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Comuni
Ricicloni 2000
Le quattro Italie dei Comuni
Ricicloni
I Comuni Ricicloni 2000 sono 300!
(di Teresa Borgonovo fonte Rifiuti Oggi n°
102-103-104)
Basterebbe questo dato per decretare il successo di uniniziativa
nata in sordina, in ambito regionale, nel 1994 quando i comuni
premiati allora, erano una decina e tra questi, Bellusco (MI)
e Monticello Brianza (LC) raggiungevano la iperbolica quota
del 31 % e deI 41 % di raccolta differenziata. Hanno fatto
scuola e continuano a farla, ma insieme ad altri; ora superano
il 70% e sono in una compagnia ancora molto ristretta, i cui
risultati pur sotto gli occhi di tutti, sono ancora spesso
criticati o dichiarati non veri: sono veri, certificati e
verificati. I comuni che superano il 70% di R.D. sono undici
e tre superano il 75%: Torre Boldone (77.36%); Bellusco
(76,25%); Villa di Serio (75,47%).
Ad eccezione dei fuori classe, leccellenza dellimpegno
nei riciclaggio dei Comuni italiani però è evidenziata
dal numero citato allinizio: 300 di cui 206 si attestano
oltre il 50%.
Sono doverose alcune annotazioni, anzitutto circa il Sud
Italia che si presenta diviso in due: un mezzogiorno che sta
producendo risultati anche eclatanti - per la prima volta
un comune, SantOmero (TE). si affaccia ai risultati
lombardi e veneti con un 50% pienissimo di R.D. e sta
facendo da traino per una decina di comuni limitrofi; per
la prima volta riusciamo ad attribuire un premio per la raccolta
del verde e dellorganico; non solo, un piccolo comune.
Rocca San Giovanni (CH) sta diventando centro di divulgazione
del compostaggio domestico per un intero territorio; Potenza
rappresenta il primo caso di un risultato significativo tra
i capoluoghi di provincia (10%). Accanto a questo Sud, cè
invece il Sud in emergenza, unemergenza oramai cronicizzata
che in alcune situazioni sta diventando gravissima. In questo
deserto (il costo di smaltimento medio in una discarica siciliana
è di 100 £/kg.) ci sono esperienze coraggiose, come
quella intrapresa da Pomigliano dArco (NA) che ha avuto
una menzione speciale per il coraggio di iniziare, in una
realtà difficile come quella della Campania urbana,
la sperimentazione della raccolta dellorganico e, soprattutto,
di costituire una società di gestione diretta del servizio
che sottrae territorio alle ecomafie e di dotarsi di un impianto
di compostaggio. In Puglia, incomincia a strutturarsi una
gestione per piccolissime aree che si sta consolidando: Maglie
(Lei) sfiora l obiettivo del Decreto Ronchi per il 1999;
lauspicio è che queste piccole aree allarghino
e diventino capofila di nuova eccellenza.
Anche il Nord è diviso in due; il Nord di alcune province
lombarde, Lecco, Bergamo. Milano, Lodi. realtà del
Varesotto, interi Bacini del Veneto (nel vicentino e nel padovano)
soprattutto e di alcune aree dellEmilia Romagna, con
esperienze consortili avanzatissime e consolidate, esperienze
comunali fatte di passioni personali, laboratori interessanti
sulla sperimentazione della tariffa e il Nord assente:
le province Lombarde del pavese o del bresciano, il gambero
Milano, la Liguria che segnala sparuti 20% e il Piemonte,
che si riscatta con isole del novarese (Meina 52%), Biella
(26%) e con il capoluogo Torino (al 18.8%). Nel Nord di punta,
invece, il primo dato evidentissimo è la massiccia
avanzata dei comuni del Veneto, nei bacini del Vicentino soprattutto,
che stanno insidiando gli storici primati lombardi; ci sono
poi le realtà del Trentino Arto Adige con esperienze
interessanti su molti fronti, dalle politiche di acquisto
di Bolzano, alle politiche volte alla riduzione della provincia
di Bolzano, alla sperimentazione sulla pesatura di Bressanone.
