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Ambiente: a Ferrara Eco-oscar 2001
Ferrara - E' Ferrara la regina "verde" d'Italia. La cittá
romagnola si À aggiudicata giovedœ 20 dicembre l'oscar come
miglior provincia italiana per la qualitá ambientale e l'ecosistema
urbano. Questo il risultato di Ecosistema Urbano 2001, il
rapporto presentato da Legambiente e dall'Istituto di Ricerche
Ambiente Italia, sulla qualitá ambientale dei 103 capoluoghi
di provincia. Sul podio Ferrara À seguita da Mantova e, a
pari merito, da Massa e Pavia. Poi altre sei cittá del centro-nord:
Sondrio, Prato, Modena, Bolzano, Livorno, Bergamo, Genova
e Verbania. Tra le metropoli Bologna À al diciassettesimo
posto nella graduatoria, Torino al quarantatreesimo, Firenze
al quarantottesimo, la peggiore À Milano, bloccata all'ottantunesimo
posto, meglio Roma (34), Bari (54) e Napoli (72). Ottimo invece
il risultato conseguito dalla provincia di Savona, che dal
cinquantatreesimo posto dell'anno 2000, ha compiuto un notevole
balzo in avanti aggiudicandosi il diciottesimo posto, e di
Novara, in Piemonte, che guadagna posizioni piazzandosi al
trentaduesimo posto. Un'occasione per disegnare un quadro
generale poco roseo. "Il rapporto evidenzia uno stallo nelle
politiche ambientali delle cittá - ha spiegato il presidente
di Legambiente, Ermete Realacci - dopo anni in cui si era
osservato un miglioramento". E' curioso constatare come le
prime due cittá della classifica, Ferrara e Mantova, convivono
con due impianti petrolchimici che contribuiscono a ridimensionare
di molto il quadro ambientalmente positivo che emerge dal
rapporto. Ma se le cittá del centro-nord non brillano per
meriti particolari, la situazione ambientale al Sud va malissimo.
Sono completamente assenti nella fascia "discreta" della classifica
stilata da Legambiente, e per trovare la prima cittá del meridione
bisogna scorrere la lista fino al quarantaduesimo posto, occupato
da Salerno che si conferma la prima cittá del Meridione per
performance ambientali, ma che dallo scorso anno perde addirittura
ventotto posizioni.

L' Agenzia Europea dell'ambiente illustra
i successi nell'uso delle energie rinnovabili
"Renewable energies: success stories" À la nuova relazione
dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA). Uno studio approfondito
che identifica i fattori che possono influire sul successo
o meno di progetti nel settore delle energie rinnovabili.
Il testo si propone di facilitare l'uso delle fonti di energia
rinnovabile e di contribuire agli sforzi dell'Unione europea
e dei suoi Stati membri per raggiungere l'obiettivo di aumentare
la produzione di energia mediante fonti rinnovabili entro
il 2010. La relazione esamina in che maniera ciascuno Stato
membro dell'UE À riuscito a espandere nel periodo 1993-1999,
l'utilizzazione di un determinato numero di tecnologie che
usano fonti energetiche rinnovabili (i pannelli solari fotovoltaici,
gli impianti termici ad energia solare, il vento e determinati
usi della biomassa, legno e prodotti delle colture). Lo studio
evidenzia poi gli elementi essenziali del successo in sette
settori: sostegno politico, legislativo, fiscale, finanziario
e amministrativo, sviluppo tecnologico e informazione, educazione
e formazione, per giungere alla conclusione che la chiave
del successo va cercata nell'effetto congiunto delle misure
di sostegno piuttosto che in un singolo fattore. Le combinazioni
vincenti variano da tecnologia a tecnologia. I successi comprendono
lo sviluppo dell'energia solare termica e del teleriscaldamento
a base di biocombustibili in Austria, dell'energia eolica
e della bioenergia in Danimarca, dell'energia fotovoltaica,
solare termica e eolica in Germania, dell'energia fotovoltaica
ed eolica in Spagna e del teleriscaldamento a base di biomassa
in Svezia. "Renewable energies: success stories aiuta a scegliere
la strada verso la scelta di soluzioni adeguate e testimonia
la ferma volontá dell'Agenzia europea dell'ambiente a fornire
non solo informazioni a sostegno di una migliore definizione
delle politiche ambientali, ma anche di raccogliere e diffondere
informazioni destinate agli attori sul campo." ha affermato
il direttore esecutivo dell'AEA Domingo Jim÷nez-BeltrÝn. Tale
le studio fornisce un quadro di riferimento che pu¤ essere
utilizzato da tutti per la promozione dell'uso delle energie
rinnovabili e per illustrare i successi in questo campo. "Mi
auguro che esso segni l'inizio della creazione di un centro
(clearing house) per la promozione dell'uso delle energie
rinnovabili a numerosi livelli, da quello nazionale a quello
locale", ha aggiunto Sig. Jim÷nez-BeltrÝn. La relazione À
stata presentata nei giorni scorsi a Bruxelles, presso il
Parlamento europeo, nell'ambito della riunione del Foro europeo
per le fonti di energia rinnovabile (EUROFORES) e del Consiglio
europeo per l'energia rinnovabile (EREC). Suddetto studio
pu¤ essere scaricato per singolo capitolo dal sito web dell'AEA
all'indirizzo: http://reports.eea.eu.int/environmental_issue_report_2001_27/en/

Accordo di programma tra
il Ministero e la Regione Toscana su parchi e riserve naturali
Firenze - Oltre 14 miliardi e mezzo (7 milioni
e mezzo di euro) À lo stanziamento previsto nell'accordo di
programma "Parchi e riserve naturali" stipulato tra il Ministero
dell'Ambiente e la Regione Toscana, al fine di promuovere
le politiche nazionali e regionali di tutela del patrimonio
naturale e nello stesso tempo dare impulso al mercato del
lavoro locale. Gli obiettivi del programma prevedono il restauro
ambientale e la valorizzazione del patrimonio naturale; il
raggiungimento dello sviluppo sostenibile attraverso interventi
di recupero del patrimonio paesaggistico e socio-culturale
e l'incentivazione del turismo sostenibile; l'informazione
e la formazione ambientale. "L'obiettivo strategico di uno
sviluppo sostenibile all'interno delle aree naturali protette
e piö in generale dei territori di particolare valore ambientale-
ha dichiarato il Ministro dell'Ambiente e Tutela del Territorio
Altero Matteoli - pu¤ essere raggiunto piö efficacemente con
un'azione congiunta tra i vari soggetti pubblici e privati
che operano sul territorio. L'accordo sottoscritto da Ministero
e Regione, non lascia ai margini gli enti locali ed i soggetti
gestori delle aree protette, ma anzi li chiama in causa direttamente,
responsabilizzandoli per la realizzazione di un percorso di
sviluppo comune". Tra gli interventi piö significativi previsti
nel documento, le attivitá di pianificazione e completamento
dei centri visita del Parco della Maremma; il funzionamento
di centri accoglienza e rifugi delle Alpi Apuane; il progetto
di sistema "Lungo le rotte migratorie" per il miglioramento
ambientale lungo le aree umide per il lago Sibilla, Padule
di Fucecchio, Bosco di Tanali e Bottaccio; la ristrutturazione
di un edificio industriale da destinare a centro polifunzionale
e punto di osservazione del Lago di Massaciuccoli nel Parco
di Migliarino San Rossore. "Un accordo che, in piena coerenza
con le politiche nazionali e regionali, rappresenta un importante
passaggio nell'azione di salvaguardia del patrimonio naturale
e di promozione dello sviluppo sostenibile" spiega l'assessore
regionale all'Ambiente, Tommaso Franci, cofirmatario del documento.
"Mettendo insieme le risorse disponibili e i soggetti interessati
sará possibile assicurare un nuovo salto di qualitá al sistema
regionale toscano delle aree protette, concretizzando potenzialitá
ancora non espresse sia a livello di singola area che di realtá
complessiva. Questa À anche la dimostrazione di una positiva
collaborazione istituzionale, a prescindere dalle maggioranze
politiche".
fonte: Ministero dell'Ambiente e del Territorio

