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Pubblicazione di
Legambiente Campania a cura di Massimo Santucci - Achab Group s.r.l.

Coordinamento della ricerca:
Legambiente Campania
in collaborazione con C.OP.ECO. scarl
Coordinatore:
Lorenzo Tani - Legambiente


            La chiusura di alcune discariche consortili nei primi mesi del 2001, ha avuto come conseguenza l’impossibilità da parte di molti Comuni di “liberarsi” con regolarità dei propri rifiuti. Era l’ennesima “emergenza rifiuti”. Da allora molte cose sono cambiate e grazie anche al supporto tecnico e finanziario del Commissariato di Governo per l’Emergenza Rifiuti della Regione Campania, molti Comuni hanno radicalmente modificato il sistema di gestione dei rifiuti, imboccando con decisione la strada della “raccolta integrata” (o secco-umido), in cui la raccolta differenziata dei vari materiali assume un ruolo prioritario.

            Legambiente Campania in questo studio vuole riportare le esperienze significative di raccolta secco-umido dei rifiuti avviate nel corso del 2001 in Campania, in modo da fornire utili indicazioni progettuali e gestionali ad amministratori, tecnici comunali e responsabili di aziende; ed arricchire il dibattito con qualche elemento in più di valutazione e di confronto.

            Va sottolineato che un sistema di gestione dei RU non “costa” per la quantità di rifiuti raccolti ma per la sua struttura operativa complessiva (personale, automezzi, frequenze di raccolta, servizi attivati, ecc…). che unitamente alla qualità/quantità della raccolta differenziata ne determina la sua competitività economica.

            Per un’obiettiva valutazione dei dati si è proceduto ad una stima verifica dei costi di smaltimento, stimandoli sulla base dei costi in essere presso gli impianti di smaltimento autorizzati in Campania (pari a E 77,46 per tonnellata per i rifiuti indifferenziati e a E 38,73 per tonnellata per il rifiuto organico), come riportato nella tabella seguente.


Fonte: Ns. elaborazione su dati Amministrazioni Comunali, anno 2001
1. Per il comune di Vairano Patenora, considerato che delle 200 tonnellate anno di ingombranti circa il 90% è destinato all’effettivo recupero, il dato finale di RD si attesta al 78%. Per uniformità di analisi si è escluso tale valore dal calcolo della % di RD.
2. I Comuni contrassegnati da * ** *** hanno attivato la raccolta secco-umido a partire, rispettivamente, da luglio, settembre e ottobre 2001.
In questo caso, per uniformità di analisi, si è provveduto a proiettare i risultati parziali sull’intero anno 2001.

Dall’analisi dei dati risulta che il Comune di Palma Campania registra il costo di gestione (raccolta, trasporto e smaltimento) più basso e pari a circa 55 Euro per abitante, con un sistema di raccolta porta a porta che garantisce una percentuale di raccolta differenziata pari al 53% e quindi decisamente al di sopra degli obiettivi previsti dal Decreto Ronchi.

I dati esposti intendono introdurre ulteriori elementi di riflessione e di confronto alla discussione circa l’opinione diffusa secondo cui “è inevitabile che la raccolta differenziata integrata o secco-umido comporti sensibili aumenti dei costi di gestione”. Uno degli elementi di fondo che emerge dal progressivo consolidamento dei sistemi di raccolta secco-umido e che incide sensibilmente sulla struttura dei costi è il passaggio da un modello operativo aggiuntivo – con una maggiorazione dei costi complessivi di gestione per ogni nuovo servizio di raccolta differenziata che va ad aggiungersi alla raccolta del rifiuto indifferenziato o tal quale – ad un modello operativo integrato; cioè un sistema in cui l’introduzione di un nuovo circuito di raccolta differenziata va a modificare radicalmente le caratteristiche organizzative degli altri circuiti (ad es. in termini di automezzi impiegati, frequenze di raccolta, ecc…) ed in particolare del rifiuto indifferenziato.
Tale analisi dei costi del servizio andrà in seguito approfondita e migliorata quando sarà possibile avere un maggior numero di informazioni e dati di costi dettagliati.

 



          La tabella seguente riporta l’elenco dei Comuni che nel corso del 2001 hanno introdotto sistemi di raccolta dei rifiuti secco-umido.

Tabella 2: i dati quantitativi dei Comuni secco-umido, anno 2001

Dalla tabella si evince che:
• Il numero di Comuni che in Campania nel 2001 hanno attivato sistemi di gestione integrata dei rifiuti è pari a 68, interessando quasi un milione di abitanti, cioè pari al 15% circa della popolazione regionale.
• I Comuni più numerosi e con risultati quantitativi migliori, ricadono nella prima fascia demografica cioè fino a 10.000 abitanti residenti; mentre i Comuni medio-grandi stentano ad allinearsi a sistemi di gestione virtuosa dei rifiuti.
• I Comuni oggetto dell’indagine sono localizzati prevalentemente nelle province di Napoli e Salerno.
Nessuna esperienza in tal senso è stata avviata in Comuni della Provincia di Benevento.
Nel corso del 2002 il numero dei Comuni Campani che hanno avviato raccolte integrate dei rifiuti è aumentato notevolmente, fino a raggiungere circa 120 Comuni per un totale di 1.400.000 serviti.
(Fonte: Commissariato di Gogerno Emergenza rifiuti in Campania, luglio 2002).


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