|
Una
pista ciclabile al posto della ferrovia
Sanremo - Maggioranza compatta in Consiglio comunale, dopo le aspre
polemiche della vigilia e le azioni di disturbo firmate dal Ccd, sulla
votazione del Prusst, il documento che aprirù le porte al riuso del
vecchio tracciato della ferrovia e che consentirù il varo dei Piani
particolareggiati di Capo Pino (prevista la costruzione di un albergo
all¬interno dell¬ex Cava Cangiotti e l¬ampliamento del vecchio porticciolo
privato) e di Portosole con la sanatoria dell¬hotel al centro di un¬inchiesta
della magistratura. Tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno proposti
dall¬opposizione sono stati bocciati e alla fine la pratica œ stata
approvata con i voti dei 21 consiglieri di maggioranza presenti in aula
(assenti giustificati Tinelli e Finamore) e con i 7 voti contrari dell¬opposizione:
Ds, Rifondazione, Per la tua Sanremo e del consigliere Bruno Marra.
I due esponenti del Ccd Saviozzi e Valenzise hanno ritirato l¬emendamento
(prevedeva un tunnel sotto la vecchia massicciata con costi proibitivi)
ribadendo che "Un giusto confronto in maggioranza dimostra entusiasmo
e democrazia" e accusando l¬opposizione di avere strumentalizzato la
loro proposta. Il Comune di Sanremo era l¬ultimo degli otto interessati
dal riuso del vecchio tracciato ferroviario a non avere approvato il
Prusst. Ora la Spa "Area 24" che rappresenta la Regione e tutti i comuni
compresi fra Ospedaletti e San Lorenzo al Mare, potrù accedere ai finanziamenti
per dare corpo al progetto. Il vecchio tracciato verrù trasformato in
una pista ciclabile con ampi spazi per i pedoni lunga 24 km quasi interamente
sul mare. L'approvazione del Prusst non esclude che, se si troveranno
i quattrini, l'area possa ospitare anche un servizio di trasporto urbano:
un filobus di cristallo (progetto fortemente voluto dall¬ex ministro
Scajola), un trenino o quant¬altro offra il mercato nel campo del trasporto
leggero. Appena raggiunto un accordo per l¬acquisto delle aree (il presidente
della Regione Biasotti e il presidente di "Area 24" Bissolotti oggi
si incontreranno a Roma con l¬amministratore delegato di Rete Ferrovie
Italia, Cimoli per definire la trattativa) la Regione stanzierù un primo
finanziamento che dovrebbe permettere a Sanremo di realizzare - in via
del tutto provvisoria - un parcheggio da 350 posti-macchina nell¬area
prospiciente la vecchia stazione di piazza Cesare Battisti e un primo
tratto di pista ciclabile, dal centro ai Tre Ponti. In attesa del progetto
definitivo per il quale il Comune œ in procinto di bandire un concorso
di idee aperto ai pi¦ grandi architetti a livello internazionale.
fonte: "La stampa"

In
Italia ancora il 70 % dei rifiuti in discarica
Roma - Gli italiani producono meno spazzatura. Il tasso di crescita
dei rifiuti urbani, nel 2000, œ infatti aumentato del 2,1%, contro il
+2,4% del 1999, ma nell'insieme sono stati prodotti 29 milioni di tonnellate
di rifiuti. E' quanto emerge dal rapporto sui rifiuti solidi urbani
dal 1995 al 2000, contenuti nel "Rapporto rifiuti 2002", presentato
ieri a Roma. Dal rapporto, afferma il ministro dell'Ambiente, Altero
Matteoli, risulta "da un lato un aspetto positivo legato alla contrazione
del tasso di crescita dei rifiuti, dall'altro permane invece il dato
negativo che vede lo smaltimento in discarica come la forma di gestione
prevalente per i rifiuti urbani". Nel 2000 circa 4,2 milioni di tonnellate
di rifiuti urbani, il 14,4% della produzione totale, sono stati raccolti
in maniera differenziata. Ancora una volta si conferma il divario tra
nord e sud: infatti mentre al nord la raccolta differenziata raggiunge
il 24,4% e il centro compie un grande passo in avanti raggiungendo l'11,4%,
il sud rimane ben distante da queste percentuali superando di poco i
due punti percentuali. "Il rischio di spingere verso la raccolta differenziata
- afferma Metteoli - œ quello di prendere in giro i cittadini". Molto
spesso i rifiuti che sono stati raccolti in modo differenziato vanno
a finire nella stessa discarica "questa - continua Matteoli - œ una
cosa che non ci possiamo permettere, œ una presa in giro per i cittadini
e un costo inutile". In Italia, la forma di smaltimento pi¦ diffusa
permane quella in discarica: "Il 70% dei rifiuti - ha ricordato Matteoli
- va in discarica. Questo œ un dato assolutamente insopportabile per
il nostro paese". Per quanto riguarda l'incenerimento, anche se si registra
un aumento rispetto al 1997 sia del numero di impianti operativi che
della quota dei rifiuti inceneriti, la percentuale rispetto al totale
dei rifiuti gestiti appare ancora bassa, al di sotto dei livelli riscontrabili
nei diversi paesi dell'Unione europea. Quanto ai rifiuti speciali, nel
1999 ne sono stati prodotti circa 48,7 milioni di tonnellate di cui
3,8 milioni di tonnellate di rifiuti speciali pericolosi. Il dato non
tiene conto della produzione di rifiuti inerti da costruzione e demolizione
non pericolosi stimabili sulla base di uno studio Apat in circa 24 milioni
di tonnellate. La quantitù di rifiuti speciali complessivamente gestita
in Italia ammonta, nel 1999, a 61,3 milioni di tonnellate di cui circa
30,4 milioni di tonnellate avviate a recupero di materia e di energia
e 30,8 milioni avviati a smaltimento. La quota incenerita risulta di
poco superiore alle 600mila tonnellate, meno dell'1% del totale gestito
a tra le pi¦ basse riscontrabili a livello europeo: complessivamente
sono stati avviati a termodistruzione, con o senza recupero di energia,
circa 1,97 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Il dato œ destinato
ad essere confermato anche per il 2000 evidenziando l'inadeguatezza
del nostro sistema impiantistico rapportato alla situazione riscontrata
in altri paesi dell'Unione, in particolare la quota di rifiuti avviata
a termovalorizzazione permane a livelli bassissimi, incompatibili con
il decollo del cosiddetto "sistema integrato" e mancano impianti a tecnologia
complessa per il trattamento di specifici flussi di rifiuti pericolosi
che vengono quindi inviati allo smaltimento.

Packaging:
nuove aliquote per il riciclo
Lussemburgo - Se il Parlamento europeo accoglierù la proposta presentata
dal Consiglio dell'ambiente di aumentare la quota dei rifiuti da imballaggio
riciclata nell'Unione europea, ben presto i paesi membri dovranno ritoccare
le aliquote per il riciclo dei materiali recuperabili. La scorsa settimana
i Quindici ministri dell'Ue, riuniti a Lussemburgo, hanno concordato
di portare la quota del packaging riciclato tra un minimo del 55% e
un massimo dell'80% del suo volume entro il 31 dicembre 2008. La proposta
indica percentuali minime precise a seconda del tipo di rifiuti. Alla
scadenza indicata dall'Unione europea si prefigge di riciclare il 60%
dei rifiuti per gli imballaggi di vetro e di carta, il 50% per i metalli,
il 22,5% per la plastica, il 15% per il legno. La proposta dovrù tornare
ora in seconda lettura al Parlamento europeo, prima di essere adottata
definitivamente dal Consiglio.
fonte: Unione Europea