Censimento Nazionale sui rifiuti di imballaggio
Sono piö di 300 mila le tonnellate di imballaggi in plastica
riciclati in Italia nel 2000 e si À stimato che saranno circa
370 mila quelle che saranno riciclate nel 2001. Questi sono
alcuni dei dati emersi in occasione della presentazione del
Censimento Nazionale sui rifiuti di imballaggio riciclati
in Italia, realizzato da Capellini Consulting&Design per Corepla,
svoltasi presso l'Osservatorio Nazionale sui Rifiuti. Il censimento,
articolato in diverse sezioni, ha evidenziato sia i diversi
flussi di provenienza dei rifiuti da imballaggio (superficie
pubblica e superficie privata), sia le tipologie di materiali
con cui gli stessi sono principalmente costituiti. Con questi
dati Corepla ha raggiunto gli obiettivi di riciclaggio stabiliti
per legge, con una crescita nel 2000 di circa il 15% rispetto
al 1999 e con una stima per il 2001, di un incremento del
24% rispetto al 2000. Il Censimento, giunto alla seconda edizione,
permette l'aggregazione dei dati sia a livello regionale che
provinciale offrendo cosœ la possibilitá di creare una banca
dati utile al confronto delle rispettive capacitá di trattamento
e riciclo. Corepla ha, inoltre, avviato in collaborazione
con le Province un progetto per la definizione di "indici
di riciclo" determinati sulla base del rapporto tra quantitativi
di rifiuti di imballaggio in plastica raccolti e riciclati.
E' inoltre entrata in contatto con gli uffici doganali al
fine di quantificare i flussi di rifiuti di imballaggi in
plastica importati ed esportati da e per l'Italia. La presentazione
del censimento e la conseguente elaborazione dei dati a disposizione
risponde, inoltre, ad un'esigenza diffusa di omogeneitá e
possibilitá di confronto tra gli Stati membri e fortemente
auspicata anche dalla Commissione europea. fonte: Capellini
Consulting & Design

Un altro Piano Rifiuti è possibile
Genova - Il Convegno " Un altro Piano Rifiuti À Possibile"
organizzato a Genova da Italia Nostra, Legambiente e WWF À
riuscito, grazie alle numerose testimonianze presentate, a
confermare che, anche in Italia, À possibile realizzare un
Piano dei rifiuti in grado di fare a meno di mega termovalorizzatori.
I punti di forza del Piano sono l'introduzione della Tariffa,
che premia economicamente famiglie ed aziende che riducono
la propria produzione di rifiuti praticando la raccolta differenziata,
finalizzata al riciclo, e il compostaggio domestico degli
scarti di cucina. Con l'introduzione della tariffa, al posto
dell'attuale Tassa sui Rifiuti, si mette in moto un circuito
virtuoso: i consumatori, anche a paritá di prezzo, sceglieranno
prodotti con meno imballaggi, perch÷ questi incideranno meno
sulla loro "bolletta" dei rifiuti e, a seguito di queste scelte,
le aziende si metteranno in concorrenza per offrire ai clienti
beni e servizi finalizzati a produrre meno rifiuti e a facilitare
il riciclaggio dei materiali post consumo. A questo proposito
sono intervenuti al Convegno, la COOP e l'Ikea in veste di
testimoni a favore delle tesi. Entrambe le aziende hanno giá
applicato, infatti, sia la riduzione di imballaggi, che il
riciclaggio di rifiuti prodotti dalle attivitá commerciali.
L' importanza della tariffa sul successo del compostaggio
domestico, scelta strategica per ridurre la produzione di
rifiuti del 15%, come previsto dal Piano, e stata testimoniata,
invece, dal Comune di Sarzano (VE), da quello di Deiva Marina,
di Monza e Cinisello Balsamo che, grazie all'impiego di strategie
di raccolta differenziata e compostaggio domestico, hanno
raggiunto percentuali del 50%. Sui metodi di trattamento alternativi
a cui sottoporre la quota di materiali post consumo residuale
al riciclaggio, interessante À stata, invece, l'esperienza
di Cuneo che sta realizzando un impianto per la produzione
di CDR P, ovvero di combustibile da rifiuto secondo un brevetto
della Pirelli. Un'altra tecnologia, alternativa all' incenerimento
ed intrinsecamente meno impattante, À quella delle bio-celle,
da poco entrato in funzione a Venezia Mestre. Insomma, il
Convegno di Genova À riuscito a dimostrare che À possibile
un modo diverso di affrontare il problema rifiuti, piö attento
al risparmio di materie prime, di risorse ambientali e di
minor impatto sulla salute umana e sull'ecosistema. fonte:
Scuola del Parco di Monza

Approvato ad Imperia il "piano della
gestione integrata dei rifiuti"
Imperia - E stato approvato dopo una movimentata seduta
del Consiglio provinciale con 16 voti a favore e 5 contrari,
il nuovo e tormentato "Piano provinciale della gestione integrata
dei rifiuti". In realtá non si tratta di una vera approvazione,
ma di unadozione resa necessaria dai tempi: se il Consiglio
non lavesse fatto entro la fine di dicembre, sarebbe stato
inviato un commissario "ad acta". Il Piano À stato contestato
duramente dalle minoranze, non soltanto per liter lunghissimo
e pieno di colpi di scena, ma anche per l'impatto ambientale.
Il Piano prevede laccantonamento della soluzione Cdr (combustibile
da rifiuti), mentre una parte dei rifiuti verrá convogliata
in impianti di stoccaggio, di separazione secco-umido e lavorazione.
La parte secca verrá destinata all'inceneritore, per lo smaltimento
finale. Quello che non verrá bruciato sará, invece, smaltito
in discarica a cielo aperto oppure destinato ad altre lavorazioni.
Il problema maggiore ora À la collocazione dell'inceneritore.
Su questo punto la linea della Regione À quella di trovare
un accordo interprovinciale. In sostanza viene definitivamente
cancellata lidea della produzione del combustibile da rifiuti
"che attualmente - dice ancora l'assessore provinciale Porro
- non ha mercato", e viene accolto lindirizzo dell'assessore
regionale all'Ambiente che privilegia, invece, gli inceneritori
e cioÀ impianti a tecnologia avanzata.
fonte: "La Stampa"

Nuovi progetti per lo sviluppo ambientale
Emilia-Romagna - L'educazione ambientale ÷ materia ormai
condivisa nella maggior parte delle classi emiliano - romagnole,
come testimonia il rapporto Irssae 2000: oltre il 40% delle
scuole in regione, infatti, ha attivato progetti in materia.
Alcuni sono di particolare novitá e valore e vertono su riduzione,
recupero e riutilizzo dei rifiuti. Il livello crescente di
interesse e iniziative su questi temi, anche quest'anno À
confermato dalle numerose domande arrivate in Regione da istituti
di ogni ordine e grado in risposta ad un bando che metteva
a disposizione, complessivamente, risorse per 100 milioni.
Ventuno i progetti selezionati e finanziati dall'Assessorato
regionale all'educazione ambientale; quelli che, maggiormente,
hanno saputo coniugare fantasia, rigore didattico e scientifico
verso l'obiettivo di incentivare comportamenti consapevoli
e responsabili. L'ambiente come bene da salvaguardare e le
risorse come beni da usare con parsimonia e rispetto sono
i fili conduttori che legano tutte le azioni proposte, che
potranno essere ulteriormente valorizzate l'anno venturo all'interno
del "Piano triennale regionale di azione ambientale per un
futuro sostenibile". Per ottenere gli obiettivi proposti,
le scuole partecipanti utilizzeranno molteplici strumenti:
lezioni con esperti, visite guidate, attivitá di laboratorio,
giochi, approfondimenti tecnico - amministrativi. Per presentare
e diffondere l'insieme di queste esperienze verranno inoltre
realizzate mostre e pubblicazioni; particolare rilevanza sará
data alla comunicazione via web, attraverso l'apposito sito
www.indagi.net nato per
creare sinergie e reti tra le scuole.