In Lombardia una nuova provincia ha fatto capolino nel club
50%: la provincia di Cremona, con ben sei comuni. I 300 comuni
sono la grande miniera di materia che alimenta lindustria
italiana del riciclo, industria finalmente riconosciuta a
un autorevole livello come vero e proprio comparto industriale.
L industria italiana del riciclo è quella che,
più di altre in Europa e nel mondo, è stata
in grado di affinare, in eterna penuria di materie prime,
tecnologie per processare materie prime seconde. Un esempio
recentissimo è stato quello delle cartiere Reno De
Medici, che modificando gli impianti, sono riuscite ad aumentare
sensibilmente linput di maceri da raccolta differenziata:
da 29mila t/anno a 40mila! Eppure siamo ancora davanti al
paradosso di unitalia che smaltisce I80% dei rifiuti
in discarica e unindustria che importa materie prime
seconde da raccolte differenziate di altri paesi
Oltre ai rifiuti solidi urbani, laltra fonte di alimentazione
dell industria italiana del riciclo sono i rifiuti speciali.
Sempre più spesso, però, i due flussi si uniscono,
soprattutto in quelle realtà territoriali dove prevale
il tessuto delle piccole e medie imprese. Questo elemento
si rileva, a volte, da un aumento della produzione pro capite,
dato da ritenersi positivo se gestore del servizio è
in grado di intercettare questi flussi correttamente, praticando
la separazione per materiali. Quindi è necessaria unulteriore
grande spinta che provenga dalle Amministrazioni Locali che
vada noi senso di una logica di sistema, in cui le
peculiarità locali siano tenute nel debito conto di
una programmazione, per ambito ottimale, che riesca a realizzare
economie di scala e, quindi, efficienza. Sostenuti
da questa logica di sistema abbiamo questanno
deciso, insieme alla giuria, di tracciare un segno forte,
introducendo un nuovo premio per le esperienze consortili
di bacino, di ambito.
"Cento di questi Consorzi" è la dicitura,
che reca la targa premio per Consorzio Est Milanese 400mila
ab. che separano 50% dei rifiuti prodotti e per
Consorzio Ente di Bacino Vicenza 3 che, pur con un popolazione
più limitata, 114miia ab., arriva addirittura al 61
% di R.D.
Dunque, ci sono sistemi che devono incontrare e integrare:
lindustria che ha bisogno una maniera di materie prime
seconde più ampia e con maggiori gradi di purezza,
che deve essere in grado sia di innovare i processi in modo
o poter produrre con meno scarti e con un minor input di materia
prima vergine e u maggior input di materia prima seconda,
di riprogettare i prodotti secondo il concetto "dalla
culla alla tomba" (un altro piccolo esempio Barilla riprogettando
limballaggio di trasporto e la modularizzazione del
pallet ha ottenuto, nella Iogistica dei trasporti, di ovimentare
104.617 pallet in meno per un totale di ben 3.170 trucks in
meno su strada) Dallaltra parte cè il sistema
delle Pubbliche Amministrazioni che deve evolvere verso logiche
di bacino e, nella stragrande maggioranza del paese,
verso una maggior sensibilità per le politiche ambientali
di sostenibilità dello sviluppo.
Il grande freno è ancora e sempre costituito dalla
mancanza di impianti, industriali e soprattutto di compostaggio,
mentre mai sopita è la passione per il fuoco, insensata
soprattutto laddove non ci sono neanche più i rifiuti
da bruciare, grazie alle elevate rese delle raccolte differenziate.
La passione del fuoco è pesantemente intervenuta
anche nella discussione sul metodo di calcolo delle raccolte
dfferenziate pretendendo che anche i materiali conferiti a
incenerimento rientrino nel calcolo di efficienza.
Un auspicio è che al più presto possa avviarsi
a regime la rete di Convenzioni con i consorzi di filiera
e i comuni, affinché si liberino risorse finalizzate
allottimizzazione della gestione, all informazione
e implementazione delle raccolte dfferenziate.
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