmato un accordo di cooperazione per la protezione e la tutela dell'ambiente. ''L'intesa - ha dichiarato la Whitman al momento della firma - "rafforza la nostra collaborazione, che in futuro potremo ulteriormente ampliare su questioni specifiche'', come l'inquinamento atmosferico e l'acqua. Per Matteoli, l'accordo di cooperazione rispecchia il carattere particolarmente intenso delle relazioni tra Italia e Stati Uniti ''cui riconosciamo - afferma il ministro - una tradizione di ricerca anche nel settore dell'ambiente'' e, nel contempo, riflette la volontù dell'Italia di essere nell'Ue. ''Del resto", ha aggiunto Matteoli, "Se l'ambiente œ un impegno globale, non lo si puã affrontare senza gli Usa, indipendentemente dalla scelta di non aderire al protocollo di Kyoto''. Matteoli e la Whitman si sono giù incontrati pi¦ volte, spesso in appuntamenti multilaterali: l'idea di un accordo di cooperazione œ nata e si œ sviluppata nei loro contatti. La dichiarazione congiunta che i due hanno firmato fa riferimento al quadro d'insieme delle relazioni fra Italia e Stati Uniti, delineato dai colloqui tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Presidente George W. Bush. Le premesse dell'intesa mettono in evidenza obiettivi e aspirazioni comuni ai due Paesi, che riconoscono entrambi che ''azioni congiunte per la protezione di ambiente e salute contribuiranno positivamente a definire uno sviluppo economico prospero, sicuro e sostenibile, da cui trarranno giovamento le prossime generazioni''. L'intesa identifica una serie di settori per la condivisione delle conoscenze, lo scambio di informazioni e il coordinamento delle attivitù nelle sedi internazionali: salute dei bambini e ambiente; monitoraggio ambientale; bonifica dei siti inquinati; scambio di esperti e funzionari. L'accordo prevede inoltre la costituzione di un comitato direttivo che deve riunirsi almeno una volta l'anno, e potrù, in futuro, allargarsi alla riduzione dei rischi derivanti dal mercurio, agli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi e sulla salute dell'uomo, alla collaborazione nel settore della biotecnologia, alla collaborazione per l'attuazione d'impegni internazionali multilaterali. Il comitato œ presieduto, per la parte italiana, dal direttore generale del Ministero dell'ambiente Corrado Clini.

 

 

Ad Asti "Separati in cucina"
Asti - A partire dal 1ÿ dicembre 2002, l'Assessorato all'Ambiente del comune di Asti e l'ASP S.p.A., Asti Servizi Pubblici, potenzieranno il servizio di raccolta differenziata per circa 3.200 famiglie residenti nel centro storico di Asti. La principale novitù dell'operazione che, in linea con le precedenti iniziative di comunicazione prenderù il nome di "separati in cucina", prevede infatti l'introduzione di un nuovo servizio di raccolta porta a porta della frazione umida, rappresentata appunto dagli scarti di cucina. L'Assessorato all'Ambiente e l'ASP stanno predisponendo una serie di iniziative di comunicazione per illustrare ai cittadini residenti nell'area le modalitù per il corretto utilizzo del nuovo servizio. In particolare, nel corso delle prime settimane del mese di novembre tutti i capifamiglia del centro storico riceveranno una busta da parte del Comune contenente una lettera e un pieghevole informativo sui nuovi servizi con allegato un tagliando da riconsegnare presso i punti informativi che saranno allestiti nelle settimane successive. Tutti coloro che si recheranno ai punti informativi e che consegneranno il tagliando avranno infatti diritto a ricevere la biopattumiera da tenere in casa per la raccolta differenziata dell'umido e i sacchetti in materiale biodegradabile. L'Assessorato all'Ambiente del Comune ricorda che la raccolta dell'organico porta a porta œ molto importante in quanto incrementa notevolmente la parte di rifiuti che viene avviata al recupero (in questo caso tramite il compostaggio) anzich€ allo smaltimento in discarica. La riduzione dei rifiuti e l'aumento dei materiali avviati al recupero œ infatti la condizione imprescindibile per il contenimento delle spese e per la riduzione delle tariffe che a partire dal prossimo anno saranno pagate dai cittadini al posto dell'attuale tassa. L'iniziativa del centro storico intende essere a carattere pilota in vista di un successivo allargamento di tale progetto ad altre zone della cittù e permetterù, a partire dal 2004, di realizzare una riduzione della tariffa nel caso di comportamento virtuoso in termini di riduzione del materiale conferito in discarica.
fonte: ERICA


 

Corpo Forestale: "Ecco i risultati dell'indagine sulle discariche abusive"
Roma - A guidare la classifica delle regioni con il maggior numero di discariche abusive œ la Puglia, con circa 600, seguita dalla Lombardia con 500. Ma œ il Veneto, invece, la regione che mantiene il primato per la maggior superficie di discariche, circa 5 milioni e mezzo di metri, prevalentemente nell'area di Mestre. Questi sono alcuni dei dati presentati presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati dal Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attivitù illecite ad esso connesse, On. Paolo Russo, e dal Capo del Corpo Forestale dello Stato, Giuseppe Di Croce. Un quadro che emerge con tutta la sua criticitù dall'indagine conoscitiva sulle discariche abusive eseguita nel 2001-2002 dal Corpo Forestale dello Stato. Il numero complessivo delle discariche, si legge nel rapporto, e' di 4.866 su una superficie complessiva di 19 milioni di metri quadri, contro le 5.422, su un'area di 17 milioni e 600 mila metri quadri, del precedente censimento eseguito nel 1996. Delle discariche individuate, solo il 21% œ stato bonificato. 705 delle discariche censite contengono in tutto o in parte rifiuti pericolosi per la salute, "Ma - ha dichiarato Paolo di Croce presentando il rapporto - potrebbero essere molte di pi¦ perch€ non sempre sono cos– visibili!". Per quanto riguarda il posizionamento, il 70 % sorge su aree soggette a vincolio ambientale, idrogeologico, paesaggistico o naturalistico, e prevalentemente a ridosso di fiumi, centri abitati e boschi. Nel 2002 il personale del Corpo Forestale, nel settore delle discariche abusive e dello smaltimento dei rifiuti, ha eseguito 36.599 controlli che hanno portato ad accertare 630 notizie di reato, 4.308 sanzioni per illeciti amministrativi e 7 arresti. Esiste un numero telefonico per segnalare le emergenze ambientali: il 1515 al quale lo scorso anno sono pervenute 366 segnalazioni di ritrovamento di discariche abusive.
fonte: Corpo Forestale dello Stato