Notizie dall'Abruzzo
Gestione rifiuti, un nuovo piano
L'AQUILA - La Giunta regionale si appresta a definire il nuovo
programma di gestione dei rifiuti, poich÷ quello attualmente
vigente appare carente riguardo agli impianti di trattamento
e smaltimento dei rifiuti di origine industriale. Lo afferma
l'assessore regionale all'Ambiente, Massimo Desiati: il nuovo
piano dovrá tenere conto della necessitá di accentuare il
riutilizzo, il riciclo e la minimizzazione dei rifiuti, e
dovrá favorire le iniziative per ridurre la produzione e la
pericolositá dei rifiuti, individuando quelli da sottoporre
a recupero. Sará inoltre necessario, nota Desiati, ottimizzare
il sistema regionale di smaltimento.
Cultura ambientale
L'AQUILA - La Giunta regionale ha approvato il Programma regionale
di educazione ambientale. "L'obiettivo del documento - spiega
l'assessore Desiati - À quello di promuovere e valorizzare,
attraverso un rapporto di collaborazione con enti locali,
enti gestori di aree protette e agenzie informative pubbliche
e private, la cultura ambientale".
Tratto da: "Il Messaggero"

A Bonn si prepara la "Carta mondiale
dell'acqua"
Bonn - Sullo scenario drammatico della sete mondiale si À
tenuta la scorsa settimana a Bonn, presso il centro congressi
del Parlamento federale, la conferenza internazionale dedicata
all'acqua. Secondo gli osservatori si tratterebbe dell'ultima
occasione per affrontare e risolvere lo spettro della crisi
idrica mondiale, prima del vertice di Johannesburg, previsto
per il 2002, sullo sviluppo sostenibile. Obiettivo ufficiale
della conferenza À stato la redazione della prima "Carta mondiale
dell'acqua" contenente impegni futuri da parte dei governi.
Secondo dati presentati dal WWF risulta che tre miliardi di
persone nel mondo sono a corto di acqua potabile, 2,3 miliardi
di persone vivono in prossimitá di bacini fluviali in condizioni
di "stress idrico", destinati a diventare 5 miliardi entro
il 2025. E il quadro peggiorerá entro il 2025 quando la domanda
di acqua potabile crescerá del 70%, di cui 30% da parte dell'industria,
18% da parte dell'agricoltura. I dati contenuti nel rapporto
ufficiale diffuso a margine della conferenza, conferma il
drammatico scenario dello stato delle riserve idriche mondiali.
Inquietante, l'incognita del cambiamenti climatici: l'aumento
medio previsto delle temperature- da poco piö di un grado
a cinque- porterá ad un aumento delle precipitazioni dal 3
al 15%. Ma pioggia non significa disponibilitá di acqua. In
primo luogo perch÷ le precipitazioni non saranno uniformi:
infatti le zone aride diventeranno sempre piö aride, mentre
quelle dove normalmente piove saranno colpite da eventi eccezionali.
A questo punto gran parte dei terreni non riusciranno a trattenere
la giusta quantitá di umiditá: i temporali violenti spazzeranno
la superficie della terra, senza aumentare in maniera sensibile
le riserve idriche. L'acqua À dunque la prima emergenza planetaria,
e diventerá, il prossimo anno al summit della terra di "Rio+10"
di Johannesburg, il principale tema di discussione e intervento.
A Bonn, intanto, 1.000 rappresentanti di governi da 130 paesi,
organizzazioni internazionali governative (UNESCO, UNEP, OMS)
e non governative (Medici senza frontiere, WWF), rappresentanti
del mondo dell'industria e della scienza hanno redatto la
"Carta dell'acqua": 25 proposte per tentare di arginare la
sete del pianeta.
fonte: www.verdi.it

l'Italia è prima in Europa per
"Agende 21 locali"
Roma - L'Italia À prima in Europa nel processo di adozione
delle Agende 21 locali. Sono ben 462 gli enti italiani che
vi hanno aderito, sui circa 1.300 totali. Il dato emerge dal
rapporto del Censis sulla situazione sociale del paese. L'Agenda
21 À un documento di eco-intenti firmato da ben 178 governi
di tutto il mondo alla conferenza di Rio sullo sviluppo sostenibile
nel 1992. Il programma invita anche le comunitá locali a definire
un piano ambientale di azione locale per la sostenibilitá
urbana da avviare entro il 2000 "agende 21 locali". Successivamente
l'U.E, per imprimere maggior forza in Europa al processo di
adozione delle Agende 21, a due anni dal summit di Rio, organizz¤
la conferenza di Aalborg. I firmatari della Carta di Aalborg
si impegnarono a predisporre la propria Agenda 21 locale,
ossia la propria "agenda di lavoro", contenente gli impegni
in campo ambientale, economico e sociale che le cittá si prefiggevano
per il ventunesimo secolo. L'Italia oggi risulta il paese
con il maggior numero di enti locali aderenti alla carta.
Secondo un'indagine elaborata dal Cnel, delle 462 amministrazioni
che aderiscono, quelle che effettivamente hanno avviato processi
di Agenda 21 locale sono 191, di cui 151 comuni, 25 province,
5 regioni, 3 comunitá montane, 4 parchi, 1 patto territoriale
e 2 Arpa (agenzie regionali per la protezione dell'ambiente).
fonte: www.verdi.it

A Barletta parte la raccolta differenziata
Barletta - A Barletta, comune di 100.000 abitanti, dal 12
novembre scorso sono stati avviati dalla Bar.S.A. S.p.A. una
serie di interventi integrati tra ristrutturazione dei servizi
di raccolta e progettazione e realizzazione di interventi
di promozione della raccolta differenziata rivolti ai cittadini.
Particolare rilievo À stato dato, all'interno dei suddetti
interventi, all'organizzazione e promozione dei nuovi servizi
di raccolta "porta a porta" di carta e cartone (giornali,
libri, imballaggi, scatole per alimenti, ecc..) che vengono
ritirati a domicilio, previa introduzione in appositi sacchi
semitrasparenti distribuiti gratuitamente dalla Bar.S.A. S.p.A.
La promozione della raccolta di carta e cartone in particolare,
e di tutti i materiali riciclabili in generale, À stata legata
ad un fondo di solidarietá destinato alla ristrutturazione
e gestione di una casa famiglia per persone disabili della
cittá gestita dall' U.N.I.T.A.L.S.I.. Bar.S.A. S.p.A ed il
Comune di Barletta hanno, infatti, deciso di sostenere il
progetto dell'U.N.I.T.A.L.S.I. facendo attivamente raccolta
differenziata di carta, cartone e di tutti i materiali riciclabili.
Ogni cittadino barlettano contribuisce, in questo modo, ad
aumentare un fondo di solidarietá, il cui importo cresce in
modo direttamente proporzionale alla raccolta differenziata.
Un piccolo gesto come riciclare una bottiglia, un giornale,
un cartone, pu¤ trasformarsi in un contributo concreto per
chi ha bisogno di aiuto e in un segno di civiltá nei confronti
dell'ambiente. fonte: Achab Group, ScorzÀ (Ve)