"Gli
Aperitivi e i Caffœ di Ricicla presentati da Rifiutinforma"
Ricicla e Rifiutinforma.it presentano all'interno dello stand 015
padiglione A4 "gli Aperitivi e i Caffœ di Ricicla". In occasione della
fiera di Ricicla, che quest'anno si svolgerù dal 6 al 9 novembre a Rimini,
Rifiutinforma organizza una serie di incontri aperti con personalitù
legate al mondo dell'ambiente. Durante gli interventi della durata di
un'ora - un'ora e mezza, l'ospite intratterrù i convenuti dialogando
con loro su tematiche attuali quali la comunicazione ambientale e le
relative linee guida delle province, l'articolo 35 della Finanziaria,
il protocollo di Kyoto, gli accordi di Johannesburg, le ecomafie. Non
solo, ai partecipanti saranno presentati anche libri, pubblicazioni,
corsi di laurea, programmi televisivi, strumenti di formazione e di
aiuto concernenti i molteplici aspetti dell'ambiente per quanti desiderano
un approccio diverso con esso. Chiacchere informali, proprio come al
bar. All'evento parteciperanno: il Conai, con un intervento su "La nuova
direttiva imballaggi", gli obiettivi fissati per i prossimi cinque anni
dall'europarlamento e la posizione dell'Italia rispetto agli altri paesi
dell'Ue; l'Assessorato all'Ambiente della provincia di Torino, che presenterù
le "Linee guida della Provincia di Torino sulla comunicazione ambientale";
Massimo Scalia, docente all'Universitù "La Sapienza", sul tema delle
ecomafie, Giorgio Osti, docente all'Universitù degli studi di Trieste,
su "Il coinvolgimento dei cittadini nella gestione dei rifiuti", e Luciano
Morselli, Presidente del Corso di Laurea in Tecnologie chimiche per
l'ambiente e per la gestione dei rifiuti di Rimini, che introdurrù i
contenuti, le novitù, gli obiettivi e gli sbocchi del corso. Scarica
e stampa l'invito: presentandolo allo stand, potrai partecipare agli
incontri. Gli incontri si svolgeranno mercoled– (dalle ore 15), gioved–
(alle 11.30 e alle 15) e venerd– (alle 11.30 e alle 15) nel padiglione
A4, stand n. 15.

Anche
i rifiuti collegati via internet
Piazzogna - Il Dicastero all'Ambiente del Comune di Piazzogna nel
Canton Ticino della vicina Svizzera ha deciso di sperimentare un nuovo
contenitore-pressa munito di bilancia, peraltro giù adottato in alcuni
comuni della Svizzera interna. Il "congegno" sarù posizionato sul territorio
comunale da fine ottobre e per la durata di tre - quattro mesi sarù
costantemente monitorato dai tecnici comunali e dalla ditta fornitrice.
I rifiuti direttamente conferiti dai cittadini nel contenitore saranno
dallo stesso pressati. Lo spazio occupato sarù cos– ridotto, consentendo
alla ditta che si occupa della loro raccolta minori passaggi. Ma la
vera novitù consiste nella bilancia, un'apparecchiatura che si basa
su un sistema con scheda e chiave con lettore ottico. Il container puã
cos– riconoscere chi lo sta utilizzando e indicare in chili le quantitù
di rifiuti depositate dall'utente in ogni occasione. Il meccanismo œ
infatti collegato via internet con il municipio, che in questo modo
si ritrova aggiornata tutta una serie di informazioni: ora d'inserimento
dei rifiuti, peso, posizionamento, statistiche. Inoltre, chiunque, collegandosi
via internet secondo modalitù ancora da definire, potrù conoscere in
tempo reale tutti i dati del contenitore. Tutte le novitù del servizio
saranno presentate alla popolazione luned– 28 ottobre nella sala multiuso
del Comune. Fonte: redazione rifiutinforma

Italia
e Usa firmano accordo di cooperazione per l'ambiente
Milano - Il ministro dell'ambiente, Altero Matteoli e la responsabile
dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente (Epa), Christine Todd Whitman,
hanno dato una spinta alla cooperazione per la tutela dell'ambiente
tra Italia e Stati Uniti. La settimana scorsa i due hanno firmato un
accordo di cooperazione per la protezione e la tutela dell'ambiente.
''L'intesa - ha dichiarato la Whitman al momento della firma - "rafforza
la nostra collaborazione, che in futuro potremo ulteriormente ampliare
su questioni specifiche'', come l'inquinamento atmosferico e l'acqua.
Per Matteoli, l'accordo di cooperazione rispecchia il carattere particolarmente
intenso delle relazioni tra Italia e Stati Uniti ''cui riconosciamo
- afferma il ministro - una tradizione di ricerca anche nel settore
dell'ambiente'' e, nel contempo, riflette la volontù dell'Italia di
essere nell'Ue. ''Del resto", ha aggiunto Matteoli, "Se l'ambiente œ
un impegno globale, non lo si puã affrontare senza gli Usa, indipendentemente
dalla scelta di non aderire al protocollo di Kyoto''. Matteoli e la
Whitman si sono giù incontrati pi¦ volte, spesso in appuntamenti multilaterali:
l'idea di un accordo di cooperazione œ nata e si œ sviluppata nei loro
contatti. La dichiarazione congiunta che i due hanno firmato fa riferimento
al quadro d'insieme delle relazioni fra Italia e Stati Uniti, delineato
dai colloqui tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il
Presidente George W. Bush. Le premesse dell'intesa mettono in evidenza
obiettivi e aspirazioni comuni ai due Paesi, che riconoscono entrambi
che ''azioni congiunte per la protezione di ambiente e salute contribuiranno
positivamente a definire uno sviluppo economico prospero, sicuro e sostenibile,
da cui trarranno giovamento le prossime generazioni''. L'intesa identifica
una serie di settori per la condivisione delle conoscenze, lo scambio
di informazioni e il coordinamento delle attivitù nelle sedi internazionali:
salute dei bambini e ambiente; monitoraggio ambientale; bonifica dei
siti inquinati; scambio di esperti e funzionari. L'accordo prevede inoltre
la costituzione di un comitato direttivo che deve riunirsi almeno una
volta l'anno, e potrù, in futuro, allargarsi alla riduzione dei rischi
derivanti dal mercurio, agli effetti dei cambiamenti climatici sugli
ecosistemi e sulla salute dell'uomo, alla collaborazione nel settore
della biotecnologia, alla collaborazione per l'attuazione d'impegni
internazionali multilaterali. Il comitato œ presieduto, per la parte
italiana, dal direttore generale del Ministero dell'ambiente Corrado
Clini.

Ad
Asti "Separati in cucina"
Asti - A partire dal 1ÿ dicembre 2002, l'Assessorato all'Ambiente
del comune di Asti e l'ASP S.p.A., Asti Servizi Pubblici, potenzieranno
il servizio di raccolta differenziata per circa 3.200 famiglie residenti
nel centro storico di Asti. La principale novitù dell'operazione che,
in linea con le precedenti iniziative di comunicazione prenderù il nome
di "separati in cucina", prevede infatti l'introduzione di un nuovo
servizio di raccolta porta a porta della frazione umida, rappresentata
appunto dagli scarti di cucina. L'Assessorato all'Ambiente e l'ASP stanno
predisponendo una serie di iniziative di comunicazione per illustrare
ai cittadini residenti nell'area le modalitù per il corretto utilizzo
del nuovo servizio. In particolare, nel corso delle prime settimane
del mese di novembre tutti i capifamiglia del centro storico riceveranno
una busta da parte del Comune contenente una lettera e un pieghevole
informativo sui nuovi servizi con allegato un tagliando da riconsegnare
presso i punti informativi che saranno allestiti nelle settimane successive.
Tutti coloro che si recheranno ai punti informativi e che consegneranno
il tagliando avranno infatti diritto a ricevere la biopattumiera da
tenere in casa per la raccolta differenziata dell'umido e i sacchetti
in materiale biodegradabile. L'Assessorato all'Ambiente del Comune ricorda
che la raccolta dell'organico porta a porta œ molto importante in quanto
incrementa notevolmente la parte di rifiuti che viene avviata al recupero
(in questo caso tramite il compostaggio) anzich€ allo smaltimento in
discarica. La riduzione dei rifiuti e l'aumento dei materiali avviati
al recupero œ infatti la condizione imprescindibile per il contenimento
delle spese e per la riduzione delle tariffe che a partire dal prossimo
anno saranno pagate dai cittadini al posto dell'attuale tassa. L'iniziativa
del centro storico intende essere a carattere pilota in vista di un
successivo allargamento di tale progetto ad altre zone della cittù e
permetterù, a partire dal 2004, di realizzare una riduzione della tariffa
nel caso di comportamento virtuoso in termini di riduzione del materiale
conferito in discarica.
fonte: ERICA