 

 

21 ottobre 2002

Quarto Rapporto Ambientale Cobat
Milano - Il 29 ottobre alle ore 10,30 si terrù a Palazzo Serbelloni di Corso Venezia a Milano, la presentazione de "Il recupero delle batterie al piombo esauste, un caso di eccellenza ambientale", l'annuale rapporto ambientale del Cobat. Nel 2001, con oltre 14 milioni di batterie esauste recuperate, il Cobat, Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo Esauste e Rifiuti Piombosi, ha raggiunto e superato l'obiettivo di raccogliere ed avviare al corretto riciclo oltre un milione e mezzo di tonnellate di accumulatori al piombo esausti in meno di 10 anni di piena operativitù. Il rapporto si pone l'obiettivo di sottolineare che nell'utilizzo delle batterie al piombo l'Italia ha conseguito un modello quasi perfetto di sviluppo sostenibile. Quanto viene utilizzato dal mercato, viene poi completamente riciclato e reso disponibile per un nuovo impiego. Infatti il piombo, la plastica e l'acido solforico utilizzati nella costruzione delle batterie tornano ad essere nuove risorse disponibili senza fine. La presentazione del rapporto prevede gli interventi di Giancarlo Moranti, Presidente Cobat, Franco Nicoli Cristiani, Assessore alla Qualitù dell'Ambiente della Regione Lombardia, e Alessio Satta, dell'Ecobilancio Italia.

Per ulteriori informazioni, contattare: Cobat Consorzio obbligatorio batterie al piombo esauste e rifiuti piombosi Tel. 06487951 - Fax 0642086985 e-mail: info@cobat.it oppure
Hill & Knowlton-Gaia Public Relations and Environmental Communication Tel. 064404627 - Fax 064404604 e-mail: hkgaia@hkgaia.com

 

 

A Parma parte il "progetto compostaggio"
Parma - L'Assessorato Mobilitù e Ambiente del Comune di Parma, in collaborazione con Infotariffa AMPS, intende promuovere con nuove iniziative la pratica del compostaggio domestico come forma di autosmaltimento degli scarti organici al fine di ridurre la produzione dei rifiuti urbani conferiti ai tradizionali sistemi di smaltimento. A questo scopo, ha redatto un nuovo regolamento per l'applicazione della riduzione della tariffa sui rifiuti urbani per i "virtuosi" che accetteranno di mettere in atto questa pratica, ed ha promosso un corso teorico - pratico rivolto a tutti i cittadini interessati a saperne di pi¦. La proposta œ rivolta a tutti i cittadini del territorio comunale iscritti a ruolo presso l'ufficio tributi dell'amministrazione. Requisito fondamentale per partecipare all'iniziativa œ il possesso, su territorio comunale, di giardino, orto o parco, in quanto necessario per praticare il compostaggio e per avere la possibilitù di utilizzare il compost prodotto. Per quanti aderiranno all'iniziativa lanciata dall'Assessorato Mobilitù e Ambiente, ci sarù uno sconto, mentre i cittadini che possiedono una concimaia o letamaia attiva e la vogliono utilizzare come compostiera non potranno usufruire del diritto allo sconto, in quanto godono giù del 70% dello sconto sulla parte variabile della tariffa dei rifiuti. Sono esclusi dal diritto allo sconto anche i cittadini che partecipano al progetto di compostaggio consortile "Ecovico", a Vicofertile, poichœ fruiscono giù di servizi di triturazione e setacciatura a carico dell'Amministrazione Comunale. Possono invece aderire all'iniziativa anche i condomini, costituiti al massimo da 4 unitù abitative, che possiedono un giardino. Per partecipare all'iniziativa œ necessario compilare il modulo di autocertificazione distribuito al Centro Servizi al Cittadino presso il Municipio (piazza Garibaldi) o al nuovo Direzionale Uffici Comunali (Largo Torello de Strada 11A) entro il 30 Novembre 2002. Ai cittadini che aderiranno alla campagna sarù consegnata la documentazione informativa necessaria per praticare il compostaggio domestico. Compilando l'autocertificazione, i partecipanti si renderanno disponibili per eventuali controlli da parte del comune, ai fini di dimostrare di essere nelle condizioni definite dal Regolamento Comunale per l'applicazione della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti urbani e subiranno sanzioni amministrative in caso di mancato rispetto di quanto autocertificato. "Finora - fa sapere l'assessore Pietro Vignali - durante l'anno in corso, hanno aderito all'iniziativa 642 cittadini, presso i quali il nucleo di vigilanza ambientale ha effettuato 130 controlli ed il 92% œ risultato regolare, ma contiamo di estendere ulteriormente una pratica che ha un alto valore ambientale, oltre che educativo, perch€, se diffusa, riduce la produzione di rifiuti". Questo particolare tipo di raccolta differenziata, che prevede la trasformazione di materiale organico (prevalentemente rifiuti vegetali) ha visto interessati oltre 17.000 metri quadrati di area, con una produzione di 17 metri cubi di compost, e un risparmio in discarica di 261 tonnellate di materiale. Per dare nuovo impulso all'iniziativa, il 24 ottobre ha preso il via un corso gratuito dal titolo "Compostaggio Domestico, Corso Teorico-Pratico" aperto a tutti i cittadini interessati. Il corso sarù costituita da 3 incontri a cadenza settimanale, 24 e 30 ottobre e 7 novembre. Per ulteriori informazioni occorre rivolgersi direttamente al Centro Servizi al Cittadino presso il Municipio o agli Uffici Comunali. Questi i numeri di telefono: tel 052/1031788 - 052/1031856 - 052/1218555
fonte: Assessorato Mobilitù e Ambiente

 

 

18 ottobre 2002

Nuova Delhi COP 8: obiettivo entrata in vigore Kyoto
Si aprirù mercoled– 23 ottobre a Nuova Delhi, in India, la Cop 8, l'ottava Conferenza delle parti della Convenzione ONU sul cambiamento climatico. Al meeting sono attesi 5.000 partecipanti, oltre 100 ministri. L'obiettivo della Conferenza œ la preparazione dell'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, a 5 anni dalla sua sottoscrizione. Ma i delegati hanno promesso che si concentreranno anche sui Paesi in via di sviluppo, su come guadagnare un migliore accesso alle tecnologie a basse emissioni e su come affrontare gli attesi impatti del cambiamento climatico. "L'India ha un ruolo leader da giocare nell'arena del cambiamento climatico - ha detto Joke Waller Hunter, segretario della Convenzione - e siamo estremamente lieti di essere stati invitati quest'anno a Nuova Delhi per il nostro meeting annuale. Spero che la popolazione indiana riesca a ricavare una pi¦ ampia comprensione del cambiamento climatico e della sua importanza per il nostro futuro". La sessione ministeriale si svolgerù dal 30 ottobre all'1 novembre. Anche gli Usa hanno confermato la loro presenza.