Riciclandia
Torino - Si intitola "Riciclandia" il video che la Regione
Piemonte ha voluto realizzare per spiegare agli studenti come
avvengono le operazioni di recupero dei rifiuti provenienti
dalla raccolta differenziata, e per far capire quanto tali
misure siano importanti al fine di una riduzione degli sprechi
e di una diminuzione dei costi di smaltimento cui ogni famiglia
À chiamata a contribuire. Primo nel suo genere in Italia,
il video À stato girato e montato nei formati vhs, cd e dvd.
All'iniziativa, finanziata grazie ad un contributo della Regione,
hanno partecipato le aziende e i consorzi di rifiuti che,
per facilitarne la visibilitá in ogni sede, hanno deciso di
rinunciare a qualsiasi diritto di riproduzione. L'Assessore
regionale all'Ambiente, Ugo Cavallera, durante la presentazione
tenutasi a Torino, ha dichiarato: "Si tratta di un audiovisivo
oggi unico in Italia, in quanto riesce a far vedere come avvengono
le operazioni di recupero dei principali rifiuti all'interno
degli impianti, mentre finora sono stati prodotti a scopo
divulgativo solo filmati destinati ad un pubblico specializzato
e riguardanti pochissimi materiali. "Si À infatti voluto -ha
sottolineato Cavallera- puntare l'attenzione non tanto sulla
raccolta differenziata, che pu¤ avvenire con modalitá diverse
a seconda dei territori, quanto sulla fase successiva del
recupero vero e proprio, in modo da illustrare le diverse
modalitá operative, che noi cittadini non possiamo vedere
e che, a volte, proprio a causa della scarsa informazione
ci portano a dire "tanto poi butteranno via tutto". Ma
se oggi esiste un mercato e la possibilitá di applicare un
recupero, À grazie alla collaborazione di tutti. Il video
servirá ad incentivare ulteriormente la raccolta differenziata,
combattendo cosœ la cultura della disattenzione e dello spreco
in campo ambientale. Proprio al riguardo, l'Assessore Cavallera
ha aggiunto: "Se quel che raccogliamo non À differenziato,
il recupero risulta difficoltoso o impossibile; e se raccogliamo
poco, i costi salgono alle stelle, costringendo cosœ i nostri
Comuni ad interrompere il servizio". Protagonisti del video
sono il dottor Eko e la sua assistente Lady Trash, che guidano
gli studenti della 3A e della 3B delle medie di Leinœ (To)
alla scoperta di Riciclandia, "il paese dove non ci sono rifiuti
ma risorse" perch÷ la parola d'ordine À "differenziare per
riciclare". Dopo aver spiegato che per smaltire un fazzoletto
di carta ci vogliono 3 mesi, 5 anni per una gomma da masticare,
4000 anni per una bottiglia di vetro, Eko e Lady Trash guidano
i giovani spettatori alla scoperta dei cicli di produzione
della carta riciclata iniziando da quella da macero, delle
bottiglie a partire dal rottame di vetro, delle scaglie di
plastica che verranno rilavorate per produrre vari manufatti.
Si scopre, inoltre, che l'alluminio ritrattato serve per fare
nuove lattine, che dai mobili gettati si ricavano pannelli
di truciolato che poi serviranno per nuovi complementi d'arredo,
che gli elettrodomestici vengono bonificati dagli agenti inquinanti
e poi i loro componenti avviati al recupero, che anche vestiti,
pneumatici, batterie per auto ed oli usati vengono regolarmente
riciclati. Lo stesso discorso vale per i rifiuti organici
domestici, dei giardini e degli orti. L'iniziativa di predisporre
l'audiovisivo À collaterale a quella che, da ormai una decina
di anni, vede la Regione Piemonte, mediante le aziende ed
i consorzi di smaltimento, contribuire con circa 350 milioni
l'anno ad organizzare nelle scuole giornate di divulgazione
ambientale con premiazioni sul tema ed offrire materiale didattico.

Sguardo genenrale sulla diffusione dei
rifiuti
Bruxelles - La Commissione Europea Direzione Generale Ambiente
ha elaborato un documento sulla situazione attuale in materia
di rifiuti nei paesi membri. Il documento intende fornire
una prima analisi delle pratiche correnti per il riciclaggio
di rifiuti organici (esclusi le acque di scolo e il compost)
in Unione Europea, una migliore conoscenza dei rischi associati
e il suggerimento di azioni che possano essere di aiuto garantendo
un livello elevato di protezione ambientale dalle operazioni
di riciclaggio. Non essendoci ancora normative europee in
materia, sebbene esistano controlli, ciascuno stato ha una
propria legislazione: ci¤ ha causato fin'ora molte incomprensioni
e soprattutto confusioni sulle tipologie di materiali considerati
o meno nocivi per l'ambiente e per l'uomo. Le incomprensioni
e i danni maggiori originano dai rifiuti industriali, che
vengono riversati e dispersi nell'ambiente dalle industrie
con i conseguenti inquinamenti ambientali che purtroppo oggi
sono giunti a minacciare seriamente la vita dell'uomo. Alcuni
materiali generati da processi industriali sono considerati
dagli stessi produttori come sottoprodotti piuttosto che rifiuti
cosœ che possono essere riciclati sul suolo impoverito come
fertilizzanti senza minime restrizioni. E proprio per porre
un freno a questa situazione, la direzione Ambiente ha intrapreso
uno studio particolareggiato, definendo anche le categorie
di rifiuti considerati dannosi per l'ambiente: concime animale,
derivati provenienti da cibi e alimenti lavorati secondo processi
industriali, carcasse animali, prodotti derivati da lavorazioni
in cementifici, industrie chimiche e farmaceutiche, rifiuti
di provenienza boschiva, la carta sporca e imbrattata d'inchiostro,
i residui dell'acqua decarbonata delle industrie, il dragaggio,
i rifiuti provenienti da lavorazioni tessili, delle concerie
e le industrie che lavorano le pelli, le scorie delle acciaierie.
Per maggiori informazioni vedi: www.europa.eu.int/comm/environment/waste/landspreading.htm

Sanitari, semplificato lo smaltimento
Milano - Semplice disinfezione in luogo di termodistruzione
per lo smaltimento dei rifiuti sanitari pericolosi e assimilazione
dei non pericolosi agli urbani. A stabilire la deroga al severo
regime (previsto dall'articolo 45 del Dlgs 22/1997) per la
gestione dei rifiuti provenienti da attivitá mediche e veterinarie
e' la legge 16 novembre 2001 n. 405, di conversione del Dl
347/2001 (recante "Interventi urgenti per la spesa pubblica").
Per quanto riguarda i rifiuti pericolosi, la deroga, introdotta
in sede di conversione proprio per il "contenimento" di detta
spesa, e' tuttavia condizionata al rispetto di precise regole.
Esse sono: il rispetto dei vigenti parametri di sicurezza
previsti in materia di smaltimento dei rifiuti sanitari (ossia
quelli contenuti nel Dm 26 giugno 2000, n. 219), la disinfezione
esclusivamente mediante prodotti registrati presso il Ministero
dell'Ambiente e che assicurino un abbattimento della carica
batterica non inferiore al 99,999 per cento, ed infine il
pieno rispetto delle norme del D.lgs 19 settembre 1994, n.
626 in materia di sicurezza e salute dei lavoratori. I rifiuti
sanitari considerati non pericolosi, invece, dopo un procedimento
di disinfezione non inferiore alle 72 ore (o, in alternativa,
dopo un processo di sterilizzazione mediante autoclave con
sistema di monitoraggio e controllo delle fasi), potranno
essere assimilati ai rifiuti urbani e conferiti nei tradizionali
cassonetti.