Corpo
Forestale: "Ecco i risultati dell'indagine sulle discariche abusive"
Roma - A guidare la classifica delle regioni con il maggior numero
di discariche abusive œ la Puglia, con circa 600, seguita dalla Lombardia
con 500. Ma œ il Veneto, invece, la regione che mantiene il primato
per la maggior superficie di discariche, circa 5 milioni e mezzo di
metri, prevalentemente nell'area di Mestre. Questi sono alcuni dei dati
presentati presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati dal
Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei
rifiuti e sulle attivitù illecite ad esso connesse, On. Paolo Russo,
e dal Capo del Corpo Forestale dello Stato, Giuseppe Di Croce. Un quadro
che emerge con tutta la sua criticitù dall'indagine conoscitiva sulle
discariche abusive eseguita nel 2001-2002 dal Corpo Forestale dello
Stato. Il numero complessivo delle discariche, si legge nel rapporto,
e' di 4.866 su una superficie complessiva di 19 milioni di metri quadri,
contro le 5.422, su un'area di 17 milioni e 600 mila metri quadri, del
precedente censimento eseguito nel 1996. Delle discariche individuate,
solo il 21% œ stato bonificato. 705 delle discariche censite contengono
in tutto o in parte rifiuti pericolosi per la salute, "Ma - ha dichiarato
Paolo di Croce presentando il rapporto - potrebbero essere molte di
pi¦ perch€ non sempre sono cos– visibili!". Per quanto riguarda il posizionamento,
il 70 % sorge su aree soggette a vincolio ambientale, idrogeologico,
paesaggistico o naturalistico, e prevalentemente a ridosso di fiumi,
centri abitati e boschi. Nel 2002 il personale del Corpo Forestale,
nel settore delle discariche abusive e dello smaltimento dei rifiuti,
ha eseguito 36.599 controlli che hanno portato ad accertare 630 notizie
di reato, 4.308 sanzioni per illeciti amministrativi e 7 arresti. Esiste
un numero telefonico per segnalare le emergenze ambientali: il 1515
al quale lo scorso anno sono pervenute 366 segnalazioni di ritrovamento
di discariche abusive.
fonte: Corpo Forestale dello Stato

Quarto
Rapporto Ambientale Cobat
Milano - Il 29 ottobre alle ore 10,30 si terrù a Palazzo Serbelloni
di Corso Venezia a Milano, la presentazione de "Il recupero delle batterie
al piombo esauste, un caso di eccellenza ambientale", l'annuale rapporto
ambientale del Cobat. Nel 2001, con oltre 14 milioni di batterie esauste
recuperate, il Cobat, Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo Esauste
e Rifiuti Piombosi, ha raggiunto e superato l'obiettivo di raccogliere
ed avviare al corretto riciclo oltre un milione e mezzo di tonnellate
di accumulatori al piombo esausti in meno di 10 anni di piena operativitù.
Il rapporto si pone l'obiettivo di sottolineare che nell'utilizzo delle
batterie al piombo l'Italia ha conseguito un modello quasi perfetto
di sviluppo sostenibile. Quanto viene utilizzato dal mercato, viene
poi completamente riciclato e reso disponibile per un nuovo impiego.
Infatti il piombo, la plastica e l'acido solforico utilizzati nella
costruzione delle batterie tornano ad essere nuove risorse disponibili
senza fine. La presentazione del rapporto prevede gli interventi di
Giancarlo Moranti, Presidente Cobat, Franco Nicoli Cristiani, Assessore
alla Qualitù dell'Ambiente della Regione Lombardia, e Alessio Satta,
dell'Ecobilancio Italia.
Per ulteriori informazioni,
contattare: Cobat Consorzio obbligatorio batterie al piombo esauste
e rifiuti piombosi Tel. 06487951 - Fax 0642086985 e-mail:
info@cobat.it oppure
Hill & Knowlton-Gaia Public Relations and Environmental Communication
Tel. 064404627 - Fax 064404604 e-mail: hkgaia@hkgaia.com

A
Parma parte il "progetto compostaggio"
Parma - L'Assessorato Mobilitù e Ambiente del Comune di Parma,
in collaborazione con Infotariffa AMPS, intende promuovere con nuove
iniziative la pratica del compostaggio domestico come forma di autosmaltimento
degli scarti organici al fine di ridurre la produzione dei rifiuti urbani
conferiti ai tradizionali sistemi di smaltimento. A questo scopo, ha
redatto un nuovo regolamento per l'applicazione della riduzione della
tariffa sui rifiuti urbani per i "virtuosi" che accetteranno di mettere
in atto questa pratica, ed ha promosso un corso teorico - pratico rivolto
a tutti i cittadini interessati a saperne di pi¦. La proposta œ rivolta
a tutti i cittadini del territorio comunale iscritti a ruolo presso
l'ufficio tributi dell'amministrazione. Requisito fondamentale per partecipare
all'iniziativa œ il possesso, su territorio comunale, di giardino, orto
o parco, in quanto necessario per praticare il compostaggio e per avere
la possibilitù di utilizzare il compost prodotto. Per quanti aderiranno
all'iniziativa lanciata dall'Assessorato Mobilitù e Ambiente, ci sarù
uno sconto, mentre i cittadini che possiedono una concimaia o letamaia
attiva e la vogliono utilizzare come compostiera non potranno usufruire
del diritto allo sconto, in quanto godono giù del 70% dello sconto sulla
parte variabile della tariffa dei rifiuti. Sono esclusi dal diritto
allo sconto anche i cittadini che partecipano al progetto di compostaggio
consortile "Ecovico", a Vicofertile, poichœ fruiscono giù di servizi
di triturazione e setacciatura a carico dell'Amministrazione Comunale.
Possono invece aderire all'iniziativa anche i condomini, costituiti
al massimo da 4 unitù abitative, che possiedono un giardino. Per partecipare
all'iniziativa œ necessario compilare il modulo di autocertificazione
distribuito al Centro Servizi al Cittadino presso il Municipio (piazza
Garibaldi) o al nuovo Direzionale Uffici Comunali (Largo Torello de
Strada 11A) entro il 30 Novembre 2002. Ai cittadini che aderiranno alla
campagna sarù consegnata la documentazione informativa necessaria per
praticare il compostaggio domestico. Compilando l'autocertificazione,
i partecipanti si renderanno disponibili per eventuali controlli da
parte del comune, ai fini di dimostrare di essere nelle condizioni definite
dal Regolamento Comunale per l'applicazione della tariffa per lo smaltimento
dei rifiuti urbani e subiranno sanzioni amministrative in caso di mancato
rispetto di quanto autocertificato. "Finora - fa sapere l'assessore
Pietro Vignali - durante l'anno in corso, hanno aderito all'iniziativa
642 cittadini, presso i quali il nucleo di vigilanza ambientale ha effettuato
130 controlli ed il 92% œ risultato regolare, ma contiamo di estendere
ulteriormente una pratica che ha un alto valore ambientale, oltre che
educativo, perch€, se diffusa, riduce la produzione di rifiuti". Questo
particolare tipo di raccolta differenziata, che prevede la trasformazione
di materiale organico (prevalentemente rifiuti vegetali) ha visto interessati
oltre 17.000 metri quadrati di area, con una produzione di 17 metri
cubi di compost, e un risparmio in discarica di 261 tonnellate di materiale.
Per dare nuovo impulso all'iniziativa, il 24 ottobre ha preso il via
un corso gratuito dal titolo "Compostaggio Domestico, Corso Teorico-Pratico"
aperto a tutti i cittadini interessati. Il corso sarù costituita da
3 incontri a cadenza settimanale, 24 e 30 ottobre e 7 novembre. Per
ulteriori informazioni occorre rivolgersi direttamente al Centro Servizi
al Cittadino presso il Municipio o agli Uffici Comunali. Questi i numeri
di telefono: tel 052/1031788 - 052/1031856 - 052/1218555
fonte: Assessorato Mobilitù e Ambiente

Nuova
Delhi COP 8: obiettivo entrata in vigore Kyoto
Si aprirù mercoled– 23 ottobre a Nuova Delhi, in India, la Cop
8, l'ottava Conferenza delle parti della Convenzione ONU sul cambiamento
climatico. Al meeting sono attesi 5.000 partecipanti, oltre 100 ministri.
L'obiettivo della Conferenza œ la preparazione dell'entrata in vigore
del Protocollo di Kyoto, a 5 anni dalla sua sottoscrizione. Ma i delegati
hanno promesso che si concentreranno anche sui Paesi in via di sviluppo,
su come guadagnare un migliore accesso alle tecnologie a basse emissioni
e su come affrontare gli attesi impatti del cambiamento climatico. "L'India
ha un ruolo leader da giocare nell'arena del cambiamento climatico -
ha detto Joke Waller Hunter, segretario della Convenzione - e siamo
estremamente lieti di essere stati invitati quest'anno a Nuova Delhi
per il nostro meeting annuale. Spero che la popolazione indiana riesca
a ricavare una pi¦ ampia comprensione del cambiamento climatico e della
sua importanza per il nostro futuro". La sessione ministeriale si svolgerù
dal 30 ottobre all'1 novembre. Anche gli Usa hanno confermato la loro
presenza.