 

 

L'Osservatorio presenta il Rapporto sui rifiuti 2002
Roma - L'Osservatorio nazionale rifiuti in collaborazione con l'Apat, l'Agenzia protezione ambiente e servizi tecnici e con il patrocinio del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio presenterù a Roma il 29 ottobre il Rapporto Rifiuti 2002. L'incontro si terrù presso l'ex sala stampa Giubileo, in via di Porta Castello, 44 alle 9,30. A fare gli onori di casa il Presidente dell'Osservatorio nazionale sui rifiuti, Massimo Ferlini, e il direttore generale dell'Apat, Giorgio Cesari, che esporranno il Rapporto. In osservanza a quanto disposto dal Decreto legislativo 22/97, che regolamenta il ciclo rifiuti in Italia, il Rapporto 2002 fornisce il quadro generale sul ciclo di gestione dei rifiuti (raccolta differenziata, trattamento, recupero e smaltimento), sviluppa un'analisi della situazione in materia di gestione dei rifiuti urbani nelle aree caratterizzate da provvedimenti di emergenza rifiuti e presenta il monitoraggio dell'applicazione della tariffa rifiuti, alla vigilia della entrata in vigore fissata al 1 gennaio 2003. Inoltre, l'Osservatorio nazionale sui Rifiuti ha elaborato una Relazione sullo stato di attuazione e sull'efficacia della normativa, al fine di valutare la reale applicazione del modello di gestione integrata dei rifiuti in Italia, in vista degli interventi previsti per una semplificazione e riscrittura della normativa ambientale nazionale. Alla conferenza parteciperanno anche il Ministro Matteoli e l'attuale Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Paolo Russo.
fonte: Osservatorio Nazionale Rifiuti

 

 

 

17 ottobre 2002

A Torino due inceneritori entro il 2005
Torino - "Entro il 2005 i consorzi e le province dovranno almeno aver individuato i siti e avviato le procedure per realizzare gli impianti di incenerimento. Ne dovranno sorgere uno in provincia di Alessandria, un altro tra Asti-Cuneo e un terzo servirù Biella-Novara-Vercelli-Vco. Almeno due termovalorizzatori, poi, dovranno essere costruiti in provincia di Torino. Il completamento del ciclo della raccolta con l¬incenerimento œ ormai un obiettivo ineludibile. Per realizzarlo la Regione œ pronta ad usare, se necessario, il potere sostitutivo previsto dalla nuova legge regionale". Come decisioni giù prese Ugo Cavallera, assessore all¬Ambiente della Regione Piemonte, ha evidenziato come secondo le stime dell¬assessorato la quantitù teorica di rifiuti da avviare all¬incenerimento in tutta la regione nel 2005 passerù dalle attuali 95 mila tonnellate ad oltre 900 mila tonnellate, pi¦ della metù (471 mila) da bruciare solo in provincia di Torino. "L¬obiettivo fondamentale della legge - ha precisato - œ di ridurre al minimo la quantitù dei rifiuti da conferire in discarica e di destinarli ad impianti di trattamento che produrranno un materiale secco che sarù bruciato con recupero di energia". Per questo sul territorio torinese si dovranno costruire due inceneritori e altri tre nel resto del territorio subalpino. Cavallera ha sottolineato inoltre che "La legge appena approvata costituisce un forte richiamo agli enti locali". Richiamo dunque, non ancora ultimatum anche se Cavallera segue passo dopo passo l¬evolversi dell¬iter per individuare il primo inceneritore in provincia di Torino. "Sono perfettamente d¬accordo - precisa - con la posizione dell¬assessore provinciale Gamba: œ impossibile concedere una proroga alla discarica di Basse di Stura se prima non œ stato individuato il sito che dovrù ospitare l¬inceneritore". Nella relazione programmatica preparata dagli uffici per l¬assessore œ stata anche individuata la taglia degli inceneritori: un impianto da 120 mila tonnellate in provincia di Alessandria; 1 da 160 mila tra Asti e Cuneo, 1 da 140 mila tra Biella, Novara, Vercelli e Vco e tre impianti da 150 mila tonnellate per la provincia di Torino. La giunta di Palazzo Cisterna, perã, ha fissato in oltre 200 mila tonnellate la capacitù dell¬inceneritore la cui localizzazione ha scatenato una guerra tra le amministrazioni locali. Teoricamente, dunque per rispettare le indicazioni regionali sarebbe sufficiente un secondo bruciatore. "Noi - conferma Cavallera - rispettiamo le decisioni delle province". Uno spiraglio resta comunque aperto per l'aasessore che ha aggiunto: "E¬ anche possibile che la quantitù massima dei rifiuti secchi da incenerire possa diminuire di alcune decine di migliaia di tonnellate in tutta la Regione perch€ il piano regionale che attuerù la legge, farù di tutto per portare ad oltre il 34,5 per cento la raccolta differenziata".
fonte: Regione Piemonte

 

 

15 ottobre 2002

Le associazioni ambientali liguri dicono di no agli impianti
Genova - Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura, Wwf Liguria e i comitati che in Regione si oppongono alla costruzione di inceneritori hanno sottoscritto nei giorni scorsi un patto di alleanza con annessa proposta alternativa alla costruzione in provincia di Genova di inceneritori. Elementi chiave della proposta alternativa sono: l'introduzione della tariffa per premiare economicamente chi produce meno materiali di scarto e chi ricicla, la riduzione alla fonte della produzione di materiali post consumo, il riciclo integrale del 50% degli scarti, la stabilizzazione per bio-ossidazione della restante frazione organica. Secondo comitati e associazioni ambientaliste "Alla fine di questo scenario la quantitù restante di materiale stabilizzato œ confrontabile alle ceneri del mega inceneritore previsto dalla Provincia di Genova". Le principali ragioni che hanno spinto associazioni e comitati ad allearsi, c'œ il fatto che nessuno dei sottoscrittori "Vuole stare al gioco di chi, mettendo gli uni contro gli altri, pensa di incassare voti e, di fatto, tutela i forti interessi di poche imprese che gestiscono il mercato degli inceneritori". "Un secondo motivo - hanno affermato associazioni e comitati - œ il rifiuto di un altro gioco perverso che accomuna tutte le amministrazioni locali, ossia quello di scaricare sulle comunitù pi¦ deboli ed indifese e che politicamente contano poco, i problemi creati dal modello di consumi e sprechi infiniti di comunitù economicamente e politicamente pi¦ forti, nel caso specifico quello del Comune di Genova". Secondo ambientalisti e comitati, infatti, "una societù senza inceneritori non œ un'utopia, un sogno e neppure una scelta fondamentalista". E a supporto di questa tesi, citano la cittù di New York che giù da qualche anno ha chiuso i suoi impianti.
fonte: e-gazette