Dall'U.E. il questionario sull'inquinamento
atmosferico
L'Unione europea interroga gli Stati membri sulla qualitá
dell'aria. Con la decisione 2001/839/CE, la Commissione ha
infatti diffuso il questionario che le Pubbliche amministrazioni
europee dovranno utilizzare per comunicare periodicamente,
secondo quanto previsto dalla direttiva 96/62/CE "Valutazione
e gestione della qualitá dell'aria ambiente", tutti i dati
relativi allo stato di inquinamento atmosferico del territorio
nazionale. Per l'Italia, il meccanismo di trasmissione dei
dati all'UE e' quello stabilito dal D.lgs 351/1999, attuativo
della direttiva comunitaria: le Regioni comunicano i valori
rilevati nel territorio di loro competenza all'ANPA (Agenzia
nazionale per la protezione dell'ambiente) che a sua volta
li trasmetterá al Ministero dell'Ambiente per l'inoltro alla
Commissione europea. Sono tre le prossime scadenze, relative
a tre diverse comunicazioni previste dalla normativa comunitaria.
La prima À fissata per il prossimo settembre, quando il Ministero
dovrá trasmettere i dati dei livelli di inquinamento che superano
i valori limite della direttiva 96/62/CE. La seconda scadenza
À dicembre 2003, data in cui i membri dell'Unione Europea
dovranno presentare i piani e i programmi che intendono adottare
per ridurre l'inquinamento ai limiti consentiti. Infine, entro
il dicembre 2004, occorrerá presentare i risultati delle azioni
intraprese.

L'Italia sostiene il Protocollo di Kyoto
Fino ad oggi soltanto la Francia (con la legge 645 del 10
luglio 2000), la Danimarca (con legge del 29 maggio 2001)
e i Paesi Bassi hanno quasi completato il procedimento nazionale
di ratifica del Protocollo di Kyoto. Il trattato entrerá in
vigore il novantesimo giorno successivo alla data in cui almeno
55 parti firmatarie della Convenzione, tra le quali i Paesi
sviluppati le cui emissioni di gas serra rappresentano almeno
il 55% della quantitá totale emessa nel 1990, lo abbiano ratificato.
Ora l'obiettivo, che ha trovato una conferma nei lavori di
Marrakech, À quello di procedere alla ratifica e alla sua
piena attuazione prima della Conferenza di "Rio+10" a Johannesburg
l'anno prossimo. Anche in considerazione della pressione esercitata
dall'Europa che ha presentato un pacchetto di misure che dovranno
essere adottate entro due anni. E, d'altra parte, il Parlamento
italiano ha giá approvato vari atti di indirizzo politico,
l'ultimo dei quali À la mozione del 4 luglio 2001, che con
voto unanime ha chiesto di accelerare la ratifica e l'attuazione
del Protocollo. La proposta, in 5 articoli di legge, recita
all'articolo 1 che il Presidente della Repubblica À autorizzato
a ratificare il Protocollo della Convenzione sul cambiamento
climatico, cui dovrá essere data piena e intera esecuzione
a decorrere dalla data della sua entrata in vigore. L'Italia
si impegnerá a rispettare il contenuto del Protocollo sia
nella riduzione delle emissioni secondo gli obiettivi imposti,
sia attraverso l'implementazione dei cosiddetti meccanismi
flessibili, congiuntamente con l'Unione Europea e i suoi Stato
membri. Fino all'approvazione del piano di azione nazionale
per la riduzione dei livelli di emissione dei gas serra, resteranno
valide le misure annoverate nella delibera Cipe n.137 del
1998.
fonte: www.verdi.it

Il codice dei rifiuti
E' stata pubblicata dalla casa editrice La Tribuna, la seconda
edizione del volume Il codice dei rifiuti, a cura di Stefano
Maglia e Massimo Medugno. L'edizione si presenta con una veste
interamente rinnovata ed aggiornata, con riferimento alle
numerose innovazioni relative al D.lvo 22\1997 (Decreto Ronchi),
sia all'interno del medesimo testo di legge sino al recentissimo
D.L. n. 286\01, convertito nella legge 20 agosto 2001, n.
335, sia riguardo alla realizzazione delle relative norme
tecniche. Inoltre viene concesso spazio alla normativa europea
e regionale di corredo, nonch÷ alla prassi e a tutta la piö
importante giurisprudenza esistente in materia. Il volume
si arricchisce anche di alcuni commenti di Santoloci, Beltrame,
Grillo, Aglietto e Ronchi.

Imballaggi in legno
Nella Gazzetta Ufficiale Italiana n. 273 del 23 novembre
2001 À stato pubblicato il decreto 21 agosto 2001 "Adozione
di misure provvisorie di emergenza per quanto concerne il
materiale di imballaggio in legno costituito completamente
o in parte da legname grezzo di conifere originario del Canada,
della Cina, del Giappone e degli Stati Uniti d'America". Il
Ministro delle politiche agricole e forestali, viste anche
le segnalazioni di alcuni paesi europei, ha rafforzato le
misure fitosanitarie al fine di tutelare maggiormente il territorio
italiano dall'accresciuto rischio rappresentato dall'importazione
di legno costituito completamente o in parte da legname grezzo
di conifere originario del Canada, della Cina, del Giappone,
e degli Stati Uniti d'America a causa della possibile presenza
del nematode del pino, organismo nocivo di quarantena. A partire
dal 1È ottobre 2001, pertanto, il materiale da imballaggio
in legno costituito completamente o in parte da legname grezzo
di conifere, escluso quello di Thuja L. che À immune dal nematode,
originario del Canada, della Cina, del Giappone, e degli Stati
Uniti d'America, pu¤ essere introdotto in Italia solo se vengano
rispettate disposizioni indicate all'art. 2 dello stesso decreto.