L'Osservatorio
presenta il Rapporto sui rifiuti 2002
Roma - L'Osservatorio nazionale rifiuti in collaborazione con l'Apat,
l'Agenzia protezione ambiente e servizi tecnici e con il patrocinio
del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio presenterù
a Roma il 29 ottobre il Rapporto Rifiuti 2002. L'incontro si terrù presso
l'ex sala stampa Giubileo, in via di Porta Castello, 44 alle 9,30. A
fare gli onori di casa il Presidente dell'Osservatorio nazionale sui
rifiuti, Massimo Ferlini, e il direttore generale dell'Apat, Giorgio
Cesari, che esporranno il Rapporto. In osservanza a quanto disposto
dal Decreto legislativo 22/97, che regolamenta il ciclo rifiuti in Italia,
il Rapporto 2002 fornisce il quadro generale sul ciclo di gestione dei
rifiuti (raccolta differenziata, trattamento, recupero e smaltimento),
sviluppa un'analisi della situazione in materia di gestione dei rifiuti
urbani nelle aree caratterizzate da provvedimenti di emergenza rifiuti
e presenta il monitoraggio dell'applicazione della tariffa rifiuti,
alla vigilia della entrata in vigore fissata al 1 gennaio 2003. Inoltre,
l'Osservatorio nazionale sui Rifiuti ha elaborato una Relazione sullo
stato di attuazione e sull'efficacia della normativa, al fine di valutare
la reale applicazione del modello di gestione integrata dei rifiuti
in Italia, in vista degli interventi previsti per una semplificazione
e riscrittura della normativa ambientale nazionale. Alla conferenza
parteciperanno anche il Ministro Matteoli e l'attuale Presidente della
Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Paolo Russo.
fonte: Osservatorio Nazionale Rifiuti

A
Torino due inceneritori entro il 2005
Torino - "Entro il 2005 i consorzi e le province dovranno almeno
aver individuato i siti e avviato le procedure per realizzare gli impianti
di incenerimento. Ne dovranno sorgere uno in provincia di Alessandria,
un altro tra Asti-Cuneo e un terzo servirù Biella-Novara-Vercelli-Vco.
Almeno due termovalorizzatori, poi, dovranno essere costruiti in provincia
di Torino. Il completamento del ciclo della raccolta con l¬incenerimento
œ ormai un obiettivo ineludibile. Per realizzarlo la Regione œ pronta
ad usare, se necessario, il potere sostitutivo previsto dalla nuova
legge regionale". Come decisioni giù prese Ugo Cavallera, assessore
all¬Ambiente della Regione Piemonte, ha evidenziato come secondo le
stime dell¬assessorato la quantitù teorica di rifiuti da avviare all¬incenerimento
in tutta la regione nel 2005 passerù dalle attuali 95 mila tonnellate
ad oltre 900 mila tonnellate, pi¦ della metù (471 mila) da bruciare
solo in provincia di Torino. "L¬obiettivo fondamentale della legge -
ha precisato - œ di ridurre al minimo la quantitù dei rifiuti da conferire
in discarica e di destinarli ad impianti di trattamento che produrranno
un materiale secco che sarù bruciato con recupero di energia". Per questo
sul territorio torinese si dovranno costruire due inceneritori e altri
tre nel resto del territorio subalpino. Cavallera ha sottolineato inoltre
che "La legge appena approvata costituisce un forte richiamo agli enti
locali". Richiamo dunque, non ancora ultimatum anche se Cavallera segue
passo dopo passo l¬evolversi dell¬iter per individuare il primo inceneritore
in provincia di Torino. "Sono perfettamente d¬accordo - precisa - con
la posizione dell¬assessore provinciale Gamba: œ impossibile concedere
una proroga alla discarica di Basse di Stura se prima non œ stato individuato
il sito che dovrù ospitare l¬inceneritore". Nella relazione programmatica
preparata dagli uffici per l¬assessore œ stata anche individuata la
taglia degli inceneritori: un impianto da 120 mila tonnellate in provincia
di Alessandria; 1 da 160 mila tra Asti e Cuneo, 1 da 140 mila tra Biella,
Novara, Vercelli e Vco e tre impianti da 150 mila tonnellate per la
provincia di Torino. La giunta di Palazzo Cisterna, perã, ha fissato
in oltre 200 mila tonnellate la capacitù dell¬inceneritore la cui localizzazione
ha scatenato una guerra tra le amministrazioni locali. Teoricamente,
dunque per rispettare le indicazioni regionali sarebbe sufficiente un
secondo bruciatore. "Noi - conferma Cavallera - rispettiamo le decisioni
delle province". Uno spiraglio resta comunque aperto per l'aasessore
che ha aggiunto: "E¬ anche possibile che la quantitù massima dei rifiuti
secchi da incenerire possa diminuire di alcune decine di migliaia di
tonnellate in tutta la Regione perch€ il piano regionale che attuerù
la legge, farù di tutto per portare ad oltre il 34,5 per cento la raccolta
differenziata".
fonte: Regione Piemonte

Le
associazioni ambientali liguri dicono di no agli impianti
Genova - Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura, Wwf Liguria e
i comitati che in Regione si oppongono alla costruzione di inceneritori
hanno sottoscritto nei giorni scorsi un patto di alleanza con annessa
proposta alternativa alla costruzione in provincia di Genova di inceneritori.
Elementi chiave della proposta alternativa sono: l'introduzione della
tariffa per premiare economicamente chi produce meno materiali di scarto
e chi ricicla, la riduzione alla fonte della produzione di materiali
post consumo, il riciclo integrale del 50% degli scarti, la stabilizzazione
per bio-ossidazione della restante frazione organica. Secondo comitati
e associazioni ambientaliste "Alla fine di questo scenario la quantitù
restante di materiale stabilizzato œ confrontabile alle ceneri del mega
inceneritore previsto dalla Provincia di Genova". Le principali ragioni
che hanno spinto associazioni e comitati ad allearsi, c'œ il fatto che
nessuno dei sottoscrittori "Vuole stare al gioco di chi, mettendo gli
uni contro gli altri, pensa di incassare voti e, di fatto, tutela i
forti interessi di poche imprese che gestiscono il mercato degli inceneritori".
"Un secondo motivo - hanno affermato associazioni e comitati - œ il
rifiuto di un altro gioco perverso che accomuna tutte le amministrazioni
locali, ossia quello di scaricare sulle comunitù pi¦ deboli ed indifese
e che politicamente contano poco, i problemi creati dal modello di consumi
e sprechi infiniti di comunitù economicamente e politicamente pi¦ forti,
nel caso specifico quello del Comune di Genova". Secondo ambientalisti
e comitati, infatti, "una societù senza inceneritori non œ un'utopia,
un sogno e neppure una scelta fondamentalista". E a supporto di questa
tesi, citano la cittù di New York che giù da qualche anno ha chiuso
i suoi impianti.
fonte: e-gazette