 

 

Stop alla produzione di cotton fioc
Roma - E' entrato in vigore questa settimana il divieto sulla produzione dei bastoncini non biodegradabili per la pulizia delle orecchie, noti come cotton fioc, contenuto nel collegato ambientale approvato nel marzo 2001. Sono previste sanzioni elevate per quanti metteranno in circolazione bastoncini nettaorecchie non conformi alla nuova normativa fino alla chiusura dello stabilimento di produzione, da un minimo di cinque giorni a un massimo di due mesi. E per una volta Ministero dell'Ambiente e associazioni ambientaliste si dichiarano soddisfatti: "Si risolve un grave problema ambientale - si legge in una nota del Ministero - i bastoncini nettaorecchie non biodegradabili, oltre a sporcare le spiagge, mandano in tilt i depuratori". Dal Ministero fanno comunque sapere che la vendita dei cotton-fioc vecchia maniera potrù, intanto, continuare, fino a esaurimento scorte.
fonte: "La nuova ecologia"

 

 

Legambiente per l'arte
Roma - Una collaborazione innovativa lega il volontariato di protezione civile e i direttori dei musei. Legambiente protezione civile e l'International Council of Museums (ICON Italia) hanno firmato un protocollo di collaborazione per la salvaguardia dell'immenso tesoro custodito nei musei italiani. Il protocollo di collaborazione rappresenta uno dei primi passi del Comitato Promotore dello Scudo Blu Italiano, di cui Legambiente ed Icom Italia fanno parte, impegnato nella salvaguardia dei beni culturali dai conflitti armati, le calamitù naturali e il degrado, in stretto rapporto con il Comitato Internazionale dello Scudo Blu dell'Unesco. I volontari di Legambiente saranno impiegati al fianco dei direttori di museo nella messa in sicurezza delle opere d'arte in caso di piccole e grandi emergenze che ne possano pregiudicare l'integritù. fonte: "Legambiente"

 

 

 

14 ottobre 2002

Trecento persone al convegno sui rifiuti con l'ex ministro Ronchi
Asti-Grande interesse per il convegno "Oltre il Ronchi: ridurre o differenziare?" organizzato dal Consorzio Smaltimento Rifiuti, venerd– 11 ottobre, ad Asti. La presenza dell'ex ministro dell'Ambiente Edo Ronchi, firmatario del Ddl che porta il suoi nome e che œ stato oggetto dell'incontro, e di relatori qualificati ha richiamato un folto pubblico di amministratori locali e operatori del settore. Ronchi ha fatto un bilancio di 5 anni di applicazione del proprio decreto, fornendo dati e riflessioni: "Il nodo da sciogliere per una vera inversione di tendenza - ha indicato - œ ridurre la produzione di rifiuti e potenziare la raccolta differenziata, che potrù migliorare significativamente con il recupero dell'organico". L'ex ministro ha ricordato che "l'obiettivo principale del decreto Ronchi non œ lo smaltimento dei rifiuti, ma la loro gestione integrata". Finalitù che la strategia del Consorzio astigiano rispetta: "Siamo alla vigilia - ha indicato il presidente Marco Yeuillaz - dell'apertura degli impianti di San Damiano (compostaggio) e Valterza (pretrattamento, valorizzazione della raccolta differenziata): saranno inaugurati entro fine anno. Nella primavera 2003 inizierù a funzionare la discarica di Cerro. Parallelamente vanno moltiplicate le azioni per incentivare la differenziata e, dopo l'accordo con l'Unione Versa Astigiana, il Consorzio sta perfezionando le intese con altre comunitù collinari per gestire il servizio di raccolta rifiuti sul territorio". Nell'illustrare il sistema integrato nel bacino astigiano, il direttore del CSRA Flaviano Fracaro ha tra l'altro ricordato che "l'autonomia provinciale nello smaltimento realizza la certezza dei costi di smaltimento nel medio e lungo periodo, e consente il riutilizzo, a livello locale, dei tributi versati". Contributi di esperienze e idee su come "ridurre e differenziare" sono venuti, tra gli altri relatori, da Enzo Favoino (della Scuola del Parco di Monza), esperto di compostaggio, e Giancarlo Longhi (direttore generale del Conai). La dirigente della Regione Piemonte, Agata Milone, ha illustrato la nuova legge sui rifiuti da poco approvata dal Consiglio regionale. La legge prevede riconoscimenti economici ai Comuni disposti ad accogliere impianti di recupero e smaltimento, incentivi e penalizzazioni in base alle percentuali di raccolta differenziata raggiunte dai singoli centri. Nell'Astigiano il dato medio di raccolta differenziata œ intorno al 20%, al di sotto degli obiettivi (25%) previsti dal Ronchi entro marzo 2002 (per marzo 2003 la soglia œ del 35%). La necessitù di avviare campagne di comunicazione con i cittadini œ stata sottolineata da Roberto Cavallo, presidente di Erica (la cooperativa albese che ha contribuito all'organizzazione del convegno). Significativi i dati illustrati su due esperienze astigiane che rientrano nel Piano Territoriale del Consorzio: a Villafranca, dove si recupera l'organico, la raccolta differenziata œ al 70%, grazie anche all'applicazione della tariffa, e a San Damiano al 37%. Da parte dei relatori œ stato pure sottolineato che per essere redditiva, la differenziata non deve stare al di sotto del 30%. Concetto su cui si œ espresso anche il vicepresidente della Provincia di Torino, Beppe Gamba, che ha poi annunciato la chiusura, tra 14 mesi, della discarica Amiat alle Basse di Stura. L'amministratore ha ipotizzato, in mancanza di impianti alternativi, la restituzione dei rifiuti del Torinese alle province di Asti, Alessandria e Cuneo che in questi anni hanno smaltito a Basse di Stura. "Per ora - commenta Yueillaz - si tratta di un'ipotesi, comunque non attuabile, se dal Torinese dovessero arrivare rifiuti tal quali. Prima di essere smaltiti, dovranno essere pretrattati, come indica il decreto Ronchi".
fonte: CSRA


 

 