Ambiente e sicurezza on line
Roma - Il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio
interviene con tre provvedimenti sulla questione dell'affidamento
dei servizi idrici, come disposto dalla "legge Galli". Con
D.M a partire dal 22 novembre viene, infatti, data attuazione,
seppur con anni di ritardo, all'art. 20, legge n. 36/1994,
relativo alla concessione a terzi del servizio idrico. Il
provvedimento individua nella gara pubblica la forma per l'affidamento,
stabilendo, nel contempo, le caratteristiche per potervi partecipare.
Sul tema del ricorso alla gara per l'affidamento a societá
a prevalente capitale pubblico locale, lo stesso dicastero
À intervenuto con la circolare 17 ottobre 2001, mentre con
la circolare 22 novembre 2001, vengono forniti chiarimenti
sul D.M. il 22 novembre 2001. (in Gazzetta Ufficiale del 1È
dicembre 2001, n. 280)

10 miliardi di euro per l'ambiente italiano
Roma - Servono 9.771.364.530 euro (circa 19.000 miliardi
di lire) per mettere al sicuro l' Italia attuando i quasi
5000 interventi piö urgenti in tema di difesa del suolo. La
stima À del ministero dell' Ambiente, in base ai dati forniti
dalle Regioni e dalle Autoritá di bacino esclusivamente per
le aree a rischio idrogeologico molto elevato. ˜ la Basilicata
a necessitare dei maggiori fondi: per mettere in sicurezza
le 551 aree piö a rischio, occorrono ben 2.107.660.605 euro
(4.081 miliardi di lire). Segue la Calabria, con piö di 1
miliardo e mezzo di euro (circa 3000 miliardi di lire); la
regione ha per¤ il numero piö alto di interventi da attuare
(662). Al terzo posto si trova la Sicilia, 1.335.041.084 (2.585
mld di lire) per 365 interventi. Nel triennio 1988-2000 sono
stati assegnati alle Regioni 607.869.770 euro (1.177 miliardi
di lire) per finanziare 735 interventi urgenti. Proprio la
difesa del suolo À uno dei sei settori di intervento previsti
dal riordino della legislazione ambientale che avverrá entro
l' anno prossimo. Secondo il ministro dell' Ambiente, Altero
Matteoli, nei prossimi 10 anni ci vorranno dai 36.151.982.936
euro (70.000 miliardi di lire) ai 51.645.689.908 (100.000
miliardi) per mettere in sicurezza il territorio italiano.
"Stiamo spendendo 7.000 miliardi all' anno solo per gli interventi
d' emergenza - ha spiegato il ministro - mentre invece bisogna
investire sulla prevenzione. ˜ quindi in via di definizione
un programma pluriennale che partirá nel 2002 e che in 10
anni vedrá la completa messa in sicurezza del territorio".
fonte: www.ilsole24ore.com

La Toscana tenta il recupero di materiale
ingombrante
Firenze - Televisori, frigoriferi e lavatrici presto dovranno
essere correttamente gestiti per un recupero e riutilizzo
dei materiali. La Regione Toscana ha deciso di candidarsi
come regione pilota per una sperimentazione che prevede il
trattamento di apparecchiature elettriche elettroniche. Attualmente
la candidatura À ancora al vaglio della Regione presso l'Agenzia
Regione Recupero Risorse, che sta valutando la possibilitá
di un accordo volontario. A questo accordo potranno aderire
i produttori, le aziende di igiene urbana e coloro che si
occupano del recupero dei materiali. Solo in Toscana la produzione
di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche À
stimata in cinque chilogrammi per abitante all'anno. Proprio
a Livorno À attiva un'azienda a prevalente capitale pubblico,
la Tred Livorno S.p.A., dotata di una piattaforma in grado
di trattare e recuperare i beni durevoli.
fonte: www.e-gazette.it

A Nettuno sarà premiata la raccolta
differenziata
Nettuno (LT)- Via libera alla raccolta differenziata. L'importante
iniziativa dell'amministrazione comunale di Nettuno, voluta
fortemente dall'assessore all'Ambiente e Sanitá Stefano Di
Magno, À stata presentata nei giorni scorsi ai bambini delle
scuole elementari. L'iniziativa consiste nell'installare sull'intero
territorio di Nettuno dei contenitori elettronici, chiamati
"isole ecologiche", in cui i cittadini potranno inserire solo
alcuni tipi di rifiuti, quali vetro, plastica, lattine e carta.
I residenti saranno dotati di una tessera elettronica ed ognuno
avrá un suo codice personale, con il quale potrá effettuare
le operazioni. In altre parole, l'utente dovrá inserire la
carta elettronica nell'apposita fessura, digitare il codice,
dopo di ch÷ si aprirá uno sportello dove si dovranno mettere
i rifiuti. All'interno delle isole ecologiche si svolgerá
un processo di differenziazione e compattazione dei rifiuti,
i quali saranno pesati e smaltiti. Al termine dell'operazione
la macchina rilascerá al cittadino uno scontrino, che addizionato
con altri per un determinato periodo di tempo, darà
diritto ad alcuni premi messi a disposizione dal Comune con
agevolazioni sui servizi comunali, ad esempio i ticket per
parcheggiare. In via sperimentale sono state installate tre
isole ecologiche nel quartiere di Santa Barbara. Se l'iniziativa
riscuoterá successo, l'intero territorio di Nettuno sará dotato
dei nuovi contenitori. Sicuramente se i cittadini ne capiranno
l'importanza, il paese ne beneficerá sia dal punto di vista
economico, con un forte risparmio sullo smaltimento, che ambientale.
fonte: www.iltempo.it

Guida ai centri di educazione ambientale
del Veneto
Padova - E' stata presentata a Palazzo Balbi, sede della
Giunta Veneta, alla presenza di Renato Chisso, Assessore Regionale
all'Ambiente e di Paolo Cadrobbi, direttore generale dell'Arpav
una nuova pubblicazione intitolata "Guida ai Centri di Educazione
Ambientale del Veneto". Si tratta della prima rassegna aggiornata
e completa di tutte le strutture della regione che adottano
iniziative di educazione ambientale. L'iniziativa, curata
dall'Agenzia Regionale per l'Ambiente À rivolta a insegnanti,
educatori e accompagnatori turistici che vogliano proporre
aspetti di cultura ecologica nelle loro normali attivitá.
La pubblicazione rappresenta un impegno ulteriore della Regione
Veneto che, confermando la collaborazione con l'Arpav, ha
avviato per diffondere, specialmente tra i giovani, l'educazione
ambientale, un veicolo indispensabile per una piö completa
crescita culturale ed un mezzo per la diffusione di nuovi
positivi atteggiamenti nell'approccio con i problemi ambientali.
La "Guida" che apre con una introduzione congiunta di Renato
Chisso e Paolo Cadrobbi, contiene anche notizie sulle aree
naturalistiche, sui musei e sui percorsi della natura di tutto
il territorio regionale che sono un utile vademecum per gruppi,
famiglie o singoli che intendano recarvisi.
La "Guida" À consultabile sul Sito Internet dell'Arpav: www.arpa.veneto.it

Sciopero di 24 ore nel comparto di igiene
ambientale
Lunedœ 10 dicembre sciopereranno in tutta Italia i dipendenti
dei comparti di igiene ambientale. Dalla mezzanotte i dipendenti
che effettuano la raccolta dei rifiuti, incroceranno le braccia
per 24 ore.
La motivazione che ha spinto gli operatori a scendere in piazza,
À data dalla presa di posizione dei rappresentanti delle maggiori
associazioni imprenditoriali del settore, che dopo circa tre
anni di lavoro comune per giungere ad un contratto unico,
hanno deciso di interrompere le trattative.