Stop
alla produzione di cotton fioc
Roma - E' entrato in vigore questa settimana il divieto sulla produzione
dei bastoncini non biodegradabili per la pulizia delle orecchie, noti
come cotton fioc, contenuto nel collegato ambientale approvato nel marzo
2001. Sono previste sanzioni elevate per quanti metteranno in circolazione
bastoncini nettaorecchie non conformi alla nuova normativa fino alla
chiusura dello stabilimento di produzione, da un minimo di cinque giorni
a un massimo di due mesi. E per una volta Ministero dell'Ambiente e
associazioni ambientaliste si dichiarano soddisfatti: "Si risolve un
grave problema ambientale - si legge in una nota del Ministero - i bastoncini
nettaorecchie non biodegradabili, oltre a sporcare le spiagge, mandano
in tilt i depuratori". Dal Ministero fanno comunque sapere che la vendita
dei cotton-fioc vecchia maniera potrù, intanto, continuare, fino a esaurimento
scorte.
fonte: "La nuova ecologia"

Legambiente
per l'arte
Roma - Una collaborazione innovativa lega il volontariato di protezione
civile e i direttori dei musei. Legambiente protezione civile e l'International
Council of Museums (ICON Italia) hanno firmato un protocollo di collaborazione
per la salvaguardia dell'immenso tesoro custodito nei musei italiani.
Il protocollo di collaborazione rappresenta uno dei primi passi del
Comitato Promotore dello Scudo Blu Italiano, di cui Legambiente ed Icom
Italia fanno parte, impegnato nella salvaguardia dei beni culturali
dai conflitti armati, le calamitù naturali e il degrado, in stretto
rapporto con il Comitato Internazionale dello Scudo Blu dell'Unesco.
I volontari di Legambiente saranno impiegati al fianco dei direttori
di museo nella messa in sicurezza delle opere d'arte in caso di piccole
e grandi emergenze che ne possano pregiudicare l'integritù. fonte: "Legambiente"

Trecento
persone al convegno sui rifiuti con l'ex ministro Ronchi
Asti-Grande interesse per il convegno "Oltre il Ronchi: ridurre o differenziare?"
organizzato dal Consorzio Smaltimento Rifiuti, venerd– 11 ottobre, ad
Asti. La presenza dell'ex ministro dell'Ambiente Edo Ronchi, firmatario
del Ddl che porta il suoi nome e che œ stato oggetto dell'incontro,
e di relatori qualificati ha richiamato un folto pubblico di amministratori
locali e operatori del settore. Ronchi ha fatto un bilancio di 5 anni
di applicazione del proprio decreto, fornendo dati e riflessioni: "Il
nodo da sciogliere per una vera inversione di tendenza - ha indicato
- œ ridurre la produzione di rifiuti e potenziare la raccolta differenziata,
che potrù migliorare significativamente con il recupero dell'organico".
L'ex ministro ha ricordato che "l'obiettivo principale del decreto Ronchi
non œ lo smaltimento dei rifiuti, ma la loro gestione integrata". Finalitù
che la strategia del Consorzio astigiano rispetta: "Siamo alla vigilia
- ha indicato il presidente Marco Yeuillaz - dell'apertura degli impianti
di San Damiano (compostaggio) e Valterza (pretrattamento, valorizzazione
della raccolta differenziata): saranno inaugurati entro fine anno. Nella
primavera 2003 inizierù a funzionare la discarica di Cerro. Parallelamente
vanno moltiplicate le azioni per incentivare la differenziata e, dopo
l'accordo con l'Unione Versa Astigiana, il Consorzio sta perfezionando
le intese con altre comunitù collinari per gestire il servizio di raccolta
rifiuti sul territorio". Nell'illustrare il sistema integrato nel bacino
astigiano, il direttore del CSRA Flaviano Fracaro ha tra l'altro ricordato
che "l'autonomia provinciale nello smaltimento realizza la certezza
dei costi di smaltimento nel medio e lungo periodo, e consente il riutilizzo,
a livello locale, dei tributi versati". Contributi di esperienze e idee
su come "ridurre e differenziare" sono venuti, tra gli altri relatori,
da Enzo Favoino (della Scuola del Parco di Monza), esperto di compostaggio,
e Giancarlo Longhi (direttore generale del Conai). La dirigente della
Regione Piemonte, Agata Milone, ha illustrato la nuova legge sui rifiuti
da poco approvata dal Consiglio regionale. La legge prevede riconoscimenti
economici ai Comuni disposti ad accogliere impianti di recupero e smaltimento,
incentivi e penalizzazioni in base alle percentuali di raccolta differenziata
raggiunte dai singoli centri. Nell'Astigiano il dato medio di raccolta
differenziata œ intorno al 20%, al di sotto degli obiettivi (25%) previsti
dal Ronchi entro marzo 2002 (per marzo 2003 la soglia œ del 35%). La
necessitù di avviare campagne di comunicazione con i cittadini œ stata
sottolineata da Roberto Cavallo, presidente di Erica (la cooperativa
albese che ha contribuito all'organizzazione del convegno). Significativi
i dati illustrati su due esperienze astigiane che rientrano nel Piano
Territoriale del Consorzio: a Villafranca, dove si recupera l'organico,
la raccolta differenziata œ al 70%, grazie anche all'applicazione della
tariffa, e a San Damiano al 37%. Da parte dei relatori œ stato pure
sottolineato che per essere redditiva, la differenziata non deve stare
al di sotto del 30%. Concetto su cui si œ espresso anche il vicepresidente
della Provincia di Torino, Beppe Gamba, che ha poi annunciato la chiusura,
tra 14 mesi, della discarica Amiat alle Basse di Stura. L'amministratore
ha ipotizzato, in mancanza di impianti alternativi, la restituzione
dei rifiuti del Torinese alle province di Asti, Alessandria e Cuneo
che in questi anni hanno smaltito a Basse di Stura. "Per ora - commenta
Yueillaz - si tratta di un'ipotesi, comunque non attuabile, se dal Torinese
dovessero arrivare rifiuti tal quali. Prima di essere smaltiti, dovranno
essere pretrattati, come indica il decreto Ronchi".
fonte: CSRA
Il
Piemonte ha una nuova legge sui rifiuti
Torino - E' stata approvata mercoled– 9 ottobre la nuova legge regionale
per la gestione dei rifiuti. "In coerenza con le competenze definite
dal nuovo Titolo V della Costituzione - ha commentato l'Assessore all'Ambiente,
Ugo Cavallera, dopo l'approvazione del testo in Consiglio regionale
- e nel rispetto della massima tutela ambientale, intendiamo riorganizzare
l'attuale sistema con lo scopo di ridurre la produzione dei rifiuti,
incrementare la raccolta differenziata, sviluppare il recupero e la
termovalorizzazione, limitando lo smaltimento in discarica solo a quei
rifiuti che non possono essere pi¦ recuperati". Per raggiungere questi
obiettivi la legge, messa a punto dal settore rifiuti dell'assessorato,
prevede la realizzazione di un sistema integrato di gestione dei rifiuti
urbani, articolato per "ambiti territoriali ottimali" coincidenti con
i territori provinciali, costituito da un complesso di attivitù e di
impianti di recupero e smaltimento complementari ed interconnessi che
permettono di gestire i rifiuti dalla produzione alla loro destinazione
finale. "Il provvedimento - aggiunge l'Assessore - si pone anche l'ambizioso
compito di armonizzare l'attivitù di gestione dei rifiuti con l'obiettivo
pi¦ ampio della tutela ambientale attraverso la predisposizione di un
sistema programmatorio, sia a livello regionale che locale, ispirato
ad un corretto rapporto tra costi e benefici, soprattutto riguardo a
quelli ambientali". Inoltre, recependo in maniera pi¦ avanzata e flessibile
la nuova normativa in materia di servizi pubblici locali, la legge sui
rifiuti prevede contributi per i Comuni dove saranno insediati gli impianti
di recupero e smaltimento necessari al completamento del sistema integrato,
nonch€ incentivi e penalizzazioni in base alle percentuali di raccolta
differenziata raggiunte dai singoli Comuni. "La legge - conclude Cavallera
- esalta la funzione dell'Osservatorio regionale dei rifiuti, che deve
raccogliere ed elaborare i dati indispensabili per svolgere i compiti
di indirizzo e pianificazione propri della Regione. Grazie alla programmazione
coordinata a pi¦ livelli, compiuta anche sulla base dei dati raccolti
ed elaborati dall'Osservatorio, potremo promuovere un approccio non
settoriale, ma integrato e complessivo, per la soluzione del problema
della gestione dei rifiuti, capace di considerare e valutare tutte le
variabili coinvolte e le possibili ricadute, in particolare sotto il
profilo ambientale".
fonte: Assessorato all'Ambiente - Regione Piemonte