10 ottobre 2002

Il Piemonte ha una nuova legge sui rifiuti
Torino - E' stata approvata mercoled– 9 ottobre la nuova legge regionale per la gestione dei rifiuti. "In coerenza con le competenze definite dal nuovo Titolo V della Costituzione - ha commentato l'Assessore all'Ambiente, Ugo Cavallera, dopo l'approvazione del testo in Consiglio regionale - e nel rispetto della massima tutela ambientale, intendiamo riorganizzare l'attuale sistema con lo scopo di ridurre la produzione dei rifiuti, incrementare la raccolta differenziata, sviluppare il recupero e la termovalorizzazione, limitando lo smaltimento in discarica solo a quei rifiuti che non possono essere pi¦ recuperati". Per raggiungere questi obiettivi la legge, messa a punto dal settore rifiuti dell'assessorato, prevede la realizzazione di un sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani, articolato per "ambiti territoriali ottimali" coincidenti con i territori provinciali, costituito da un complesso di attivitù e di impianti di recupero e smaltimento complementari ed interconnessi che permettono di gestire i rifiuti dalla produzione alla loro destinazione finale. "Il provvedimento - aggiunge l'Assessore - si pone anche l'ambizioso compito di armonizzare l'attivitù di gestione dei rifiuti con l'obiettivo pi¦ ampio della tutela ambientale attraverso la predisposizione di un sistema programmatorio, sia a livello regionale che locale, ispirato ad un corretto rapporto tra costi e benefici, soprattutto riguardo a quelli ambientali". Inoltre, recependo in maniera pi¦ avanzata e flessibile la nuova normativa in materia di servizi pubblici locali, la legge sui rifiuti prevede contributi per i Comuni dove saranno insediati gli impianti di recupero e smaltimento necessari al completamento del sistema integrato, nonch€ incentivi e penalizzazioni in base alle percentuali di raccolta differenziata raggiunte dai singoli Comuni. "La legge - conclude Cavallera - esalta la funzione dell'Osservatorio regionale dei rifiuti, che deve raccogliere ed elaborare i dati indispensabili per svolgere i compiti di indirizzo e pianificazione propri della Regione. Grazie alla programmazione coordinata a pi¦ livelli, compiuta anche sulla base dei dati raccolti ed elaborati dall'Osservatorio, potremo promuovere un approccio non settoriale, ma integrato e complessivo, per la soluzione del problema della gestione dei rifiuti, capace di considerare e valutare tutte le variabili coinvolte e le possibili ricadute, in particolare sotto il profilo ambientale".
fonte: Assessorato all'Ambiente - Regione Piemonte

 

 

Cresce la raccolta differenziata
Teramo - Investire sulla tecnologia per realizzare nuovi impianti di riciclaggio e di compostaggio dei rifiuti, e obbligare le amministrazioni locali ad adottare un sistema integrato nella raccolta dei rifiuti, come le campane, i cassonetti, il sistema porta a porta e le stazioni ecologiche, sono i punti critici nel sistema della raccolta dei rifiuti nel tramano. I dati sono stati diffusi nel primo rapporto sulla produzione e sulla gestione dei rifiuti urbani e delle raccolte differenziate messo a punto dall'Osservatorio provinciale di Teramo. L'Osservatorio della Provincia, guidato dall'ex parlamentare Franco Gerardini, œ diventato in meno di un anno dalla sua istituzione il punto di riferimento nazionale nel monitoraggio della raccolta differenziata dei rifiuti. Alla presentazione del rapporto hanno partecipato Corrado Carrubba, dell'Osservatorio nazionale sui rifiuti, e Carlo Montalbetti, direttore generale del Comieco. A fare da contraltare ai miglioramenti in tema di raccolta differenziata dei rifiuti, cresciuta dell'11% negli ultimi quattro anni, œ l'assoluta mancanza di progettazione delle attivitù dei Consorzi intercomunali, fatta eccezione per il Cirsu. "La raccolta differenziata deve essere potenziata attraverso modelli integrati - si legge nelle conclusioni del rapporto - che abbandonino una progettazione approssimativa, fatta di aggregazioni successive, al di fuori di qualsiasi visione unitaria". Ad essere messo sotto accusa nel rapporto œ soprattutto il sistema provinciale dei consorzi che non ha ancora prodotto gli effetti auspicati. Si attende da anni, per esempio che il Corsu costruisca a Teramo un impianto di riciclaggio e compostaggio dei rifiuti, indispensabile perch€ l'impianto del Cirsu œ ormai saturo. Nel rapporto si evidenzia anche il ruolo sempre meno importante nello smaltimento dei rifiuti che, alla luce delle direttive della Comunitù europea, dovranno svolgere le discariche. I dati possono essere visionati sul sito dell'ente provinciale, all'indirizzo www.provincia.teramo.it

 

 

Finanziaria 2003: autorizzazione ambientale unica per tutti
Milano - Una delle novitù in campo ambientale contenuta nel Ddl della nuova Finanziaria per il 2003 œ l'autorizzazione integrata ambientale statale per tutti gli impianti esistenti, nonch€ per quelli di nuova realizzazione, relativi a determinate attivitù industriali. In particolare, dovrebbero essere sottoposti all'autorizzazione, rilasciata dal Ministro dell'ambiente dopo aver sentito le Regioni interessate, tutti gli impianti individuati dall'articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377, che svolgano attivitù energetiche, di produzione e trasformazione dei metalli, di produzione su scala industriale mediante trasformazione chimica di date sostanze o di gruppi di sostanze, di trattamento e produzione di prodotti minerali, di gestione dei rifiuti, o comunque rientranti nelle categorie elencate nell'allegato I della direttiva 96/61/CE.