Convegno sui rifiuti industriali
Si terrá il 14 dicembre a Milano la Seconda giornata di studio
sul "Recupero di Rifiuti da cicli industriali: implicazioni
tecniche e normative". L'Anpa, in collaborazione con l'UNI,
organizza questa seconda giornata, la prima si À tenuta a
Roma la scorsa settimana, per presentare, all'interno del
quadro normativo nazionale ed europeo, i risultati dei prodotti
di validazione di alcuni metodi di caratterizzazione dei rifiuti,
con riferimento alla legge vigente. L'incontro si terrá a
partire dalle 9, con la registrazione dei partecipanti, presso
l'UNI di via Battistotti Sassi 11/b. La partecipazione
À gratuita.
Per ulteriori informazioni contattare:
|
UNI
|
Dott.ssa Piazza tel. 02/700.24.379
|
|
ANPA
|
Dott.ssa Balzamo tel. 06/50072948
Dott. Centioli tel. 06/50072936
|

I rifiuti di Padova
Padova - La gestione dei rifiuti urbani di Padova À in attesa
di un piano complessivo. La provincia ha sollecitato, nel
corso delle consultazioni in sede di commissione consiliare
per l'ambiente, la Regione Veneto, affinch÷ intervenga al
piö presto per giungere a una definizione del piano provinciale
e regionale sui rifiuti. I rappresentanti della Provincia
e dei quattro consorzi di bacino padovani hanno sottolineato,
nel corso dei lavori, la sostanziale convergenza tra le previsioni
del piano regionale per l'area padovana e le scelte adottate
nel piano provinciale: raccolta differenziata al 50 %, potenziamento
della selezione e del trattamento frazionato dei rifiuti,
riduzione del conferimento in discarica al 10-11 % del tonnellaggio
annuo, avvio della terza linea dell'inceneritore di San Lazzaro.
Tra i problemi evidenziati, la difformitá tra la quota di
raccolta differenziata prevista per il bacino Padova 2 dal
piano provinciale (35 %) e regionale (almeno il 50 %), la
carenza di una programmazione certa sugli impianti di combustione
della frazione secca e, a chi spetta il diritto di imporre
la maggiorazione tariffaria per il conferimento in discarica.
fonte: www.e-gazette.it
Matteoli: i rifiuti vanno riciclati o
inceneriti
Palermo - Riciclare o bruciare i rifiuti: sono queste le
scelte obbligate che anche l'Italia dovrá fare per evitare
che la stragrande maggioranza dei rifiuti solidi urbani finiscano
nelle discariche. Questo À in sintesi il messaggio lanciato
dal Ministro dell'Ambiente Altero Matteoli nel corso di un
convegno che si À svolto a Palermo nelle scorse settimane.
Il convegno "Da emergenza ambientale a risorsa energetica",
era dedicato ai rifiuti. Le parole del Ministro intervenuto
al convegno, sono state forti: "˜ necessario -ha sostenuto
Matteoli- verificare l'opportunitá di cambiare il metodo di
smaltimento e passare al riciclaggio o all'incenerimento.
Non possiamo continuare a mandare il 75-80% di rifiuti solidi
urbani nelle discariche". Sul commissariamento della Regione
Sicilia sull'emergenza rifiuti, l'on. Matteoli ha poi detto
di averlo ricevuto in ereditá dal precedente governo e che
allo stato attuale non ci sono i presupposti per tornare al
regime normale.
fonte: www.e-gazette.it

Arte e rifiuti: ai Foci il consenso si
consolida
Siena -Il camper sul terrapieno resterá a Poggibonsi. "Illuminated
Sanctuary of Empty Skins", l'installazione di arte contemporanea
realizzata in settembre nei pressi dell'impianto di trattamento
dei rifiuti in localitá Foci, assumerá un carattere permanente.
Con ogni probabilitá, infatti, la Sienambiente S.p.A. adotterá
definitivamente l'opera realizzata dall'artista giamaicano
Nari Ward nell'ambito dell'edizione 2001 di "Arte all'Arte",
l'iniziativa dell'"Associazione Arte Continua" che ancora
una volta ha riportato la creativitá artistica dei nostri
giorni in alcuni suggestivi angoli della Toscana. L'annuncio
della prossima acquisizione definitiva dell'opera di Ward
À stato dato dal vicepresidente di Sienambiente, Carlo Iozzi
nel corso dell'ultima conferenza del ciclo "Conoscere l'arte,
conoscere i rifiuti" tenutasi qualche giorno fa a Poggibonsi
nel Palazzo Comunale. "Sará presumibilmente questa la conclusione
di una prima intensa collaborazione con Arte Continua ed il
Comune di Poggibonsi - ha affermato Iozzi - quasi tre mesi
davvero proficui, dall'inaugurazione dell'installazione ad
oggi, durante i quali sono state coinvolte un migliaio di
persone dalle etá e le provenienze piö diverse in momenti
di vero arricchimento culturale e sociale, verso il superamento
della logica del mero rifiuto e la comprensione dei benefici
diffusi indotti da corrette attivitá finalizzate al riuso".
Una soddisfazione del tutto condivisa dal sindaco di Poggibonsi
Luca Rugi, che ha fortemente voluto l'iniziativa, ma anche
dall'assessore regionale all'Ambiente, Tommaso Franci. Il
carattere inedito ed al tempo stesso straordinario di quanto
realizzato a Poggibonsi, À stato colto anche dagli altri intervenuti
alla conferenza. Cosœ si À espresso ad esempio Dino Cecchi,
uno dei massimi esperti italiani in tema di recupero delle
risorse: "In 26 anni di attivitá ho visitato impianti in tutto
il mondo, dal Giappone alla Finlandia, ma non ne ho mai trovato
uno affiancato da un'opera d'arte." Cecchi ha poi sottolineato
come a ben vedere, tra mondo dell'arte e quello dei rifiuti
la distanza concettuale sia in realtá molto breve: "per chi
sa leggerli, i rifiuti di una civiltá contengono sia la storia
di un popolo che l'evoluzione dell'economia, o della cultura".
Per informazioni: Sienambiente S.p.A. oppure
Adm Italia - Siena tel: 0577/310005 347/7617418 fax 0577/309011
mail: press@adm-italia.com

Taranto: la nuova campagna À premiante.
Taranto - "Taranto, segno di distinzione" À lo slogan della
nuova campagna per la raccolta differenziata. Nuovo anche
il metodo: differenziare, ma senza sforzo. Grazie all'impegno
dell'Amiu (azienda speciale del Comune di Taranto) e alla
gestione di Ecopolis (la societá che materialmente effettuerá
la raccolta), l'amministrazione intende colmare il ritardo
rispetto agli obiettivi posti dal decreto Ronchi utilizzando
le piö moderne tecniche di raccolta, che consentono la separazione
dei rifiuti senza pesare troppo sui cittadini. Ecopolis ha
scelto infatti la raccolta multimateriale, piö semplice da
effettuare perch÷ richiede minori ingombri nelle abitazioni
(due cestini anzich÷ cinque). Ma lo fa soprattutto cercando
l'attiva collaborazione da parte dei cittadini attraverso
la "misurazione" del loro grado di collaborazione. I cittadini
dei quartieri piö "diligenti" saranno premiati: nella piazza
piö vicina o nel giardino condominale, saranno installate
panchine, fioriere, scivoli per bambini o altri arredi urbani
(tutti in materiale riciclato). Attraverso l'incentivo a migliorare
lo stato generale dell'ambiente, si contribuisce anche concretamente
a migliorare la propria cittá. E' questo il messaggio che
la campagna di comunicazione, ideata dall'agenzia Comm-unity
di Bari, intende far passare, introducendo meccanismi premianti
e di coinvolgimento diretto verso un obiettivo comune. E il
sindaco di Taranto, Rossana Di Bello, ha giá fatto proprio
il messaggio, promettendo, in aggiunta agli elementi di arredo
urbano in palio, anche cento milioni alla circoscrizione che
nell'anno si sará distinta nella raccolta differenziata. La
somma potrá essere destinata dalla circoscrizione alle attivitá
culturali, ludiche o sportive del territorio. Un segno di
distinzione che produrrá attivitá sociali e culturali per
ognuno dei cinque anni durante i quali si dispiegherá la campagna
di sensibilizzazione.
Per ulteriori informazioni contattate:
Agenzia Comm-unity tel: 080/5240330
Dott. Daniela Celestino cell. 347/3368109