Cresce
la raccolta differenziata
Teramo - Investire sulla tecnologia per realizzare nuovi impianti
di riciclaggio e di compostaggio dei rifiuti, e obbligare le amministrazioni
locali ad adottare un sistema integrato nella raccolta dei rifiuti,
come le campane, i cassonetti, il sistema porta a porta e le stazioni
ecologiche, sono i punti critici nel sistema della raccolta dei rifiuti
nel tramano. I dati sono stati diffusi nel primo rapporto sulla produzione
e sulla gestione dei rifiuti urbani e delle raccolte differenziate messo
a punto dall'Osservatorio provinciale di Teramo. L'Osservatorio della
Provincia, guidato dall'ex parlamentare Franco Gerardini, œ diventato
in meno di un anno dalla sua istituzione il punto di riferimento nazionale
nel monitoraggio della raccolta differenziata dei rifiuti. Alla presentazione
del rapporto hanno partecipato Corrado Carrubba, dell'Osservatorio nazionale
sui rifiuti, e Carlo Montalbetti, direttore generale del Comieco. A
fare da contraltare ai miglioramenti in tema di raccolta differenziata
dei rifiuti, cresciuta dell'11% negli ultimi quattro anni, œ l'assoluta
mancanza di progettazione delle attivitù dei Consorzi intercomunali,
fatta eccezione per il Cirsu. "La raccolta differenziata deve essere
potenziata attraverso modelli integrati - si legge nelle conclusioni
del rapporto - che abbandonino una progettazione approssimativa, fatta
di aggregazioni successive, al di fuori di qualsiasi visione unitaria".
Ad essere messo sotto accusa nel rapporto œ soprattutto il sistema provinciale
dei consorzi che non ha ancora prodotto gli effetti auspicati. Si attende
da anni, per esempio che il Corsu costruisca a Teramo un impianto di
riciclaggio e compostaggio dei rifiuti, indispensabile perch€ l'impianto
del Cirsu œ ormai saturo. Nel rapporto si evidenzia anche il ruolo sempre
meno importante nello smaltimento dei rifiuti che, alla luce delle direttive
della Comunitù europea, dovranno svolgere le discariche. I dati possono
essere visionati sul sito dell'ente provinciale, all'indirizzo www.provincia.teramo.it

Finanziaria
2003: autorizzazione ambientale unica per tutti
Milano - Una delle novitù in campo ambientale contenuta nel Ddl
della nuova Finanziaria per il 2003 œ l'autorizzazione integrata ambientale
statale per tutti gli impianti esistenti, nonch€ per quelli di nuova
realizzazione, relativi a determinate attivitù industriali. In particolare,
dovrebbero essere sottoposti all'autorizzazione, rilasciata dal Ministro
dell'ambiente dopo aver sentito le Regioni interessate, tutti gli impianti
individuati dall'articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377, che svolgano attivitù
energetiche, di produzione e trasformazione dei metalli, di produzione
su scala industriale mediante trasformazione chimica di date sostanze
o di gruppi di sostanze, di trattamento e produzione di prodotti minerali,
di gestione dei rifiuti, o comunque rientranti nelle categorie elencate
nell'allegato I della direttiva 96/61/CE.

Torna
"Riciclo Aperto"
Milano - Ritorna il 25 e il 26 ottobre l'iniziativa di Comieco targata
"Riciclo Aperto". Per due giorni cartiere e industrie legate al mondo
della carta saranno eccezionalmente aperte per consentire agli italiani,
con una speciale attenzione alle scolaresche, di conoscere come avviene
il riciclo della carta e degli imballaggi cellulosici, le applicazioni
dei materiali riciclati, le tecniche del riciclo e le innovazioni tecnologiche.
Nell'edizione passata "Riciclo Aperto" ha potuto vantare ben 3.500 visitatori
in oltre 50 stabilimenti fra cartiere, impianti cartotecnici e piattaforme
di raccolta. L'obiettivo œ quello di permettere al pubblico di capire
l'importanza della raccolta differenziata e di vedere da vicino come
avviene il riciclo dei materiali cellulosici. In particolare, "Riciclo
Aperto" œ rivolta ai bambini che sono grandi consumatori di prodotti
cartacei e che devono imparare fin da subito com'œ prodotto e riciclato
ciã che usano per la scuola e il divertimento.
fonte: Comieco

La
Provincia di Cosenza investe per la raccolta differenziata
Cosenza - La Provincia di Cosenza ha lanciato un progetto per la
difesa dell'ambiente e la lotta all'inquinamento dei centri urbani.
Il progetto, alla cui realizzazione la Provincia ha destinato 57 mila
euro, punta, come ha anticipato l'assessore provinciale all'ambiente,
Aurelio Morrone, "alla divulgazione e sensibilizzazione dei cittadini
ai problemi pi¦ direttamente legati al tema dei rifiuti, con specifico
riferimento alla raccolta differenziata "porta a porta", che rappresenta
l'obiettivo principale del progetto. I soggetti direttamente investiti
saranno le amministrazioni comunali e le Comunitù Montane". Il progetto
prevede diverse fasi. La prima riguarderù, come ha spiegato ancora l'assessore
Morrone "l'elaborazione di progetti specifici ad opera delle Comunitù
Montane e dei Comuni che dovranno garantire un periodo di sperimentazione
e di promozione utilizzando soprattutto i giovani disoccupati come forza
lavoro". Ognuna delle fasi attuative del progetto dovrù tener conto,
si legge in una nota stampa della Provincia "degli aspetti socioeconomici
dell'area interessata, al fine di garantire una significativa rappresentativitù.
Oltre a ciã, il progetto dovrù prevedere anche un minimo e sia pure
simbolico riconoscimento alle famiglie che fattivamente avranno collaborato
alla migliore riuscita dell'iniziativa". Attraverso questo pacchetto
d'iniziative la Provincia ed i suoi partner puntano nella duplice direzione
del miglioramento della qualitù dell'ambiente attraverso la raccolta
differenziata, ed all'aumento dell'occupazione attraverso l'utilizzo
della forza lavoro inoccupata". Sul tipo di servizio, cos– ha commentato
Morrone: "L'inserimento di questo tipo di metodologie nel piano di raccolta
dei rifiuti solidi urbani, non dovrù sconvolgere le forme di gestione
del servizio, ma dovrù invece riuscire a migliorare gli standard della
raccolta attraverso la valorizzazione di tutte le forme concrete di
impegno operativo". Ogni progetto finanziato dalla Provincia avrù, secondo
le previsioni, una durata compresa tra i sessanta ed i novanta giorni,
mentre œ stato fissato in trenta giorni il tempo necessario per l'invio
alla Provincia dei progetti da parte delle Comunitù Montane. "La difesa
dell'ambiente e tutte le problematiche collegate a questo problema strategico
per la stessa tenuta della identitù delle nostre comunitù, œ uno degli
obiettivi prioritari del programma dell'Amministrazione provinciale".
fonte: Provincia di Cosenza