 

 

7 ottobre 2002

Torna "Riciclo Aperto"
Milano - Ritorna il 25 e il 26 ottobre l'iniziativa di Comieco targata "Riciclo Aperto". Per due giorni cartiere e industrie legate al mondo della carta saranno eccezionalmente aperte per consentire agli italiani, con una speciale attenzione alle scolaresche, di conoscere come avviene il riciclo della carta e degli imballaggi cellulosici, le applicazioni dei materiali riciclati, le tecniche del riciclo e le innovazioni tecnologiche. Nell'edizione passata "Riciclo Aperto" ha potuto vantare ben 3.500 visitatori in oltre 50 stabilimenti fra cartiere, impianti cartotecnici e piattaforme di raccolta. L'obiettivo œ quello di permettere al pubblico di capire l'importanza della raccolta differenziata e di vedere da vicino come avviene il riciclo dei materiali cellulosici. In particolare, "Riciclo Aperto" œ rivolta ai bambini che sono grandi consumatori di prodotti cartacei e che devono imparare fin da subito com'œ prodotto e riciclato ciã che usano per la scuola e il divertimento.
fonte: Comieco

 

 

La Provincia di Cosenza investe per la raccolta differenziata
Cosenza - La Provincia di Cosenza ha lanciato un progetto per la difesa dell'ambiente e la lotta all'inquinamento dei centri urbani. Il progetto, alla cui realizzazione la Provincia ha destinato 57 mila euro, punta, come ha anticipato l'assessore provinciale all'ambiente, Aurelio Morrone, "alla divulgazione e sensibilizzazione dei cittadini ai problemi pi¦ direttamente legati al tema dei rifiuti, con specifico riferimento alla raccolta differenziata "porta a porta", che rappresenta l'obiettivo principale del progetto. I soggetti direttamente investiti saranno le amministrazioni comunali e le Comunitù Montane". Il progetto prevede diverse fasi. La prima riguarderù, come ha spiegato ancora l'assessore Morrone "l'elaborazione di progetti specifici ad opera delle Comunitù Montane e dei Comuni che dovranno garantire un periodo di sperimentazione e di promozione utilizzando soprattutto i giovani disoccupati come forza lavoro". Ognuna delle fasi attuative del progetto dovrù tener conto, si legge in una nota stampa della Provincia "degli aspetti socioeconomici dell'area interessata, al fine di garantire una significativa rappresentativitù. Oltre a ciã, il progetto dovrù prevedere anche un minimo e sia pure simbolico riconoscimento alle famiglie che fattivamente avranno collaborato alla migliore riuscita dell'iniziativa". Attraverso questo pacchetto d'iniziative la Provincia ed i suoi partner puntano nella duplice direzione del miglioramento della qualitù dell'ambiente attraverso la raccolta differenziata, ed all'aumento dell'occupazione attraverso l'utilizzo della forza lavoro inoccupata". Sul tipo di servizio, cos– ha commentato Morrone: "L'inserimento di questo tipo di metodologie nel piano di raccolta dei rifiuti solidi urbani, non dovrù sconvolgere le forme di gestione del servizio, ma dovrù invece riuscire a migliorare gli standard della raccolta attraverso la valorizzazione di tutte le forme concrete di impegno operativo". Ogni progetto finanziato dalla Provincia avrù, secondo le previsioni, una durata compresa tra i sessanta ed i novanta giorni, mentre œ stato fissato in trenta giorni il tempo necessario per l'invio alla Provincia dei progetti da parte delle Comunitù Montane. "La difesa dell'ambiente e tutte le problematiche collegate a questo problema strategico per la stessa tenuta della identitù delle nostre comunitù, œ uno degli obiettivi prioritari del programma dell'Amministrazione provinciale".
fonte: Provincia di Cosenza

 

 

A Chieti parte la "raccolta dell'organico"
Chieti - Parte dal quartiere pilota di Madonna del Freddo la raccolta della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Un progetto sperimentale che durerù sei mesi e coinvolgerù circa 4mila cittadini, i quali avranno il compito di separare gli scarti dell'alimentazione dal resto della spazzatura, utilizzando appositi contenitori che verranno distribuiti a cura dell'amministrazione comunale. La fase operativa prenderù il via l'ultima settimana di ottobre, al termine della campagna di sensibilizzazione, iniziata nei giorni scorsi, con la diffusione di opuscoli informativi a tutti i cittadini coinvolti nella fase sperimentale. Oltre alle 800 pattumiere da 6,5 litri, ogni famiglia riceverù 365 sacchetti di plastica per raccogliere l'umido che dovrù essere depositato nei 150 contenitori di colore marrone sistemati all'ingresso di ciascun palazzo. La Neturbù provvederù alla raccolta tre volte a settimana (luned–, mercoled– e venerd–) dalle 6 alle 11 del mattino, e il materiale verrù smaltito dal consorzio Civeta nell'impianto di Cupello. Il costo complessivo dell'operazione œ di circa 85mila euro che, a detta dell'assessore all'ecologia, verrù ammortizzato con gli incassi della raccolta differenziata dello scorso anno, oltre che con i minori costi di conferimento in discarica. "Si tratta di un esperimento che contiamo di estendere anche negli altri quartieri della cittù in modo da poter raggiungere gli obiettivi di legge per la raccolta differenziata", ha sottolineato l'assessore Ginefra, affiancato dall'ingegner Luca Franceschini e dal consulente ambientale Davide Recchia, durante la presentazione del progetto che comporterù la graduale riduzione dei cassonetti per la raccolta indifferenziata e, al tempo stesso, l'incremento dei contenitori per i cosiddetti rifiuti secchi (10 campane per vetro, plastica e lattine; 10 per carta e cartoni). "Presto - ha rimarcato il delegato di Cuculo - realizzeremo un impianto di selezione dei rifiuti che ci consentirù di arrivare alla soglia del 35 per cento fissata dal decreto Ronchi e, quindi, abbattere il tributo regionale per lo smaltimento in discarica".
fonte: "Il Centro"

 

 

European Compost Network
Bruxelles - Si œ costituito ufficialmente l'European Compost Network. Ancora una volta l'Italia gioca un ruolo importante e da protagonista, grazie alla carica di Vicepresidente affidata a Enzo Favoino della Scuola del Parco di Monza, esperto di compostaggio. L'ECN nasce come struttura ad adesione aperta per lo scambio di informazioni, la diffusione della "best practice" e come strumento di supporto alla Commissione ed a tutti gli Stati Membri in un periodo in cui le strategie sul compostaggio sono sempre pi¦ richieste in conseguenza della prevista emanazione, nel 2004, della Direttiva Compostaggio. L'ECN œ attivo anche nella diffusione delle strategie nell'Europa dell'est, in particolare a Praga dove la stessa Scuola Agraria del Parco di Monza ha intrapreso da sei settimane, un corso di formazione intensiva ai tecnici del Ministero dell'Ambiente Ceco nel settore della RD, del compostaggio e del trattamento biologico. L'ECN œ coordinato da un comitato composto dai tecnici pi¦ qualificati per attivitù a livello strategico di ogni paese nel settore del compostaggio e del trattamento biologico.
fonte: rifiutinforma

 

 