Corso di Laurea in "Tecnologie Chimiche
per l'Ambiente e per la Gestione dei Rifiuti"
Rimini - Martedœ 11 dicembre alle ore 15.00 presso l'Aula
Magna dell'Universitá di Rimini, in via Angherá 22, sará inaugurato
l'Anno Accademico 2001-2002 del Corso di Laurea in Tecnologie
Chimiche per l'Ambiente e per la Gestione dei Rifiuti (Te.Chi.A.R).
Si tratta di un primo corso che ha come obiettivi: la formazione
di laureati con buone conoscenze di base in diversi settori
della chimica e conoscenze piö specifiche in Chimica dell'Ambiente
e nelle Tecnologie per la Gestione dei Rifiuti. All'attivazione
del Corso di Laurea, unico in Italia, hanno contribuito la
Fiera di Rimini, l'AMIA, L'ARPA, l'Uni.Tu.Rim.
Esso sicuramente sará di riferimento culturale alle proposte
ambientali che si vorranno realizzare in ambito Emiliano Romagnolo
ed oltre.
Per informazioni consultare il sito: www.rimini.unibo.it

Efficacia del diritto ambientale
Nell'ultimo studio pubblicato dall'Agenzia Europea per l'Ambiente,
dal titolo "Reporting on environmental measures: Are we being
effective?" emerge purtroppo che le autoritá preposte, sia
a livello nazionale che comunitario, non riescono tuttora
a stabilire con chiarezza un nesso causale tra le misure adottate
e le relative ricadute sull'ambiente. Inutile quindi negare
l'oggettiva difficoltá a misurare l'efficacia della legislazione
ambientale, nonostante gli Stati Membri lamentino una eccessiva
serie di obblighi di reporting. Le informazioni raccolte dai
vari report, infatti, risultano di scarsa efficacia nello
stabilire una relazione causa-effetto tra le misure adottate
e l'ambiente. In particolare, lo studio si interroga sull'esistenza
di strumenti e metodologie alternativi, diversi cioÀ dal tradizionale
report, che consentano di effettuare una valutazione dell'efficacia
del diritto ambientale. Dallo studio EEA emerge quindi un
duplice segnale: da un lato, occorre far evolvere il sistema
di reporting in modo che offra elementi in grado di determinare
l'efficacia del diritto ambientale; allo stesso tempo, À opportuno
snellire il carico di report attualmente gravante sugli Stati
Membri, onde consentire a questi ultimi di concentrarsi sui
dati di effettiva rilevanza.
Questo tipo di approccio À riflesso nella decisione sul sesto
programma d'azione per l'ambiente, attualmente in discussione
al Parlamento e al Consiglio.
fonte: www.qec.it

"Piano regionale di azione ambientale
per un futuro sostenibile"
Bologna - Al via entro fine anno la programmazione operativa
del "Piano regionale di azione ambientale per un futuro sostenibile"
con il trasferimento alle Province di 123 miliardi. Giá al
lavoro la "Cabina di regia regionale", uno strumento di decisione
partecipata, che coinvolge la Regione Emilia-Romagna e le
nove Province del territorio. "Il metodo utilizzato per costruire
questo Piano - ha dichiarato l'Assessore regionale all'ambiente
Guido Tampieri - À volto a suscitare il coinvolgimento di
tutti i settori istituzionali e privati e si sta rilevando
proficuo. La nostra Regione ha quanto mai bisogno di una nuova
generazione di politiche ambientali che diano risposte ai
principali problemi della tutela delle risorse idriche, della
difesa della costa e dell'inquinamento dell'aria. L'obiettivo
À di orientare in modo piö ecologico ed efficiente, il nostro
modo di produrre e consumare". La Giunta regionale dell'Emilia-Romagna
ha approvato, nei giorni scorsi, un vademecum per la programmazione
e la gestione operativa in attuazione del "Piano di Azione
ambientale per un futuro sostenibile, triennio 2001-2003".
I progetti che le province elaboreranno in quanto principali
attuatori degli interventi pubblici sull'ambiente, saranno
valutati dalla "Cabina di regia" che ha il compito di sovrintendere
alla definizione dei programmi operativi, verificarne la coerenza
con gli obiettivi indicati nel Piano e monitorare l'esito
delle azioni programmate a livello locale, individuando eventuali
aggiornamenti e modifiche. Della cabina di regia fanno parte
l'assessore regionale all'ambiente e sviluppo sostenibile
Guido Tampieri, che presiede, gli assessori all'ambiente delle
Province, un nucleo di dirigenti della Direzione regionale
Ambiente della Regione. Saranno coinvolte anche le associazioni
ambientaliste, le imprese, i sindacati e il mondo della ricerca
scientifica. Giá entro la fine del 2001 saranno erogati alle
Province una prima tranche dei finanziamenti regionali previsti.
Si tratta di 123 miliardi ripartiti sulle nove province del
territorio. Per quanto riguarda il finanziamento che sará
erogato, le Province si sono impegnate ad utilizzarne il 50%
per la tutela e il risparmio delle risorse idriche. Il restante
50% sará suddiviso per interventi di miglioramento della qualitá
dell'aria, per la gestione dei rifiuti, per la bonifica dei
siti inquinati, per l'adozione di sistemi di gestione ambientale
territoriali e all'interno degli enti, per aree industriali
ecologicamente attrezzate.
Per informazioni sul Piano À consultabile il sito web: www.regione.emilia-romagna.it
nel quale sono disponibili tutti i documenti e un Forum on-line
per proposte e osservazioni.

Rimini ha salvato 1130 alberi.
Rimini - Turisti attenti alla salvaguardia dell'ambiente:
À quanto emerge dalla lettura dei dati di Amia spa relativi
alla raccolta differenziata nel Comune di Rimini nei mesi
estivi. In particolare, dai dati relativi ai mesi estivi,
emerge come siano decollate la raccolta della carta, del vetro,
dell'organico e della plastica, confermando il trend positivo
del comune. Dal primo gennaio al 30 giugno 2001, sono state
conferite in maniera differenziata 12.669,88 tonnellate di
rifiuti, ed ora l'obiettivo À di arrivare a quota 35%, richiesta
dal Decreto Ronchi. La raccolta della carta, nell'estate,
À aumentata del 56,11%, raggiungendo le 900 tonnellate. Secondo
studi basati su dati e misurazioni relativi alla quantitá
di carta destinata al riciclaggio, si pu¤ cosœ affermare che
grazie all'impegno dei riminesi sono stati salvati circa 1130
alberi. Stesso risultato positivo per la raccolta del vetro:
circa 5 milioni le bottiglie recuperate, per un totale di
1.400 tonnellate che potranno essere riutilizzate per produrre
altro vetro. Importante anche il dato relativo alla plastica:
la raccolta differenziata in questo settore À aumentata del
33,56% e conteggiando anche la plastica pervenuta dalla raccolta
multimateriale, si raggiungono le 52,9 tonnellate. Dati, dunque,
eccellenti conseguiti per merito delle campagne di informazione
svolte, delle "isole ecologiche" realizzate, del maggior coinvolgimento
di operatori ed albergatori grazie al quale À stato possibile
reinserire nel ciclo produttivo materiali altrimenti destinati
allo scarto.
fonte: www.distintirifiuti.it

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