A
Chieti parte la "raccolta dell'organico"
Chieti - Parte dal quartiere pilota di Madonna del Freddo la raccolta
della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Un progetto sperimentale
che durerù sei mesi e coinvolgerù circa 4mila cittadini, i quali avranno
il compito di separare gli scarti dell'alimentazione dal resto della
spazzatura, utilizzando appositi contenitori che verranno distribuiti
a cura dell'amministrazione comunale. La fase operativa prenderù il
via l'ultima settimana di ottobre, al termine della campagna di sensibilizzazione,
iniziata nei giorni scorsi, con la diffusione di opuscoli informativi
a tutti i cittadini coinvolti nella fase sperimentale. Oltre alle 800
pattumiere da 6,5 litri, ogni famiglia riceverù 365 sacchetti di plastica
per raccogliere l'umido che dovrù essere depositato nei 150 contenitori
di colore marrone sistemati all'ingresso di ciascun palazzo. La Neturbù
provvederù alla raccolta tre volte a settimana (luned–, mercoled– e
venerd–) dalle 6 alle 11 del mattino, e il materiale verrù smaltito
dal consorzio Civeta nell'impianto di Cupello. Il costo complessivo
dell'operazione œ di circa 85mila euro che, a detta dell'assessore all'ecologia,
verrù ammortizzato con gli incassi della raccolta differenziata dello
scorso anno, oltre che con i minori costi di conferimento in discarica.
"Si tratta di un esperimento che contiamo di estendere anche negli altri
quartieri della cittù in modo da poter raggiungere gli obiettivi di
legge per la raccolta differenziata", ha sottolineato l'assessore Ginefra,
affiancato dall'ingegner Luca Franceschini e dal consulente ambientale
Davide Recchia, durante la presentazione del progetto che comporterù
la graduale riduzione dei cassonetti per la raccolta indifferenziata
e, al tempo stesso, l'incremento dei contenitori per i cosiddetti rifiuti
secchi (10 campane per vetro, plastica e lattine; 10 per carta e cartoni).
"Presto - ha rimarcato il delegato di Cuculo - realizzeremo un impianto
di selezione dei rifiuti che ci consentirù di arrivare alla soglia del
35 per cento fissata dal decreto Ronchi e, quindi, abbattere il tributo
regionale per lo smaltimento in discarica".
fonte: "Il Centro"

European
Compost Network
Bruxelles - Si œ costituito ufficialmente l'European Compost Network.
Ancora una volta l'Italia gioca un ruolo importante e da protagonista,
grazie alla carica di Vicepresidente affidata a Enzo Favoino della Scuola
del Parco di Monza, esperto di compostaggio. L'ECN nasce come struttura
ad adesione aperta per lo scambio di informazioni, la diffusione della
"best practice" e come strumento di supporto alla Commissione ed a tutti
gli Stati Membri in un periodo in cui le strategie sul compostaggio
sono sempre pi¦ richieste in conseguenza della prevista emanazione,
nel 2004, della Direttiva Compostaggio. L'ECN œ attivo anche nella diffusione
delle strategie nell'Europa dell'est, in particolare a Praga dove la
stessa Scuola Agraria del Parco di Monza ha intrapreso da sei settimane,
un corso di formazione intensiva ai tecnici del Ministero dell'Ambiente
Ceco nel settore della RD, del compostaggio e del trattamento biologico.
L'ECN œ coordinato da un comitato composto dai tecnici pi¦ qualificati
per attivitù a livello strategico di ogni paese nel settore del compostaggio
e del trattamento biologico.
fonte: rifiutinforma

"Name,
shame and fame"
Bruxelles - Nel corso del seminario "Name, shame and fame" sulle
buone e cattive pratiche in materia di discariche, tenutosi marted–
1 ottobre a Bruxelles, la commissaria per l'ambiente Margot Wallstrðm
ha denunciato la perdurante esistenza di discariche abusive e mal gestite
nel territorio dell'Unione Europea. "Ho deciso di organizzare un seminario
sulle buone e cattive pratiche - ha dichiarato in apertura la Wallstrðm
- per sensibilizzare gli operatori del settore e l'opinione pubblica
sull'importanza della corretta gestione dei rifiuti e per fare in modo
che gli Stati membri si adeguino al pi¦ presto alla normativa comunitaria".
Le discariche rappresentano una fonte di preoccupazione per la salute
dei cittadini e per l'ambiente in quanto possono, se non adeguatamente
gestite, generare emissioni atmosferiche e odori, inquinare il suolo
e contaminare le acque sotterranee. In seguito a numerose denunce presentate
da cittadini europei, la Commissione ha avviato 36 procedimenti relativi
ad altrettante discariche situate in sette Stati membri. Grecia e Spagna
sono insieme al primo posto nella graduatoria dei paesi inadempienti
(con 10 casi di infrazione a testa), seguite da Italia (8 casi), Irlanda
(5 casi), Regno Unito, Francia e Germania (un caso ciascuno). "Name,
shame and frame" œ stato organizzato dalla commissaria Wallstrðm insieme
a Caroline Jackson, presidente della commissione per l'ambiente del
Parlamento europeo. All'incontro hanno partecipato: membri del Parlamento
europeo, rappresentanti degli Stati membri, dei paesi candidati all'adesione
e dei paesi EFTA, membri del Comitato economico e sociale e del Comitato
delle regioni, rappresentanti delle organizzazioni non governative,
altre parti interessate ed organi di informazione. L'occasione œ stata
utile per discutere i problemi e per trasmettere all'opinione pubblica
la volontù della Commissione di perseguire l'attuazione delle principali
norme ambientali comunitarie e di ottenerne la corretta applicazione
da parte degli Stati membri. La Commissione europea œ intervenuta sotto
due profili: in primo luogo ha avviato una serie di procedimenti contro
sette Stati membri per la non corretta gestione delle discariche. Attualmente
sono in corso 36 procedimenti di infrazione relativi ad altrettante
discariche. In secondo luogo, ha avviato sei procedimenti contro alcuni
Stati membri , tra i quali anche l'Italia, per mancata adozione e comunicazione
alla Commissione delle disposizioni nazionali di attuazione della direttiva
99/31/CE sulle discariche entro il luglio 2001.
fonte: Ufficio stampa Commissione Europe

A
rischio la raccolta differenziata degli imballaggi
Milano - Un brutto e pericoloso emendamento alla legge delega per il
riordino della legislazione ambientale œ stato votato ieri sera alla
Camera. L'emendamento autorizza in sostanza il Governo a emanare provvedimenti
tesi a superare l'adesione obbligatoria ai consorzi nazionali di recupero
e riciclo che fanno capo al Conai, da parte dei produttori e utilizzatori
di imballaggi (carta e cartone, vetro, plastica, alluminio, legno).
Nel dettaglio, l'emendamento approvato aggiunge all'articolo 3 comma
1, lettera a delle legge delega le seguenti parole: "Prevedere la transizione
dal regime di obbligatorietù al regime di volontarietù per l'adesione
a tutti i consorzi costituiti ai sensi del decreto legislativo 5 febbraio
1997, numero 22". La legge delega œ stata approvata stamani dalla Camera
e ora passa al vaglio del Senato. Ermete Realacci e Francesco Ferrante,
presidente e direttore generale dell'associazione Legambiente, cos–
hanno commentato il voto all'emendamento "Si corre il rischio di mandare
allo sfascio tutto un sistema che funziona bene, anche a detta del mondo
imprenditoriale". "E' stato proprio il mondo delle imprese a chiedere
che l'adesione di produttori e utilizzatori di imballaggi diventasse
obbligatoria, cosa inizialmente non prevista dal decreto Ronchi, per
garantire un uguale impegno da parte di tutti nel sostenere recupero
e riciclo degli imballaggi. Dopo cinque anni di funzionamento, i risultati
raggiunti dalle diverse filiere sono positivi e apprezzati anche a livello
europeo: l'evasione del contributo ambientale da parte dei produttori
e utilizzatori di imballaggi tenuti a versarlo œ molto bassa e costituisce
un forte contributo alle amministrazioni locali che fanno la raccolta
differenziata. Lanciamo un appello al Senato perch€ non avalli questa
pericolosa modifica". Nel mirino del Governo potrebbe finire tutto il
sistema dei consorzi per il recupero e il riciclo degli imballaggi che,
si stima, riusciranno a centrare il bersaglio di recupero e di avvio
al riciclo di pi¦ del 50% degli imballaggi immessi al consumo (carta
e cartone, vetro, plastica, alluminio, legno) entro la fine del 2002.
Resta ora da vedere se sia a rischio anche l'adesione obbligatoria ai
consorzi per il recupero e l'avvio al riciclo degli oli usati e delle
batterie esauste (Coou e Cobat): "Esistevano prima del decreto Ronchi
- ha continuato Ferrante - ma poi in seguito sono stati assorbiti nel
sistema consortile nazionale e quindi anche il loro lavoro potrebbe
essere messo in discussione dall'emendamento approvato ieri dalla Camera".
fonte: Ecosportello Legambiente