4 ottobre 2002

"Name, shame and fame"
Bruxelles - Nel corso del seminario "Name, shame and fame" sulle buone e cattive pratiche in materia di discariche, tenutosi marted– 1 ottobre a Bruxelles, la commissaria per l'ambiente Margot Wallstrðm ha denunciato la perdurante esistenza di discariche abusive e mal gestite nel territorio dell'Unione Europea. "Ho deciso di organizzare un seminario sulle buone e cattive pratiche - ha dichiarato in apertura la Wallstrðm - per sensibilizzare gli operatori del settore e l'opinione pubblica sull'importanza della corretta gestione dei rifiuti e per fare in modo che gli Stati membri si adeguino al pi¦ presto alla normativa comunitaria". Le discariche rappresentano una fonte di preoccupazione per la salute dei cittadini e per l'ambiente in quanto possono, se non adeguatamente gestite, generare emissioni atmosferiche e odori, inquinare il suolo e contaminare le acque sotterranee. In seguito a numerose denunce presentate da cittadini europei, la Commissione ha avviato 36 procedimenti relativi ad altrettante discariche situate in sette Stati membri. Grecia e Spagna sono insieme al primo posto nella graduatoria dei paesi inadempienti (con 10 casi di infrazione a testa), seguite da Italia (8 casi), Irlanda (5 casi), Regno Unito, Francia e Germania (un caso ciascuno). "Name, shame and frame" œ stato organizzato dalla commissaria Wallstrðm insieme a Caroline Jackson, presidente della commissione per l'ambiente del Parlamento europeo. All'incontro hanno partecipato: membri del Parlamento europeo, rappresentanti degli Stati membri, dei paesi candidati all'adesione e dei paesi EFTA, membri del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni, rappresentanti delle organizzazioni non governative, altre parti interessate ed organi di informazione. L'occasione œ stata utile per discutere i problemi e per trasmettere all'opinione pubblica la volontù della Commissione di perseguire l'attuazione delle principali norme ambientali comunitarie e di ottenerne la corretta applicazione da parte degli Stati membri. La Commissione europea œ intervenuta sotto due profili: in primo luogo ha avviato una serie di procedimenti contro sette Stati membri per la non corretta gestione delle discariche. Attualmente sono in corso 36 procedimenti di infrazione relativi ad altrettante discariche. In secondo luogo, ha avviato sei procedimenti contro alcuni Stati membri , tra i quali anche l'Italia, per mancata adozione e comunicazione alla Commissione delle disposizioni nazionali di attuazione della direttiva 99/31/CE sulle discariche entro il luglio 2001.
fonte: Ufficio stampa Commissione Europe

 

 

2 ottobre 2002

A rischio la raccolta differenziata degli imballaggi
Milano - Un brutto e pericoloso emendamento alla legge delega per il riordino della legislazione ambientale œ stato votato ieri sera alla Camera. L'emendamento autorizza in sostanza il Governo a emanare provvedimenti tesi a superare l'adesione obbligatoria ai consorzi nazionali di recupero e riciclo che fanno capo al Conai, da parte dei produttori e utilizzatori di imballaggi (carta e cartone, vetro, plastica, alluminio, legno). Nel dettaglio, l'emendamento approvato aggiunge all'articolo 3 comma 1, lettera a delle legge delega le seguenti parole: "Prevedere la transizione dal regime di obbligatorietù al regime di volontarietù per l'adesione a tutti i consorzi costituiti ai sensi del decreto legislativo 5 febbraio 1997, numero 22". La legge delega œ stata approvata stamani dalla Camera e ora passa al vaglio del Senato. Ermete Realacci e Francesco Ferrante, presidente e direttore generale dell'associazione Legambiente, cos– hanno commentato il voto all'emendamento "Si corre il rischio di mandare allo sfascio tutto un sistema che funziona bene, anche a detta del mondo imprenditoriale". "E' stato proprio il mondo delle imprese a chiedere che l'adesione di produttori e utilizzatori di imballaggi diventasse obbligatoria, cosa inizialmente non prevista dal decreto Ronchi, per garantire un uguale impegno da parte di tutti nel sostenere recupero e riciclo degli imballaggi. Dopo cinque anni di funzionamento, i risultati raggiunti dalle diverse filiere sono positivi e apprezzati anche a livello europeo: l'evasione del contributo ambientale da parte dei produttori e utilizzatori di imballaggi tenuti a versarlo œ molto bassa e costituisce un forte contributo alle amministrazioni locali che fanno la raccolta differenziata. Lanciamo un appello al Senato perch€ non avalli questa pericolosa modifica". Nel mirino del Governo potrebbe finire tutto il sistema dei consorzi per il recupero e il riciclo degli imballaggi che, si stima, riusciranno a centrare il bersaglio di recupero e di avvio al riciclo di pi¦ del 50% degli imballaggi immessi al consumo (carta e cartone, vetro, plastica, alluminio, legno) entro la fine del 2002. Resta ora da vedere se sia a rischio anche l'adesione obbligatoria ai consorzi per il recupero e l'avvio al riciclo degli oli usati e delle batterie esauste (Coou e Cobat): "Esistevano prima del decreto Ronchi - ha continuato Ferrante - ma poi in seguito sono stati assorbiti nel sistema consortile nazionale e quindi anche il loro lavoro potrebbe essere messo in discussione dall'emendamento approvato ieri dalla Camera".
fonte: Ecosportello Legambiente

 

 

1 ottobre 2002

Rifiuti, energia a basso costo
Milano - I rifiuti potrebbero fornire energia a tutta la regione. E' una delle ipotesi allo studio dell'assessorato all'Ambiente della Provincia di Milano per ottenere energia pulita attraverso il riciclo dei rifiuti solidi urbani. La "perfetta" combinazione nasce dal fatto che la Lombardia e la Provincia di Milano producono la maggior quantitù di rifiuti a livello nazionale e allo stesso tempo, sono il territorio dove avviene il maggior consumo di energia. Con l'incenerimento dei rifiuti si otterrebbe una quantitù di energia ecologica e a basso costo, anche se il potenziamento o la costruzione di nuovi inceneritori comporterebbe un investimento iniziale di notevoli dimensioni. Ogni anno sul solo territorio della provincia di Milano vengono prodotte 1950 mila tonnellate di rifiuti. Di queste 470 mila vengono inceneriti e trasformati in energia termica, mentre 750 mila finiscono nelle discariche. Secondo le stime e gli studi effettuati dalla Provincia, i 400 chilogrammi all'anno di rifiuti prodotti da ciascun cittadino, se bruciati potrebbero fornire il tre per cento del fabbisogno totale di energia. La potenza dell'energia proveniente dall'incenerimento dei rifiuti œ circa un quarto di quella del petrolio. "Da qui l'esigenza - spiegano in provincia - di utilizzare al 100% la potenzialitù degli impianti di nuova realizzazione, come la struttura di Trezzo sull'Adda". L'energia del futuro potrebbe quindi arrivare dagli impianti di incenerimento. "A ciã si aggiunga il fatto che si prevede un aumento della produzione di nuovi rifiuti, come i fanghi da depurazione - dice Luigi Cocchiaro, Assessore all'Ambiente. Con la costruzione dei depuratori di Milano e la creazione del Servizio Idrico Integrato, la loro qualitù crescerù di decine di migliaia tonnellate all'anno: 35 mila per la sola cittù di Milano, la cui destinazione pi¦ accreditata sarù l'incenerimento".
fonte: redazione "Il nuovo"