Rifiuti,
energia a basso costo
Milano - I rifiuti potrebbero fornire energia a tutta la regione.
E' una delle ipotesi allo studio dell'assessorato all'Ambiente della
Provincia di Milano per ottenere energia pulita attraverso il riciclo
dei rifiuti solidi urbani. La "perfetta" combinazione nasce dal fatto
che la Lombardia e la Provincia di Milano producono la maggior quantitù
di rifiuti a livello nazionale e allo stesso tempo, sono il territorio
dove avviene il maggior consumo di energia. Con l'incenerimento dei
rifiuti si otterrebbe una quantitù di energia ecologica e a basso costo,
anche se il potenziamento o la costruzione di nuovi inceneritori comporterebbe
un investimento iniziale di notevoli dimensioni. Ogni anno sul solo
territorio della provincia di Milano vengono prodotte 1950 mila tonnellate
di rifiuti. Di queste 470 mila vengono inceneriti e trasformati in energia
termica, mentre 750 mila finiscono nelle discariche. Secondo le stime
e gli studi effettuati dalla Provincia, i 400 chilogrammi all'anno di
rifiuti prodotti da ciascun cittadino, se bruciati potrebbero fornire
il tre per cento del fabbisogno totale di energia. La potenza dell'energia
proveniente dall'incenerimento dei rifiuti œ circa un quarto di quella
del petrolio. "Da qui l'esigenza - spiegano in provincia - di utilizzare
al 100% la potenzialitù degli impianti di nuova realizzazione, come
la struttura di Trezzo sull'Adda". L'energia del futuro potrebbe quindi
arrivare dagli impianti di incenerimento. "A ciã si aggiunga il fatto
che si prevede un aumento della produzione di nuovi rifiuti, come i
fanghi da depurazione - dice Luigi Cocchiaro, Assessore all'Ambiente.
Con la costruzione dei depuratori di Milano e la creazione del Servizio
Idrico Integrato, la loro qualitù crescerù di decine di migliaia tonnellate
all'anno: 35 mila per la sola cittù di Milano, la cui destinazione pi¦
accreditata sarù l'incenerimento".
fonte: redazione "Il nuovo"

Sindaci
e Assessori toscani a scuola di ecologia
Firenze - L'Agenzia Fiorentina per l'Energia, con il patrocinio
della Regione Toscana, ha ideato uno specifico corso di formazione dedicato
agli amministratori locali, ai loro tecnici, ma anche alle imprese pubbliche
e private sull'ecologia e l'ambiente. Il progetto œ organizzato in collaborazione
con Ariambiente, il Salone della qualitù dell'aria in programma a Carrara
dal 10 al 12 ottobre. Tema del corso di ecologia sarù "Il sistema integrato
Qualitù dell'Aria - Energia per la riduzione dell'effetto serra". Gli
organizzatori sottolineano che se i temi dello sviluppo sostenibile,
del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni non sono
fatti propri dagli enti locali, difficilmente si raggiungeranno gli
obiettivi prefissati. Occorre pertanto partire dalla consapevolezza
e dalla responsabilizzazione di chi agisce localmente, ecco perch€ i
primi destinatari del corso saranno proprio i sindaci e gli assessori
all'ambiente, per migliorare la situazione, favorendo e consolidando
la formazione dei decisori politici e dei tecnici. Il corso si terrù
a Carrara durante Ariambiente e durerù complessivamente 16 ore.
Per informazioni: tel. 055.219641, fax 055.216965.

A
Bussana referendum sull¬impianto per i rifiuti
Sanremo (Im) - Il 24 novembre gli elettori di Bussana, il noto paese
ligure terremotato all'inizio del Novecento e oggi meta di artisti,
saranno chiamati alle urne per pronunciarsi sul primo quesito referendario
della storia moderna di Sanremo. Quello fortemente voluto dal comitato
che da anni si batte contro la trasformazione della Valle Armea nella
"pattumiera" della provincia. Il via libera alla consultazione popolare
nella circoscrizione numero 6 œ stato dato ufficialmente dal sindaco
Giovenale Bottini, che ha firmato il decreto d'indizione dello stesso.
E' la prima applicazione dell'istituto del referendum previsto dallo
statuto comunale aggiornato lo scorso anno. I promotori hanno dovuto
raccogliere firme per almeno 1/5 degli iscritti alle liste elettorali
della circoscrizione a levante della cittù. E per la validitù del risultato
œ richiesta la partecipazione minima di almeno 1/3 degli stessi aventi
diritto al voto. Il quesito referendario dichiarato ammissibile recita:
"Sono favorevole alla realizzazione di impianti di selezione e recupero
di materia prima secondaria da raccolta di rifiuti differenziata compresi
rifiuti ingombranti e speciali, quali medicinali scaduti, batterie esauste,
... nella zona compresa tra le Carceri, la strada comunale Cascine Lunaire,
a ridosso di Bussana Vecchia, divenuta bellezza naturale da salvaguardare
e Patrimonio europeo, e in tutto il restante territorio di Bussana?"
La chiamata alle urne ha valore consultivo. L'eventuale vittoria del
"No" non servirebbe, quindi, per impedire l'attuazione degli interventi
contestati. Ma œ anche vero che l'Amministrazione non potrù ignorare
il parere dei cittadini, se non con un impopolare atto di forza. Nel
mirino del comitato referendario c'œ la "Promenade du ryciclage", il
progetto presentato da un gruppo di cooperative e ditte che opera nel
settore. Un grande impianto di raccolta differenziata con selezione
e recupero dei rifiuti in grado di trattare e smaltire 30 mila tonnellate
l'anno di materiale, dando lavoro direttamente a una trentina di addetti,
indotto a parte. Il tutto su un'area privata di circa 5 ettari, in localitù
Ciuvin, tra il carcere e la strada Cascine Lunaire, ai piedi di Bussana
Vecchia. Previsti cinque fabbricati industriali, oltre ad attrezzature,
piazzali e parcheggi. Un investimento da una ventina di miliardi delle
vecchie lire. Il Consiglio comunale ha approvato il progetto il 31 luglio
scorso, ora si attende il pronunciamento della Conferenza dei servizi.
Secondo gli oppositori, il complesso causerù gravi problemi di rumorositù
e di assetto idrogeologico della zona, indicata fra quelle con il massimo
rischio sismico.
fonte: "La stampa"

690
chilometri in bicicletta
Cuneo - "In un periodo ragionevole di tempo la provincia Granda
si doterù di una imponente rete di piste ciclabili allineandosi a quanto
giù œ stato fatto ad esempio in Francia e in Olanda". Questa la dichiarazione
dell'assessore Marco Botto, che ha illustrato al Consiglio provinciale
l'integrazione che arricchisce ulteriormente il piano delle piste ciclabili
nella Granda. Il programma, approvato all'unanimitù, prevede la realizzazione
di 27 progetti per un totale di 690 chilometri di piste. Altre centinaia
di chilometri di piste ciclabili di esclusivo interesse turistico sono
allo studio in numerosi Comuni. Di alcuni giù si conoscono i progetti:
la Alba-Asti che corre lungo il Tanaro, la Bra-Ceva che utilizza la
ferrovia alluvionata e dismessa, le piste previste nel territorio del
Marchesato di Saluzzo. Continua Botto: "La prima ciclabile, che sarù
attivata presto, œ la Limone-Cuneo, che s'inserisce nel progetto Eurovelo,
il quale parte da Lisbona e arriva ad Atene attraversando anche la nostra
provincia. Il superamento delle Alpi avverrù con il treno fino a Limone;
di qui corre la pista ciclabile che a Cuneo proseguirù per Sant'Albano
Stura e Alba, quindi verso Asti e gli ulteriori traguardi verso Atene".
Una legge statale del 1998 aveva previsto la realizzazione di una fitta
rete di piste ciclabili per favorire chi intende viaggiare sulle "due
ruote" per una mobilitù ecocompatibile. Alla spesa concorreranno lo
Stato, la Regione, la Provincia. Sui tempi necessari per realizzare
il piano l'assessore Marco Botto non si pronuncia, perch€ mancano ancora
i progetti esecutivi, ma œ importante "avere iniziato le procedure amministrative".
fonte: Provincia di Cuneo

|