 

 

Sindaci e Assessori toscani a scuola di ecologia
Firenze - L'Agenzia Fiorentina per l'Energia, con il patrocinio della Regione Toscana, ha ideato uno specifico corso di formazione dedicato agli amministratori locali, ai loro tecnici, ma anche alle imprese pubbliche e private sull'ecologia e l'ambiente. Il progetto œ organizzato in collaborazione con Ariambiente, il Salone della qualitù dell'aria in programma a Carrara dal 10 al 12 ottobre. Tema del corso di ecologia sarù "Il sistema integrato Qualitù dell'Aria - Energia per la riduzione dell'effetto serra". Gli organizzatori sottolineano che se i temi dello sviluppo sostenibile, del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni non sono fatti propri dagli enti locali, difficilmente si raggiungeranno gli obiettivi prefissati. Occorre pertanto partire dalla consapevolezza e dalla responsabilizzazione di chi agisce localmente, ecco perch€ i primi destinatari del corso saranno proprio i sindaci e gli assessori all'ambiente, per migliorare la situazione, favorendo e consolidando la formazione dei decisori politici e dei tecnici. Il corso si terrù a Carrara durante Ariambiente e durerù complessivamente 16 ore.
Per informazioni: tel. 055.219641, fax 055.216965.

 

 

A Bussana referendum sull¬impianto per i rifiuti
Sanremo (Im) - Il 24 novembre gli elettori di Bussana, il noto paese ligure terremotato all'inizio del Novecento e oggi meta di artisti, saranno chiamati alle urne per pronunciarsi sul primo quesito referendario della storia moderna di Sanremo. Quello fortemente voluto dal comitato che da anni si batte contro la trasformazione della Valle Armea nella "pattumiera" della provincia. Il via libera alla consultazione popolare nella circoscrizione numero 6 œ stato dato ufficialmente dal sindaco Giovenale Bottini, che ha firmato il decreto d'indizione dello stesso. E' la prima applicazione dell'istituto del referendum previsto dallo statuto comunale aggiornato lo scorso anno. I promotori hanno dovuto raccogliere firme per almeno 1/5 degli iscritti alle liste elettorali della circoscrizione a levante della cittù. E per la validitù del risultato œ richiesta la partecipazione minima di almeno 1/3 degli stessi aventi diritto al voto. Il quesito referendario dichiarato ammissibile recita: "Sono favorevole alla realizzazione di impianti di selezione e recupero di materia prima secondaria da raccolta di rifiuti differenziata compresi rifiuti ingombranti e speciali, quali medicinali scaduti, batterie esauste, ... nella zona compresa tra le Carceri, la strada comunale Cascine Lunaire, a ridosso di Bussana Vecchia, divenuta bellezza naturale da salvaguardare e Patrimonio europeo, e in tutto il restante territorio di Bussana?" La chiamata alle urne ha valore consultivo. L'eventuale vittoria del "No" non servirebbe, quindi, per impedire l'attuazione degli interventi contestati. Ma œ anche vero che l'Amministrazione non potrù ignorare il parere dei cittadini, se non con un impopolare atto di forza. Nel mirino del comitato referendario c'œ la "Promenade du ryciclage", il progetto presentato da un gruppo di cooperative e ditte che opera nel settore. Un grande impianto di raccolta differenziata con selezione e recupero dei rifiuti in grado di trattare e smaltire 30 mila tonnellate l'anno di materiale, dando lavoro direttamente a una trentina di addetti, indotto a parte. Il tutto su un'area privata di circa 5 ettari, in localitù Ciuvin, tra il carcere e la strada Cascine Lunaire, ai piedi di Bussana Vecchia. Previsti cinque fabbricati industriali, oltre ad attrezzature, piazzali e parcheggi. Un investimento da una ventina di miliardi delle vecchie lire. Il Consiglio comunale ha approvato il progetto il 31 luglio scorso, ora si attende il pronunciamento della Conferenza dei servizi. Secondo gli oppositori, il complesso causerù gravi problemi di rumorositù e di assetto idrogeologico della zona, indicata fra quelle con il massimo rischio sismico.
fonte: "La stampa"

 

 

690 chilometri in bicicletta
Cuneo - "In un periodo ragionevole di tempo la provincia Granda si doterù di una imponente rete di piste ciclabili allineandosi a quanto giù œ stato fatto ad esempio in Francia e in Olanda". Questa la dichiarazione dell'assessore Marco Botto, che ha illustrato al Consiglio provinciale l'integrazione che arricchisce ulteriormente il piano delle piste ciclabili nella Granda. Il programma, approvato all'unanimitù, prevede la realizzazione di 27 progetti per un totale di 690 chilometri di piste. Altre centinaia di chilometri di piste ciclabili di esclusivo interesse turistico sono allo studio in numerosi Comuni. Di alcuni giù si conoscono i progetti: la Alba-Asti che corre lungo il Tanaro, la Bra-Ceva che utilizza la ferrovia alluvionata e dismessa, le piste previste nel territorio del Marchesato di Saluzzo. Continua Botto: "La prima ciclabile, che sarù attivata presto, œ la Limone-Cuneo, che s'inserisce nel progetto Eurovelo, il quale parte da Lisbona e arriva ad Atene attraversando anche la nostra provincia. Il superamento delle Alpi avverrù con il treno fino a Limone; di qui corre la pista ciclabile che a Cuneo proseguirù per Sant'Albano Stura e Alba, quindi verso Asti e gli ulteriori traguardi verso Atene". Una legge statale del 1998 aveva previsto la realizzazione di una fitta rete di piste ciclabili per favorire chi intende viaggiare sulle "due ruote" per una mobilitù ecocompatibile. Alla spesa concorreranno lo Stato, la Regione, la Provincia. Sui tempi necessari per realizzare il piano l'assessore Marco Botto non si pronuncia, perch€ mancano ancora i progetti esecutivi, ma œ importante "avere iniziato le procedure amministrative".
fonte: Provincia di Cuneo

 

 

 
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